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Prometheus - Resonant Echoes from Cosmos of Old
14/12/2020
( 414 letture )
Dietro al monicker Prometheus troviamo un trio greco al suo secondo album in studio e, una proposta musicale basata su tre pilastri fondamentalmente: black metal, death metal ed esoterismo Lovecreftiano. Una miscellanea omogenea perlopiù già vista e sentita ma, quella dei ragazzi ellenici è particolarmente interessante poiché colpisce, in pieno. Innanzitutto, l’artwork: davvero evocativo e che ben si presta al rapporto con quello che poi sarà il quadro sonoro ovvero una musica che sfrutta a pieno le atmosfere che il black metal ha insegnato. Sfrutta inoltre la potenza del death metal e infine sfrutta melodie e trame cristalline in ambient del tutto rarefatti e cosmici. Il nuovo disco dei Prometheus è di arduo inquadramento, un disco davvero ricco di spunti, idee, atmosfere, ricerche e sperimentazioni, questo aspetto ne fa sia la forza che la debolezza, ulteriore nota da sottolineare è la tecnica dei musicisti, alto livello in ogni genere qui proposto ed eseguito, ma partiamo per gradi.

Resonant Echoes From Cosmos Of Old suona brutalmente old school. Chitarre zanzarose e sporche, batteria piuttosto neutra e basso molto cavernoso, riportano immediatamente la sensazione ai mastodontici album dei primi anni novanta di black e death metal, i suoni si fanno poi estremamente cristallini e puliti nelle parti più ambient ed atmosferiche con un buon bilanciamento, senza eccessivi cali, un ottimo lavoro di registrazione e mixaggio per chi ama e ricorda sempre con piacere quel tipo di sonorità degli anni novanta. Cosa possiamo quindi sentire nello scorrere delle note, lo possiamo anticipare con riferimenti a più band: la matrice metal greca dei primi Septic Flesh e Rotting Christ che si fonde ai più seminali Morbid Angel. L’impatto di maligna epicità degli Absu a scorrere con l’ossessività e le melodie Marduk, il tutto armonizzato da sprazzi atmosferici e astrali. Una sorta di vera e propria fusione tra il gelo scandinavo e il furore mediterraneo per sintetizzare. Strutturalmente il disco si compone in due macroparti in cui, i primi tre pezzi Gravitations Passing Through Yog-Sothoth, Azathoth e Astrophobos sono caratterizzati da violentissimi riff, densi e aggressivi, tremoli di pura scuola scandinava arricchiti da molta melodia di fondo. Sono tre brani oscuri e ossessivi in cui emerge già a pieno la chiave di volta del disco ovvero l’atmosfera. La seconda macroparte è formata dall’omonima Resonant Echors From Cosmos Of Old e da The Crimson Tower Of The Heahless God che si distinguono per un imprinting marcatamente black, i riff si fanno più tecnici e un’atmosfera di caos e frenesia si alterna a vere e proprie parti siderali e cosmiche. Ανεμοι των Αστρων invece, posta a cavallo tra le due precedenti si rivela esser un ponte sonoro inaspettato, con trame melodiche molto luminose e eteree che ben si prestano e si adattano al senso spaziale e cosmico che pregna l’intero album.

Resonant Echoes From Cosmos Of Old risulta essere un album che chiama più e più ascolti, il trio greco si rivela essere estremamente preparato e competente a 360 gradi, unendo old school e uno stampo moderno, spaziando tra generi e mondi. I Prometheus riescono a intrecciare tensione emotiva, brutalità e pesantezza sonora a veri e propri viaggi astrali e suggestive melodie (presenti anche nelle parti più estreme). Detto chiaramente, per l’unicità e varietà dei generi in questa proposta, non è un album da masse o da mainstream, c’è inoltre che ad un sommario e primitivo ascolto la mente possa predisporsi al giudizio di ennesima band che “suona come…” o che “ricorda i…” ma, non è un album usa e getta, è un album che regala emozioni ascolto dopo ascolto.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
58 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
I, Voidhanger Records
Death / Black
Tracklist
1. Gravitons passing Through Yog-Sothoth
2. Azathoth
3. Astrophobos
4. Resonant Echoes From Cosmos Of Old
5. Ανεμοι των Αστρων
6. The Crimson Tower Of The Headless God
Line Up
Aggelos (Voce)
Esophis (Chitarra, Basso, Synth)
Nodens (Batteria)

Musicisti ospiti:
Q_Snc (Synth sulle tracce 4, 6)
 
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