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Motorpsycho - The All Is One
20/10/2020
( 1140 letture )
Con The All is One i Motorpsycho giungono al terzo e conclusivo capitolo di quella che essi stessi definiscono giocosamente la Gullvag trilogy, composta con gli album The Tower pubblicato nel 2017 e The Crucible nel 2019. Eponimo di questa ideale trilogia è Hakon Gullvag, un pittore ed artista norvegese contemporaneo, tra i più apprezzati della scena artistica nord europea. I Motorpsycho (colonna portante del progressive rock norvegese e non solo) nel 2017 scelgono uno dei suoi dipinti come copertina di The Tower e così per il successore The Crucible, dichiarando che l’artista ha ispirato più volte le loro composizioni e la loro musica. Il passo è breve, nei mesi nasce e cresce con Gullvag un rapporto d’amicizia che lega indissolubilmente il concepimento di The All is One ai suoi dipinti e per riflesso è il pittore stesso ad offrirsi per dipingere un’opera inedita destinata solo ed esclusivamente alla copertina dell’ultimo nato in casa Motorpsycho (notizia data non senza un certo orgoglio dalla band ai propri fans, chiamati affettuosamente psychonauts). Non solo, alcune tavole più piccole impreziosiscono i pannelli dell’edizione digipack e in vinile dell’album, conferendole una precisa identità visiva oltre che musicale.

The All is One si presenta e si presta ad essere una delle opere più ambiziose mai composte dagli artisti norvegesi e la stesura di quasi tutto il doppio album è opera di Bent Sæther, coadiuvato dall’altro membro fondatore, Hans Magnus Ryan. L’album può essere idealmente suddiviso in tre parti: due gruppi di quattro canzoni ad apertura e chiusura dell’opera, mentre la parte centrale è dedicata alla lunga suite N.O.X. ispirata e dedicata ai dipinti di Hakon Gullvag.
Il titolo dell’opera non poteva essere più azzeccato, nei suoi 83 minuti di durata The All is One è una fusione di una miriadi di generi ed influenze musicali e culturali. Mai come in questo album , per lo meno nelle otto canzoni più brevi, l’anima del progressive rock inglese degli anni settanta aleggia forte e costante. Dai Genesis nella title track agli Yes più epici e sinfonici in The Same Old Rock, The Magpie e Like Chrome, passando per i toni più vibranti e melodici dei Gentle Giant in Dreams of Fancy. Non mancano anche richiami più onirici e soffusi agli ELP e ai Beatles in canzoni come Delusion e The Dowser, non a caso tra le più corte dell’album. In generale i Motorpsycho si riconfermano come una band che negli oltre trent’anni di carriera ha fatto sue e reinterpretato secondo una personalissima poetica le miriadi di sfumature cromatiche dei grandi artisti progressive del passato come già ampiamente dimostrato nei capitoli precedenti, The Tower e The Crucible.

E poi c’è N.O.X.
La lunga suite, quasi 43 minuti, nasce a livello embrionale nel 2019 e al St. Olav Festival ne viene suonata una parte. Nei mesi a seguire l’opera diviene molto più articolata con aggiunte e mutazioni. I dipinti di Gullvag rimangono il fulcro dell’ispirazione per i Motorpsycho e punto di partenza visivo per comporre a piede libero brani umorali e molto meno strutturati. Circles Around the Sun part 1 pesca dalla psichedelia anni sessanta e dai primissimi Pink Floyd, in Ouroboros echi di King Crimson si sovrappongono alla musica strumentale latina non lontana dai primi lavori targati Santana in un amalgama sonoro che, come il mitico serpente che si morde la coda, non ha un vero inizio né una fine. Il lungo assolo di clarinetto dell’ospite Lars Horntveth in Ascension prelude a Night of Pan, brano quasi interamente strumentale nonché il più lungo e corposo della suite. Ritmiche più serrate e il perenne synth in sottofondo creano uno schema sonoro reiterato non lontano da certe colonne sonore anni ottanta di Vangelis o Carpenter. Nella filosofia spirituale Thelema ideata dall’occultista e sedicente mago Aleister Crowley, i versi di Night of Pan, o anche N.O.X. (notte in latino), recitano: O! the heart of N.O.X. the Night of Pan. PAN: Duality: Energy: Death. Death: Begetting: the supporters of O! To beget is to die; to die is to beget. Cast the Seed into the Field of Night. Life and Death are two names of A. Kill thyself. Neither of these alone is enough. Crowley spega come sia necessario che l’ego, il sé, muoiano prima di poter spiritualmente ascendere. Un viaggio iniziatico nel regno della morte per poter risorgere a nuova consapevolezza. La lunga suite si chiude con Circles around the Sun part 2 che riprende ritmiche e melodie della sua gemella posta come opener. In N.O.X. i Motorpsycho raggiungono forse il proprio apice di sperimentazione musicale, cercando ed in parte riuscendo, a gettare un ponte di corde intessute di trame effimere e sensazioni uditive tra due arti così lontane e al contempo così vicine: la musica e la pittura.

A volte ascoltando band storiche magari in giro da trenta o quarant’anni percepiamo una certa stanchezza di fondo che si esemplifica in composizioni ripetitive e formulaiche dove la classe e il mestiere dei singoli salvano un lavoro che avrebbe altrimenti il gusto innocuo del brodo riscaldato. Ad un certo punto della carriera di molti artisti il sentiero finisce, non si trovano vie o sbocchi nuovi e la forza propulsiva delle idee si smorza e poi muore. Per i Motorpsycho è l’esatto contrario. Questi ultimi anni hanno addirittura visto l’infittirsi delle pubblicazioni, segno che la musa del trio norvegese è tutt’altro che svanita nel tempo. Artisti di questo calibro sono alla perenne ricerca di nuove fonti, di nuove idee anche al di fuori dei campi di loro pertinenza, segno questo che la cultura artistica è una fonte inesauribile di stimoli per chi non è troppo pigro per inseguirla. Nonostante una discografia pantagruelica (24 solo gli album in studio) e una carriera trentennale, i Motorpsycho sono la dimostrazione vivente che per loro l’età anagrafica è solo quello: un numero privo di significato.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
77 su 1 voti [ VOTA]
Lizard
Sabato 24 Ottobre 2020, 17.02.01
11
@No Fun: Beh... puoi ascoltare questo allora e valutare se fermarti qua o proseguire
No Fun
Sabato 24 Ottobre 2020, 14.00.51
10
Li avevo visti negli anni 90, ricordo che al Velvet di Rimini venivano spessissimo e avevano sempre un seguito molto numeroso. Non ci prestai molta attenzione a dire il vero e poi non li ho mai approfonditi e nonostante la bella rece (Azog mi stupisce, si vede che ha esperienza, passa da un genere all'altro senza problemi) non intendo farlo visto che hanno pubblicato troppa roba. Tantomeno intendo chiedere qualche consiglio se no finisce come Galilee qui sotto o Lucio con gli album thrash che si viene travolti dai consigli. Troppa roba da ascoltare. Come quando mi capita che un amico arrivi tutto allegro dicendo "ho letto un libro bellissimo" gli rispondo "tientelo per te non voglio sapere niente". Quindi no, questa volta non mi avrete
Galilee
Giovedì 22 Ottobre 2020, 19.20.19
9
Hello. Diciamo che la mia domanda è da vecchio ascoltatore. Quindi, che dischi comprare? E direi che me ne avete dati un bel pò. Ovviamente un accenno prima sul tubo lo farò. Riguardo ai miei ascolti, non ho molti limiti.
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 22 Ottobre 2020, 18.55.36
8
Wormhole creeper
Vortex surfer
Giovedì 22 Ottobre 2020, 18.14.40
7
@galilee:ascolto i Motorpsycho da sempre,sono uno dei miei due-tre gruppi preferiti in assoluto (anche se questo non l'ho ancora ascoltato). Da discreto conoscitore dei norvegesi ho difficoltà a consigliarti un album in particolare perché dovrei conoscere i tuoi orientamenti musicali in termini di sottogeneri del rock-metal. I Motorpsycho hanno attraversato tre decenni suonando di tutto,dal rock settantuno venato di grunge (i primi album,Demoni box compreso)alla psichedelia e space rock(Angels &Deamons at play e Blissard),passando dal rock alternativo ,al pop (Phanerothyme e Let them eat cake),per arrivare ad una sorta di "comfort zone" in cui sguazzano con alti e bassi da almeno tre lustri,fatta di rock settantiano spesso venato di pop,progressive,canzoni dilatate figlie di vere improvvisazioni in studio. Senza contare le collaborazioni con artisti di altro genere(straordinario lo split coi Jaga Jazzist),spesso misconosciuti ai più,con inserti orchestrali di grande effetto. E anche le divagazioni country a nome The tussler society. Musicisti straordinari,prolifici come nessuno al mondo e instancabili. Per me un gruppo fondamentale per chi vuol conoscere il rock nonostante non si siano mai, e dico mai,alla moda o alla canzonetta radio friendly. Se dovessi consigliarti un album su tutti ,direi Phanerothyme, è uno dei miei due-tre album preferiti in assoluto, straordinario in tutto: melodia,tecnica, arrangiamenti sopraffini e tanta,tanta classea fare studiare a scuola. Per il resto,posso dirti che la discografia è là,non ti resta che cominciare attraversando tutta la loro carriera per scegliere ciò che più ti piace.
Galilee
Giovedì 22 Ottobre 2020, 14.45.32
6
Thanks Graziano. . No quest'ultimo non l'ho ascoltato. Oltre a a Demon box conosco solo qualche brano qua e là. E so che sono tutti più o meno interessanti. Da qui la domanda su quale partire.
Graziano
Giovedì 22 Ottobre 2020, 14.26.37
5
Ciao Galilee, se ti piace il sound di quest'ultimo nato allora The tower e The crucible sono sullo stesso livello, forse The tower un po' più duro. Demon box è un capolavoro così come Timothy's monster. Aggiungerei Trust us, Heavy Metal fruit e Phanerothyme. Onestamente però cadi sempre in piedi, hanno scritto album molto diversi ma mai banali, con un livello qualitativo sempre costante.
Galilee
Giovedì 22 Ottobre 2020, 8.58.36
4
Consigli sui motorpsycho? Ho solo Demon box
DEEP BLUE
Giovedì 22 Ottobre 2020, 8.03.36
3
Fortemente derivativi...soprassedere e ascoltare gli originali
Lizard
Mercoledì 21 Ottobre 2020, 20.48.25
2
Artwork stupendo per un disco bellissimo. Francamente, non so come facciano a tirar fuori album di questo spessore dopo trent'anni e con questa frequenza. Tra i più grandi (e sottovalutati) di sempre.
dariomet
Mercoledì 21 Ottobre 2020, 15.43.00
1
Che meraviglia..una band che merita ben altro successo
INFORMAZIONI
2020
Stickman Records
Prog Rock
Tracklist
1. The All Is One
2. The Same Old Rock (One Must Imagine Sisyphus Happy)
3. The Magpie
4. Delusion (The Reign of Humbug)
5. N.O.X.
I Circles Around the Sun Pt 1
II Ouroboros
III Ascension (Strange Loop)
IV Night of Pan
V Circles Around the Sun Pt 2
6. Little Light
7. Dreams of Fancy
8. The Dowser
9. Like Chrome
Line Up
Hans Magnus Ryan (Chitarra, Voce, Tastiere)
Bent Sæther (Basso, Chitarra, Voce, Tastiere)
Tomas Järmyr (Batteria)
 
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