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Mr. Bison - Seaward
13/01/2021
( 549 letture )
Quando parte il riff di Seaward, dopo l’affascinante intro rumoristico e liquido che apre al concept marino, si viene letteralmente trasportati via. La magia è immediata e così la consapevolezza che il disco in questione è uno di quelli che non deluderanno. La perfetta copertina psichedelica che ritrae la nascita di Venere in chiave indiana è infatti l’introduzione al mondo sonoro e lirico dell’album: partendo dalla leggenda per la quale la Dea dell’Amore, uscendo dal Mar Tirreno per andare incontro a Eros, tenta di proteggere una collana di perle donatele da Paride finendo in realtà per romperla, così che sette perle caddero in Mare, originando le isole dell’Arcipelago Toscano. Prendendo spunto dalla mitologia classica, ecco quindi che Seaward si articola in sette brani, come le perle, narranti miti correlati col mare, dalle sirene, al sacrificio di Andromeda, al viaggio di Ulisse, alla maledizione di Scylla. A condurci in questo affascinante viaggio sono i Mr. Bison, gruppo toscano precisamente proveniente da Cecina, che realizza il proprio quarto album, facendo seguito a Holy Oak, disco uscito nel 2018 e compiendo un bel salto avanti, sotto tutti i punti di vista.

Il tema marino risulta davvero ispirato e convincente, tanto da innervare in maniera efficace e feconda tutti i brani del disco, senza che questo significhi che le sette tracce componenti il disco finiscano per assomigliarsi tutte. Al contrario, pur con una evidente matrice di riferimento comune, ciascuna composizione gode di una propria precisa identità e di un fascino particolare. Decisamente ascrivibile a una psichedelia heavy, quasi vicina allo stoner e con chiare influenze blues, ma comunque contenente anche ambizioni progressive, la band dichiara le proprie fonti di ispirazione tra Captain Beyond, Jimi Hendrix, i Motorpsycho e i King Crimson. Fonti di ispirazione nobili e che vengono onorate dalla band con un suono potente e liquido, nel quale le chitarre galleggiano, ma non disdegnano una distorsione piuttosto presente e un approccio compositivo che non rinuncia a derive psichedeliche, influenze progressive e un intelligente quanto competente utilizzo di effetti, sintetizzatori e organi. Un aspetto questo che si fa apprezzare in particolare per l’ottima qualità degli arrangiamenti, vero punto di forza del disco, capaci di rendere merito al concept e renderlo fisicamente vivibile per l’ascoltatore, che davvero si ritrova immerso nell’atmosfera marittima e liquida dei brani. La prestazione strumentale del trio (curiosamente non figura un bassista in formazione) è decisamente di alto livello e tanto le due chitarre quanto la batteria assumono un ruolo centrale, rendendo merito all’ispirazione sessanta/settantiana della musica, con un rovente interplay tra i musicisti che ben sanno sostenersi e sfidarsi a vicenda, raggiungendo altissimi livelli di coinvolgimento. Arriviamo infine alle melodie vocali, affidate a tutti i membri, con qualche accenno anche di armonia e un approccio ancora una volta tipicamente vintage. Il risultato è assolutamente adeguato al contesto, anche se forse questo è l’aspetto che mostra i più ampi margini di miglioramento: di per sé le melodie sono infatti valide e interessanti e in qualche caso di ottimo livello, ma rispetto a quanto raggiunto in tutti gli altri comparti, per i quali è davvero difficile indicare dei possibili miglioramenti, forse qualcosa in più lo si desidererebbe, almeno a livello di refrain.
Il disco è una marea sormontante di correnti marine, emozioni e grandi canzoni e non si riesce a trovare un episodio meno che ottimo, fin dall’opener e titletrack Seaward, perfetta presentazione del disco, con un andamento leggermente più semplice delle seguenti ma, come detto in apertura, con una capacità di coinvolgimento immediato e già da questa prima perla è evidente la visionaria capacità di evocare gli abissi che i Mr. Bison hanno saputo concretizzare, spalancando dei veri e propri vortici nei quali la nostra barca sembra davvero destinata a perdersi. Si preannuncia un viaggio che lascerà il segno. From the Abyss si fa apprezzare moltissimo per il contrasto tra l’esuberante e ribollente riff portante e l’atmosfera sognante della strofa, grazie all’incontro/scontro tra strumenti acustici ed elettrici; in questo caso la linea melodica funziona ottimamente e il rapimento prosegue, grazie anche a una sezione solista entusiasmante. Brano che giustifica invece le ambizioni progressive arriva con I’m the Storm, aperta da una lunga e infuocata sezione strumentale, a metà tra Oriente e Occidente, con tanto di slide, che ci accompagna fino ai quattro minuti di durata, per poi lasciare spazio alla seconda parte cantata. Altro pezzo di bravura degno di nota, che riesce a coinvolgere splendidamente in entrambi i frangenti, ancora una volta azzeccando prodigiosamente i tempi, le mutevolezze dinamiche e il pathos. Appena il tempo di rifiatare ed ecco che subito è Odisseo a reclamare la nostra attenzione: l’eroe greco, tragico e travolgente al tempo stesso, vittima e carnefice, è uno dei personaggi più potenti di tutta la storia umana e l’omaggio resogli dai Mr. Bison gira moltissimo attorno alle chitarre elettriche, che dialogano tra loro, su più livelli e strati, fino a lasciare spazio al wurlitzer e a uno stacco centrale sessantiano, che ben ci ricorda le lunghe sessioni dei Captain Beyond, con tanto di progressione dinamica, che i Maestri avrebbero sicuramente apprezzato. Decisamente indiavolata invece la resa del sacrificio di Andromeda: The Sacrifice è hendrixiana nell’anima e nel risultato e ancora una volta la stratificazione grandiosa delle chitarre e la profondità del suono sono le armi vincenti assieme alla spettacolare prova strumentale. Per Underwater prendiamoci l’ennesimo clamoroso riff acquatico, stavolta con un’atmosfera più profonda e tenebrosa, seppur sempre sognante e i Mr. Bison si confermano grandissimi conoscitori del potere della dinamica, spingendoci come prede di una corrente inarrestabile, fino allo spalancarsi di gorghi che catturano senza possibilità di fuga. Eccoci infine alle turbinose acque che preannunciano Scylla, mostro decimatore di uomini, dalle molteplici teste di cane e dalle lunghissime gambe serpentine. Scilla è in realtà vittima di Circe, la quale, gelosa dell’amore che il semidio Glauco rivolge alla ragazza rifiutando la corte della maga, decide quindi di trasformare la malcapitata in un mostro, versando una pozione nel mare in cui la bella soleva immergersi. Terrorizzata dalla trasformazione e da se stessa, Scilla si rinchiuderà in una grotta sul mare, proprio di fronte a Cariddi, non riuscendo però a impedire al proprio corpo di dar sfogo ai propri istinti bestiali e predatori. Ottimamente resa dai Mr. Bison, la maledizione di Scilla è quindi l’ultima perla che ci congeda da Seaward, ponendo fine con un certo rammarico a questo viaggio.

Assolutamente da ascoltare ad alto volume, per godere della profondità delle architetture sonore realizzate, Seaward è un disco davvero notevole, sotto tutti i punti di vista. E’ sì un album di genere, ma dotato di una potenza creatrice di visioni e scenari che in pochi sanno davvero evocare e che spinge ben più in profondità la qualità delle composizioni rispetto al passato. Frutto di una ispirazione felice come di qualità di scrittura e tecnica ottime, Seaward merita plauso e attenzione e tutti gli accenti di entusiasmo possibili. L’equilibrio raggiunto si avvicina a grandi passi alla perfezione, per arrangiamento e carica emotiva, ottenendo un album che si fa letteralmente amare e che affascina in maniera fortissima, come raramente accade. Almeno, non dopo che il mondo ha conosciuto i Monster Magnet. Qua non si parla semplicemente di un disco ben fatto, competente nel riprodurre un certo di tipo di atmosfera vintage e giocato su canoni conosciuti: qua ci sono le canzoni. Anzi, ci sono delle grandi canzoni. Belle e sinceramente entusiasmanti. Ennesima splendida sorpresa di questo ricchissimo 2020 che sembra volerci donare almeno della grande musica, Seaward è destinato a lasciare un segno profondo nel cuore di chiunque voglia avvicinarglisi. Complimenti sinceri ai Mr. Bison.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
50.4 su 15 voti [ VOTA]
Black Me Out
Giovedì 14 Gennaio 2021, 14.41.11
3
Disco che ho apprezzato, anche se rimango musicalmente più legato al precedente Holy Oak. Qui è il concept che è interessante ed è sviluppato in maniera decisamente intrigante ed azzeccata. Bravi!
Korgull
Giovedì 14 Gennaio 2021, 12.48.58
2
Che meraviglia, grandissimo album! Da bassisita sento un po la mancanza delle frequenze basse ma il lavoro ė stupendo. Qualcuno sa se il nome del gruppo ė ispirato al mitico street fighter?
tartu71
Giovedì 14 Gennaio 2021, 8.39.37
1
questo disco e' una vera bomba!! grandi Mr bison!!!
INFORMAZIONI
2020
Subsound Records / Ripple Music
Psychedelic Rock
Tracklist
1. Seaward
2. From the Abyss
3. I’m the Storm
4. Oudeis
5. The Sacrifice
6. Underwater
7. The Curse
Line Up
Matteo Barsacchi (Chitarra, Voce, Effetti)
Matteo Sciocchetto (Chitarra, Voce)
Matteo D'Ignazi (Batteria, Voce, Effetti, Sintetizzatore)
 
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