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Shaidar Logoth - Chapter III: The Void God
04/11/2020
( 436 letture )
Gli Shaidar Logoth sono un duo composto dal cantante Adam Clemans (già membro di Skeletonwitch, Wolvhammer e Pulchra Morte) e Steven Henningsgard, ex-membro degli Iron Thrones, scioltisi dopo la pubblicazione di un album. Il loro EP di debutto, Chapter II - The Ritualist, era un esempio di black metal minimalista con una grande quantità di fuzz nella distorsione, basato su ritmi essenziali ma veloci in stile hardcore, una gran quantità di riverbero nella produzione e rallentamenti che sfociavano nel funeral doom.

Un lavoro prolisso, ripetitivo ma sicuramente interessante nella propria costruzione, richiamando allo stesso tempo vari lavori di Darkspace, Ildjarn e varie pubblicazioni della scena orthodox/religious più ritualistica dai forti connotati industrial (Mortuus, Gnaw Their Tongues, Medico Peste), per quanto musicalmente non fosse un colpo di genio. Il primo capitolo della trilogia, Chapter I - The Peddler, è considerato come un semplice demo, originariamente stampato solo su musicassetta. Dopo un’intro composta da una sola nota di chitarra ripetuta con tanto eco, Nest of Pigs apre il disco con arpeggi funerei in chiave minore con un assolo distorto che fa tanto Pink Floyd, per poi proseguire con piena strumentazione attraverso veloci groove in doppia cassa in stile Bolt Thrower, un calo di dinamiche interrotto da una serie di blast-beat ancora più violenti e caotici, una serie di plettrate ronzanti che calano progressivamente attraverso pitch-shifting e dei cori sommersi nel riverbero. Anguish Cradle segue una struttura più lineare, con versi sussurrati, ritornelli in blast-beat terzinato e riff influenzati dai vecchi Incantation e dal gothic/doom metal europeo, mentre i fraseggi caotici di Consume Pieces of God sono fra quelli più tendenti al black metal nell’album intero, senza disdegnare punte di melodia. L’ultima traccia, Withered on the Vine, è un’altra composizione mastodontica basata su tastiere ventose e arpeggi sostenuti nella prima metà e su fraseggi in tremolo atmosferici ispirati dai Wolves in the Throne Room. La produzione non è esattamente hi-fi, ma abbraccia abbastanza frequenze ed include un pesante uso di effetti al punto da risultare adatta a questo album.

Nonostante abbia la lunghezza, di un full-length, Chapter III: The Void God è stato promosso come un EP, il che potrebbe impedire all’ascoltatore occasionale di approfondire il discorso o di buttarci semplicemente un orecchio, e sarebbe un peccato, perché gli Shaidar Logoth hanno dimostrato di essere un side project ispirato e dalle sonorità non sempre intuitive. Visto che i loro altri progetti non sono riusciti a sfondare più di tanto (nemmeno gli Skeletonwitch, che non sono riusciti a fare un salto di qualità tale da essere incensati a dovere, nonostante l’ultimo Devouring Radiant Light (2018) fosse un buonissimo disco), converrebbe loro investire più tempo in questo progetto, in modo da creare una valida alternativa per la nicchia dedicata.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
73 su 2 voti [ VOTA]
No Fun
Giovedì 25 Febbraio 2021, 9.20.59
6
Grazie Rob, peccato, non amo il fantasy, ogni volta che scopro che il nome di un gruppo proviene dal fantasy mi scade un po' (il nome, non il gruppo intendiamoci).
Rob Fleming
Giovedì 25 Febbraio 2021, 8.32.03
5
E' un luogo tratto da quella che per me è la più bella saga fantasy di tutti i tempi: La Ruota del Tempo di Robert Jordan.
No Fun
Giovedì 25 Febbraio 2021, 0.17.10
4
Ho preso in digitale sia questo che i precedenti, li ascolto come fosse un unico lungo album. Bello davvero. Una curiosità, cosa vuol dire il nome?
No Fun
Giovedì 25 Febbraio 2021, 0.17.10
3
Ho preso in digitale sia questo che i precedenti, li ascolto come fosse un unico lungo album. Bello davvero. Una curiosità, cosa vuol dire il nome?
No Fun
Giovedì 25 Febbraio 2021, 0.17.10
2
Ho preso in digitale sia questo che i precedenti, li ascolto come fosse un unico lungo album. Bello davvero. Una curiosità, cosa vuol dire il nome?
No Fun
Mercoledì 11 Novembre 2020, 22.06.22
1
Niente male, davvero niente male, lo sto ascoltando con piacere.
INFORMAZIONI
2020
Sentient Ruin Laboratories
Black
Tracklist
1. Nest of Pigs
2. Anguish Cradle
3. Consume Pieces of God
4. Withered on the Vine
Line Up
Adam Clemans (Voce)
Steven Henningsgard (Tutti gli strumenti)
 
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