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Navian - Reset
19/10/2020
( 166 letture )
Una delle realtà più controverse e idiosincratiche della scena contemporanea progressive è di sicuro quella dei Polyphia, una formazione capace di comporre musica dai tratti non solo estremamente personali ma anche innegabilmente originali. Amati e odiati, sono però proprio loro ad aver influenzato decine di band e rispettive opere dall’altissima qualità compositiva, come ad esempio i giovanissimi Unprocessed -consacrati con l’ultimo disco a ottimi interpreti del prog moderno- o il nuovo trio norvegese Navian, nato e sviluppatosi dall’idea del bassista Espeseth dopo un concerto dei Polyphia. Ecco che in breve tempo, dopo nemmeno un mese per la precisione, i tre ragazzi in questione (chitarra, basso e batteria in un progetto prettamente strumentale) hanno ben deciso di proporre alla label locale, Indie Recordings, un EP di debutto di cinque tracce, denominato Reset. Già annunciato il vero esordio full-length per l’ormai sempre più vicino 2021, ciò che ci passa tra le mani è un lavoro con alti e bassi, un prodotto incredibilmente ispiratosi non solo ai già citati Polyphia ma anche a Plini, Periphery e Animal as Leaders. Il risultato però -volendo essere più accurati- come si potrebbe riassumere in pochi termini date le premesse?

“Quadrato” anzitutto, una plasticità violenta che caratterizza i passaggi a noi cari della musica djent. Il riff di Blank Space e la sua successiva strofa peripheryiana con tempi dispari martellanti, il blast beat sul finale dopo rullanti chirurgici. I giri potentissimi in monocorda di Selen nella variopinta Shiba, condita da breakdown massicci, oppure l’avvio della conclusiva Multiplayer la quale si presenta come la perfetta quadratura del cerchio, presentando lo stesso stile sonoro della opener già citata.

“Delicato”, se non femminile, in alcune sue scelte di songwriting. Il bridge elegante presente in Blank Space, il feeling dei Polyphia nella struttura di Schoolyard o la raffinatezza del guitarwork di Shiba, la seconda sezione di Matcha Tea o le ultime note di Multiplayer.

“Divertente”, veloce e scattante quando vengono meno i momenti più spinti e sofisticati summenzionati. Ed ecco allora le poliritmie nella prima traccia, nel suo solo e nell’esplosione catartica mozzafiato. Il basso di Schoolyard e la grande abilità tecnica dimostrata da Christian Espeseth -rintracciabile durante quasi tutto l’EP- la sezione ritmica di Shiba e il guitarwork privo di schemi fissi. Come non citare poi il songwriting quasi old school delle partiture di alcune sezioni di Multiplayer?

Ovviamente la storia non finisce qui, altrimenti staremmo parlando di un debutto indimenticabile. Infatti bisogna aggiungere “scontato” e “catchy”. In fondo di questo stiamo parlando, se ci si approccerà a questo Reset proprio perché si conosce a sufficienza quel bagaglio musicale citato a più riprese… non si ritroverà altro che una nuova riproposizione dello stesso ma scevro di buona parte di personalità e memorabilità. Chi ha passato ore e ore con le follie ritmiche di Abasi e compagnia, chi ha spolpato ogni singolo disco dei Periphery o chi conosce a memoria le opere più famose dei Polyphia, sa perfettamente che c’è un sapore di già sentito, è tutto tanto nuovo quanto vecchio, poiché cambiare le singole note in un sottoinsieme fin troppo popolare in questi anni non è altro che riscaldare una minestra che, per quanto succulenta, rimane riscaldata. Poi passiamo al problema dell’essere catchy perché sì, questo Reset presenta più di un momento in cui i ritornelli o i riff sono fin troppo adatti alla riproduzione radiofonica piuttosto che ad ascolti cervellotici, come invece ci hanno invece insegnato molte band del genere.

Ecco quindi che si può concludere con un ultimo termine: vedremo. Il debutto dei Navian non è un brutto lavoro, è anzi tutto ciò che avete potuto leggere fino ad ora considerando poi tali valutazioni prettamente limitate a un debutto privo di pretese particolari e che quindi non meriterebbe mai un annichilimento cinico. L’unica cosa che si può fare è allora aspettare quanto questo trio ci potrà offrire durante il prossimo anno (promesse alla mano), intanto dando un ascolto a queste intense tracce di Reset. Siamo davanti a un piacevole concept nipponico -plauso alla splendida copertina- in cui chiunque potrà trovare un brano da aggiungere ai propri preferiti e che potrebbe essere il primo passo di una nuova realtà di successo.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2020
Indie Recordings
Prog Metal
Tracklist
1. Blank Space
2. Schoolyard
3. Shiba
4. Matcha Tea
5. Multiplayer
Line Up
Martin Stenstad Selen (Chitarra)
Christian Alexander Espeseth (Basso)
Ola Dønnem (Batteria)
 
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