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Psycho Motel - Welcome to the World
02/01/2021
( 248 letture )
Welcome to The World è il secondo album degli Psycho Motel, creatura di Adrian Smith, chitarrista storico degli Iron Maiden. Alla voce Andy Makin sostituisce Solli, presente sul debut album dietro al microfono. La breve storia del progetto, nato nel 1995, si interrompe con questa release, di lì a poco il bandmate tornerà alla navicella madre degli Iron nel 1999. Una parentesi ambiziosa questa da parte del guitarman inglese, con due CD entrambi fortemente influenzati, pure troppo, dalle sonorità dell'alternative rock, ma nei quali si trovano anche sprazzi di puro hard rock ma zero sfuriate metal. Precipuamente in questo disco, numero due della specie. Chiaro che, visto il periodo, il trend alternative la faccia da padrone, e in questo secondo capitolo si trovano canzoni molto piacevoli e una ricerca delle armonie, tutto in pasto a quello che gli inizi dell’alternative americano aveva sciorinato. Su questi solchi si palesano due giganti metallici come il compagno d’avventura Dave Murray che produce il solo all’interno di With You Again, e Scott Gorham che incendia con la sua sei corde la penultima I’m Alive.

The Last Chain respira atmosfere alla Faith No More sulla strofa e apre bene il disco, A Quarter To Heaven appare sofferta ma ha un gran bel tiro e suoni de luxe che strizzano l’occhiolino a quello che era già accaduto oltreoceano. Rain ha un cuore hard rock, poi rotola innegabilmente verso i lidi tracciati dagli Stone Temple Pilots sia come scelte melodiche, sia come conduzione dello scampolo e intonazioni vocali, bella track ma irrimediabilmente derivativa, mentre Into The Black è puro alternative, su questo non ci piove. Believe cresce nelle casse e nelle orecchie di chi ascolta, il singing pulito e ondeggiante risulta accattivante, però i “soliti” arrangiamenti del genere appiattiscono l’anima del pezzo, con i Pearl Jam che conducono la danza, anche se il ritornello è cantabile/orecchiabile ancora oggi: ma i campioni sono altri e non la band in questione. With You Again è un gran bel lento con la batteria in up tempo e senza tanti toni cantilenanti, arricchita da un bel solo incrociato delle asce, con il tocco di Murray che appare evidente, mentre No Loss To Me si fa pesante nell’incedere, salutando lo spettro di Mike Patton con la manina. Underground, scritta interamente dal nostro, risulta una lucente e brillante song di rock duro con un bridge in salsa solita ma dai toni fumiganti, e fa nulla se il calderone ribolle delle solite, troppo marcate e impersonali influenze, mentre Welcome To The World e Something Real recitano la solita solfa e nella seconda song pasteggiano con vokda ghiacciata gli Alice in Chains, bello il solo puramente hard che ammalia. Innocence scritta interamente dal batterista, è una bella song dalle melodie eteree e arrangiamenti raffinati, con tanto di percussioni, mentre I'm Alive e Hypocrisy sigillano la fine. La prima si presenta come una traccia strana, percorsa da riff duri e atmosfere quasi psichedeliche, e il solismo con tanto di wah wah lo testimonia, mentre l’ultimo vagito dell’opera scolpisce l’asfalto a incisive picchettate che stanno a metà tra il sano hard di inizio anni settanta e la tendenza dell’epoca; solo guitar magnifico, va detto.

Il disco verrà ripubblicato nel 2006 con l’aggiunta di due bonus track dove è presente il primo singer della band, tracce presumibilmente registrate prima del suo abbandono alla line-up, Wait e la cover di Just Like a Woman di Bob Dylan. Il vero rimpianto di un disco come questo è palese come il sole che spunta ogni giorno in California, peccato che Adrian Smith e i suoi pards non abbiano puntato su una vena meno copiativa e un po’ più distratta dal mainstream Alternative che in quei tempi imperava tra gusti e classifiche. Qui c’erano tutte le carte per giocarsi meglio ambizioni e qualità scrittorie, e alcuni brani lo dimostrano ampiamente. Un buon ellepì, ben registrato e con dinamiche ariose, la domanda però è abituale: perché ascoltare le copie quando ci sono gli originali?



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
71.66 su 3 voti [ VOTA]
Entrails
Sabato 2 Gennaio 2021, 13.37.17
1
State of Mind era un bel dischetto, questo non sapevo neanche esistesse
INFORMAZIONI
1997
Sanctuary
Alternative Rock
Tracklist
1. The Last Chain
2 A Quarter To Heaven
3 Rain
4 Believe
5 With You Again
6 Into The Black
7 No Loss To Me
8 Underground
9 Welcome To The World
10 Something Real
11 Innocence
12 I'm Alive
13 Hypocrisy
Line Up
Andy Makin (Voce)
Adrian Smith (Chitarra)
Richard Cottle (Tastiere)
Gary Liedeman (Basso)
Mike Sturgis (Batteria)
Martin Ditcham (Percussioni)
 
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