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Fractal Generator - Macrocosmos
08/01/2021
( 1258 letture )
Dal Canada ritornano con il loro secondo lavoro in studio i Fractal Generator. Un album che ha richiesto alla band quasi cinque anni di lavoro, nel quale i tre hanno senza ombra di dubbio affinato ed elevato la qualità delle loro composizioni. Macrocosmos è stato mixato e masterizzato da Stefano Morabito nei suoi 16th Cellar Studio e la copertina è stata realizzata da Erskine Design, si articola in nove brani per poco più di quaranta minuti di musica. L’intento dei Fractal Generator era quello di personalizzare e render ancor più oscuro e ossessivo il loro death metal, fatto di pura furia e cattiveria musicale, impregnato da incursioni spaziali, sci-fi, con ottimi momenti e spunti tecnico-progressive dal sapore vagamente Voivodiano. Missione riuscita.

Ma andiamo per gradi: il suono del disco è oscuro e dannatamente enorme (da pura scuola death metal moderno) la batteria è perfettamente riconoscibile in ogni suo componente, pulita, particolarmente in primo piano ma non eccessiva. Le chitarre sono granitiche nel riffing, ottimamente bilanciate con le parti invece effettate, dove ricamano dissonanti melodie, mentre il basso è enfatizzato sulle medio-basse frequenze, caratterizzato da un suono davvero grosso e graffiante. Un ruolo chiave lo giocano le sovraincisioni elettroniche che danno una marcia in più al suono generale e le voci, fatte per lo più da un growl profondo e oscuro, e da cori e parti effettate al punto giusto. Riassumendo possiamo dire che il suono cercato ed ottenuto con un ottimo lavoro in studio, rappresenta il giusto compromesso per un nuovo genere, quello del “cosmic-death metal” (se così vogliamo definirlo) che sta sempre prendendo più spazio nel settore. Da sottolineare c’è anche l’aspetto che il trio canadese sfodera in Macrocosmos tutta la propria tecnica musicale e abilità compositiva, senza voler sempre strafare ma ricercando e ottenendo una qualità musicale con i controfiocchi. L’opener e omonima Macrocosmos è un violento e tiratissimo brano in pieno death metal style a stelle e strisce, con le prime incursioni elettroniche sci-fi che, assieme a brevi cori danno un piacevole movimento e molta fluidità all’ascolto. Aeon si impone ancor più per la sua violenza, non pone nessuna tregua sonora, nessun attimo di stasi, a spiccare piacevolmente sono le voci filtrate e, una parte finale che richiama alla mente i più seminali e connazionali Voivod. Serpentine chiude questo trio iniziale, fatto di brutalità e cattiveria, un vero e proprio tsunami sonoro mozzafiato, tra stop and go, articolati riff e, atmosfere fantascientifiche. Con Contagion la musica si tinge ancor più d’influenze progressive e reminiscenze Voivodiane, qui l’ambient e le atmosfere la fanno da padrone caratterizzando una virata nel sound generale. Ritmiche marziali, continui cambi di marcia e di atmosfere invece tornano preponderanti in Chaospere, un vero e proprio piccolo viaggio spazio-temporale. Tutti gli animi, i generi e le influenze della band vengono riversate in Shadows Of Infinity dove viene per un momento lasciata da parte la brutalità e la violenza per una ricerca di soluzioni stilistiche altrettanto efficaci e funzionali, un brano veramente ben riuscito. Nei successivi Pendulum e Primordial ritorna la potenza, l’ossessività e la cattiveria musicale dei primi tre brani del disco, nessun fronzolo, nessuna cerimonia, ma tonnellate di puro death con piacevoli inserti elettronici giocati tra le voci e piccole sovra incisioni musicali. Ethereal chiude il disco in maniera inaspettata: suoni di chitarra alienanti, voci filtrate, atmosfere stellari creano un vero e proprio viaggio interstellare. Musicalmente parlando è una vera e propria perla musicale in cui la tecnica e le qualità compositive della band emergono e brillano di luce propria.

Macrocosmos obiettivamente non ha punti deboli, se non quello di appartenere ad un genere (o sottogenere del death metal più canonico) probabilmente apprezzato da una ristretta cerchia di pubblico. Rispetto al precedente lavoro i Fractal Generator compiono un enorme passo in avanti, sia a livello tecnico compositivo che a livello qualitativo di proposta musicale. I tre han ora fissato e caratterizzato la propria proposta, seppur con richiami a nomi più blasonati (come del resto è abbastanza inevitabile) qui troviamo una profonda ricerca verso l’elevazione del proprio suono. Macrocosmos è un album veramente piacevole da sentire, ottimamente curato in ogni suo aspetto, che invoglia più e più ascolti, sicuramente non un punto di arrivo ma un’ottima base di ripartenza per questi ragazzi canadesi che ci portano con loro nelle più remote oscurità spaziali.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
30 su 13 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Martedì 26 Gennaio 2021, 20.02.54
1
L' Album mi è piaciuto.. Tecnico sì, ma col formato canzone ben presente.. A me troppe divagazioni, alla lunga annoiano.. Volevo fare una Critica costruttiva al Recensore: Non discuto il Voto in sé, però se questo Lavoro viene considerato "un enorme passo in avanti" rispetto all'Esordio (che ha ricevuto da un altro Recensore 72), non gli si può dare 70.. C'è una palese incongruenza.. Sicuramente involontaria ma non si può non farci caso...
INFORMAZIONI
2021
Everlasting Spew Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Macrocosmos
2. Aeon
3. Serpentine
4. Contagion
5. Chaospere
6. Shadows Of Infinity
7. Pendulum
8. Primordial
9. Ethereal
Line Up
102119200914 (Voce, Chitarra)
040118180514 (Voce, Basso)
040114090512 (Batteria)
 
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