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Wardruna - Kvitravn
22/01/2021
( 1939 letture )
Einar Selvik è tra le figure che assieme all’ex collega di band dei Gorgoroth, Gaahl, e la cantante Lindy Fay Hella ha riportato all’attenzione del grande pubblico la musica folk nordica, seguendo una scia già inaugurata da molti altri paesi, soprattutto europei, che cominciando dalla metà degli anni 80 crearono una corrente musicale denominata neofolk. Tra i musicisti più rappresentativi di quel periodo c’è sicuramente Douglas Pearce degli inglesi Death in June. Seguendo quest’ondata di revival, negli anni 90 emersero e si fecero notare Storm con Nordavind (1995), , in cui la presenza di tamburi e voci femminili saranno una costante per il progetto di Einar Selvik, e Wongraven con Fjelltronen (1995), seguiti successivamente da Forndom, Danheim, Heilung, intenzionati, grazie alla strada aperta dai Wardruna, a celebrare i fasti della cultura nordica precristiana. Il progetto di Einar nasce nel 2003 e culmina nel 2009 con la pubblicazione del primo album ed è colui che consacra l’interesse per la cultura nordica, grazie anche al fatto che molti suoi pezzi saranno utilizzati come colonna sonora delle serie tv Vikings. A causa del travagliato anno che è stato il 2020, anche i Wardruna hanno posticipato l'uscita del nuovo album Kvitravn che era inizialmente previsto per la scorsa primavera. Ma il mastermind Einar Selvik non si è perso d’animo e ha annunciato l’uscita di un ulteriore singolo Lyfjaberg (la montagna curativa nella mitologia nordica), uscito il 5 giugno 2020 corredato da un video diretto da Ragnarok Films girato sui monti di Tustna in Norvegia durante tre giorni di forti nevicate, singolo che non appare nel nuovo album.

Ma veniamo all’album in questione di cui si parlerà in questa recensione, Kvitravn, che nonostante significhi “corvo bianco” in una variante grafica del nome d’arte dello stesso Einar (Kvitrafn), si presenta con una copertina tutta ricoperta da piume nere. Fin da un primo ascolto generale ci si rende conto di essere di fronte ad un lavoro sempre più curato nei dettagli per cercare di riprodurre al massimo e avviluppare l’ascoltatore in quell’antico e suggestivo mondo nordico. D’altra parte, lo stesso musicista ha ribadito il sempre più serrato lavoro di ricerca sia musicale che culturale e letteraria. L’opener Synkverv è altamente etnica e si avvale di cori oserei dire sciamanici: in questo lavoro sono infatti anche presenti un coro di cantanti di musica tradizionale norvegese guidati da Kirsten Bråten Berg, una delle più importanti custodi della canzone tradizionale norvegese. Il secondo pezzo è Kvitravn, già uscito come singolo a ottobre 2020, accompagnato da un video è sicuramente fra i vertici toccati dall’album. Dopo un verso di corvo e un intro di lira, quei tamburi portano ad un’estasi lacerante. Inoltre, i vocalizzi femminili di Lindy Fay Hella e i cori tradizionali portano il pezzo ad un livello superlativo. I Wardruna musicalmente sono quanto di più semplice e primitivo possa esserci, tamburi ossessivi, strumenti rudimentali antichi come le lire, le arpe, i corni di capra, accompagnate però da un canto davvero suggestivo che sembra trasportare l'ascoltatore in un tempo lontano e privo delle preoccupazioni del mondo odierno, il contatto con la natura è sempre sottolineato all’interno dei brani, con versi di animali, lo scorrere dell’acqua, fenomeni atmosferici. Skugge (Ombra), singolo di pre-lancio da cui è stato fatto un lyric video con il testo in contemporanea in norvegese e in inglese, è sicuramente fra i pezzi più oscuri (e più riusciti emotivamente) del lavoro e racconta della solitudine di un uomo che si trova di fronte alla natura a dover fare i conti con i pensieri negativi che lo tormentano, dalla metà del brano il ritmo cambia e si rende conto che l’unico modo per ritrovare la serenità e far sì che questa “ombra” se ne vada è interrogarla e capirla. Il fatto che la musica sia molto semplice e ancestrale, non significa certo che sia una proposta musicale di facile ascolto, anzi, probabilmente chi ha l’orecchio abituato a un certo numero di bpm, a molte partiture musicali, dopo un breve ascolto potrebbe trovarla decisamente noiosa, il punto forte di questa proposta musicale è sicuramente il cantato così particolare unito ad un sentimento quasi religioso nel trattare la maestosità della natura e in questo lavoro in particolare l’elemento umano è più presente. Difficile dire un pezzo che spicca rispetto agli altri fra i successivi, tutti sono assolutamente riusciti: possiamo menzionare Fylgjutal, che con i suoi sette minuti riesce comunque a non far calare mai l’attenzione, alla semplicità con cui inizia Munin (Memoria) con la sola voce di Einar e la lira, ma poi un inaspettato corno e di nuovo i tamburi danno al pezzo un’altra vita, i corni prepotenti eppure allo stesso tempo dolci di Kvit hjort. L’ultima traccia, Andvevarljod, che tradotto significa “La canzone dei tessitori di luce” è stata dedicata al solstizio d'inverno e proprio in quell'occasione è uscito un video del solo Selvik che interpreta il pezzo accompagnandosi con una lira. La traccia è davvero maestosa soprattutto nei cori femminili guidati da Kirsten Bråten Berg.

Con questo nuovo lavoro i Wardruna hanno sicuramente imboccato la strada della consacrazione, se non l’hanno addirittura raggiunta proprio con Kvitravn, riuscendo anche un po’ ad allontanarsi dalla zavorra di essere associati a serie tv o colonne sonore di videogiochi. Lo stesso Einar ha infatti spiegato che in futuro non ci saranno collaborazioni di questo genere, almeno per ora. Dare una valutazione alla luce della sola tecnica musicale, non è possibile perché la filosofia di questo progetto non è sicuramente questa. La musica va ascoltata e fatta propria lasciandosi cullare dalle sensazioni che provoca; allora non faccio fatica a immaginare che anche voi rimarrete totalmente rapiti e immersi dalla bellezza mozzafiato delle atmosfere antiche evocate in questo disco e fate attenzione che qualche lacrima di commozione potrebbe persino scivolarvi giù dalle guance.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
82 su 16 voti [ VOTA]
duke
Venerdì 29 Gennaio 2021, 10.37.35
11
...perfetti per colonne sonore di film....telefilm ...documentari.....ma per me che non sono mai stato un patito della musica folkloristica....un album intero e' un po' troppo pesante da ascoltare tutto di un fiato....ovviamente questioni di gusti.....il progetto e' affascinante...ma se fossero stati piu' rockeggianti chissa'....
LUCIO 77
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.40.42
10
Per Lacrimosa: Grazie per la delucidazione.. Comunque ripeto: Anche "solo" con la Voce, come dicono i giovani d'oggi: Spacca di brutto.. Col tempo ascolterò anche gli Album precedenti.
LUCIO 77
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.30.13
9
Secondo me è Musica da "o bianco o nero".. Piace o non piace.. Ma soprattutto da ascoltare con la mente libera, altrimenti la noia è dietro l'angolo..
Black Me Out
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.30.03
8
L'ho finito di ascoltare proprio ora. Devo essere sincero, non ho mai empatizzato troppo con i precedenti lavori dei Wardruna, ma questo disco mi ha estasiato e mi ha lasciato davvero senza parole. Sicuramente necessita di numerosi ascolti per comprendere al meglio le storie contenute al suo interno - musicali e non - ma il fatto che in un'ora abbondante di musica la tensione non cali mai è significativo. Davvero stupendo e il voto alto credo sia giustificato. Einar Selvik mira a creare musica fuori dal tempo e ambiziosamente "universale" e i risultati gli danno ragione. Credo che recupererò il vinile, prima che prevedibilmente cresca a prezzi irragionevoli. Infine ottima recensione Sara!
Lacrimosa
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.29.54
7
@LUCIO77 l'album di cui parli tu è quello del solo Einar che reinterpreta in chiave così dire minimale alcuni pezzi già usciti negli altri album più altri pezzi nuovi. certo ha il suo fascino seppur così minimale.Io personalmente ti consiglierei di partire dall'ascolto di Runljod- Yggdrasil del 2013 in particolare i brani Solringen Fehu, Helvegen che sono sicuramente fra i migliori a mio avviso
Korgull
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.28.33
6
@Lucio 77 Skald ė stato un episodio a se stante, unico nella discografia dei Wardruna. I precedenti sono piú simili a questo, ci sono vari strumentisti non solo Einar, ma va detto che hanno tutti una differente identità ben definita
Tino
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.13.25
5
Sembrano i canti degli alpini... scherzi a parte questa roba da Montanari la ascoltavo ai tempi di wongraven, decadi fa, adesso proprio non la reggo
LUCIO 77
Domenica 24 Gennaio 2021, 19.07.26
4
Sto ascoltando da un paio di giorni questo Album alternandolo col penultimo e devo dire che fra i due preferisco Skald.. Il suo essere minimale mi ha preso di più.. Solo la Voce di Einar con la lira che a volte lo accompagna, ha una potenza evocativa che metà basta.. In Kvitravn invece, percepisco la voce come parte del tutto e quindi meno incisiva.. Lasciando spazio a diversi strumenti e cori, forse si è persa un po' di magia.. Non conosco i Lavori precedenti e quindi volevo chiedere a chi conosce bene il Gruppo, se i primi Album sono più simili all'ultimo o al penultimo.. Grazie..
Sadwings
Domenica 24 Gennaio 2021, 0.34.14
3
Concordo album capolavoro 90
No Fun
Sabato 23 Gennaio 2021, 19.42.35
2
Letta l'intervista, letta la rece, ascoltata Skugge, ordinato il disco.
Korgull
Sabato 23 Gennaio 2021, 11.36.38
1
Mi ė arrivato ieri il vinile (preordinato da marzo!) e lo stò ascoltando a ripetizione...che dire, forse il migliore della discografia. Al momento oserei dare anche 95
INFORMAZIONI
2021
By Norse Music
Folk
Tracklist
1. Synkverv
2. Kvitravn
3. Skugge
4. Grà
5. Fylgjutal
6. Munin
7. Kvit hjort
8. Viseveiding
9. Ni
10. Vindavlarljod
11. Andvevarljod
Line Up
Einar Selvik (Voce, Taglharpa, Lira di Kravik, Lira di Trossingen, Bukkehorn, Percussioni)
Lindy-Fay Hella (Voce)
Arne Sandvoll (Percussioni, Cori)
Eilif Gundersen (Bukkehorn, Lur, Flauto, Bukkehorn, Cori)
HC Dalgaard (Percussioni, Tamburi, Cori)
John Stenersen (Mora-arpa)

Musicisti ospiti:

Kirsten Bråten Berg (Voce, Cori)
Coro tradizionale norvegese
 
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19/01/2021
Articolo
WARDRUNA
Incontro con Einar Selvik
 
 
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