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Crest of Darkness - Give Us the Power to do Your Evil
( 1384 letture )
Se non fosse che la cosa suonerebbe certo un po’ comica riferita ad una band come i Crest of Darkness e ad un disco con un titolo come Give Us the Power to do Your Evil, si potrebbe dire che si tratta di un lavoro che non è affatto malvagio.

Al di là della facile battuta GUTPTDYE è un lavoro complessivamente efficace che non potrà che essere valutato con favore dagli appassionati del Black di stampo Nordico più estremo a tinte forti, anche se, ad onor del vero, ascoltando bene la tracklist del CD si possono notare alcune aperture concesse al Thrash più martellante, verso il Death, ed udite udite, qualche spunto più melodico che non svilisce affatto l’impatto complessivo.

Il combo Norvegese poggia l’essenza della sua proposta su tematiche di stampo chiaramente satanista (basta tradurre il titolo) che avevano una grande presa sul sottoscritto quando avevo quindici o sedici anni, ma che al giorno d’oggi mi lasciano decisamente perplesso, e per perplimere il sottoscritto ce ne vuole (prima che mi linciate per il neologismo vi rimando ai monologhi di Rokko Smitherson, ma dovete avere almeno una trentina di anni), dal momento che ritengo che, uniti alla debordante ignoranza in questo ed in altri settori che ottenebra le menti del 99% della gente, nella grande maggioranza dei casi non facciano che recare danno al movimento metal contribuendo pesantemente a ghettizzarlo; ciò non toglie che il tutto risulti musicalmente tanto brutale quanto ben suonato e performante, grazie anche alla produzione dell’onnipresente Angelo Orlando (c’è da chiedersi dove trovi il tempo di mettere lo zampino in così tanti lavori) che conferisce al sound dei COD un retro gusto algido perfettamente nel mood del gruppo.

Gli episodi migliori di GUTPTDYE sono probabilmente da individuare in Druj Nasu, presente anche come video assieme ad altri contenuti multimediali nella versione promo in mio possesso, la ferocissima Cadavergod, la più strutturata Your Demons, contenente un discreto solo, ed il trittico finale giocato sulla originalissima progressione 6 – 66 – 666.

Personalmente non stravedo per il genere, ma i COD fanno bene ciò che fanno, e qualche eco di Venom, Celtic Frost e Behemot contribuisce a rendermi più piacevole (?) il tutto; niente di innovativo o sconvolgente, ma chi apprezza il Black si troverà a proprio agio con questi Norvegesi maledetti, e difficilmente rimpiangerà i propri soldi.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
26.14 su 21 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2007
MKM
Black
Tracklist
1. Intro
2. Antichrist
3. Druj Nasu
4. Cadavergod
5. Your Demons
6. Death And Pleasure
7. Revenge Complete
8. I Love Your Pallid Skin
9. Part 6: Crossing The Gates Of Hell
10. Part 66: Becoming God
11. Part 666: Born To Rule
Line Up
Ingar Amlien - vocals and bass
Kjell Arne Hubred - guitars
Rebo - guitars
Kjetil Hektoen - drums

 
RECENSIONI
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