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Fates Warning - Long Day Good Night
06/11/2020
( 3303 letture )
I quattro anni dall’ultimo Theories of Flight hanno permesso ai Fates Warning di ricaricare completamente le batterie per presentarsi al top della forma. Ad ingannare l’attesa però ci ha pensato il sempre geniale Jim Matheos, che ha approfittato di questo dilatato lasso di tempo per pubblicare insieme al vecchio amico e collega Jon Arch lo splendido Winter Ethereal, riabbracciando così le tipiche sonorità heavy/prog metal del primo periodo della band madre, aggiornandole al 2019 con una freschezza d’idee davvero rara per dei veterani con così tanti anni di carriera alle spalle. I Fates Warning si sa, sono tra i padri fondatori del metal progressivo e sono tra i pochissimi che possono presentare nel proprio curriculum una discografia sostanziosa, costellata da capolavori diversissimi uno in fila all’altro. È naturale allora che l’attesa che si genera per ogni loro uscita sia altissima, ma per fortuna i nostri negli anni sono rivelati bene o male sempre all’altezza delle aspettative.

In linea con i tempi bui che stiamo vivendo, i Fates Warning sfidano l’agguerrita concorrenza e il pubblico presentandosi con un disco lungo, cupo e crepuscolare, permeato da una patina di pessimismo e atmosfere sospese, come anticipato visivamente dallo splendido artwork. Il mood generale rimanda per certi versi al capolavoro di fine anni Novanta A Pleasant Shade of Gray. L’ascolto si rivela sfuggente, mutevole e tutt’altro che immediato, ma a conti fatti in piena coerenza con lo stile camaleontico e in costante mutazione al quale la band ci ha abituato. L’impressione è che i Fates Warning abbiano optato per un disco eterogeneo impostato su diversi gradi d’intensità tra mid-tempo, carezzevoli ballad dall’andamento rarefatto e canzoni più heavy non sempre immediate e riccamente elaborate negli arrangiamenti in un continuo tira e molla emotivo tanto disorientante quanto emotivamente appagante. Ne consegue che rispetto al ben più metallico e quadrato Theories of Flight, i Fates Warning hanno cambiato nuovamente le regole del gioco, provando ancora una volta a mutare il proprio stile e prendendosi qualche rischio di tanto in tanto con scelte insolite e trasversali che abbracciano anche generi al di fuori del metal, flirtando a tratti con il jazz (The Longest Shadow of the Day) o con un piglio più intellettuale e rarefatto degno degli ultimi Ulver (When Snow Falls, la bellissima Under The Sun e l’acustica The Last Song), o più semplicemente rielaborando liberamente il proprio prog metal classico ben consolidato negli anni e riaggiornato al 2020 (i due singoli già noti Scars e Now Comes The Rain, o ancora The Way Home, Liar o The Glass Houses).


La performance dei singoli membri è nel complesso notevole. Jim Matheos sorprende ancora una volta per gusto e capacità di scrittura delle canzoni e tesse fitte trame con la sua chitarra, esibendo una tecnica strabiliante al servizio delle canzoni. Sembra una frase fatta, ma è così. Il chitarrista ha calibrato tutto nei minimi dettagli dando sfogo alla propria creatività, sperimentando di tanto in tanto soluzioni alternative senza però eccedere. È un susseguirsi di riff articolati, arpeggi mai banali, grandi melodie che emergono in tutta la loro bellezza con il crescere degli ascolti. Matheos sorprende anche nella scelta degli assoli, posti solo quando necessario ad impreziosire i brani -noterete infatti che parecchie canzoni sono prive di momenti solisti veri e propri- o come ottimo espediente per risolvere climax tensivi. La sezione ritmica non è da meno. Bobby Jarzombek svetta dietro le pelli autogestendosi con abilità: sembra quasi che abbia trovato la quadratura del cerchio tra le bordate speed metal in doppio pedale dei tempi di Thundersteel (Riot, 1988) e i tecnicismi di demenziale difficoltà ai quali ci ha abituato col fratello Ron negli Spastic Ink. Quanto detto lo ritroverete facilmente in The Way Home, o nelle galoppate old school Liar e The Glass Houses, anche se è difficile tenere il conto dei tocchi di classe fulminei disseminati ovunque. Joey Vera si riconferma un bassista alquanto sottovalutato. È un musicista versatile e qui ne da una prova esemplare plasmando il proprio modo di suonare in base al mood dei rispettivi brani e ritagliandosi di tanto in tanto momenti da protagonista, come accade nella lunga jam jazz in The Longest Shadow of The Day. E infine eccolo infine che arriva baldanzoso Ray Alder. La sua voce la riconosceresti al volo: un filo nasale, acuta ma non troppo, tanto espressiva quanto sfuggente e sognante. Il cantante si destreggia nuovamente in una prova impegnativa, ma tra le più intense della sua carriera. Diletta il padiglione auricolare in quel mix unico tra classic metal, tocchi melodici quasi AOR e una certa sofferta teatralità. È puntuale nei ritornelli, donandogli sempre qualcosa di distintivo e indovinandone parecchi (per praticità vi rimando però all’opener The Destination Onward) ma è altrettanto efficace anche nei momenti più dolci e riflessivi (Under the Sun, When Snow Falls, Now Comes the Rain).


Come spiegare dunque cos’è Long Day Good Night? O meglio come interpretare l’enigmatica creatura che i Fates Warning incarnano oggi nel 2020? Heavy metal? Progressive? Ritengo che la risposta non sia tanto lontana da quanto già detto un paio di anni fa dal nostro collega Alberto Silini "Griso" per The Wake dei Voivod: Difficile rispondere altro che una serie di ossimori: un suono complesso ma immediato, denso ma leggero. Insomma, composito e sfaccettato, ma anche potentemente unitario, nel quale elementi tipici della band e dei suoi migliori lavori si intrecciano con nuove e avvincenti trame, le cui radici sono innegabilmente ancorate nel sound dell’ensemble. Di sicuro comunque, nonostante i numerosi anni di carriera e le già numerose sperimentazioni, il gruppo statunitense si riconferma leader nel suo campo, distanziando per manifesta superiorità la concorrenza e soprattutto facendolo con un gran bel disco, cosa che di questi tempi non è scontata.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
85.13 su 46 voti [ VOTA]
Shadow
Giovedì 14 Gennaio 2021, 9.51.31
47
Ennesimo capolavoro di questa band che evidentemente non è proprio capace a produrre album che siano meno che eccellenti... Basterebbe solo la penultima traccia "The Longest Shadow of the Day" per giustificare l'ascolto, un brano lungo e in buona parte strumentale, con venature jazz, continui cambi di tempo, ritmiche difficili e spettacolari, unite all'inconfondibile classe prog metal che è il marchio di fabbrica della band da decenni. Voto 90
Luka 2112
Mercoledì 30 Dicembre 2020, 0.16.42
46
@Max1 con tutto il rispetto per i tuoni gusti personali (ci mancherebbe altro), mi sento di argomentare la mia preferenza per questa band (che adoro), sottolineando che nessun disco mi piace a prescindere. In questa specifica sede, mi limito a sottolineare la prestazione straordinaria di Bobby Jarzombek dietro il drum kit,( è anche il mio strumento) che da sola fa la differenza. Jim Matheos dal canto suo conferma la sua ecletticita’ presentando un variegato ventaglio di “temi” musicali a tratti intimistici e tecnicamente raffinati, in alternanza a brani più diretti da connotati più “ metallici” .
Max1
Martedì 29 Dicembre 2020, 7.50.00
45
"se un disco non piace è pressoché inutile discutere"..ma vale anche il contrario ovvero "se piace a prescindere" (nessun riferimento a te) che senso avrebbe discuterne!!
Luka2112
Lunedì 28 Dicembre 2020, 23.20.02
44
Fermo restante che per me sfiora il capolavoro,se un disco non piace è pressoché inutile discutere. Ad ogni modo definirlo piatto mi sembra fuori luogo così come è fuori luogo definire i Fates Warning un gruppo mediocre.Forse sfugge il fatto che questi signori sono stati fra i primi ad “allargare”gli orizzonti del metal classico fino a creare i prodromi del Metal Prog di cui sono ancora uno fra i gruppi cardine dell’ intero movimento.Comunque il disco in questione è uno fra i più varii mai registrati dalla band, prodotto molto bene e suonato ancora meglio, e questo oggi , a fronte di produzioni super plasticose ed “ editate” all’ inverosimile, è tutt’altro che scontato.
Max1
Lunedì 28 Dicembre 2020, 8.26.16
43
Rieccomi...dopo più di u mese di ascolti...confermo il giudizio espresso in prima battuta e anzi, purtroppo, devo anche rincarare la dose ed essere d'accordo quasi al 100% con Steelminded al n. 40. Se questo album è veramente l'ultimo della band..diciamo che non lascerà il segno. Peccato!
Trabant
Lunedì 28 Dicembre 2020, 3.21.48
42
Gruppo di una mediocrità allucinante.
Antonio
Martedì 22 Dicembre 2020, 16.16.38
41
Che disco meraviglioso. Non riesco a smetterlo di ascoltarlo. Uno dei migliori album metal degli ultimi 10 anni.
Steelminded
Martedì 1 Dicembre 2020, 9.27.04
40
Mi era piaciuto l'ultimo, ma questo proprio no. Veramente noioso e piatto, scusatemi.
Luka2112
Domenica 29 Novembre 2020, 23.06.26
39
Un album davvero meraviglioso e vario, su cui spicca tutta la classe compositiva di Jim Matheos, unita ad una prestazione strumentale eccezionale, speriamo non sia davvero l’ ultimo capitolo per questa band unica!
Dani3121
Domenica 29 Novembre 2020, 9.11.16
38
Che razza di disco,immenso
giulio70
Mercoledì 18 Novembre 2020, 12.08.22
37
@DEEP BLUE...riallacciandomi a Sandro70,quando dici già al STA ROBA QUII..nemmeno iddio avrà pietà di te...
The Zombie Masquerade
Lunedì 16 Novembre 2020, 18.59.00
36
Puttana che disco che han tirato fuori questi qui...
cecco97
Lunedì 16 Novembre 2020, 12.57.22
35
Ottimo ritorno per i Fates Warning , il disco è molto bello strumentalmente impeccabile e Adler alla voce non mi è sembrato per niente sotto tono anzi si conferma la solita certezza. Le canzoni sono tutte ottime con pochi cali di tensione e poi alla fine c'è quel capolavoro che è "The Longest Shadow Of The Day" una canzone sublime, forse una delle loro miglioni canzoni di sempre dove Bobby Jarzombek insegna a chiunque come si suona la batteria, ascoltate bene i primi 5-6 minuti della canzone, magia pura per gli amanti dello strumento.
Sabbracadabra
Sabato 14 Novembre 2020, 16.51.11
34
Che disco,sono senza parole, tutto quello che un appasionato del nostro caro vecchio heavy metal in tutte le sue declinazioni si aspetta di sentire e adora sentire qui c'è, capolavoro.
Tino
Mercoledì 11 Novembre 2020, 20.59.17
33
Negli anni 70? Forse i rush di hemispheres o di a farewell ti Kings ma bisogna avere fantasia per azzardare paragoni
Sandro70
Mercoledì 11 Novembre 2020, 20.52.09
32
Nessuno può aiutarti , che iddio abbia pietà di te.
DEEP BLUE
Mercoledì 11 Novembre 2020, 20.26.09
31
Ma sta roba non la suonavano già negli anni 70? C'erano tanti gruppi americani che facevano queste cose anche più dure, non ricordo i nomi...qualcuno mi aiuti
dani3121
Mercoledì 11 Novembre 2020, 19.37.27
30
Come non detto,Ray alder dice che dovrebbe essere l’ultimo
dani3121
Mercoledì 11 Novembre 2020, 16.42.00
29
Disco stratosferico,comunque non credo e spero che i FW si fermino con quest'album,tra l'altro hanno appena firmato un nuovo contratto con Metla Blade,vedremo
progster78
Mercoledì 11 Novembre 2020, 15.09.50
28
Ho aspettato un po' prima di dire la mia anche perche' ci vogliono piu' ascolti per assaporarlo al meglio.C'e' poco da dire,disco di grande valore band strepitosa, questi non sbagliano un colpo....tutta la tracklist e' di alta levatura,lo so che saro' ripetitivo ma come al solito la perfezione. Per fortuna ci sono band di questo valore.Voto 90.
Luka2112
Martedì 10 Novembre 2020, 23.06.38
27
@Crimson ci mancherebbe altro, lo so che via messaggio ci si può fraintendere,volevo solo sottolineare che seguo i Fates Warning ed i loro dischi dai primi anni 90” è uno dei miei gruppi preferiti in assoluto, per cui mi fa piacere parlarne, trovo quest’ ultimo album interessante necessita di parecchi ascolti...grazie per la chiacchierata.
Crimson
Martedì 10 Novembre 2020, 14.23.13
26
@Luka2112 purtroppo scrivendo, in questa formula poi, si fraintende il tono che era diciamo leggero (era solo un appunto, sono spesso pignolo). Certo che puoi esprimere qualunque parere ci mancherebbe ed aggiungo che è legittimo avere qualsiasi giudizio di gusto su un disco (anche trovare che ne so questo il più bello o viceversa il peggiore della disco).
Luka2112
Martedì 10 Novembre 2020, 14.01.17
25
@Crimson, credo tu mi abbia frainteso, non metto in dubbio ne l’ importanza storica ne la qualità del disco in questione ( No Exit) ho fatto quella citazione alla fine solo per fare un esempio, magari non ci sono riuscito, i voti sono relativi come ho già detto.Mi interessano le recensioni perché è interessante confrontarsi, per il resto conosco abbastanza bene i Fates Warning e il loro genere musicale, ritengo quindi di poter esprimermi liberamente ed in modo educato.Sottolineo che per me questo ultimo album è un ottimo prodotto, in linea con lo stile e il sound della band, peccato che da un ‘ intervista recente pare possa essere l’ ultimo.
Crimson
Martedì 10 Novembre 2020, 10.04.44
24
@Luka2112 No Exit è un disco importante, non scherziamo. Ci sono band che ci hanno costruito una carriera intera partendo da quella formula (per dire, i Redemption). In teoria quando si fa critica si dovrebbe sempre considerare l'analisi storica oltre ai propri gusti, in questo senso semmai trovo del tutto fuorviante il voto ad Awaken The Guardian, un disco che di fatto ha cambiato le carte in tavola per l'heavy metal (quando poi fioccano voti enormi per dischi usciti nello stesso periodo ma che non contano letteralmente un cazzo a confronto, per dire Heir Apparent ma potrei citarne altri).
Max1
Martedì 10 Novembre 2020, 9.42.10
23
..faccio un pò come per alcune (poche) uscite per le quali si è data più di una recensione (nel tempo)..quindi mi riservo anche di cambiare idea/aggiustare il tiro nel prossimo futuro. L'ho già sentito un bel pò di volte (in cuffia peraltro) e ho tratto ala conclusione che siamo al canto del cigno (non solo di RA, come accennato in qualche commento, ma anche del gruppo): i FW sono sempre stati un gruppo introverso, dalle tematiche "tristi", riflessive, incentrate su argomenti poco "trattati" e comunque non facili da digerire. In questo lavoro a mio avviso queste peculiarità sono ancora di più preponderanti e , a differenza di (quasi?) tutta la produzione precedente (ad esclusione dei primi 3 che non ho mai ben digerito), con un tappeto sonoro che si mette completamente al servizio di ciò, smorzando gli acuti e la potenza delle chitarre , pur sempre ben presenti. Quindi, per i miei modesti gusti, probabilmente è il lavoro che mi piace di meno proprio per questa atmosfera "dimessa" complessiva ! In sintesi e per semplificare: meglio questo o il penultimo, ToF a mani basse. Vediamo tra un pò se queste impressioni verranno confermate.
marmar
Lunedì 9 Novembre 2020, 22.27.20
22
Lo sto ascoltando solo da ieri, è un disco dei FW, serve tempo per assimilarlo al meglio. Comunque prima impressione? Il solito mostruoso Capolavoro, che da " The Way Home" in poi decolla in maniera verticale, lassù, solo dove loro sanno arrivare (basta l''intro di "The Longest...." per capire); chissà tra una quindicina di giorni come mi avrà completamente preso. JM, te lo continuo a dire, sei un genio, ti voglio bene. I Maestri sono loro e non ce n'è per nessuno, sia chiaro. Unici & Inarrivabili.
Gabriele
Lunedì 9 Novembre 2020, 19.42.04
21
Da un lato mi dispiacerebbe perdere Alder per strada. Dall'altro penso che questo forse potrebbe spianare la strada ad un ritorno di Arch, o comunque regalare più spazio al progetto Arch/Matheos. E la cosa mi farebbe sbavare copiosamente.
Klacor
Lunedì 9 Novembre 2020, 9.40.45
20
In una recente intervista, alla domanda sull'ultimo brano "the last song" Ray Adler ha fatto intendere che sarà il suo ultimo disco con i Fates.
Davide
Lunedì 9 Novembre 2020, 9.28.48
19
Broken Arrow, è proprio questo il bello della musica e nessuno dà del cretino a nessuno. Per me è un disco strumentalmente di qualità affossato dalle linee vocali di Alder, salvo rarissimi casi, meno ispirate di sempre nei Fates Warning. Noto che il pubblico italiano lo ha apprezzato in massa, mentre recensioni in tedesco e inglese sono fra la sufficienza e il discreto. Per esempio su Progarchives Darkness In A Different Light ha una media di 3.88 su 5 con 306 voti, Theories Of Flight 3.96 con 284, Long Day Good Night 3.58 con 15 voti e la tendenza del voto lì tende sempre ad abbassarsi col crescere del numero di votanti. Seguire i trend di consenso/dissenso non è un modo per farsi influenzare ovviamente ma uno strumento utile per capire a che tipo di ascoltatori è piaciuto o meno. Forse chi è più spostato sul metal lo apprezza di più di chi è più interessato al prog meno. La sensibilità degli ascoltatori può anche cambiare da Paese a Paese. A me purtroppo non è scattata la scintilla questa volta e me ne dolgo. Di contro, Fear Inoculum per me è stato lo scorso anno un disco nettamente superiore alla media delle opinioni che ho visto in giro e considerando che Right In Two, Disposition e poi Descending sono le canzoni loro che preferisco, in quel caso sono riuscito a darmi una risposta al mio entusiasmo. Qui, invece, sto ancora indagando del perché del mio scetticismo.
Broken Arrow
Domenica 8 Novembre 2020, 23.09.56
18
Davide, facci un enorme favore, dai...non avere fretta di dire la tua, ascolta bene il disco e non lasciarti fuorviare dai primi passaggi. Non c'è UN SOLO pezzo brutto, e quelli che sembrano meno convincenti crescono nel tempo in maniera inaspettata. Se mezzo universo ne tesse le lodi, al netto dei gusti personali, dovrebbe venirti il sospetto che forse non sono tutti cretini, ma non hanno avuto fretta di giudicare il disco dopo qualche ascolto distratto.
Aceshigh
Domenica 8 Novembre 2020, 10.50.20
17
Ulteriore colpo messo a segno, com’era anche facilmente prevedibile d’altra parte, parliamo di una band fuori categoria. Concordo col recensore per quanto riguarda il mood generale: malgrado l’eterogeneità stilistica dei pezzi, c’è di fondo un’atmosfera “crepuscolare” (termine azzeccatissimo) che pervade tutto l’album. Per quanto mi riguarda, questo comeback è veramente eccellente fino a Scars, le successive tracce mi sono scivolate un po’ via senza lasciarmi granché; per fortuna poi si chiude alla grande con The Longest Shadow of the Day e la delicatissima The Last Song. Quindi in conclusione: grande album per l’ennesima volta, anche se per me rimane un po’ sotto al miracoloso Theories of Flight. Voto 84
Davide
Domenica 8 Novembre 2020, 8.15.15
16
Dani3121 non critico chi l'ha apprezzato, ci mancherebbe! Per me però Alder, fatta eccezione per alcuni passaggi, è veramente risultato troppo anonimo se non addirittura arioso e melenso per lunga parte del disco. Ieri ho risentito di seguito Darkness In A Different Light e Theories of Flight per avere un confronto diretto e proprio si sente come il buon Ray lì (soprattutto in TOF) sia il valore aggiunto alle straordinarie geometrie strumentali, mentre qua frena il potenziale di un disco strumentalmente notevole.
Luka2112
Sabato 7 Novembre 2020, 23.36.33
15
I fates Warning ancora una volta sbancano il botteghino, e lo fanno con un album strepitoso è ricchissimo.Il Sig Matheos si dimostra un artista superiore in tutto e per tutto, quanti soltanto un anno dopo un capolavoro come Winter Ethereal avrebbero potuto pubblicare un altro album così ricco ed ispirato?Soprattutto senza autocitarsi, tenendo i progetti ben separati.Matheos prende distanza anche dai 2 recenti album cambiando nuovamente direzione inserendo elementi nuovi, il concetto di progressive è questo o dovrebbe esserlo.Un album completo che alterna magistralmente la tecnica strabiliante ad una ricerca sonora raffinata passando per una songwriting di qualità sorprendente.Ottima la produzione che da il giusto risalto ad ogni strumento, la sezione ritmica è pazzesca e Bobby Jarzombeck stavolta sfodera tutto il suo repertorio, insieme al sottovalutato Joey Vera., senza dimenticare Ray Alder autore di una prestazione vocale notevole.Un ottimo ritorno, fra i più grandi attualmente sulla scena. P.S so che il voto è relativo al recensore,ma se ad un album come No Exit diamo addirittura 92 a questo dovevamo dare 100🤣
Tino
Sabato 7 Novembre 2020, 22.47.08
14
Azz mi avete fatto venire voglia di ascoltarlo. Non li seguo dai tempi di disconnected
Dani3121
Sabato 7 Novembre 2020, 22.38.05
13
@Davide Per me Alder qui fa una prestazione maiuscola,i brani e dischi che citi li ho consumati e sono capolavori,ma qui non è da meno: Destination Onward,Alone we Walk,Glass Houses,Begin again,the longest shadow,under the sun sono pezzi pazzeschi,imo
duke
Sabato 7 Novembre 2020, 21.05.29
12
....top metal band.....come re mida.....tutto diventa oro....grandiosi....
HIRAX
Sabato 7 Novembre 2020, 18.10.00
11
Un altro capolavoro targato Fates Warning. Band straordinaria!
chris
Sabato 7 Novembre 2020, 16.26.53
10
Immensi ! Ascolto Queensryche e Dream Theater da una vita (30) , i Fates gli ho persi di vista per un po fino a pochi mesi fa quando ho sentito The light and shade of things e restai fulminato dalla sua bellezza , ho recuperato subito tutto quanto perso negli anni e adesso sono infatuato , non riesco a smettere ad ascoltarli . so che in passato hanno fatto dei jam session a fine vari concerti con i QR e DT ma vi immaginate una super band con Matheos e De Garmo a comporre , Petrucci a fare assoli , Tate e Alder alternati tra di loro , Moore ....... non riesco a continuare perchè troppo difficile scegliere le altre due posizioni
Davide
Sabato 7 Novembre 2020, 16.13.51
9
Il peggior album dei Fates Warning dopo l'acerbo esordio Night On Brocken. Le linee vocali mancano della solita intensità e profondità di Alder (molto meglio sul solista dello scorso anno). La parte strumentale è eccellente ma qualcosa non funziona e il disco risulta molto pesante e noioso rispetto ai due predecessori. Buona la prima traccia, il diretto singolo Scars e la gemma, quella sì un capolavoro, The Longest Shadow of The Day. In sintesi, manca proprio Alder e non capisco tutto questo entusiasmo diffuso su tutti i siti italiani. Trovatemi qua una performance intensa come una The Light And Shade of Things, White Flag, From the Rooftops, Falling, Firefly, One Thousand Fires, Handful of Doubt e Wish senza scomodare i dischi da 100 come Disconnected e APSOG o da 90/95 come Parallels e Perfect Symmetry, ma anche l'interessantissimo Inside Out con quella Monument che rimane uno dei 10 pezzi più belli dei FW. Voto 69
Graziano
Sabato 7 Novembre 2020, 12.22.58
8
I Maestri. Punto.
dariomet
Sabato 7 Novembre 2020, 9.07.39
7
Questo album è una perla che consiglio a tutti e soprattutto ai più giovani. i fates warning ancora oggi suonano originali e al tempo stesso fedeli a sé stessi.. meravigliosi
Broken Arrow
Sabato 7 Novembre 2020, 9.06.58
6
Speriamo non ci siano altri commenti tipo "l'ho trovato troppo lungo e sfiancante dopo mezzo ascolto". Questo è un disco che è un crimine giudicare prima di parecchi ascolti, OGNI pezzo cresce in maniera esponenenziale, gli va dato il giusto tempo, deve essere lasciato li e riascoltato, poi esplode in tutta la sua magnificenza. Questi giocano un'altra gara proprio: disco pazzesco
Dani3121
Venerdì 6 Novembre 2020, 21.26.06
5
Devo ancora assimilarlo bene,più complicato del precedente,al primo impatto noto una prestazione super di Alder ed il solito immenso Matheos. Per me rimangono i numeri uno del genere,fuori categoria
Shock
Venerdì 6 Novembre 2020, 20.39.55
4
Avevo abbandonato il gruppo da un po' non riuscendo più a digerirlo, ho 0rovato con questo e.....niente da fare: bravissimi per carità, ma lo trovo troppo lungo e sfiancante. Peccato. Nota a margine: ok, sono un rompicoglioni, ma questo disco è uscito oggi ed è già recensito, tanti altri dispersi nelle sabbie del tempo....
Gabriele
Venerdì 6 Novembre 2020, 19.55.49
3
Winter Ethereal è durissimo da battere. Vediamo se Jim si è superato per l'ennesima volta.
Crimson
Venerdì 6 Novembre 2020, 18.54.57
2
Bella recensione. I Fates Warning sono i "grandi vecchi" per eccellenza del progressive metal - se escludiamo i Queensryche che entrano/non entrano nel prog propriamente detto - sono praticamente di fatto i più vecchi e dunque i classici per eccellenza (ed i padri del prog classico). Credo sia anche per questo che JM continui persistente a mostrare come si possa fare benissimo - ancora oggi- puro progressive metal restando heavy metal (sia con i Fates Alder sia con i Fates Arch). Insomma, mostrano come l'heavy/power metal possa essere reso prog e "moderno", contaminandolo evolvendolo cambiandolo - in un caso, rendendolo barocco con Arch - ma restando ancorati ad esso e allo stesso tempo restandone "a lato" come la sua componente prog.
Giaxomo
Venerdì 6 Novembre 2020, 18.52.03
1
Lo sto ascoltando ininterrottamente da stamattina, era uno degli album che più attendevo da quando è stato annunciato qualche mese fa. Direi che mi trovo in linea col voto del recensore, almeno allo stato attuale delle cose. Calerà o salirà con l'assimilazione? Who knows, per il momento ne sono più più più che soddisfatto. Unico cavillo: avrei preferito due brani (o tre) in meno e una suite da dieci minuti in più, perché la sola che c'è, "The Longest Shadow of the Day", senza esagerare, è davvero "notevole", con un finale che è un distillato magico di classe pura. Come il resto del lavoro, chiaro. Band che gioca un altro campionato, da sempre. Semplice.
INFORMAZIONI
2020
Metal Blade Records
Prog Metal
Tracklist
1. The Destination Onward
2. Shuttered World
3. Alone We Walk
4. Now Comes The Rain
5. The Way Home
6. Under The Sun
7. Scars
8. Begin Again
9. When Snow Falls
10. Liar
11.Glass Houses
12. The Longest Shadow of the Day
13. The Last Song
Line Up
Ray Alder (Voce)
Jim Matheos (Chitarra)
Joey Vera (Basso)
Bobby Jarzombek (Batteria)
 
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Live Report
FATES WARNING + DIVIDE MULTITUDE + MASTER EXPERIENCE
Colony, Brescia, 13/10/2013
 
 
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