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Cloven Hoof - Dominator
16/01/2021
( 399 letture )
Nel luglio 1988 i Cloven Hoof giunsero alla pubblicazione di Dominator, il loro secondo disco dopo l’ottimo debutto con l’omonimo Cloven Hoof. La formazione, nativa di Wolverhampton, vede l’arrivo di Russ North come nuovo cantante e di Andy Wood alla chitarra (entrambi avevano militato nei Tredegar), raggiungendo quindi la forma più "importante" nella loro storia, quella con cui nell’anno successivo hanno pubblicato per esempio l’eccezionale A Sultan’s Ransom.
Con Dominator si prosegue con la solita grinta, in pieno stile NWOBHM, talvolta sfociando in sonorità tendenti al power, sviluppando un concept sci-fi, che narra del combattimento tra i ribelli e l’imperatore/dittatore della galassia, Dominator. Siamo nell’anno in cui i Queensrÿche pubblicarono Operation: Mindcrime, concept in cui in si tratta dell’eliminazione dei leader americani corrotti, storia che in qualche modo non si discosta troppo da quella narrata nei testi di Dominator (scritti da Lee Payne).

La prima cosa che si nota (dopo la copertina, raffigurante Amazonia Gothique pubblicata nel numero 79 della rivista di giochi di ruolo White Dwarf nel 1986) è la voce potente di Russ North, che rievoca quella dell’immenso Bruce Dickinson, facendo perdere alla band un po’ di personalità rispetto al precedente, in cui David Potter, senza troppi virtuosismi, si inseriva comunque alla perfezione nel contesto, grazie a uno stile sanguigno, personale. Questo cambiamento d’altro canto innalza il livello tecnico, permettendo al gruppo di partire con canzoni come Rising Up, dalle ritmiche andanti, in cui la voce sale tra acuti e veloci ma melodici assoli di chitarra, un po’ nello stile degli Iron Maiden. Segue un altro brano potente e incalzante, Nova Battlestar, una delle tracce più belle del disco, con le sue ritmiche serrate e i suoi momenti di estro tra assoli e ritornelli riusciti. La successiva Reach for the Sky, insieme a The Fugitive, è un brano precedentemente pubblicato nel live album di inediti Fighting Back del 1986. Anche in questo caso restano invariate le osservazioni sullo stile dei Cloven Hoof fatte in precedenza e sull’ottima prestazione della band, forse leggermente penalizzata da una produzione (le registrazioni sono avvenute al Signwave Studios di Birmingham) che ad oggi si lascia ascoltare con piacere, trasmettendo e rievocando a pieno l’energia della NWOBHM, ma che sotto il piano tecnico non risulta sempre ottimale (si nota un po' anche nei suoni delle chitarre). Warrior of the Wasteland si apre con un arpeggio pieno di chorus, molto anni ‘80, per poi sfociare nel solito heavy, con un bel lavoro di basso e batteria, per poi esplodere nel cantato e nelle ritmiche in una bella cavalcata. Si prosegue all’insegna dell’heavy-power, veloce e incalzante con The Fugitive, Dominator e Road of Eagles, brano registrato in una demo del 1982.

I Cloven Hoof alla fine sono un gruppo storico, che per mille motivi e sfortune non ha raggiunto picchi di successo altissimi, ma che in ogni caso vale la pena riscoprire e ascoltare. Dominator si ispira a tante band heavy e rock di quegli anni, rievocando inevitabilmente e forse un po’ in ritardo i Maiden, ma scorrendo con una sua dignità e identità, continuando a raccontare uno dei periodi migliori per il genere. A livello qualitativo Dominator si posiziona alla pari di Cloven Hoof e A Sultan’s Ransom, non risultando un passo in avanti in personalità per la band (in parte legata alla vocalità di North), che comunque tra concept e canzoni ben scritte e suonate riuscì a tirar fuori un disco estremamente valido, scorrevole e senza momenti morti. Chiaramente non è il disco più importante della scena, ma volendo riscoprire a fondo la NWOBHM, scavando un po’ più in profondità con i Cloven Hoof e Dominator si trova dell’ottimo materiale da ascoltare e da utilizzare per tornare indietro nel tempo di trent’anni per una quarantina di minuti.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
70.5 su 2 voti [ VOTA]
Epic
Lunedì 18 Gennaio 2021, 23.35.02
2
Grande album, preludio del capolavoro successivo e apice della band. I CH sono stati grandi, era bellissimo anche il disco della reunion Eye of the sun, poi bo, non mi hanno più preso.
MH
Domenica 17 Gennaio 2021, 21.18.41
1
Applausi per il rispolvero... Tripletta mica male dei CH, non come quell'aborto uscito l'anno scorso
INFORMAZIONI
1988
Heavy Metal Records
Heavy
Tracklist
1. Rising Up
2. Nova Battlestar
3. Reach for the Sky
4. Warrior of the Wasteland
5. The Invaders
6. The Fugitive
7. Dominator
8. Road of Eagles
Line Up
Russ North (Voce)
Andy Wood (Chitarra)
Lee Payne (Basso)
Jon Brown (Batteria)
 
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