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Benediction - Scriptures
24/10/2020
( 814 letture )
Li si dava per dispersi, sciolti o troppo presi da altri progetti. E invece no, perché a distanza di dodici anni da Killing Music, Dave Ingram, Peter Rew e Darren Brookes decidono di riportare in vita i Benediction con l’aiuto di Dan Bate al basso e Giovanni Durst per registrare nel giro di circa un anno Scriptures, ottavo disco della loro carriera e uno degli album più attesi da chi ha consumato i primi tre splendidi lavori.

Se c’è qualcuno che molto ingenuamente sperava in un ritorno arricchito da soluzioni fresche e moderne, è molto probabile che resterà deluso, perché gli inglesi non sono cambiati di una virgola. Ed è giusto così. Di moderno abbiamo solo dei suoni e una produzione ben equilibrata che dona alle chitarre un suono in linea con quello che si vorrebbe sentire da una vecchia gloria simile. Ma a colpire da subito è il growl di Dave Ingram, cattivo, acido, in grado di fomentare chi ascolta e trascinare nei ritornelli; non gli si dica di farsi da parte, perché su brani come Iterations of I, The Crooked Man o We Are Legion dimostrano che il ragazzo non ci pensa proprio a mollare. Apprezzabile anche il duetto con un altro vecchio nome della scena, Kam Lee (Massacre) su Progenitors of a New Paradigm Con un cantante così in forma viene quasi naturale trovare dei brani più ispirati e coinvolgenti pur nei loro limiti e nella loro semplicità; chi conosce il gruppo avrà imparato ad amarli proprio per delle composizioni immediate, quadrate e in cui si riscontrano sempre dei rimandi al crust/punk. Ecco quindi che In Our Hands, the Scars assume i toni di un brano da pogo immediato sia grazie al pattern di batteria che ad un break guidato dal basso, protagonista anche nella successiva Tear Off These Wings, che iniziando su di un riff lento e roccioso esplode in accelerazioni vecchia scuola. Se c’è qualcosa che non “convince” è da trovarsi nella durata; qualche brano in meno avrebbe sicuramente reso l’album più scorrevole e d’impatto, ma trovandosi davanti a dodici brani per una durata di quarantasei minuti, la sensazione di star ascoltando sempre la stessa soluzione si fa purtroppo sentire. A smorzare un po’ quest’impressione ci sono gli assoli (pochi) di Darren Brookes e Peter Rew, che nella loro semplicità aggiungono comunque un po’ di varietà, e una dose di groove data dai riff più lenti.

Ma come detto ad inizio recensione, è tutto sommato giusto così, e possiamo considerare Scriptures come un buon ritorno se non addirittura il miglior lavoro degli inglesi dai tempi di Transcend the Rubicon (1993). Dave Ingram, Peter Rew e Darren Brookes dimostrano di avere ancora tanta voglia di death metal e di non aver assolutamente messo da parte la passione per il death metal più puro. Siamo quindi convinti che chi li ha aspettati per dodici lunghi anni non avrà nulla da recriminagli.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
79.88 su 9 voti [ VOTA]
HIRAX
Sabato 31 Ottobre 2020, 18.43.12
9
Una vera bomba! Meritano un voto più alto. Dajeeee
Pacino
Sabato 31 Ottobre 2020, 8.01.07
8
Bello, quello che volevo, essenzialità, zero segate. Voto 85.
David D.
Venerdì 30 Ottobre 2020, 18.43.52
7
Disco molto di mestiere. All'annuncio dell'album avevo molta attesa, dopo averlo ascoltato...mah. Non è male, ma non è neanche chissà che capolavoro come molti declamano. 65.
dEVIL1
Mercoledì 28 Ottobre 2020, 9.44.12
6
Questo E' il Death Metal con i controc...entusiasmo alle stelle! voto del recensore un po' bassino. per me 80 pieno
Aceshigh
Lunedì 26 Ottobre 2020, 15.04.38
5
Gradito ritorno! Death metal old-school che più non si può, diretto, essenziale, senza fronzoli. Come sempre. Però riff come quelli di Iterations of I, Neverwhen o Embrace The Kill vanno sempre dritti al segno con grande efficacia. Un paio di pezzi in meno e sarei stato contento lo stesso. Penso anch’io che sia l’album migliore dai tempi di Transcend the Rubicon. Voto 80
Vittorio
Lunedì 26 Ottobre 2020, 8.59.00
4
I Benediction devono suonare così. Promosso.
Diego75
Lunedì 26 Ottobre 2020, 0.09.21
3
Band coerente con quello che fa....per coerenza li metterei al pari dei bolt thrower...va bene cosi' ...un 75 se lo meritano!
Legalisedrugsandmurder
Domenica 25 Ottobre 2020, 10.09.35
2
Per ora mi sembra un lavoro retto dal mestiere e poco altro, vedrò fra un po' di ascolti. Del resto dopo trent'anni di carriera ci sta.
duke
Sabato 24 Ottobre 2020, 20.11.12
1
...un gradito ritorno...
INFORMAZIONI
2020
Nuclear Blast Records
Death
Tracklist
1. Iterations of I
2. Scriptures in Scarlet
3. The Crooked Man
4. Stormcrow
5. Progenitors of a New Paradigm
6. Rabid Carnality
7. In Our Hands, the Scars
8. Tear Off These Wings
9. Embrace the Kill
10. Neverwhen
11. The Blight at the End
12. We Are Legion
Line Up
Dave Ingram (Voce)
Darren Brookes (Chitarra)
Peter Rew (Chitarra)
Dan Bate (Basso)
Giovanni Durst (Batteria)

Musicisti ospiti:
Kam Lee (Voce sulla traccia 5)
 
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