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Agnostic Front - Liberty and Justice for...
26/12/2020
( 551 letture )
Undici pezzi, ventisei minuti di durata: già da queste brevi premesse si può facilmente intuire come il disco di cui ci occuperemo oggi faccia dell'impatto sonoro il proprio marchio di fabbrica... e non potrebbe essere altrimenti, visto che stiamo parlando di una band come gli Agnostic Front e del loro terzo disco in studio, Liberty and Justice for..., risalente al 1987. Questi irriducibili punk statunitensi, da sempre ferocemente critici verso la politica e la società in cui viviamo, ci hanno infatti abituati come da tradizione ad uno stile musicale violento (non a caso sono considerati fra i pionieri del crossover thrash) e diretto; l'album oggi sottoposto alla nostra analisi, come detto, è il terzo e viene dopo l'ottimo Cause for Alarm.

Se già il predecessore aveva visto il quintetto virare verso un ibrido punk/metal decisamente pesante ed altrettanto entusiasmante, la prima traccia del terzo album sgombra il campo dai residui dubbi: Roger Miret e soci hanno una gran voglia di menare le mani e Liberty and Justice è una magnifica mazzata caratterizzata da riff assassini, sezione ritmica potente e cantato affilato come la lama dei rasoi di Sweeney Todd. Si tratta anche di uno dei pezzi più lunghi dell'opera, che lascia però presto il passo alla breve (poco più di un minuto!) ed intensa Crucial Moment, davvero una canzone priva di compromessi che fa la felicità di chi ama indifferentemente punk e metal. Strenght parte in maniera più lenta e ragionata, puntando molto sul groove, ma non impiega molto a spingere il piede sull'acceleratore, pur mantenendosi comunque leggermente più cupa dei pezzi che la precedono; molto apprezzabili anche i cori. Genesis è un filo meno convincente, mentre Anthem, che beneficia di una gran prova alla batteria da parte di Will Shepler, tiene fede al proprio titolo puntando molto sui cori, fatti per essere cantati dal vivo da una platea di punk duri e puri. Velocissima ed entusiasmante risulta essere anche Another Side, anch'essa piuttosto lunga per gli standard degli Agnostic Front, che però non rinunciano per questo ad un'oncia della loro potenza sonora. Happened Yesterday è piuttosto elaborata musicalmente parlando, consentendo a chi ascolta di capire che il quintetto newyorkese, pur puntando tutto sull'impatto, non è certamente formato da musicisti sprovveduti o alle prime armi, anzi! Tale aspetto dovrebbe essere scontato, ma troppo spesso il punk viene considerato un genere musicale “di serie B” sotto l'aspetto squisitamente tecnico. Lost inizia con una cavalcata basso/batteria molto ben orchestrata ed esplode poi in un assalto sonoro privo di compromessi, dove si caratterizza per bravura proprio il bassista Alan Peters. Naturalmente, non va dimenticato l'apporto dei due chitarristi Steve Maertin (no, non il comico) e Vinnie Stigma. Hypocrisy si scaglia contro uno dei difetti umani maggiormente invisi alla band e non solo con un'altra canzone di grande efficacia, mentre Crucified, cover degli Iron Cross, più lenta e ragionata. Chiude il cerchio Censored, che vede una performance al microfono particolarmente “acida” da parte di Miret, per poi chiudere con un'altra cavalcata da parte degli strumentisti.

Potente, diretto, divertente e coinvolgente: pochi aggettivi per pochi minuti di musica che, però, valgono assolutamente il prezzo. Il terzo album degli Agnostic Front bissa l'elevato livello qualitativo di Cause for Alarm, giungendo forse persino a superarlo, seppur di poco. In un mondo che identifica il punk quasi solo con Avril Lavigne (con tutto il rispetto), dare una chance a questo disco è il minimo che si possa fare.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
75.66 su 3 voti [ VOTA]
Elluis
Venerdì 1 Gennaio 2021, 8.50.33
8
@Silvia per quanto Cause For Alarm e Victim In Pain siano bei dischi, a me piacciono moltissimo anche quelli successivi come Riot Riot Upstart, Something’s Gotta Give e Dead Yuppies.
Silvia
Giovedì 31 Dicembre 2020, 21.20.49
7
@Elluis, non avevo visto il tuo commento. Non so, forse i primi due hanno riff più memorabili e uno stile vocale più incisivo però io ripeto non riesco ad essere obiettiva qui, anche x me fu una folgorazione infatti!
Silvia
Giovedì 31 Dicembre 2020, 20.55.29
6
Uno degli album più significativi dei miei ascolti, come i precedenti della band newyorkese, x cui sono assolutamente di parte sul giudizio! Di sicuro come dice Barry sono mazzate sonore e rasoiate verbali, oltre all'inizio di una fusione fra generi che segnò un'epoca (almeno x noi allora ebbe questo significato). Personalmente comunque non l'ho mai trovato divertente ma anzi dannatamente serio, a cominciare dall'intro che secondo me dice già molto sulla direzione dei testi. Molto bella anche la cover di Crucified e pezzi uno più incisivo dell'altro, da Anthem a Strength a Crucial Moment, super classici x chi ha vissuto questo genere nel suo periodo d'oro e forse più genuino
Elluis
Giovedì 31 Dicembre 2020, 20.41.51
5
Conoscevo gli AF solo di nome, poi un mio amico di scuola dell'epoca, amante dell'hardcore mi ha fatto una cassetta con Dealing With It dei D.R.I. da un lato, e questo album dall'altro lato, ed io sono letteralmente impazzito... e non scherzo! Ho ascoltato quella cassetta ininterrottamente per giorni interi! Per me è stato un album fondamentale, nonostante non sia uno dei migliori della loro discografia...
d.r.i.
Domenica 27 Dicembre 2020, 21.06.12
4
Bello, un classicone direi 87 ci sta
Tino
Sabato 26 Dicembre 2020, 21.22.17
3
Gran disco e grande band ma non mi sono mai esaltato per loro, forse la voce di miret non mi ha mai convinto, comunque un album fondamentale per il matrimonio fra punk e heavy metal
duke
Sabato 26 Dicembre 2020, 20.36.11
2
...bene rispolverarlo....band hc fondamentale.....da conoscere....
hattori hanzo
Sabato 26 Dicembre 2020, 16.26.59
1
N.Y.H.C. anni '80 , una garanzia.....
INFORMAZIONI
1987
Relativity/Combat
Hardcore
Tracklist
1. Liberty and Justice for…
2. Crucial Moment
3. Strength
4. Genesis
5. Anthem
6. Another Side
7. Happened Yesterday
8. Lost
9. Hypocrisy
10. Crucified
11. Censored
Line Up
Roger Miret (Voce)
Steve Martin (Chitarra)
Vinnie Stigma (Chitarra)
Alan Peters (Basso)
Will Shepler (Batteria)
 
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