Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Ping
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/01/21
YOTH IRIA
As the Flame WIthers

29/01/21
WILSON
Thank You, Good Night. Live

29/01/21
NIGHTFALL
Eons Aura (EP Reissue)

29/01/21
EXIMPERITUS
Šahrartu

29/01/21
NIGHTFALL
Athenian Echoes (Reissue)

29/01/21
NIGHTFALL
Macabre Sunsets (Reissue)

29/01/21
WEREWOLVES
What a Time to be Alive

29/01/21
NIGHTFALL
Parade Into Centuries (Reissue)

29/01/21
CELLAR TWINS
Duality

29/01/21
OCEANA
The Pattern

CONCERTI

06/02/21
MAGNUM + GUEST TBA (CANCELLATA)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

11/02/21
VENOM INC. + GUESTS
TRAFFIC CLUB - ROMA

12/02/21
VENOM INC. + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

13/02/21
VENOM INC. + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/02/21
IMONOLITH + TBA
BARRIO'S CAFE - MILANO

18/02/21
IMONOLITH + LOGICAL TERROR
MK LIVE - CARPI (MO)

19/02/21
THE DEAD DAISIES
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

20/02/21
ANCIENT + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

21/02/21
TURMION KATILOT
LEGEND CLUB - MILANO

26/02/21
ATHEIST + CADAVER + SVART CROWN + FROM HELL
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Ping - The Zig Zag Manoeuvre
27/11/2020
( 645 letture )
Partiamo dalla fine: terminato l’ascolto di questo The Zig Zag Manoeuvre ci si chiede il motivo per il quale i norvegesi Ping non escano con un’etichetta come la Ipecac Recordings piuttosto che con la comunque onestissima Apollon Records; non che la label di stanza a Bergen sia poco adatta alla proposta del sestetto di pazzi qui in oggetto, ma se le uscite medie della Apollon vertono sul progressive rock di matrice europea con questo disco le coordinate vergono del tutto scardinate.
È facile capire il perché: i Ping sono il parto folle di un ménage à trois consumato tra Frank Zappa, Mike Patton e Tom Waits, mentre nella stanza dove si stava svolgendo il misfatto passavano a curiosare personaggi del calibro di Fred Frith, John Zorn e tutti i membri dei Ween e pure dei Melvins. I sei ragazzi di Oslo infatti adottano un approccio del tutto peculiare alla musica, che si muove lungo tutte le ramificazioni “alternative” che il rock, dagli anni ’60 ad oggi, ha saputo proporre: uso frequente dell’improvvisazione, momenti che strizzano l’occhio a un jazz raffinato ed elegante, accelerazioni metal inaspettate, tonnellate di elettronica e intelligenza nel mantenere tutti i brani entro un minutaggio contenuto. A questo si aggiungono due elementi fondamentali: una predisposizione esplicitamente pop alle linee melodiche, soprattutto vocali, e un atteggiamento costantemente ironico percepibile in ogni singola nota. Con la musica dei Ping si ha la sensazione di varcare le soglie di un circo degli orrori dopo essersi calati un’abbondante dose di LSD, mentre un paio di amici continuano a raccontare barzellette squallide alle quali è impossibile resistere.

The Zig Zag Manoeuvre ha poi un’origine speciale e per la compagine norvegese l’album segna non solo un lascito artistico, ma anche un atto di rivalsa verso quel destino infausto che nel 2014 volle che la sala prove del gruppo fosse preda di un tragico incendio. Di quello spazio che la band aveva condiviso per tredici anni sopravvissero poche cose, tra cui proprio le registrazioni delle canzoni che compongono The Zig Zag Manoeuvre le quali, dopo ben sei anni passati in archivio mentre cambiavano alcuni membri della line-up e si susseguivano piccoli e grandi problemi di ogni sorta, vedono finalmente la luce oggi, in un anno che di infausto ha praticamente tutto. Insomma, se si vuole guardare agli eventi con macabra ironia, tutto quadra nella storia dei Ping.
Londonderry Revolutionary contiene in sé già la maggior parte delle caratteristiche del suono dei sei hippies norvegesi: un riff condotto da un synth acidissimo sul quale entra un ritmo di batteria basilare, ma carico di groove, il sax setta definitivamente l’atmosfera e poi entra la voce di Jørgen Greiner e di colpo si assiste a una sorta di rap robotico condito da cori angelici sul ritornello. Il finale poi è delirante e dal rap si passa a una coda strumentale dance-funk interrotta all’improvviso dallo scratch di un vinile. Se l’ascoltatore è ormai destabilizzato, il singolo God Made My Day cambia nuovamente le carte in tavola mettendo in primo piano una chitarra pop rock che ricorda il John Frusciante del periodo By The Way, mentre l’atmosfera globale è, per ammissione stessa del gruppo, ispirata ai Jamiroquai. Straniante l’inciso strumentale di sax, dove emergono le influenze free jazz portate da Kristoffer Berre Alberts, e completamente stralunata la voce di Greiner, che qui sembra ispirarsi al Mike Patton più rabbioso. Il testo del brano poi è tutto un programma, dal momento che si parla di una visione post-apocalittica ambientata nella Russia sovietica e il termine chiave è lo stesso che dà il nome all’album.

God made my day! Climbing out,
Through the rumble of the Voronezh zoo
With a zig-zag manoeuvre, on a prowl tonight.


Se un titolo come Copulating Cats può far immaginare un quadretto tanto affettuoso quanto pruriginoso, ecco che esso è proprio ciò che viene ricreato dalle note di questo brano, che si apre come un confortante momento easy listening à la Henry Mancini e all’ingresso di Greiner riporta ancora alla mente Patton, stavolta declinandolo alla maniera dei Mr. Bungle di California. È inevitabile usare dei riferimenti, ma i Ping riescono a prendere le loro molteplici ispirazioni per poi rielaborarle in modo estremamente personale.
Non sveliamo qui le trame di ogni brano contenuto in The Zig Zag Manoeuvre perché le sorprese sono tante, tantissime, ma quel che è certo è che i norvegesi mettono veramente moltissima carne al fuoco, a tratti anche troppa, tanto che l’ascolto dell’intero album non è affatto semplice in certi momenti.
Rimane inalterato comunque il fascino che la musica riesce ad esercitare e al primo ascolto la voglia di scoprire cosa si celerà brano dopo brano è forte, ma è anche vero che un disco così variegato richiede una platea di ascoltatori non semplice da trovare.
Momenti che meritano una citazione rimangono comunque il trip psych-folk di Trilby Hatter, uno dei brani meglio costruiti del lotto, che a una pletora di sonorità e soluzioni stilistiche al limite della follia – i cori bambineschi sono in bilico tra il demenziale e l’orrorifico – fa sottintendere un songwriting mirato e dritto al punto, che trasforma un brano di poco più di tre minuti e mezzo in una fiera dell’assurdo perfettamente coerente. E ancora Hammer Falling From The Sky, registrata due giorni prima del fatidico incendio (chissà se il titolo ha una qualche attinenza relativa al fattaccio?), che si fa notare come uno dei brani meno strambi in scaletta – si fa per dire – e chiarisce che anche quando fanno i seri i Ping sanno il fatto loro, infine Milk Your Mum, che fin dal titolo lascia intendere su cosa verterà il testo; non l’avete capito? Ma è ovvio: viene narrata l’epica impresa di tre nani, o forse più, che compiono atti impuri, ma che alla fine finiscono per combinare un disastro. Secondo la band questo testo riflette la facilità con cui nella società attuale circola ogni sorta di notizia e come le fake news siano ogni giorno sempre più imperanti. Il legame tra il tema del testo e la riflessione sociologica conseguente è ad appannaggio esclusivo dei membri del gruppo.

Sleepy, sloppy slips of sense and soul.
Heaps of hoppy hippies down a hole.
Creepy, croppy crips come crawling home.
Sleepy, sloppy slips of sense and soul.


Rimane il fatto che il brano chiude in bellezza e con toni ambiguamente seriosi un album che si può fregiare seriamente dell’etichetta “inclassificabile”, dal momento che la musica dei Ping è quanto di più lontano dalla normalità si possa ascoltare ad oggi. Chiariamo subito che i norvegesi non devono essere presi come inventori o rivoluzionari, quello che sentiamo nei loro brani quasi sempre riconducibile, in modo piò o meno diretto, ad uno o più precedenti noti e non, ma la genialità schizzata dei sei musicisti sta nel rimescolare gli ingredienti già assaggiati per cucinare una pietanza all’apparenza conosciuta, ma dal sapore inedito. Ascoltare The Zig Zag Manoeuvre è un vero tour de force, sicuramente improponibile per molti, ma altrettanto allettante per altri; i dieci brani del disco sono una continua scoperta e nascondono al proprio interno una sorpresa dopo l’altra. I toni entusiastici però devono necessariamente essere ridimensionati una volta che si ascolta l’album a mente fredda e si prende coscienza che, come già menzionato prima, a volte il troppo stroppia e i Ping cadono spesso in questa subdola trappola: in brani di quattro minuti si alternano talmente tante suggestioni diverse che si rischia di perdere il filo in più di un’occasione e il songwriting comunque saldo e intelligente dei nostri non sempre evita che ci si confonda nelle intricate trame citazionistiche della musica qui contenuta.
Per questo The Zig Zag Manoeuvre merita assolutamente un ascolto – la copertina poi è una vera chicca, che introduce perfettamente alle atmosfere del disco – ma non possiamo parlare di capolavoro, semmai di buonissimo album con momenti intriganti, folli e spiazzanti. E sicuramente questo non è poco. La curiosità di ascoltare un nuovo album dei Ping è ora più che mai altissima e la speranza è quella che i ragazzi di Oslo provino ad asciugare un po’ il bacino delle proprie influenze per confezionare un album che sia definitivamente da ricordare. Senza perdere un briciolo di pazzia, s’intende.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
77.2 su 10 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Apollon Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Londonderry Revolutionary
2. God Made My Day
3. Copulating Cats
4. Shut Your Mouth
5. Get Ready
6. Trilby Hatter
7. Usurpers Of The Afterlife
8. En Underbar Dag
9. Hammer Falling From The Sky
10. Milk Your Mum
Line Up
Jørgen Greiner (Voce, Basso)
Mattis Janitz (Chitarra)
Bjørn Arne Johansen (Chitarra)
Mats Monstad (Batteria, Percussioni)
Tore Hofstad (Tastiere)
Roald Madland (Synth)

Musicisti ospiti
Kristoffer Berre Alberts (Sassofono)
 
RECENSIONI
ARTICOLI
16/11/2017
Live Report
LACUNA COIL + WEEPING SILENCE + DECLINE THE FALL
Aria Complex, Iklin, Malta, 10/11/2017
13/11/2017
Intervista
SLEEPING ROMANCE
Tra la notte e il giorno
21/06/2017
Live Report
RUNNING DEATH + SWEEPING DEATH + LES LIBETH
Padiglione 14, Collegno (TO), 16/06/2017
30/11/2016
Live Report
AHAB + THE FORESHADOWING + WEEPING SILENCE
Circolo Colony, Brescia, 24/11/2016
20/06/2010
Articolo
ONLINE SHOPPING
#2 - Ho trovato, e ora?
14/05/2010
Articolo
ONLINE SHOPPING
# 1 - Chi cerca, trova?
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]