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Au­n - V÷kudraumsins fangi
21/11/2020
( 975 letture )
Prima di venire consacrata come terra di black metal oscuro e dissonante (Svartidau­i, Sinmara, Mis■yrming, Wormlust, Zhrine), lĺIslanda aveva una scena di black metal atmosferica che era giÓ scesa alla ribalta con i Sˇlstafir un decennio prima, a cui seguirono i Dynfari, i ┴rstÝ­ir lÝfsins e gli Au­n in quella successiva. Parlando di questi ultimi, si scopre che Ŕ essenzialmente un side project di tre membri dei Dynfari con lĺausilio di altri tre musicisti, tra cui un bassista di rimpiazzo questĺanno. I loro precedenti album, un omonimo del 2014 e Farvegir Fyrndar, erano estremamente influenzati dagli Agalloch e di altri gruppi black metal dal suono vasto e a volte psichedelico, tipo Skogen e i Wolves in the Throne Room, pi¨ gli appositi riferimenti alla band madre.

Lĺarpeggio di doppia chitarra acustica/elettrica allĺinizio di Einn um alla tÝ­ mostra quanto il sound dellĺalbum debba ai nomi giÓ citati: appena inizia la scarica di blast-beat in piena distorsione, unĺintera decade di post-black ci passa davanti, a partire dagli arpeggi di chitarra che mal si inseriscono nella sezione ritmica, mentre il break dalle dinamiche pi¨ calme Ŕ una soluzione stra-abusata da vari altri gruppi simili. Eldborg segue a ruota con ritmi pi¨ muscolosi terzinati, e anche Birtan Hugann Brennir si fa sentire con fraseggi vintage pi¨ interessanti risalenti allĺera dei Dissection. E sebbene la title track, con le sue tracce di chitarra acustica che fanno tanto Alcest e Ver­ur von a­ brß­, che potrebbe essere stata tranquillamente registrata dagli Immortal di At the Heart of Winter, siano fra i pezzi forti del disco, risulta strana la scelta di inserire tre canzoni consecutive con riff cosý poco ispirati da suonare fin troppo simili ai Darkthrone ed ai Satanic Warmaster di vecchia annata (Horfin mÚr, ┴ himin stara, Ljˇstřra). La produzione Ŕ abbastanza curata, con un uso di riverbero inferiore alla norma, anche se i fraseggi di chitarra pi¨ quieti rimangono comunque lievemente distorti, mostrando la scarsa propensione dei chitarristi allĺuso di pedali analogici, anche se lo scream continua a risultare impersonale, questa volta pi¨ forzato del solito.

V÷kudraumsins fangi Ŕ un disco che abbraccia molteplici influenze che non sono pi¨ esclusivamente legate al sound confortevole della scena cascadian come in passato: tuttavia, le tracce Horfin mÚr, ┴ himin stara e Ljˇstřra cadono vittima di un songwriting troppo prevedibile, come se fossero errori che non dovrebbero essere ammissibili dopo una carriera pluridecennale, la cui posizione a cluster crea un punto morto che allunga ulteriormente lĺalbum e ne affossa la qualitÓ. Il resto delle canzoni sono in ogni caso ben arrangiate e presentano alcuni spunti interessanti, ma la proposta degli Au­n manca comunque di quel guizzo di originalitÓ che monopolizzi lĺattenzione dellĺascoltatore medio.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
75.38 su 13 voti [ VOTA]
Jan Hus
Martedý 1 Dicembre 2020, 20.04.46
10
Il recensore ha votato Donald Trump.
valz
Giovedý 26 Novembre 2020, 19.28.56
9
bisco black o di guitar hero?
Tino
Lunedý 23 Novembre 2020, 21.03.49
8
Cosa sono i ritmi muscolosi terzinati? Chiedo per un amico
Mario
Lunedý 23 Novembre 2020, 19.53.22
7
In effetti pare di leggere Guitar Club
Le Marquis de Fremont
Lunedý 23 Novembre 2020, 16.54.09
6
"....con un uso di riverbero inferiore alla norma, anche se i fraseggi di chitarra pi¨ quieti rimangono comunque lievemente distorti, mostrando la scarsa propensione dei chitarristi allĺuso di pedali analogici,...". Guardi, Monsieur Teanscendence, di questi aspetti tecnici non me ne pu˛ importare di meno e io vado diritto alla emozionalitÓ della musica, se mi fa stare bene. Tra l'altro lei cita gruppi indiscutibilmente eccelsi come Agalloch, Skogen, Wolves in the Throne Room, Dissection, Alcest, Immortal e Darkthrone, come se fossero un qualcosa di negativo a cui fare riferimento e trovo che nella frettolositÓ della recensione (un po' corta, non le sembra?) ci sia molto del tipo "devo farla, ho ascoltato qualcosa, tiro qualche conclusione e passo a dell'altro". Personalmente (e sottolineo "personalmente") lo trovo un ottimo album, forse non innovativo ma con il sound che volevo sentire e che mi piace molto. Quasi tutti i pezzi sono notevoli, non sto a citare brani in particolare. "...ma la proposta degli Au­n manca comunque di quel guizzo di originalitÓ che monopolizzi lĺattenzione dellĺascoltatore medio...". Ecco, forse non sono un ascoltatore "medio". Au revoir.
LUCIO 77
Domenica 22 Novembre 2020, 16.17.27
5
Ascoltato Un paio di volte e anche per Me Ŕ un buon Album.. L'alternanza fra parti veloci (che preferisco) e parti pi¨ cadenzate, l'ho trovata equilibrata.. Sul Voto basso del Recensore mi son fatto un'opinione.. Giorni fa ad un mio Commento sull'ultimo dei Uada, Ŕ stato affermato che il Black Ŕ un Genere in continua evoluzione.. Secondo Me Transcendence dÓ molta importanza all'OriginalitÓ di una Proposta quindi se Lui in un Album non la trova (come in questo caso), il suo Voto non va oltre la sufficienza o poco pi¨...
d.r.i.
Sabato 21 Novembre 2020, 19.48.05
4
Solo una battuta, ma la tastiera ha attivi solo il 6 e il 3? Lo ascolter˛ e dir˛ la mia.
Ben
Sabato 21 Novembre 2020, 14.21.25
3
Maria io esco
Black Me Out
Sabato 21 Novembre 2020, 14.19.40
2
Mi ha colpito molto meno del primo disco, per˛ anche questo Ŕ un buonissimo album; forse Simone sei stato un po' severo, ma Ŕ anche vero che l'ho ascoltato giusto un paio di volte il disco e poi non mi ha pi¨ preso... Forse questo Ŕ indicativo della potenza della musica contenuta.
Filly
Sabato 21 Novembre 2020, 14.15.17
1
Ma lo fai apposta?
INFORMAZIONI
2020
Season of Mist
Black
Tracklist
1. Einn um alla tÝ­
2. Eldborg
3. Birtan hugann brennir
4. Ver­ur von a­ brß­
5. Drepsˇtt
6. NŠ­ir um
7. Horfin mÚr
8. ┴ himin stara
9. Ljˇstřra
10. V÷kudraumsins fangi
Line Up
Hjalti Sveinsson (Voce)
Hjßlmar Gylfason (Chitarra)
Andri Bj÷rn Birgisson (Chitarra)
MatthÝas HlÝfar Mogensen (Basso)
Sigur­ur Kjartan Pßlsson (Batteria)
 
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