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Asphyx - Necroceros
21/01/2021
( 1636 letture )
Morti e risorti come una fenice, smembrati e ricomposto da continui cambi di line-up, eppure sempre nell’Olimpo del death metal, i primi giorni di questo nuovo anno ci riservano la decima uscita discografica targata Asphyx. La leggenda olandese c’è, viva e più presente che mai, dà alla luce Necroceros, suddiviso in dieci tracce per circa cinquanta minuti di musica, edito dalla Century Media. Chi mastica il sound del gruppo da tempo sa che nonostante i continui turnover di membri, gli Asphyx hanno mantenuto nel corso della loro carriera una sorta di marchio di fabbrica sonoro e non è da meno il materiale contenuto in questo nuovo disco.

Il death miscelato al doom in chiave old-school è più presente che mai, esaltato da un ottimo lavoro di produzione e mixaggio, di base si è cercato ed ottenuto un suono bastardo, crudele, quanto più “analogico” possibile, in cui non è stata volutamente cercata una pulizia e un pompaggio ormai abitudinario di questi ultimi anni, bensì un impatto quanto più fedele al suono reale, pertanto chitarre e basso sono ronzanti e roboanti, la batteria di Huskens leggermente più alta nel mix generale ma che non opprime l’ascolto e la leggendaria voce di Van Drunen (che non necessita di ulteriori aggettivi) sempre sugli scudi. Nel complesso Necroceros “differisce” leggermente rispetto ai precedenti lavori degli olandesi per una più marcata presenza melodica nelle composizioni e, da un piglio molto più groovy a tratti death’n’roll. Le reminiscenze thrash di Baaynes (autore di un lavoro chitarristico di grande pregio) si fanno largo nell’intercedere dei brani coadiuvate peraltro da una prova compositiva generale estremamente valida e di grande qualità. Veniamo al dunque, Necroceros si apre con The Sole Cure Is Death, un attacco violento e incalzante, dalle radici e dal piglio marcatamente old school, con un piacevole groove di base. La seguente Molten Black Earth vira a ritmiche doom, il brano è estremamente oscuro e ossessivo, anche qui gli olandesi giocano sul groove e su linee melodiche musicali piacevoli e quasi inaspettate. Mount Skull incuriosisce l’ascolto in quanto il brano ha un incedere quasi epico, di matrice e stampo nordico, seguito immediatamente da Knights Templar Stand dove i ritmi vengono nuovamente accelerati, un buonissimo pezzo basato sull’alternanza di tempi ed atmosfere tra death e doom metal in cui le parti sono ben strutturate e fluide nel loro incedere. Three Years Of Famine è il classico brano made in Asphyx, dove pesantezza, violenza, ossessività giocano un ruolo base, compositivamente parlando la band qui esprime tutta la propria grande qualità, mentre nella seguente Botox Implosion gli olandesi dimostrano di esser ancora e più che mai in grado di provocare uno tsunami musicale che non lascia nessun superstite. In Blazing Oceans altresì colpisce in pieno in quanto trasmette la sensazione di una lenta discesa verso i più profondi abissi, una vera piccola perla oscura. Con The Nameless Elite e Yield Or Die invece, la band non convince a pieno, i pezzi pur essendo ben strutturati e concepiti, faticano a decollare e a prendere il giusto mood, probabilmente potevano esser tranquillamente omessi o ancor più congegnati. Niente paura, niente panico, con la conclusiva titletrack Necroceros, Van Drunen e soci riversano tutta la loro qualità musicale, regalando un pezzo da novanta, in cui con un lento, malvagio, abissale brano si congedano da questa loro ultima uscita discografica.

È dai tempi della reunion che l’attesa nei confronti della band (visti anche i risultati) è sempre molto alta. Detto chiaramente Necroceros non è un capolavoro e non è il miglior prodotto del gruppo, ma è di base un ottimo disco, un valido lavoro che invoglia a numerosi successivi ascolti. Non sono certo un paio di brani magari un po’ deboli o alcune scelte stilistiche a dover far storcere il naso, quando una band è considerata un’icona del genere ci sono sempre motivi fondati dietro e, ascoltando la musica di questi ultimi Asphyx dubbi non ci sono, ci sanno fare e lo fanno alla grande. Se la strada che decideranno di percorrere in futuro sarà la stessa di questo presente e del loro passato, possiamo aspettarci ancora grandi cose dai ragazzacci di Oldenzaal.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
81.55 su 43 voti [ VOTA]
Antomie
Martedì 26 Gennaio 2021, 20.12.53
8
Album bellissimo, bei testi mai banali, quel po' di melodia in più è perfetto, ma senza mai snaturarsi, voto 85
Jukka
Lunedì 25 Gennaio 2021, 21.45.59
7
È fisso nel mio lettore dal 23 gennaio, molto bello anche il DVD con il concerto del 2017! Che dire, canzoni assolutamente valide, corpose e in classico stile Asphyx ma con un tocco melodico in più! Voto 85 e avanti così!
enry
Lunedì 25 Gennaio 2021, 10.56.57
6
Mai sbagliato un colpo, si può andare a scatola chiusa. Siamo grosso modo sugli stessi ottimi livelli qualitativi degli ultimi lavori (forse Deathhammer resta un pelo sopra), mi sarei stupito del contrario onestamente. Mano al portafoglio, e anche questo lo avevo già messo in conto.
God of Emptiness
Domenica 24 Gennaio 2021, 21.46.34
5
Aggiungo che nel brano Three Years Of Famine si sente aleggiare il fantasma degli Hail of Bullets per me (mi ha ricordato Berlin), il che è positivo
PROF
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.19.20
4
Bellissimo dall'inizio alla fine, e a pensare che non me li sono mai filati più di tanto. Non riesco a quotarlo sotto il 90. Ordinato il vinile.
Aceshigh
Sabato 23 Gennaio 2021, 19.34.11
3
Ennesimo colpo messo a segno dagli Asphyx. Magari non al livello di Deathhammer, che reputo un mezzo capolavoro, ma i fans possono stare tranquilli anche stavolta. Già l’opener mette in chiaro le cose: inizio in tempo medio col solito impatto chitarristico devastante e il solito pesante drumming, a cui seguono accelerazioni e rallentamenti: in pratica un bignami della band in 4 minuti. Ancora meglio con la seguente Molten Black Earth, forse la mia preferita, con quel riffone quasi alla Bolt Thrower. Come fatto notare dal recensore, in qualche pezzo c’è un pizzico di melodia in più, si veda per esempio Three Years in Famine (il cui riff iniziale mi ricorda parecchio, anche troppo, un famoso pezzo slow degli Overkill), ma tale elemento è integrato perfettamente nel loro tipico stile. Nessuno stravolgimento spiazzante. Vero pure che ci sono un paio di pezzi “di mestiere” nella seconda metà (non direi però Yeld or Die), ma il risultato complessivo è assolutamente positivo. Sì, una garanzia gli Asphyx. Arrotondo anch’io a 80.
lisablack
Sabato 23 Gennaio 2021, 0.27.45
2
Bravi solito ottimo disco, una garanzia 👍80
God of Emptiness
Giovedì 21 Gennaio 2021, 23.16.48
1
Non so decidere se è meglio questo, Incoming Death o Deathammer. Tre solidi pilastri di death doom vecchia scuola. Voto 80
INFORMAZIONI
2021
Century Media Records
Death
Tracklist
1. The Sole Cure Is Death
2. Molten Black Earth
3. Mount Skull
4. Knights Templar Stand
5. Three Years Of Famine
6. Botox Implosion
7. In Blazing Oceans
8. The Nameless Elite
9. Yield Or Die
10. Necroceros
Line Up
Martin Van Drunen (Voce)
Paul Baaynes (Chitarra)
Alwin Zuur (Basso)
Stefan Huskens (Batteria)
 
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