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Boreal - The Battle of VOSAD
24/10/2020
( 197 letture )
Originariamente registrato come demo nell’ormai lontano 2006, The Battle of VOSAD è il primo album nella carriera degli statunitensi Boreal, nati come A Somber Boreal nel 2003. Una carriera quasi ventennale, dunque, punteggiata da una produzione piuttosto risicata che consta di due split, due demo ed una compilation, prima del grande balzo di quest’anno. Riregistrato a partire dal 2018, The Battle of VOSAD (che, come spiega la band, è un acronimo per Valley of Sickness and Death, nome dato alla Willamette Valley, in Oregon, luogo fondamentale per il leader AEF e che risiede all’origine della musica proposta) è un album nel quale la parola d’ordine non è certo “originalità”. Il black metal qui contenuto è quello di stampo ambient/atmospheric che tanto va di moda nel sottobosco underground che ha prodotto qualche progetto interessante, come la one woman band svedese Turdus Merula, in mezzo ad un oceano di mediocrità.

Ecco, quello dei Boreal sicuramente rientra nella categoria dell’ambient/atmospheric black metal interessante. Ci troviamo infatti di fronte ad una commistione tra la carica emotiva degli australiani Mesarthim ed il naturalismo dei connazionali Wolves in the Throne Room. I riff, caratterizzati per la loro ampiezza, lasciano trasparire un dolore profondo, una ferita non ancora cicatrizzata nell’animo, mentre legano il corpo alla terra e seguono le forme sinuose delle colline della Willamette Valley.
L’apertura del disco è affidata a The Battle, che si presenta con un’intro fin troppo prolissa, al limite dello sfiancante, di archi sintetizzati accompagnati da un timpano che picchia un ritmo tra il tribale ed il bellico. Sui circa nove minuti del brano, questo cappello incipitario ne occupa quasi quattro, un’enormità considerata l’asciuttezza della composizione, inutilmente allungata. Superato quest’ostacolo, però, resta la seconda metà della canzone, che dipinge, come da titolo, scenari bellici e demoralizzanti, accompagnati dallo scream acido, pungente e disperato di AEF. Interessante è la scelta in fase di mixing di lasciare basso il canale della voce, come se fosse, alla stregua di quanto avviene nel disturbante e mostruoso progetto svedese Terra Tenebrosa, rendendola così strumento tra gli strumenti. Questa peculiarità risulta più evidente in The Battle II (musicalmente in perfetta continuità stilistica con la canzone precedente), nella quale essa sembra più essere un tappeto ambient sintetizzato che una graffiante prestazione canora profondamente umana. Dawn, così come la successiva Dusk, non mostra grandi elementi di novità rispetto ai primi due brani. Ci troviamo dinnanzi ad una stasi espressiva che, se da un lato può annoiare, dall’altro si fa eco di un malessere interiore che permea ogni singola nota dell’album, il quale risulta così svolgere una funzione quasi terapeutica per il leader della band.

The Battle of VOSAD è un disco ben realizzato, capace di lasciare soddisfatto l’ascoltatore, anche se soffre di un eccessivo allungamento dei brani che emerge soprattutto nella prima e nell’ultima traccia, che a scapito di un’incisività più efficace prediligono una maggior durata. Ad ogni modo, pur essendo la ri-registrazione di un album di quattordici anni fa, esso risulta ancora fresco nella sua scrittura, segno di una certa abilità compositiva in grado di superare la sfida del tempo.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
60.33 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Nebulae Artifacta
Black
Tracklist
1. The Battle
2. The Battle II
3. Dawn
4. Dusk
Line Up
AEF (Voce, Chitarra, Sintetizzatori)
JR (Basso)
AW (Batteria)

Musicisti Ospiti:
D (Chitarra)
 
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