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Dark Tranquillity - Moment
24/11/2020
( 3343 letture )
Ritengo che una band come i Dark Tranquillity non abbia bisogno di alcun tipo di presentazione, ogni parola di prologo risulterebbe scontata per una band che nel corso di una trentennale carriera ha creato un suono ed un genere musicale. I ragazzi di Göteborg sono tornati dopo quattro anni di silenzio, con una nuova formazione e proprio in virtù di ciò, c’era da parte di addetti ai lavori e fans, una spasmodica attesa per il loro nuovo Moment, edito come sempre dalla Century Media, composto da dodici tracce per circa cinquanta minuti di nuova musica.

Un’attesa generale che è stata finalmente e finemente soddisfatta, Moment suona proprio come chi ama la band giustamente e fiduciosamente si aspettava anche se con qualche piccola novità, non stravolgente ma figlia dei tempi in cui viviamo e figlia di un gruppo che tanto ha dato e che tanto è maturato nel corso degli anni. L’aura che pervade questo nuova opera è quindi più che mai cupa, inquieta e malinconica, al contempo però Moment si presenta anche molto elegante e accurato in ogni suo aspetto, dalla scelta dell’artwork alle melodie, dai testi alle liriche fino alla resa sonora.

Partiamo quindi dai suoni, una batteria enfatizzata sulle basse frequenze con punte di trigger fa combo con un basso altrettanto profondo ma graffiante. Le chitarre sono come sempre il motore pulsante del suono dei Dark Tranquillity e i due nuovi membri svolgono un lavoro egregio nei soli, nelle ritmiche e naturalmente nelle linee melodiche marchio di fabbrica del suono della band. Le tastiere non sono mai messe troppo in primo piano (come in alcuni episodi passati) ma svolgono il loro lavoro in maniera impeccabile. Un breve capitolo a parte va dedicato alla voce di Stanne che alterna il suo inconfondibile timbro “sporco” a momenti di cleans davvero efficaci e ben eseguiti, il frontman si riconferma come sempre per essere una delle voci più belle ed efficaci del genere. Una resa sonora generale d’impatto, che s’innalza e amplifica nei chorus con un maggior “pump” generale per poi tornare ad un gradino più in basso nelle altre parti strutturali dei pezzi (scelta peraltro usata in maniera quasi standard nel genere), da sottolineare anche l’inserto qua e là di alcuni sprazzi elettronici molto gradevoli, una produzione davvero riuscita quella di Martin Brandstorm.

Passiamo ora alle tracce: a partenza è affidata alla combo Phantom Days/Transient, due brani in perfetto stile Dark Tranquillity, entrambi aggressivi e coinvolgenti, con passaggi melodici nei chorus alternati a riff spinti e coinvolgenti, in entrambi ottime le parti solistiche svolte dalle chitarre che si dimostrano entrate in maniera perfetta nel “DT-style”. Identical To None alza ancor più il ritmo, qui gli svedesi sfoggiano un groove granitico con un pizzico meno di melodia rispetto ai loro standard a favore di una maggiore aggressività, un ottimo brano diretto e senza fronzoli, dove la voce di Stanne la fa da padrone con una prova davvero sopra le righe. In The Dark Unbroken l’ambient cambia totalmente, i ritmi si fanno più cupi e lenti e, per la prima volta nel disco, vengono utilizzate clean vocals, così come nella successiva Remain The Unknown, entrambi i brani sono spiccatamente evocatici ed atmosferici. Standstill riporta l’album al classico DT-style degli ultimi anni, i chorus vengono enfatizzati dall’uso della voce pulita e dal pump del mixaggio, il ritmo generale torna a pulsare velocemente, un brano che sembra quasi una sorta di traghetto verso Ego Deception uno dei brani di punta di Moment, un pezzo irruente con spunti groove e thrash nelle ritmiche, un brano davvero ben strutturato, dove le parti più soft donano varietà e movimento all’incedere dell’ascolto. La successiva A Drawn Out Exit si rivela esser fin dalle prime note una vera gemma musicale, un brano oscuro e ossessivo, con alcuni richiami melodici dal sapore orientale nella seconda parte del brano, un finale spezzacollo e una prova superlativa del frontman svedese alla voce, un pezzo perfetto in ogni sua parte. Eyes Of The World purtroppo viene penalizzata dalla posizione, a seguito di due brani strepitosi non si può dire che sia di quella caratura, per carità se fosse stata concepita da una qualsiasi band gothic o melodic risulterebbe un gran brano, per questi Dark Tranquillity perde un po’ di toni e di coinvolgimento ma, la seguente Failstate rimette ogni cosa a suo posto, i ritmi si riconfermano feroci e impetuosi, la cattiveria musicale torna prepotente con ritmiche spesso thrash oriented e uno splendido solo. Anche nella successiva Empires Lost In Time la qualità è superlativa, il DT-style emerge ai suoi massimi, compositivamente parlando siamo di fronte a un piccolo manuale di melodic death metal. Eccoci giunti infine all’ultimo pezzo della scaletta In Thruth Divided, qui i Dark Tranquillity ci danno un’ulteriore prova del perché siano dei maestri, più che un brano è un traghetto verso un mondo a parte, un viaggio in musica, un viaggio onirico e sognante, una canzone il cui ascolto si vorrebbe non finisse mai.

Moment non è un capolavoro sia chiaro, alcuni piccoli lati oscuri li porta con sé come una forse eccessiva durata generale e, alcuni brani e passaggi in essi che risultano un po’ fuori forma ma, rimane un disco veramente pregevole e lodevole. La voce di Stanne in primis rimane una delle voci più belle ed efficaci del genere, magistrale anche in pulito. La qualità compositiva è sempre altissima e le due nuove chitarre a livello esecutivo non fanno per nulla sentire la mancanza degli ex membri. Ci sono oltretutto dei brani come A Drawn Out Exit, Ego Deception e In Thruth Divided che sono obiettivamente delle vere perle musicali. I Dark Tranquillity cambiano muta, spostano le coordinate, risorgono e restano sempre se stessi, forse qualcuno potrà rammaricarsi per assenza di sfuriate e ritmi molto più veloci ma, quei tempi sono serviti a cesellare il percorso fatto dai ragazzi di Göteborg fino ad oggi, un percorso coerente, concreto e coeso che ci porta alla band di oggi, a tutti gli effetti Maestri del loro genere.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
82.15 su 33 voti [ VOTA]
Mic
Lunedì 28 Dicembre 2020, 19.48.47
28
peccato che venne loro in mente di prendere il tastierista syntetizzatore. I DT mi piacciono ancora e non manco un'uscita. Ma quelle tastierine onnipresenti mi stanno un po' sui maroni.
Il Re Pallido
Mercoledì 16 Dicembre 2020, 20.36.22
27
@todbringer È curioso quanto un brano possa arrivare dritto in fazza ad alcuni e ad altri manco sfiorarli: è una settimana che inizio la giornata con Failstate, esibendo un codardo growl sub-mascherina mentre vado al lavoro: TOTHETUNEOFTHEAPOCALYPSE!!!
Bacon Apocalypse
Venerdì 11 Dicembre 2020, 2.07.03
26
Qua i Dark Tranquillity confermano la loro qualità, ci riescono bene anche se a parer mio (come alcuni commenti sotto di me) un taglio a qualche canzone l'avrei gradito ancora di più, ma ehi i DT sono quella band che riescono a fare il giusto senza cadere mai nel banale, tra le track più belle sinceramente Phantom Day tra le più belle, Identical to None, The Dark Unbroken e altre ancora, davvero complimenti a loro per questa piccola perla in questo buio periodo causa covid voto 80
Todbringer83
Lunedì 7 Dicembre 2020, 23.38.45
25
Credo che fare meglio di Atoma a questo giro avrebbe avuto del miracoloso, il calo compositivo rispetto al predecessore a mio avviso c'è ed è fisiologico. Ma ogni capitolo dei DT ha una storia a se, e anche questa volta, ci hanno regalato più che una discreta prova. Chi continua a sfoderare prestazioni al limite del divino risponde al nome di Mikael Stanne, un guru, un'icona del settore. Le linee vocali qui fanno ancora la differenza e sovrastano l'ottimo lavoro dei colleghi. Buona anche se non memorabile la prova delle due new entry alle sei corde. Normale amministrazione per il resto della band. L'album dopo tre accurati ascolti non riesce a nascondere qualche scricchiolio nella stesura generale delle tracce. La curva del livello emozionale tende a giocare al saliscendi durante i cinquanta minuti d'ascolto. Per dirla in parole povere io avrei tagliato qualche brano sottotono che sa di riempitivo tipo Failstate e Empires Lost To Time e magari avrei favorito la freschezza compositiva di una Silence As a Force, relegata alla versione doppia come traccia bonus. Nonostante però qualche timido difetto l'album non delude e suona DT al 100%. Identical To None è destinata a marchiare le set list delle prossime (si spera) esibizioni live, come la piccola perla Evergrey oriented In Trhuth Divided dimessa e sognante. Album che probabilmente non sarà ricordato al pari del suo predecessore, ma che comunque segna l'ennesima prova di ottima fattura all'interno di una discografia che conosce pochissime battute d'arresto. Voto: 7,5
Steelminded
Lunedì 7 Dicembre 2020, 22.17.22
24
Bello, bello... fatto centro con un lavoro su tempo lento, molto melodico!
duke
Lunedì 7 Dicembre 2020, 22.15.35
23
...bel disco….ancora una volta al top…..
mariamaligno
Domenica 29 Novembre 2020, 9.28.23
22
Buon disco. Un tentativo riuscito solo in parte di tornare al periodo dei capolavori Projector/Haven riprendendo l'attitudine gotica e le clean vocals del primo e l'assenza totale di brani tirati a favore di mid tempos elettronici del secondo. C'è da dire che in Haven la qualità dei brani non faceva minimamente sentire la mancanza dei pezzi veloci, qui invece la qualità media è un po più bassa e un paio di brani aggressivi in più avrebbero giovato. Ad ogni modo la qualità c'è ,ottime Phantom Days (questa sì degna di Haven) e Identical to None, peccato per la scialba Transient (la peggiore del lotto) che,posizionata tra le due, va a fallire una potenziale tripletta iniziale che altrimenti avrebbe fatto partire il disco col botto. Molto molto valide anche Remain in the unknown e Standstill(la più projectoriana) e all'altezza pure l'oscura a drawn exit (unico pezzo "cattivo"dell'opera) e la conclusiva struggente a truth divided. Col resto però siamo sui filler purtroppo e si tratta di circa il 50%. Il giudizio resta comunque positivo apprezzando anche la volontà di cambiare le coordinate stilistiche dopo 5 album di fila che replicavano con risultati altalenanti la formula di Damage Done. Poi ogni qual volta ho delle perplessità su un album dei Dark Tranquillity penso agli ultimi quindici anni della produzione targata In Flames, torno a Moment...ed è subito capolavoro.
Gbb77
Sabato 28 Novembre 2020, 13.16.25
21
Profondo, avvolgente e spaziale. Sará pure meno aggressivo rispetto ai loro soliti standard, ma in compenso ci guadagna con una intensità incredibile..Bellissimo!! Album dell'anno insieme ad Utgard degli Enslaved ..Grazie di tutto ragazzi!!!
Gb77
Sabato 28 Novembre 2020, 13.15.42
20
Profondo, avvolgente e spaziale. Sará pure meno aggressivo rispetto ai loro soliti standard, ma in compenso ci guadagna con una intensità incredibile..Bellissimo!! Album dell'anno insieme ad Utgard degli Enslaved ..Grazie ragazzi!!!
Gb77
Sabato 28 Novembre 2020, 13.15.37
19
Profondo, avvolgente e spaziale. Sará pure meno aggressivo rispetto ai loro soliti standard, ma in compenso ci guadagna con una intensità incredibile..Bellissimo!! Album dell'anno insieme ad Utgard degli Enslaved ..Grazie ragazzi!!!
Le Marquis de Fremont
Venerdì 27 Novembre 2020, 16.34.25
18
Un album molto bello e che si fa ascoltare con piacere. Alcuni pezzi alternati tra growl e clean sono un po' tutti sulla stessa falsariga, anche se con la affascinante voce di Stanne, difficile dire che non siano più che eccellenti. Mi piace il lavoro delle chitarre che come alcuni commenti hanno sottolineato, se avranno più spazio, promettono molto bene. Penso si farà ascoltare molto, nelle prossime settimane. Positivo al momento, magari tornerò se c'è da aggiungere qualche altra sensazione. Domani tutti in mountain bike sulle zone del prosecco. Farà da colonna sonora. Au revoir.
Korgull
Venerdì 27 Novembre 2020, 16.07.40
17
Il mio porto sicuro da decenni, quando ascolto un loro album so che mi troverò in ogni caso davanti a qualcosa di bello, di profondo, di oscuro, di seducente..... Questo non fa eccezione, meno violento e piú riflessivo del precedente, perfetto per il periodo. Grazie ancora ragazzi!
AL
Venerdì 27 Novembre 2020, 14.37.52
16
Album che migliora con gli ascolti. Nessun filler e grande Stanne. Phantom days e Standstill le mie preferite.
Syd76
Venerdì 27 Novembre 2020, 9.14.51
15
Un album bellissimo, come gli altri.
Aceshigh
Mercoledì 25 Novembre 2020, 19.20.31
14
Album più tranquillo e atmosferico che in altri casi, forse si poteva rischiare ancora qualche sfaccettatura in più, ma in ogni caso promosso senz’ombra di dubbio. Il livello dei pezzi è sempre alto, difficile trovare dei filler, anzi: le più catchy Identical to None e Failstate, come la conclusiva e un po’ depechemodiana In Truth Divided, rappresentano delle belle impennate. Degno successore di Atoma; non al suo livello, ma in caso contrario la cosa avrebbe avuto quasi del miracoloso. Voto 81
Danimazo
Mercoledì 25 Novembre 2020, 10.38.19
13
Ok, la formula è sempre la stessa da anni ormai, ma i DT restano una band superiore e la voce di Mikael mi riempie il cuore di ricordi e malinconia. Quello che manca è quella vena sperimentale che li contraddistingueva dalla massa, ma a causa dell'assenza di Niklas Sundin in fase di songwriting e di esecuzione purtroppo non credo che tornerà più. Ciò nonostante lo trovo un bel disco, anche se Atoma gli è superiore.
Gianluca
Mercoledì 25 Novembre 2020, 9.45.13
12
We are the void album abbastanza incupito, oltre ark anche la malinconia iridium merita.
Davide
Mercoledì 25 Novembre 2020, 9.24.22
11
In Truth Divided entra nel novero delle più belle canzoni dei Dark Tranquillity, mentre il resto si batte bene ma senza lasciare particolarmente il segno. Certamente fu più brillante Atoma che alzava il livello rispetto al mediocre Construct e il discontinuo WATV (album che contiene alcune perle, Arkhangelsk su tutte).
Salvo
Mercoledì 25 Novembre 2020, 8.03.13
10
Francamente, mi ascoltavo molto di più. Non che sia un brutto disco, certamente non da 80 per me, forse arriva a 70. Poco mordente, tutti mid tempo. Non mi ha ocnvinto gtsncjè. Peccato.
Gianluca
Martedì 24 Novembre 2020, 17.59.22
9
Anche a me è piaciuto. A draw la canzone che preferisco Truth divided semplice ma per me stupenda. In definitiva buon album avrei preferito una produzione meno ovattata
enry
Martedì 24 Novembre 2020, 16.55.12
8
Sicuramente un buon disco condito da qualche perla. Bene la tripletta iniziale, soprattutto Identical to none. Molto belle Standstill che cresce con gli ascolti e A Drawn out Exit. Per il momento, dopo 4 ascolti, mi fermo qua. Dal prossimo disco allenterei le briglie a Amott, se ispirato ha dimostrato di saper fare grandi cose (indimenticabile il debut dei suoi Armageddon). X Metalheart, no niente di rivoluzionario, alcuni dischi più aggressivi con meno Clean altri, tipo questo, un po' più melodici. Però, la qualità media resta invidiabile (lascerei fuori We are the Void che proprio non lo digerisco), cosa non da poco dopo quasi 30 anni di carriera.
MetalHeart
Martedì 24 Novembre 2020, 16.03.29
7
Solito disco dei DT dal 2002 a questa parte... Cazzo ci trovate di rivoluzionario..?
d.r.i.
Martedì 24 Novembre 2020, 15.32.12
6
I due chitarristi sono una certezza, ottima la parte compositiva di rein. Spero in una lenta introduzione nella fase di composizione anche di Amott che potrebbe apportare una certa violenza nei pezzi. Al primo ascolto sono rimasto impressionato positivamente, ma è troppo poco per dare un voto.
ObeYM86
Martedì 24 Novembre 2020, 14.32.24
5
@Enrico Bustaffa assolutamente si!!sopratutto la versione doppio cd,le bonus tracks sono molto valide!E ti consiglio anche il precedente Atoma,che é anche meglio
Enrico Bustaffa
Martedì 24 Novembre 2020, 12.19.16
4
io con loro sono fermo a fiction. Me lo consigliate?
DP
Martedì 24 Novembre 2020, 11.14.32
3
Album con poche sfuriate ma in generale vario, a me 2 dei 3 brani che Yoda cita come i gioielli dell'album non piacciono molto, ci troviamo solo d'accordo sul brano finale, preferisco altri brani più melodici come The Dark Unbroken e Standstill. Al momento per me è un 78, in quanto indeciso tra 75 ed 80, ma al di là del voto numerico direi Buono e sono contento dei 2 nuovi chitarristi soprattutto Reinholdz per il supporto in fase di composizione dei brani ed il lavoro solista che a me già faceva impazzire nell'ultimo bellissimo Skyfire.
Fred
Martedì 24 Novembre 2020, 10.52.25
2
"Si lascia ascoltare bene" is the new "te lo consiglio"
mickey73
Martedì 24 Novembre 2020, 10.44.53
1
un buon disco, niente di eccezionale ma molto godibile, si lascia ascoltare abbastanza bene. voto 75
INFORMAZIONI
2020
Century Media Records
Melodic Death
Tracklist
1. Phantom Days
2. Transient
3. Identical To None
4. The Dark Unbroken
5. Remain In The Unknown
6. Standstill
7. Ego Deception
8. A Drawn Out Exit
9. Eyes Of The World
10. Failstate
11. Empires Lost To Time
12. In Truth Divided
Line Up
Mikael Stanne (Voce)
Christofer Amott (Chitarra)
Johan Reinholdz (Chitarra)
Martin Brändström (Tastiera, Synth)
Anders Iwers (Basso)
Anders Jivarp (Batteria)
 
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