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Yawning Man - Live at Giant Rock
13/11/2020
( 697 letture )
Partiamo dal presupposto che la musica degli Yawning Man parla da sola e l’ha sempre fatto; in più sui tre veterani americani della “musica del deserto” si può riporre una cieca fiducia, il loro modo di suonare e comporre è consolidato e più che mai iconico e se dovessimo cercare delle parole chiave per descriverlo tutti saremmo concordi più o meno su queste tre: deserto, psichedelia e trip.
Per questo motivo al momento di approcciarsi al nuovo album Live At Giant Rock la certezza di trovarsi dinanzi a un prodotto di ottima fattura è stata tanta, ma l’impressione positiva si è acuita ancora di più al momento di visionare il lungo videoclip che accompagna il concerto di Mario Lalli e compagni, registrato alle prime luci dell’alba il 18 maggio 2020, nel bel mezzo del deserto del Mojave in California.

L’idea generale di questo disco/dvd live è nata nel pieno della pandemia attuale e la band ha voluto fornire una propria personalissima interpretazione del concetto di “distanziamento sociale” registrando dal vivo una performance solitaria nel proprio habitat naturale: il deserto. La scelta del grande complesso roccioso Giant Rock è venuta di conseguenza, essendo il Mojave il luogo per eccellenza assorto a culla del desert rock e, infine, la volontà di registrare da soli e senza pubblico, oltre ad avere motivazioni ovvie dovute al momento che stiamo vivendo, è da far risalire al desiderio di voler proseguire una tendenza inaugurata da quel Live At Pompeii dei Pink Floyd nel 1972 e ripresa anche, in tempi più recenti, dai Korn nel loro live The Encounter del 2010. L’atmosfera è quindi speciale fin dalle premesse – non a caso Giant Rock è da sempre meta di scienziati, esoteristi, ufologi e semplici curiosi attirati dalla sua energia magnetica e spirituale; inoltre i nativi americani considerano sacro il grande masso che domina il complesso roccioso – e la musica non tradisce nessuna aspettativa.
Ora però c’è da fare un necessario distinguo: Live At Giant Rock è promosso sia in formato solamente audio, sia in formato audio-visivo e quest’ultimo spicca enormemente sul solo cd o vinile. Ciò non toglie che si possa godere della musica degli Yawning Man anche senza immagini, ma in questo specifico caso esse diventano un corredo fondamentale dell’intera opera ed è giusto sottolinearlo.

Altro aspetto curioso è rappresentato dalla scaletta, che si articola in quattro lunghi brani più un quinto contenuto solo nell’edizione in CD. Ma la scaletta, per l’appunto, serve solamente per convenienza ai tre americani, che scelgono di adottare un approccio completamente free-form che dilata i temi principali dei brani fondendoli tra loro senza soluzione di continuità in un unico lunghissimo brano di circa cinquanta minuti. Inoltre se pensate che i brani proposti siano estratti dal repertorio già noto della band vi sbagliate di grosso: tutta la musica contenuta in Live At Giant Rock è assolutamente originale e anche in questo gli Yawning Man sorprendono e convincono, producendo di fatto un live album che è contemporaneamente anche un calderone fumante di nuova musica.
Le caratteristiche del sound del trio sono note: il basso di Mario Lalli è imponente e grasso, senza risultare mai eccessivamente slabbrato, e regge l’impalcatura di ogni brano con fare possente e un suono preciso che in più di un’occasione ricorda la morbidezza di un pianoforte; la batteria di Bill Stinson non finisce mai in primo piano, ma il suo macinare groove con compostezza e costanza è fondamentale all’esito lisergico delle meditazioni strumentali della band; infine la chitarra (o meglio le chitarre, dal momento che in questo live ne viene usata più di una) effettata di Gary Arce, che sforna linee melodiche narcotiche e spaziali, sebbene il profumo del deserto sia sempre estremamente percepibile. Riverberi amplissimi, delay infiniti e un suono che è l’antitesi dello stoner nel suo essere pulito e cristallino, senza mai dover ricorrere a distorsioni o fuzz che siano più saturi di un semplicissimo overdrive. È quasi superfluo sottolineare quanto la produzione adottata per registrare e pubblicare questi brani sia perfetta ed assolutamente realistica, senza sacrificare nulla dell’aspetto live e al contempo riuscendo a donare la corposità idonea ad un disco in studio.
Questa è la musica degli Yawning Man e le note rotolano e si accartocciano su se stesse astraendo l’ascoltatore e conducendolo attraverso le sabbie del Mojave e poi su nello spazio sconfinato; si dice spesso che certa musica ha effetti stupefacenti e nel caso dei tre americani nessuna definizione sarebbe più azzeccata. Non servono ulteriori parole per descrivere i brani contenuti in Live At Giant Rock, perciò basta accendere lo stereo e lasciarsi trasportare dalle sinfonie afose della band; una volta partiti tornare indietro sarà impossibile.

Passiamo invece al lato più succulento dell’opera, ovvero il dvd del concerto vero e proprio: il contesto fisico lo abbiamo già descritto e oltre alla sabbia e alle montagne che accecano lo spettatore con il loro giallo intenso, è l’azzurro di un cielo sgombro da ogni parvenza di nuvole a dominare la scena, tanto brillante quanto irreale. È proprio la sola forza dei colori a donare un velo di magia a tutta l’esibizione, che di fatto è scevra da ogni artificio scenico e povera di effetti digitali in post produzione; la regia di Sam Grant è sobria e naturale e rende giustizia alla magnificenza del luogo in cui la band si trova a suonare.
Prima del concerto vero e proprio una brevissima introduzione mostra i dintorni della zona desertica, con pochissimi dettagli che aiutano a settare il mood dell’esperienza visiva; poi d’un tratto si iniziano a vedere le vetture della troupe, il banco del mixer, gli strumenti e gli amplificatori posizionati in mezzo alla sabbia, mentre il vento sibila e i protagonisti iniziano a prendere posizione al loro posto. È qui che si ha la scena più iconica del concerto: Mario Lalli si avvicina a un generatore a benzina, tira la corda e il rombo del macchinario dà l’avvio alle prime note degli Yawning Man.
Lalli e Stinson indossano entrambi il cappello e sono vestiti nella maniera più informale possibile, Arce invece si presenta coi capelli sciolti e in canottiera, suonando con le dita. Ognuno è concentrato sul proprio strumento e la regia, insieme all’eccellente comparto sonoro, riesce a cogliere ogni minimo dettaglio, dalle sbavature sui manici degli strumenti fino al rumore dei pedali che vengono accesi da Arce e Lalli. A lato della batteria si notano bene le bottiglie d’acqua, il caffè e il cellulare di Stinson. I cavi scomposti, custodie e borse varie, fotocamere posizionate ai lati del “palco”, i tecnici dello staff e le automobili che a volte attraversano la scena contribuiscono a creare un’atmosfera di informalità assoluta, ma non per questo poco curata, anzi. La potenza della musica, di cui abbiamo già parlato, è esaltata dall’ambiente naturale, dal sole che lentamente sorge sulle teste dei musicisti e dagli avvoltoi che talvolta si librano sullo sfondo e tutto questo, fuso insieme, delinea un mix di sensazioni che è difficilmente descrivibile solo a parole. Basta vedere il breve trailer che presenta il concerto per farsi un’idea di quello che attende lo spettatore per la restante ora di spettacolo.

Questo è Live At Giant Rock e chiunque vorrà vivere l’esperienza di questo speciale concerto si renderà conto della potenza immaginifica e del muro sonoro lisergico che la musica degli Yawning Man riesce a materializzare in mezzo al sacro silenzio del deserto: una situazione unica, immortalata per sempre su pellicola. Il trio di veterani del rock psichedelico americano consegnano ai posteri uno dei migliori documenti live del 2020 e consolidano ancora di più il proprio status di leggende grazie ad una professionalità unica unita a una sobrietà da anti-rockstar che, oggi più di ieri, rende onore a Mario Lalli, Gary Arce e Bill Stinson.
Live At Giant Rock è uno di quei dischi da ascoltare assolutamente, ma il dvd è da possedere senza indugiare nemmeno per un attimo. Ancora una volta applausi a scena aperta per gli Yawning Man!



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
No Fun
Domenica 6 Dicembre 2020, 15.03.25
8
E niente, mi hanno detto che per adesso è esaurito. Io c'ho provato. Mi accontento del cd.
Carmine
Sabato 28 Novembre 2020, 20.37.56
7
Ottima esecuzione!
No Fun
Sabato 14 Novembre 2020, 12.51.54
6
No no tranquillo non posso pentirmene. Infatti il dvd mi attirava perché come dici tu qui ha davvero senso, questa musica viene da lì ed è lì che è nata, e poi dal vivo li ho visti soltanto in uno spazio angusto e affollato, non il massimo per loro, e non facendo uso di sostanze il dvd può essere utile per avere un'idea di quello di cui parlava Brant Bjork.
Black Me Out
Sabato 14 Novembre 2020, 12.35.17
5
@No Fun Sei un grande ahah! Spero non te ne pentirai, ma per me è davvero un ottimo prodotto. @Korgull Non è vero che "non basta" il cd, ma l'esperienza a mio parere è davvero completa con anche la visione del contesto dove è stato registrato il disco; poi le fughe lisergiche di Lalli e soci si possono godere a prescindere, questo però è un caso particolare.
No Fun
Sabato 14 Novembre 2020, 12.25.58
4
@Black Me Out, vedi tu , io intanto l'ho ordinato. Tre tizi fermi nel deserto. Devo essere impazzito.
Korgull
Sabato 14 Novembre 2020, 9.30.54
3
Li adoro! Ma mi pare di capire che il solo ascolto stavolta non basti e ci voglia il dvd...
Black Me Out
Venerdì 13 Novembre 2020, 23.00.46
2
@No Fun A questo punto non so se sentirmi molto in colpa o molto fiero del mio scritto... ^^"
No Fun
Venerdì 13 Novembre 2020, 22.15.58
1
Cheppalle! Ero già pronto a commentare tutto contento perché è già da un po' che ascolto con goduria questo disco e invece il succo della rece è "avete ascoltato il disco e vi è piaciuto? Poveri illusi! Non avete idea di cosa sia il dvd!" Che nervoso. Anche perché ero quasi tentato di prenderlo ma poi ho pensato: "ma perché diavolo dovrei guardarmi un dvd con tre tizi che stanno fermi nel deserto?". Maledetto Metallized!
INFORMAZIONI
2020
Heavy Psych Sounds Records
Psychedelic Rock
Tracklist
1. Tumbleweeds in the Snow
2. The Last Summer Eye
3. Nazi Synthesizer
4. Blowhole Sunrise
5. Space Finger (Bonus Track)
Line Up
Gary Arce (Chitarra)
Mario Lalli (Basso)
Bill Stinson (Batteria)
 
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