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Crematory - Crematory
19/12/2020
( 493 letture )
In mezzo all’ondata di band nei primi anni Novanta, che proponevano un gothic metal intriso di doom e death come Paradise Lost, My Dying Bride ed Anathema, in Germania c’erano loro, i Crematory, la band della voce storica di Felix Stass. L'album in questione è Crematory, ed è piuttosto particolare nella discografia della band, essendo l'unico ad esser cantato interamente in tedesco, per certi versi sperimentale e di transizione, ma che fa parte sicuramente ancora della fase primitiva della band, e anche se gli esordi puramente death/doom sono stati abbandonati per avvicinarsi a un sound molto più gothic, siamo ben lontani dalla piega quasi industriale e molto più elettronica degli ultimi anni. Possiamo quasi azzardare a dire che questo album si avvicina molto al movimento della “Neue Deutsche Todeskunst” (movimento nato agli inizi degli anni Novanta in Germania, di cui i primi album dei Lacrimosa fanno parte) sia per le tematiche che per le sonorità di derivazione ottantiana.

L'album si apre con un pezzo strumentale che consta di una programmazione elettronica di percussioni, tastiere che riproducono il suono di un organo e cori femminili, vagamente inquietanti, in un'atmosfera solenne (Utopia), che introduce perfettamente l'atmosfera dei pezzi successivi dominati ancora prevalentemente dal tappeto delle tastiere, unite ai riff incisivi e ripetuti della chitarra e dalla voce piuttosto aspra, che a tratti si fa quasi raschiata, a tratti infine sofferta e sussurrata. Gli altri due strumentali dell'album, Trugbilder (trad. Illusione) e Sehnsucht (traducibile come “Struggimento”), sono decisamente fra i momenti più riusciti, solo attraverso gli strumenti i due concetti prendono vita. Il concetto tutto tedesco della nostalgica bellezza e dello struggimento poi, è reso magistralmente da una tastiera che sembra quasi versare tutte le sue lacrime.

I tasti bianchi e neri divengono quasi delle gocce sonore ritmiche volte a creare il sottofondo per gli stati d'animo dei vari brani. I pezzi si reggono principalmente infatti sull'accoppiata tastiere/programmazione ritmica dei coniugi Jüllich, che riescono a creare un tappeto rosso regale nel quale l'ascoltatore si ritrova a camminare fino a giungere sull'altare dell'introspezione. Perché di musica introspettiva si parla. Non è sufficiente un ascolto superficiale per farsi coinvolgere dalla musica e nonostante la lingua tedesca che magari non tutti comprendono, questa parentesi madrelingua di metà anni Novanta è un esperimento davvero riuscito dei teutonici. E allora citiamo questi versi della riuscitissima e suggestiva Ewigkeit (trad. Eternità), ottantiana fino al midollo:

Jeder Tropfen eine Hoffnung
Jeder Tropfen ein neuer Verfall
Jeder Tropfen ein vergessener Traum
Jeder Tropfen für die Ewigkeit


Ogni goccia una nuova speranza
Ogni goccia un nuovo decadimento
Ogni goccia un sogno dimenticato
Ogni goccia per l'eternità



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
72 su 2 voti [ VOTA]
Tino
Sabato 19 Dicembre 2020, 20.05.28
1
Uno dei miei dischi gothic preferiti, gli anni migliori per il genere. Ist es wahr pezzone da mettere in loop
INFORMAZIONI
1996
Massacre Records
Gothic
Tracklist
1. Utopia
2. Das Licht in dir
3. Flieg’ mit mir
4. Ist es wahr?
5. Ewigkeit
6. Trugbilder
7. Flammen
8. Die Suche
9. Illusionen
10. Sehnsucht
Line Up
Gerhard "Felix" Stass (Voce)
Lothar "Lotte" Först (Chitarre)
Harald Heine (Basso)
Katrin Jüllich (Tastiere)
Markus Jüllich (Batteria, Programmazione)
 
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