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Lie In Ruins - Floating In Timeless Streams
15/12/2020
( 307 letture )
Dopo sei anni di silenzio musicale, tornano i Lie In Ruins con il loro terzo album Floating In Timeless Streams, composto da dieci tracce è edito come il loro precedente lavoro dalla Dark Descent Records. Per chi non conoscesse i Lie In Ruins vengono da Espoo, Finlandia e, come sempre il connubio tra metal e Finlandia genera tre risultati: violenza, oscurità e sana follia. Esclusa la sana follia (in quanto non ho il piacere di aver fatto la loro conoscenza) nella musica della band è presente tutto il resto. Ogni brano è impregnato di sana violenza musicale e tanta oscurità. Rispetto al passato la durata dei brani si è ridotta, il gruppo qui ha cercato di dare più compattezza strutturale e di risultato ad ogni singola composizione e, in questo nuovo disco, i nostri han lasciato da parte velleità progressive e divagazioni per concentrarsi maggiormente sul binomio death-doom.

La produzione è pressoché perfetta per la proposta e risulta ben equilibrata nell’alternarsi dei due generi, il master generale è grosso e oscuro, la batteria è piuttosto triggerata e presente in ogni sua parte, le chitarre sono grezze e possenti nel riffing quanto dettagliate e nitide nelle sovraincisioni, proprio le due sei corde svolgono un ottimo lavoro in ogni loro parte su tutte le parti di questo album. Il basso come da genere è brutale e molto profondo, un insieme strumentale quindi che crea il giusto tappeto sonoro per il growl possente e incisivo delle linee vocali. Una ricerca sonora moderna e possente miscelata a un’impronta stilistica di puro death scandinavo dei primi anni novanta, qual death marcio e crudo che ha scritto pagine fondamentali di questa musica. I brani sono un saliscendi continuo tra accelerate, sfuriate e rallentamenti ossessivi, intrisi di molte melodie ricamate dalle chitarre e di atmosfera. Earth Shall Moon apre il disco caratterizzata da una fortissima atmosfera cupa, malinconica e da un pregevole lavoro chitarristico. Così come nella successiva Spectral Realms Of Fornications rimarcata da un ottimo lavoro della sezione ritmica, da un buon groove ed efficaci trame di chitarra. Un brano che emerge immediatamente fin da un primario ascolto è Drowned con i suoi riff da puro headbanging conditi da melodie malinconiche in contrasto ma davvero efficaci. The Path emerge per la sua pesante e ossessiva lentezza funerea.Descending Further si caratterizza da un impatto sonoro di immensa potenza, condito da brevi e chirurgici soli di chitarra e da un ambient veramente maligno. La conclusiva Where Mountains Sleep si pone come un degno ultimo sigillo a Floating In Timeless Streams.

Un disco che sia dopo un primario ascolto che, dopo successivi e più approfonditi ascolti non segna sostanziali cali di tensione, i Lie In Ruins sembrano aver capito quale sia la loro direzione da seguire ora. Non ci sono brani che spiccano in maniera eccelsa, tantomeno altri che non funzionano, innegabile inoltre il valore tecnico ed artistico dei ragazzi di Espoo soprattutto a livello chitarristico. Siamo di fronte ad un disco che può esser considerato “di transizione”, verso una nuova identità stilistico musicale. Per chi apprezza il connubio death-doom e per chi non ha mai smesso di adorare sonorità di vecchio stampo l’ascolto è senza dubbio alcuno godibilissimo e soddisfacente.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
81 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2020
Dark Descent Records
Death
Tracklist
1. Earth Shall Moon
2. Spectral Realms Of Fornications
3. Interlude I
4. (Becoming) One With Aether
5. Drowned
6. The Path
7. Descending Further
8. Suffocating Darkness
9. Interlude II
10. Where Mountains Sleep
Line Up
Roni Sahari (Voce, Basso)
Tuomas Kulmala (Chitarra, Voce)
Roni Arling (Chitarra)
Jussi-Pekka Manner (Batteria)
 
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