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En Minor - When the Cold Truth Has Worn Its Miserable Welcome Out
12/10/2020
( 967 letture )
Il progetto En Minor trova le sue origini quando Philip Anselmo era un innocente bambino di 9 anni alle prese con la sua prima chitarra. Egli, infatti, ha affermato:

Non avevo la pazienza di imparare la musica di altre persone, quindi ho scritto la mia. Non avevo la pazienza di imparare la musica di altre persone, quindi ho scritto la mia.

Per chi non lo conoscesse Philip Hansen Anselmo (New Orleans, 30 giugno 1968) è un cantante e musicista statunitense di origine italiana, noto innanzitutto per essere stata la voce del gruppo groove metal Pantera dal 1986 fino al 2003. La sua carriera però non si è affatto conclusa ed è diventato anche il frontman dei Down, dei Viking Crown, dei Superjoint, dei Christ Inversion, degli Arson Anthem e i suoi ultimi progetti sono stati: Philip H. Anselmo & The Illegals e Scour. Tutto questo fa indubbiamente sorgere alcune aspettative nei confronti del suo non proprio nuovo gruppo En Minor. Effettivamente, ci è voluto del tempo prima che l'album ottenesse la sua forma finale, sebbene alcune canzoni siano state scritte tanto tempo fa, quando Anselmo era un ragazzo.
Finalmente però, il 4 settembre 2020, è stato pubblicato l’album When the Cold Truth has Worn its Miserable Welcome Out tramite Anselmo's Housecore Records in Nord America e attraverso Season of Mist in Europa ed è da considerare come il risultato di un grande impegno da parte di alcuni musicisti conosciuti, tra cui Kevin Bond e Jimmy Bower. La maniera migliore per definire il genere a cui appartiene questo disco è “Depression Rock”, in quanto è possibile percepire, dall’ascolto, una sorta di malinconia e oscurità, dove il tono di voce profondo da baritono di Philip risulta essere l’elemento principale (in realtà, osservando la lunga carriera del cantante, questa non è una novità, ma in questo momento trova uno spazio più ampio per manifestarsi nel modo migliore).

L’album si apre con la lenta melodia di Mausoleum, la quale conduce l’ascoltatore ad uno stato di disorientamento e sconforto mediante anche l’uso di determinate parole del testo (Love is but a word, and I’m finding it hard to believe…). A tal proposito, non è da sottovalutare il magistrale lavoro del talentuoso artista Steve Bernal con il suo violoncello. Inoltre bisogna considerare anche la solida influenza della musica di Tom Waits, presente in particolare nella seconda traccia, Blue: difatti la voce quasi parlata e il ritmo martellante rammentano un album dello stesso Tom Waits: Rain Dogs del 1985. Con l’uso di voci dai toni molto bassi e una classica forma blues, viene realizzata On the Floor, che, a partire dal titolo, è in grado di portare verso il basso l'ascoltatore. I temi principali di questo disco fanno riferimento a storie vere, riportate brillantemente e mutate in canzoni strazianti che narrano, in modo particolare, della dipendenza da farmaci contro il dolore cronico e il corrispondente senso di disperazione, così fortemente oppresso dalla depressione. In seguito sono rilevabili le influenze sempre di Tom Waits e di Nick Cave con la traccia Dead Can't Dance, la quale trasmette vibrazioni insolite, soprattutto nel pattern ritmico e nella voce. Love Needs Love infonde invece un’emozione di inevitabile inquietudine grazie alla voce di Anselmo che suona quasi come una malinconica ninna nanna e ad una consapevole unione di chitarra, violoncello e fisarmonica. Intanto, sono presenti anche delle vibrazioni psichedeliche nella canzone Warm Sharp Bath Sleep e in Melancholia sembra che Anselmo stia cantando vicino all’ascoltatore, quasi nello stesso ambiente. L’energetica This is Not Your Day ricorda alcune canzoni dei Down, mentre Black Mass comprova che un genere musicale come il blues, per quanto possa essere "sporcato", ha ancora tanto da dare da un punto di vista creativo, anche per via di un apprezzabile assolo di chitarra. Viene dato un aggiuntivo livello di ansia con Hats Off, dove la voce di Philip Anselmo si fonde con il suono opprimente della chitarra e dei tasti e l'ultima traccia del disco, Disposable for You, presenta un aspetto più sperimentale, dato che traspare l’idea che ci siano due o tre canzoni fuse da un sottile ma costante senso di tristezza e isolamento.

In conclusione, l’album When the Cold Truth has Worn its Miserable Welcome Out è da considerare capace di rivelare un insolito lato di Philip Anselmo, più sensibile. La band, formata ovviamente da musicisti esperti, prende spunto dal blues, uno dei generi musicali più caratteristici negli Stati Uniti d’America, ma ha comunque uno stile efficiente e ben sviluppato.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
82.28 su 7 voti [ VOTA]
xxx
Domenica 18 Ottobre 2020, 16.58.01
13
Piaciuto veramente molto! Certo, per ascoltarlo bene bisogna essere dell'umore giusto. Ma tra inverno e pandemia diciamo che è tragicamente facile esserlo!
Ezra
Domenica 18 Ottobre 2020, 3.26.15
12
Broken Arrow@ vai ad ascoltare gli Amaranthe allora, è quella la roba che va bene per quelli come te.
sgraaang
Mercoledì 14 Ottobre 2020, 9.28.45
11
Gran disco, immenso Filippone che trova ancora un modo, diverso, di esternare il disastro interiore che lo accompagna da tutta la vita. Ammetto che, a mio parere, per goderselo e non sentirlo noioso bisogna essere nel giusto mood e con la giusta atmosfera, quindi concordo col voto, forse gli avrei dato anche qualcosa in meno. Non concordo con l' affermazione: "se non ci fosse Anselmo non se li filerebbe nessuno", semplicemente sarebbe un bel album per chi ascolta il genere proposto, il fatto che ci sia Phil porta inevitabilmente l'album ad una maggiore visibilita'. Appoggio in pieno No Fun su Jimmy e la sua acconciatura....ma ci aggiungo che e' una cazzo di macchina con la chitarra
Shock
Martedì 13 Ottobre 2020, 19.10.46
10
Infatti io confrontavo le proposte musicali, non il "contorno".
No Fun
Martedì 13 Ottobre 2020, 16.41.55
9
Ciao @Shock, no ma il confronto sui dischi ci sta, ci mancherebbe, è nel senso dei rispettivi progetti (minchia che odio questa parola, sembra di esaminare degli architetti) che può risultare fuorviante, secondo me.
Shock
Martedì 13 Ottobre 2020, 16.20.45
8
@NoFun: il confronto con i Me and that Man va' fatto col primo disco, il secondo è diverso.
No Fun
Martedì 13 Ottobre 2020, 15.35.29
7
Sono d'accordo con @Korgull. Alex, beh è probabile, penso sia un lavoro che può interessare chi già seguiva la scena di New Orleans. Per me ci sta un 70. Non sono d'accordo con la recensione quando dice che il disco rivela un lato insolito di Anselmo, più sensibile. Perché non credo sia affatto insolito e non credo si tratti di sensibilità ma di doversi sfogare, e ci sento la stessa rabbia sofferenza che sento nei Down, nel Great Southern Trendkill, che prova a sfogare negli altri progetti black o con le malattie mentali degli Illegals. Anche per questo trovo il paragone con Me and That Man fuorviante. A Nergal è riuscito meglio (ho ascoltato solo l'ultimo) ma si tratta di concedersi un diversivo con altra musica di suo gusto e lo fa con disinvoltura. Non è così per Anselmo che pur cambiando sonorità resta nel suo territorio. Spero possa andare avanti così cercando di migliorarsi, non necessariamente come En Minor. Ad esempio, perché no un album folk blues acustico dei Down? Comunque Jimmy Bower con le treccine nella foto del gruppo non si può vedere
Alex
Martedì 13 Ottobre 2020, 14.17.04
6
Non ci fosse Filippo dietro il microfono non se li filerebbe nessuno.... Arridateci i Down con un album intero cazzarola!!!
Broken Arrow
Martedì 13 Ottobre 2020, 14.15.38
5
Ottima l'idea, ma dopo quattro pezzi ti fai delle dormite colossali, cazzo
Korgull
Martedì 13 Ottobre 2020, 13.00.35
4
Vado controcorrente, a me piace molto, lo trovo un disco sincero ed onesto in cui la voce di Phil torna dopo decenni a far la differenza. Ascoltato con la giusta atmosfera da le sue soddisfazioni. Attenzione, non parlo di capolavoro, ma di buon disco si
SkullBeneathTheSkin
Martedì 13 Ottobre 2020, 10.48.36
3
I singoli mi avevano incuriosito. Mi erano anche piaciuti, ma forse un conto è ascoltare solo due/tre pezzi, per giunta "spinti" anche dall'effetto sorpresa... stavo ascoltando l'album intero proprio adesso e concordo che sia abbastanza palloso...
Matteo
Martedì 13 Ottobre 2020, 7.45.58
2
Potrebbe anche funzionare solo che dopo pochi minuti ti rendi conto che mancano le canzoni. Noia totale. Ovviamente parere personale
Shock
Martedì 13 Ottobre 2020, 1.30.39
1
Finalmente un disco dove la voce di Anselmo può ancora dire qualcosa (invece delle pessime prestazioni col gruppo cover dei Pantera); un disco che si muove sulle stesse coordinate di quello dei Me and that man (la recensione?), soprattutto primo disco, però dopo un po' di ascolti devo dire che il gruppo di Nergal lo trovo assolutamente migliore e con canzoni molto meglio fatte. Qui dopo un po' la noia è dietro l'angolo. Purtroppo bocciato.
INFORMAZIONI
2020
Anselmo’s Housecore Records / Season of Mist
Inclassificabile
Tracklist
1. Mausoleums
2. Blue
3. On The Floor
4. Dead Can’t Dance
5. Love Needs Love
6. Warm Sharp Bath Sleep
7. Melancholia
8. This Is Not Your Day
9. Black Mass
10. Hats Off
11. Disposable For You
Line Up
Phil Anselmo (Chitarra, voce)
Stephen Taylor (Chitarra)
Kevin Bond (Chitarra)
Steve Bernal (Violoncello)
Jimmy Bower (Batteria)
Calvin Dover (Tastiera, cori)
Joiner Dover (Basso)
Jose Gonzalez (Percussioni)
 
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