Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Armored Saint
Punching the Sky
Demo

Lazy Legs
Moth Mother
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/10/20
THEM
Return to Hemmersmoor

30/10/20
STORMBRINGER
Stealer of Souls

30/10/20
ENGST
Schone Neue Welt

30/10/20
THE FLOWER KINGS
Islands

30/10/20
YAWNING MAN
Live at Giant Rock

30/10/20
URIAH HEEP
Fifty Years in Rock

30/10/20
LIKE MOTHS TO FLAMES
No Eternity in Gold

30/10/20
SVARTSYN
Requiem

30/10/20
VISIONS OF ATLANTIS
A Symphonic Journey To Remember

30/10/20
DAME SILU DE MORDOMOIRE
A World of Shadows

CONCERTI

30/10/20
ULVEDHARR + GUESTS
DRUSO - RANICA (BG)

30/10/20
OTTONE PESANTE
INK CLUB - BERGAMO

30/10/20
HELLUCINATION + NEBULAE
TRAFFIC CLUB - ROMA

31/10/20
DEATHLESS LEGACY + DAMNATION GALLERY
CRAZY BULL CAFE' - GENOVA

31/10/20
OTTONE PESANTE
IL CASTELLO - PARMA

31/10/20
CLAUDIO SIMONETTI`S GOBLIN + VICOLO INFERNO
LOCOMOTIV CLUB - BOLOGNA

02/11/20
SCOTT STAPP
NEW AGE CLUB - RONCADE (TV)

03/11/20
FIT FOR A KING + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

04/11/20
W.A.S.P. (CANCELLATO)
HALL - PADOVA

05/11/20
W.A.S.P. (CANCELLATO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

Mad Max - Stormchild Rising
15/10/2020
( 487 letture )
Nella vita e nella musica la chiarezza di intenti è il miglior modo per convincere chi ti sta davanti. Così si apre la scheda stampa di questo album, concetto dal sottoscritto condiviso appieno e apprezzato, che dimostra massimo rispetto nei confronti dell’ascoltatore. I Mad Max sono una formazione quadrangolare che merita considerazione dal popolo hard rock, in primis per i quarant’anni di onorata carriera, in secundis per la schiettezza dimostrata nel proporre musica. Il quartetto teutonico, proveniente da Münster, magari non avrà mai pubblicato un vero e proprio album capolavoro riconosciuto, come tale, da critica e pubblico, ma continua a triturare, anni, chilometri, esperienze, mute di pelli e corde e album (14) da tanto tempo, con Michael Voss e Jürgen Breforth abbigliati da colonne portanti del monicker, anche se Voss è stato autore di parecchie fughe per incrociare la sua ascia con altre realtà, suonando con tantissimi gruppi, tra i quali ricordiamo Casanova, Phantom 5, Silver e Wolfpakk. Della formazione iniziale rimane il solo Jurgen, con l’ensemble passato attraverso diverse sfumature temporali, il primo album era titolato Heavy Metal non a caso, poi tanto hard in salsa tedesca e una svolta AOR, nei primi anni 2000, ben presto dimenticata a favore di una vena scrittoria che più si addice a questi ragazzi cresciuti a colpi di up tempo e schitarrate acchiappanti. Un salto a ritroso che va a pescare ispirazione, a piene mani, da release storiche come Stormchild, terzo ellepì in curriculum, passando attraverso il successivo Night of Passion (1987) fino ai più recenti Interceptor del 2013, e 35 di due anni orsono: il qui presente Stormchild Rising risulta emblematico nel recupero di un hard moderno con radici affondate nei tempi andati.

Bella la copertina, poi si parte con il gas aperto subito, ecco quindi giungere l’opener Hurricaned, bella sparata, con Voss che si dimostra cantante evocativo al servizio di uno scampolo gagliardo, con tante punteggiature dell’ascia solista e cori massicci in aroma teutonico, con tanto di solo-guitar incrociato e pregevole. Talk To The Moon cerca il chorus facilmente memorizzabile e ci riesce non mollando la presa sulla potenza e atmosfere che sfiorano l’epic, Eyes Of Love saluta con la mano anellata dal finestrino dell’auto in corsa, con tanto di sigaretta accesa, l’hard ottantiano con influenze europee alla Scorpions e luccichii losangelini, pezzo molto indovinato con un enorme lavoro delle chitarre. Ladies and Gentlemen, in due versioni compresa la single edit, si presenta come una song con striature melodiche fortissime e il singer sempre sugli scudi, mentre il drummer, Axel Kruse, compagno d’avventura di vecchia data del frontman, pesta durissimo e sfonda il rullante. Ottimo il solo acustico, incalzato da un intervento elettrico di impatto sofisticato e duellante. Mindhunter sgomma via che è un piacere, con il suo inciso lungo e cavalcate tetragone dei due chitarristi, così come accade anche nella turbolenta Rain Rain, satura di un reticolato a sei corde guerresco e incendiario. Gemini profuma di States sin dal primo secondo di timing e coinvolge grazie ad una produzione dinamica e lucidata a specchio, come tutto il disco d’altronde, Kingdom Fall, minutaggio più lungo dell’intero lotto, è un arazzo ispido e intricato di partiture, accecato dal ritornello splendente che ci regala la voce di Voss, poi sfreccia un brano rivoluzionario per il combo come The Blues Ain’t No Stranger, caratterizzato da andamento pesante di colore nero come una cava di carbone, liriche mai osate in precedenza, incentrate sulla maturità e le esperienze di vita, slide guitar insidiosa, coppia ritmica muscolare e una prova dietro il microfono eccellente, senza scordare un assolo centrale di grande libidine con guitar bollenti e azzannanti da parte di Oz Fox degli Stryper. Per la prima volta il gruppo usa la parola blues in un titolo: primogenitura azzeccata. Take Her è una cover dei misconosciuti yankee Rough Cutt del grandissimo vocalist Paul Shortino che appare in questa versione, alternandosi nelle strofe, una riproposizione ben riuscita con tanto di solismo pirotecnico e toni rochissimi e strozzati da parte del vocalist americano. Busted spiattella in faccia a tutti un riff incatramato con tanto di talk box a sovrapporsi, ritmiche lancinanti come nella tradizione a stelle e strisce degli eighties, impreziosito da un bridge bellissimo, sensibilmente migliore del ritornello, mentre tutto si chiude nella culla della seconda versione, levigatissima, di Ladies And Gentlemen, con tanto di cori dei ragazzini della armata Rock and Roll Children.

In definitiva Stormchild Rising si rivela un buonissimo disco tendente all’ottimo, con tutti gli ingredienti azzeccati: voce stentorea capace di coprire ampi spettri, chitarre selvatiche al fulmicotone, songwitring vario ma sempre calibrato, melodie chiare ma non troppo derivative e una sezione ritmica solida e mai al risparmio. Welcome back Mad Max.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
72 su 1 voti [ VOTA]
McCallon
Venerdì 16 Ottobre 2020, 0.46.58
3
I singoli non mi erano spiaciuti affatto, devo recuperare il disco completo.
Diego75
Giovedì 15 Ottobre 2020, 21.44.45
2
Il nuovo cd non l'ho ancora ascoltato....ma se sono come le uscite del passato ....non deludono....anzi non hanno mai raccolto cio' che hanno seminato di buono!....e molte altre band che facevamo pena negli anni 80....che hanno fatto 2 demo e un disco in croce ...piatto e monotono già all' epoca...adesso vengono definite band di culto....Non capisco perche' non hanno mai dato questo appellativo ai Mad Max.
Galilee
Giovedì 15 Ottobre 2020, 18.43.15
1
Storica band della NWOBHM. Mai cagata. Voglio ascoltarli.
INFORMAZIONI
2020
Steamhammer
Hard Rock
Tracklist
1.Hurricaned
2.Talk To The Moon
3.Eyes Of Love
4.Ladies and Gentlemen
5.Mindhunter
6.Rain Rain
7.Gemini
8.Kingdom Fall
9.The Blues Ain’t No Stranger
10.Take Her
11.Busted
12.Ladies And Gentlemen (Single Edit, Bonus Track feat. Detlev Jöcker and the Rock and
Roll Children)
Line Up
Michael Voss (Voce, chitarra solista)
Jürgen Breforth (Chitarra ritmica)
Thomas “Hutch” Bauer (Basso, cori)
Axel Kruse (Batteria)

 
RECENSIONI
70
63
75
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]