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Damageplan - New Found Power
09/01/2021
( 703 letture )
Con un salto nel passato atterriamo in Texas, primi anni 2000. Le fondamenta dei Pantera cedono, ognuno dei quattro cowboy dell’inferno prende la propria strada e i fratelli Abbottt più coesi che mai, ingaggiano sotto la loro ala Bob Zilla al basso e Patrick Lachman alla voce. Intesa immediata, prende così il volo il progetto Damageplan. Un’esplosione posta in copertina ed un titolo quanto mai evocativo New Found Power mettono in chiaro tutt’ora quali fossero le ambizioni di chi, nella precedente esperienza aveva scritto le pagine di un genere, creando un suono ed uno stile musicale letteralmente didattico (quante band ancora oggi "suonano come i Pantera"?!). Bisogna sempre ricordare inoltre che i Damageplan nascono in un contesto storico in cui tutto il filone “nu” tocca l’apice del suo successo nel panorama metal e, oltre a questo, lo spettro della enormità di ciò che furono i Pantera grava su ogni mossa dei loro ex membri e anche sui due nuovi e semi sconosciuti musicisti: Bob Zilla e Lachman. Parer di chi scrive è che ora più che mai ogni metro di paragone con il passato dovrebbe perlomeno essere evitato in quanto le proposte musicali sono differenti, e i musicisti coinvolti anche.

Musicalmente parlando, il suono è immediatamente riconoscibile, la chitarra di Darrell e la batteria di Vinnie Paul sono come sempre iconiche, un marchio di fabbrica targato Abbott, così come l’impatto di suono generale, frutto del tocco in produzione del vecchio e caro Vinnie. Il basso è potente e massiccio, Bob Zilla si innesta molto bene nel sound, senza emergere troppo ma riempendo ogni pezzo con il suo suono. Inutile dire che la voce di Patrick Lachman aveva gli occhi puntati su di sé. Diciamo subito che il paragone con quella di Anselmo non regge, in quanto sia come approccio che come timbro che come stile è totalmente diversa. La prestazione del nuovo frontman è positiva ma limitata da un timbro poco personale e unico, spaziando tra vari registri dona un buon movimento ai brani ma non brilla di luce propria come ci si attendeva. New Found Power si apre con poche note di introduzione, le quali ci portano a Wake Up, composizione solida e compatta dove i fratelli texani si mostrano subito capaci di offrire il loro suono, ma in una veste al passo con i nuovi tempi. La seguente Breathing New Life si distingue per un approccio molto "nu", giocata su ritmiche e su uno stile musicale che richiama i primi Chimaira. Con l’omonima New Found Power invece, i ritmi tornano in pieno thrash style dei Pantera che furono, pezzo ricco di groove e aggressività.
La successiva Pride si differenzia per un climax piuttosto moderno dai sapori elettronici, seguita immediatamente da Fuck You che torna a navigare su velocissimi ritmi metalcore e dove troviamo la presenza come ospite della voce di Corey Taylor. Reborn (in cui troviamo la chitarra di Zakk Wilde) si tinge di ritmi e richiami hard rock che ci portano alla esplosiva e piacevolissimaExplode. Save Me in sé è un brano piuttosto atipico e dannatamente ben riuscito, figlio del miglior grunge dei primi anni Novanta, pezzo duro che scorre in maniera perfetta, così come la successiva combo formata da Cold Blooded e Crawl: due brani ritmati e aggressivi, con ottimi cambi di ritmo e atmosfere, brani dove la band mostra tutto il proprio potenziale compositivo ed esecutivo. Nella parte pre-finale del disco possiamo iniziare a sentire una inversione di marcia: Blink of an Eye con il suo ritornello canticchiabile e con il massiccio uso di effetti e voci filtrate porta l’ambient su lidi nu-metal melodici, una composizione in sé di certo non memorabile seppur ben eseguita, così come a non convincere a pieno sono le successive Blunt Force Trauma e Moment of Truth, brani che anche esternati dall’ascolto generale non brillano e risultano piuttosto spenti e poco briosi. In chiusura invece i Damageplan ci regalano Soul Bleed: un piacevole e inaspettato momento in cui i quattro (accompagnati nuovamente da Zakk Wilde) eseguono una ballata semi-acustica con tanto di archi, che si pone come un ideale e reverenziale saluto di congedo.

Sostanzialmente New Found Power è stata un’opera con cui gli Abbott si sono rimessi audacemente in gioco, ben consapevoli del peso del loro passato e estremamente desiderosi di esplorare nuovi lidi e stili musicali a loro cari, facendo sostanzialmente ciò per cui vivevano: suonare. Un azzardo insomma, che visto con gli occhi dei giorni nostri probabilmente fallisce nel tentativo di rifondare quel nu-metal di inizio del nuovo millennio, ma, questa Signora band, si è dimostrata comunque abilissima nel comporre piacevole musica che unisce in sé tre stili da loro tanto amati (grunge, metal old school e metal nu-school). Infine, (ribadendo che andrebbe sempre esternato ogni metro di paragone e di confronto con ciò che i Pantera fecero) sentire suonare le sei corde di Darrell e la batteria di Vinnie Paul è tutt’oggi un piacere immenso per ogni amante della Musica.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
61 su 8 voti [ VOTA]
Carmine
Domenica 10 Gennaio 2021, 19.31.26
6
Lo scoprii qualche anno dopo l'uscita e lo ascoltavo abbastanza, oggi non gli darei un centesimo. Poco convinti i fratelli, qui. Nemmeno un pezzo che spicca per originalità o cattiveria.
Antonini
Sabato 9 Gennaio 2021, 23.20.31
5
Ricordo quando uscì, che l'hype tra me ed i miei amici era alle stelle, visto che i pantera si erano sciolti, e reinventig the steel, ai tempi aveva lasciato molti die hard fans dei pantera con l'amaro in bocca (adesso magari viene valutato diversamente). avevamo tantissime aspettative con questo album, poi però a parte un paio di brani, il resto era tutta roba dimenticabile, dovrei riascoltato
Indigo
Sabato 9 Gennaio 2021, 17.17.01
4
Non li conoscevo ma grazie alla buona recensione di @Yoda ho dato un ascolto: mi è piaciuta molto Save Me mentre le tracce descritte con possibili influenze nu metal non mi hanno impressionato. Direi che il voto ci sta, disco assolutamente non paragonabile ai Pantera e ha ragione @Shock a chiamarlo un semplice side-project.
Shock
Sabato 9 Gennaio 2021, 15.44.28
3
Disco discreto, che risente un po' troppo delle mode del periodo (si sentono parecchio gli AIC), ma che contiene qualche buon brano. Lo stesso Dime voleva riportare in vita i Pantera, quindi questo fu più un side project che altro. La canzone migliore: Fuck You, dedicata ad Anselmo.
BLS Furlan Chapter
Sabato 9 Gennaio 2021, 15.15.01
2
Ai tempi quest'album mi piacque più dell'ultimo dei Pantera, con gli anni però sento che rimarrà solo come un buon timido inizio di qualcosa che purtroppo non potremo mai conoscere forse proprio per il sound che mi sembra molto legato alle mode di quegli anni anziché essere personale (e perciò immortale) come per il leggendario gruppo che fu. Per me 75.
P2K!
Sabato 9 Gennaio 2021, 14.36.12
1
Penso che se avessero proseguito avrebbero sviluppato ulteriormente una personalità più precisa (soprattutto i due nuovi) e avrebbero forse prodotto della roba di qualità
INFORMAZIONI
2004
Elektra Records
Groove
Tracklist
1. Wake Up
2. Breathing New Life
3. New Found Power
4. Pride
5. Fuck You
6. Reborn
7. Explode
8. Save Me
9. Cold Blooded
10. Crawl
11. Blink Of An Eye
12. Blunt Force Trauma
13. Moment Of Truth
14. Soul Bleed
Line Up
Patrick Lachman (Voce)
Dimebag Darrell (Chitarra)
Bob Zilla (Basso)
Vinnie Paul (Batteria)

Musicisti ospiti
Corey Taylor (Voce sulla traccia 5)
Zakk Wylde (Voce sulla traccia 14, Chitarra sulla traccia 6)
 
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