Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Rikard Sjöblom`s Gungfly
Alone Together
Demo

Profanity (GER)
Fragments Of Solace
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/01/21
WARDRUNA
Kvitravn

22/01/21
CREYE
Creye II

22/01/21
LABYRINTH
Welcome to the Absurd Circus

22/01/21
W.E.T.
Retransmission

22/01/21
ASPHYX
Necroceros

22/01/21
JASON BIELER AND THE BARON VON BIELSKI ORCHESTRA
Songs for the Apocalypse

22/01/21
HOLY MOTHER
Face This Burn

22/01/21
PHANTOM ELITE
Titanium

22/01/21
CONVICTION
Conviction

22/01/21
ENDEZZMA
The Archer, Fjord and the Thunder

CONCERTI

20/01/21
SHADOW OF INTENT + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

06/02/21
MAGNUM + GUEST TBA (CANCELLATA)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

11/02/21
VENOM INC. + GUESTS
TRAFFIC CLUB - ROMA

12/02/21
VENOM INC. + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

13/02/21
VENOM INC. + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/02/21
IMONOLITH + TBA
BARRIO'S CAFE - MILANO

18/02/21
IMONOLITH + LOGICAL TERROR
MK LIVE - CARPI (MO)

19/02/21
THE DEAD DAISIES
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

20/02/21
ANCIENT + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

21/02/21
TURMION KATILOT
LEGEND CLUB - MILANO

Rikard Sjöblom`s Gungfly - Alone Together
12/01/2021
( 688 letture )
Il polistrumentista svedese Rikard Sjöblom ha alle spalle una produzione particolarmente prolifica. Fondatore dei Beardfish, si unì nel 2014 ai britannici Big Big Train; porta avanti una carriera solista e, naturalmente, il progetto Rikard Sjöblom`s Gungfly che vede i fratelli Diamant al basso e alla batteria. Il gruppo ha rilasciato a distanza di pochi anni diversi album: tra On Her Journey to the Sun e Friendship è intercorso solo un anno, e ne sono bastati due affinché Alone Together venisse alla luce. Sjöblom ha inoltre dichiarato che la produzione è iniziata dopo un po’ di tempo rispetto alla composizione a causa del suo tour con i Big Big Train e dell’apertura ai The Flower Kings durante i loro concerti europei, dunque l’intero processo è stato davvero rapido. Nelle intenzioni poi attuate del frontman rientrava il focus principalmente sul rock, sebbene la categoria del progressive rock calzi bene. I brani sono puliti e articolati pur non essendo barocchi: non vi sono eccessi o abbellimenti pleonastici, dal momento che l’obiettivo era quello che ogni strumento si esprimesse al meglio nel mix. Tutte le parti si rendono quindi necessarie, ragionate e non oscurano l’esecuzione di alcuno strumento.

Alone Together si compone di sei tracce più due bonus track, Grove Thoughts e Shoulder Variations che non sono incluse nella nostra versione presa in esame. La lunghezza dei pezzi è tendenzialmente maestosa, ma ciò non è sinonimo di pesantezza o di mera somma di parti: come per le linee degli strumenti, anche qui vige la regola per cui non vi dev’essere del superfluo. Le composizioni sono briose, riportano alla scena degli anni ’70, in particolare grazie alle tastiere di Sjöblom. Alcuni riff di chitarra ammiccano al prog rock, altri al rock più classico senza che le diverse atmosfere stridano -per alcuni versi in modo simile a ciò che avviene coi The Flower Kings, in cui le diverse epoche coi rispettivi sound si compenetrano.

L’opening track Traveler è uno dei brani maggiormente riusciti in cui si esplorano diversi panorami musicali e non solo. La sezione ritmica dona molta vivacità consentendo talvolta alla voce di dispiegarsi sopra di essa in modo ampio e dilatato, altrimenti di essere seguita nel ritmo incalzante. Le dinamiche sono molto variabili: determinati punti richiamano una ballad, in altri invece vi sono densi fraseggi progressive rock, oppure la combo chitarra e voce molto intima che fa disperdere la tensione accumulata. Il power trio sa evocare echi floydiani e di altri big del progressive, mantenendo il proprio tocco personale. Gli assoli di chitarra sono perfettamente ponderati e vanno dal riprodurre la linea vocale allo shred più aggressivo, così come la stessa voce riesce ad esplorare toni brutali e delicati all’interno del medesimo pezzo. La tinta nostalgica è qui preponderante, anche solo come retrogusto che dona la patinatura finale, dato che l’idea che può scaturire nell’immediatezza dell’ascolto è spesso riconducibile ad altri modi di sentire. Il brano seguente, Happy Somewhere In Between, di cui è stato realizzato anche il video, è molto giocoso e “sfizioso” e può ricordare i lavori dei Beardfish. Cambiano repentinamente i tempi, i mood e le immagini che si palesano nella mente, rompendo qualunque (o quasi) tipo di aspettativa verso la prosecuzione del pezzo: possono comparire impressioni zeppeliniane che si imbattono poi nel folk o nel prog rock più ricco. L’assolo finale di organo raccorda il tutto e ne offre la risoluzione, ricomponendo i pezzi che sono emersi nel corso dell’esecuzione. Clean as a Whistle è maggiormente compatta, meno contorta rispetto alla traccia precedente. Le chitarre propongono dei riff accattivanti e arpeggi solidi a sostegno della voce molto riflessiva, che si spinge anche su ottave molto acute. Ogni strumento funge in questo caso principalmente da accompagnamento, e ciò non esclude che le parti soliste abbiano una concreta validità. Non ci si adopera però in particolari virtuosismi, eccezion fatta per le battute strumentali che iniziano intorno a metà brano e che proseguono in crescendo. La titletrack Alone Together incarna la cupezza ma in un modo che sembra voler costruire la fenomenologia del processo in cui essa si mostra, piuttosto che la crudezza immobile di un’oscurità spogliata da altre sfumature. Le parole sono pronunciate dal punto di vista di un genitore la quale figlia si trova in un reparto psichiatrico perché ha perso contatto con la realtà. Gli strumenti sono qui totalmente immersi nel raccontare nella maniera più dinamica possibile. Ognuno di essi è assolutamente versatile e riesce ad intessere gli scenari più vari: basti pensare all’interpretazione delle tastiere che si muovono tra l’organo e il pianoforte, oppure alle chitarre col loro modificare la distorsione. Ma qui la questione non riguarda solo i suoni, investe l’intera composizione. Un attimo di respiro viene fornito dall’intermezzo acustico From Afar, brano che coniuga elementi di generi diversi tra cui il blues. Si conclude dunque con l’imponente On the Shoulders of Giants, suite simmetrica rispetto all’incipit dell’album. Interessante è il tema affrontato, che risulta essere quasi un manifesto dell’operato musicale di Rikard Sjöblom -anzi, una ricostruzione del suo passato e una conseguente dichiarazione di intenzioni e constatazioni relative all’ambiente in cui è calato. Il gusto rètro è inevitabile proprio perché il pezzo prende le mosse dai grandi degli scorsi decenni. La suite passa dall’essere un mid-tempo all’aumentare vertiginosamente i bpm, toccando i lidi psichedelici e rock'n'roll, confermando ed esasperando la varietas che contraddistingue il resto di Alone Together.

L’album vede un Rikard Sjöblom maturo, che ha con sé la totale consapevolezza del suo vissuto musicale e di quella che è stata l’evoluzione dei generi negli anni. Il bagaglio viene rielaborato ottimamente, senza eccessi o, al contrario, piattume. Il titolo dell’album (non del pezzo omonimo, come scritto sopra) trae origine dall’irritazione del polistrumentista causata dal fatto che nei social media si ha l’illusione di vivere vite più piene o felici. La nascita di Alone Together è quindi legata ad una questione estremamente attuale, ed attuale è la musica che vuole proporre, sostenuta ampiamente, e ciò è chiaro, dalle “spalle dei giganti” con i loro insegnamenti.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
49.8 su 10 voti [ VOTA]
Candal
Domenica 17 Gennaio 2021, 22.44.26
2
Album veramente interessante, e la recensione gli rende il giusto onore ( un po' meno il voto lettori che è praticamente un cane sciolto senza attendibilità)
Voivod
Giovedì 14 Gennaio 2021, 13.18.30
1
Ho ascoltato un pezzo e mi è piaciuto subito: adoro Sjoblom e non vedo l'ora di recuperare l'album!
INFORMAZIONI
2020
Inside Out Music
Prog Rock
Tracklist
1. Traveler
2. Happy Somewhere In Between
3. Clean as a Whistle
4. Alone Together
5. From Afar
6. On the Shoulders of Giants
Line Up
Rikard Sjöblom (Voce, Chitarra, Tastiere)
Rasmus Diamant (Basso)
Petter Diamant (Batteria)
 
RECENSIONI
69
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]