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The Wailers - The Wailing Wailers
12/11/2020
( 702 letture )
Siamo nel 1965 e i tre membri originali dei Wailers (Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Livingston) sono ancora dei giovanissimi rude boys del ghetto di Kingstone, con l’ambizione di emergere con la loro musica e la faccia tosta di chi ha lottato per tutta la vita tra miseria e disuguaglianze. Sono un trio vocale, il loro approccio agli strumenti è rozzo e rude, come loro, la Giamaica è scossa dalla lotta politica e sociale, la nascita del reggae è alle porte, nelle strade e nei sound system con rudimentali apparecchi si balla lo ska misto al rock n’roll.

La musica della piccola isola caraibica viene prodotta principalmente dallo Studio One di Sir Coxsone al secolo Clement Dodd che la domenica sera teneva audizione ai nuovi talenti che si presentavano da lui. Fu in una di queste sere che mise gli occhi e le mani sui Wailers. Un corrispettivo di 20 sterline per ogni canzone registrata che lui avesse ritenuto valida come compenso ai musicisti, una hit come Simmer Down, che divenne immediatamente la numero uno delle classifiche giamaicane di allora e il gioco è fatto: signori, ecco il primo disco dei Wailers.

Una gemma rozza ancora da lavorare ma con dietro molto, molto talento, uno ska primitivo che già portava con sé i primi accenni di slow-riddim che a breve diventerà ciò che tutti noi ora conosciamo come reggae e tre ragazzi testardi e arroganti che diventeranno leggende, facendo conoscere a un pianeta intero ciò che una piccola isola, sconosciuta ai più, aveva da raccontare. I testi del trio di allora erano molto semplici, si parlava d’amore, di come rimorchiare le ragazze, di ballare e divertirsi e si cercava di portare i rissosi e cattivi ragazzi del ghetto su una strada più retta e giusta. Non c’era ancora la volontà di scuotere le coscienze, l’influenza del Rastafarianesimo, il voler lottare per un mondo più egualitario; per parlare di una vera rivoluzione dovremmo attendere ancora un lustro, ma c’era la voglia di divertirsi e divertire.
Il suono di The Wailing Wailers è datato, analogico, puro e crudo, ovviamente si parla di una registrazione dei primi anni Sessanta con attrezzature lontane dall’esser di prima qualità ma così deve essere. Nessuna pulizia digitale potrebbe migliorare la bellezza e la purezza di quel tipo di sound e di quel tipo di registrazioni. Le composizioni sono un susseguirsi di veloci ska, di pezzi più rallentati e di composizioni d’amore, nella tracklist si possono leggere titoli che diverranno subito hit, basti vedere Put It On e Simmer Down ma anche brani che riarrangiati e ricomposti da Marley negli anni seguenti diventeranno successi mondiali cantati tutt’oggi, One Love su tutti.

The Wailing Wailers rimane tuttora l’unica testimonianza del periodo ska di Marley & Co. (salvo registrazioni di cui per ora si ignora l’esistenza), e rimane inoltre un disco pregno e affascinante, crudo e primitivo. D’altronde, da dei veri "rude boys" del tempo non ci si poteva aspettare altro. Rimane infine e soprattutto il primo e seminale disco di colui che diverrà una leggenda della musica: Robert Nesta "Bob" Marley.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
51.71 su 14 voti [ VOTA]
Fabio Rasta
Domenica 6 Dicembre 2020, 17.10.37
2
Sound affascinante solo x menti molto aperte, o per valore storico, in quanto propone una comunione di influenze che x lo + non ci appartengono, prima ancora dello Ska, Mento e Calypso tipo HARRY BELAFONTE. Ricordo altre raccolte loro, con questi ed altri pezzi del periodo successivo, uscite a nome BOB MARLEY ovviamente x speculazione, tipo African Herbsman e mille altre, formato musicassetta da bancarella, che puntualmente deludevano l'incauto acquirente, convinto o speranzoso di trovare tutt'altra roba. Non si direbbe ma fu il prototipo di una leggenda, che in quasi un decennio diverrà il mito degli WAILERS e del loro Sound unico, del grande PETER TOSH, e, ovviamente e principalmente, del profeta e ambasciatore Rasta BOB MARLEY. BUNNY WAILER invece è rimasto + nell'ombra, ma è ancora attivo, e una mia amica lo ha perfino conosciuto, intrattenendo poi una specie di rapporto musico/epistolare, e ne era assai entusiasta.
duke
Venerdì 13 Novembre 2020, 19.26.43
1
...lo ascoltero'....sono curioso.....ho parecchi dischi di Marley....
INFORMAZIONI
1965
Studio One
Rock
Tracklist
Side A
1. Put It On
2. I Need You
3. Lonesome Feeling
4. What’s New Pussycat
5. One Love
6. Ska Jerk

Side B
1. Ten Commandments Of Love
2. Rude Boy
3. It Hurts To Be Alone
4. Love Or Affection
5. I’m Still Waiting
6. Simmer Down
Line Up
Bob Marley (Voce, Chitarra)
Peter Tosh (Voce, Chitarra)
Bunny Wailer (Voce, Percussioni)
Soul Brothers (Resident Ban of Studio One)
 
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