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Heidevolk - De Strijdlust Is Geboren
09/01/2021
( 277 letture )
Secondo la leggenda, la regione del Gelderland nacque nell’878 d. C. dopo che il paladino Wychaert uccise il drago presente in quelle lande. Dal ruggito emesso dalla bestia prima di morire (Gelre) verrà dato il nome alla città di Gelder, sulla quale successivamente si formerà il ducato di Gheldria. Gli olandesi Heidevolk, sul loro primo full-length datato 2005, seguono l’aspirazione folk in proprio possesso decidendo di omaggiare, rigorosamente in lingua olandese, la terra natia.

I testi trasudano patriottismo ed esprimono attaccamento e amore viscerale per la madrepatria. L’emozionante ballata Het Bier Zal Weer Vloeien (La birra scorrerà) è la narrazione migliore per concepire il mondo e la mentalità del gruppo: la navigazione sul Reno, la mancanza del luogo d’origine, le continue battaglie, le grosse bevute e soprattutto la presenza di elementi naturalistici come foreste e fiumi, sono l’essenza dell’offerta di De Strijdlust Is Geboren, traducibile in “È nata la voglia di combattere”. Il folk metal massiccio di chiara matrice vichinga risulta quasi obbligatorio al fine di rendere il racconto epico, appartenente ormai ad un passato lontano, quest’ultimo accentuato e reso ancor più intenso da cori autentici. Gli Heidevolk si destreggiano perfettamente tra canto all’unisono e armonizzazioni, livellando a filastrocche nordiche brani come Het Gelders Volkslied (L’inno nazionale di Genderland) e En Wij Stappen Stevig Voort (E camminiamo con fermezza). Che i magistrali canti siano il punto di forza del platter è chiaro fin dalla solenne Vale Ouwe (Vecchio Robusto), ove peraltro si trovano le prime accelerate; digressioni che si tramuteranno in vere e proprie cavalcate heavy sui brani più lunghi del lotto, cioè Winteroorlog (Guerra d’Inverno) e Gelre 838, Wychaert. I blast beat di Joost Westdijk sono in grado di ricreare un’atmosfera gelida e che in qualche modo intensifica le potenti lyrics: ciò fa sì che in questi due episodi si perda parzialmente l’anima folk della proposta, schiacciata da sezioni ritmiche violente e massicce. Lo stesso discorso avviene sulla conclusiva Hengist en Horsa, seppur risulti riuscita nelle distorte sfuriate delle chitarre e nelle numerose traslazioni strumentali.

Data la natura di De Strijdlust Is Geboren, così fedele agli usi e ai costumi del territorio del Genderland del IX-X secolo d.C., è di difficile comprensione l’utilizzo di strumenti come il tamburello e lo scacciapensieri, maggiormente diffusi nelle regioni dell’Europa meridionale piuttosto che in quella settentrionale. Di contro però la percezione di avere fra le mani un album attendibile è tangibile, nonostante le storie si perdano in descrizioni oniriche, immerse in un ambiente ed in un passato così distanti da noi da dimostrarsi irraggiungibili. Risiede proprio in questa via di mezzo, nella finta dicotomia realtà/fantasia, il fascino di questo prodotto.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
56.33 su 3 voti [ VOTA]
Epic
Lunedì 11 Gennaio 2021, 14.26.47
2
Comunque il loro apice è dietro l'angolo, il secondo album è anche migliore di questo.
Epic
Lunedì 11 Gennaio 2021, 14.25.43
1
Uno dei miei album folk metal preferiti. Un gioiellino.
INFORMAZIONI
2005
Autoprodotto
Folk Metal
Tracklist
1. Krijgsvolk
2. Vale Ouwe
3. Het Gelders Volkslied
4. Winteroorlog
5. En Wij Stappen Stevig Voort
6. Furor Teutonicus
7. Het Bier Zal Weer Vloeien
8. Gelre 838, Wychaert
9. Hengist en Horsa
Line Up
Jesse Middelwijk (Voce, Flauto)
Joris van Gelre (Voce, Midwinter horn)
Niels Riethorst (Chitarre)
Sebas van Eldik (Chitarre, Tamburello, Scacciapensieri)
Paul Staring (Basso)
Joost Westdijk (Batteria)

Musicisti ospiti
Mark "Splintervuyscht" Bockting (Cori)
Rowan Middelwijk (Cori)
 
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