Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Enslaved
Utgard
Demo

Veritas
Threads of Fatality
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/11/20
ONDSKAPT
Grimoire Ordo Devus

27/11/20
SCOUR
Black

27/11/20
EAST TEMPLE AVENUE
Both Sides of Midnight

27/11/20
ULTIMATIUM
Virtuality

27/11/20
DARKNESS
Over and Out

27/11/20
CARNAGE ALPHA
From There to Oblivion

27/11/20
DIAMOND HEAD
Lightning to the Nations 2020

27/11/20
WITHIN THE RUINS
Black Heart

27/11/20
ARRAYAN PATH
The Marble Gates to Apeiron

27/11/20
WRECK-DEFY
Powers That Be

CONCERTI

26/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

28/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/11/20
BELPHEGOR + GUESTS
BLACK WINTER FEST - MILANO

29/11/20
ORPHANED LAND
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

29/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

30/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/12/20
ORPHANED LAND
LEGEND CLUB - MILANO

02/12/20
ORPHANED LAND
TRAFFIC CLUB - ROMA

03/12/20
ROSS THE BOSS + GUESTS (CANCELLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

Intellect Devourer - Demons of the Skull
23/10/2020
( 203 letture )
Rimasti nell’anonimato per ben ventotto anni, gli australiani Intellect Devourer arrivano all’esordio solo nel 2020. Nati nel 1992 per volontà di un giovane Denny Blake, che ricordiamo essere membro di StarGazer e Cauldron Black Ram, il gruppo si è dedicava ad un tech death di pura scuola novantiana e in linea con i grandi nomi del genere. Riformatisi nel 2012, ecco che Blake e soci si fanno sentire per la prima volta con Demons of the Skull, raccolta/full d’esordio rilasciato dalla sempre attentissima Caligari Records.

Trattandosi di materiale (demo) che risale al 1992/2000, il periodo d'attività del gruppo, Demons of the Skull condivide inevitabilmente dei punti di contatto con gli StarGazer e con il tech death tanto in voga in quel periodo. Abbiamo un tech death meno stravagante rispetto a quanto si sente negli StarGazer e più diretto, che mette da parte scenari cosmici per far spazio a contesti più in linea con il death metal puro e crudo. Lovecraft, misticismo, horror insomma, gli australiani erano nel vivo di quella scena e lo dimostrano regalandoci da subito un assalto frontale con un basso piacevolmente in prima linea e che renderà l’ascolto una vera goduria. Il legame con la vecchia scuola si percepisce da subito anche nella vocale di Troy Mooney, che riporterà chi ascolta nel pieno degli anni d’oro; ma è tutto il lavoro ad essere figlio di quel periodo storico, con un death metal che non viene mai spinto al massimo e che trova forza sia in sferzate di stampo thrash che in rallentami utili sia per rendere più esplosive le ripartenze che per dare più atmosfera. Il risultato è quello di avere brani ottimi e non troppo lunghi come la titletrack, Plane Negative, la splendida Sorrow Extinction dalle tinte quasi doom e sicuramente tra i più oscuri dei nove o Silent Mansion Where Innards Thrive che azzarda ad una struttura leggermente più complessa. Ma nell’insieme si può dire che tutti i brani siano degni di nota e riusciti, e diciamo anche che trattandosi di un disco che dura appena trenta minuti, ha dalla sua parte il “replay istantaneo”. Le composizioni sono poi arricchite non solo da ottimi giri di basso, ma anche da assoli vecchia scuola; se nei riff d’accompagnamento si ha quasi la sensazione che il protagonista sia il basso, con gli assoli sono proprio Darren McLennan e Ben Newsome a prendersi la scena entrando a gamba testa con rapidi assoli alternati. Non mancano poi armonici e scale infilate un po’ ovunque ma che non vanno mai ad intaccare sia l’immediatezza che l'anima old school dei brani.

Demons of the Skull potrebbe essere uno di quegli album mai pubblicati nel 1992 e che oggi vede la luce. I suoni e la produzione riportano ai Morrisound Recording e a quei gruppi che nella tecnica non perdevano un briciolo di cattiveria e suonavano sempre tremendamente death metal. Suonato da chi è cresciuto ed ha vissuto quel periodo, rendendo così superflui i discorsi sull’effettiva poca originalità, Demons of the Skull è consigliato non solo alle persone più nostalgiche, ma anche a chi nell’ultimo periodo ha amato Blood Incantation e Cryptic Shift. Una piacevolissima raccolta, che speriamo possa portare gli australiani ad esordire con materiale nuovo di zecca.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Caligari Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Damien Rose from the Tomb of Jesus
2. Plane Negative
3. Demons of the Skull
4. Neo Carnivore
5. Sorrow Incarnate
6. Prayer to Thessaly
7. Silent Mansion Where Innards Thrive
8. Ship of No Return
9. Waves of Blood
Line Up
Troy Mooney (Voce)
Darren McLennan (Chitarra)
Ben Newsome (Chitarra)
Blake Stephens (Basso, Voce)
Denny Blake (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]