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High on Fire - Surrounded by Thieves
23/01/2021
( 495 letture )
Surrounded by Thieves, uscito per la Relapse nell'ormai lontano 2002, è la seconda opera degli High on Fire, la creatura allora da poco nata dal fango e dalla sabbia californiana per iniziativa del singolare frontman Matt Pike, ormai figura di culto grazie alla sua particolare personalità che ben si riflette nella musica del suo combo.

Cambia poco rispetto a The Art of Self Defense per il gruppo di Oakland, che si presenta infatti con la stessa formazione e con lo stesso produttore, Billy Anderson, dimostrando quindi l'organicità e la solidità dell'idea dietro alla band, che andava assumendo un'identità sempre più definita, e che non sarebbe quindi certo rimasta relegata al ruolo di side project minore rispetto all'ingombrante e noto passato di Pike nei seminali Sleep. Il passaggio dalla Man's Ruin Records (di una certa, ma relativa, importanza nell'underground stoner/doom) alla Relapse, considerabile comunque una major in ambito metal, era un ulteriore prova di questo consolidamento. Nonostante una leggera ripulita del sound rispetto al predecessore, che infatti, al contrario di Surrounded by Thieves è stato rimasterizzato negli anni successivi, le somiglianze stilistiche fra i due dischi sono molte, a partire proprio dal suono e, ovviamente, dallo stile. Viene riproposto infatti, e in maniera se possibile anche più convincente, uno stoner old school che attinge a piene mani anche dalla tradizione heavy/thrash americana, e quindi lontano da varianti più estreme del genere che sempre più avevano occupato la scena tra la fine degli anni '90 e gli anni 2000, ma anche sempre più lontano dalle cavalcate psichedeliche a base di doom e marijuana che avevano reso indimenticabili i lavori degli Sleep. In particolare nei brani che prediligono tempi più spediti, come la fantastica opener Eyes and Teeth, in alcuni punti sembra quasi di ascoltare una versione stoner dei Motorhead, anche grazie al timbro caratteristicamente grezzo, alcolico di Matt Pike, ma a mettere in maniera inconfutabile il marchio High on Fire sui dischi sono i riff potenti, gravi ed acidi, gli intervalli inaspettati, i tempi e le loro interpretazioni dietro le pelli mai scontati, gli assoli confusi e poco tecnici, ma dalla chiarissima anima blues. E mentre i testi seguono metriche ben precise, spesso con assonanze o rime alternate, le singole composizioni sono, come da tradizione del genere, del resto, prive di una struttura regolare, come chiare alternanze di strofe e ritornelli, eppure molti riff e intere canzoni rimangono ben impressi nella memoria già dopo pochi ascolti, a riprova della loro ottima fattura. Lo stile indiscusso della band e la qualità del songwriting emerge tanto nei brani più diretti e dinamici come la già citata opener, ma anche le successive Hung, Drawn and Quartered e Speedwolf, bellicose e dall'andamento abbastanza veloce, quasi thrasheggiante alle volte, tanto in canzoni in cui l'anima stoner/doom emerge con maggior forza, quali The Yeti, con i suoi riff aspri e monolitici, o la lunga Thraft of Caanan, forse il brano che più ricorda gli Sleep, con alcune delle melodie più belle di tutto il disco.

Surrounded by Thieves fu quindi, all'epoca, una bellissima conferma di quanto già di buono fatto appena due anni prima con The Art of Self Defense dagli High on Fire e certamente non l'ultimo di una serie di altri album validissimi. Quaranta minuti di musica di grande qualità che anche a distanza di tanti anni non stancano mai e continuano a infondere negli ascoltatori quella carica sinceramente alcolica e primigenia che pochi altri gruppi hanno saputo rendere così bene.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
77.5 su 4 voti [ VOTA]
The Trooper '70
Lunedì 25 Gennaio 2021, 21.21.54
4
Proprio proprio Stoner non ce li ho mai personalmente sentiti...vicini semmai, ignoranti certamente, tosti sicuramente ed altrettanto sicuramente ricordano (da lontano) i Motorhead, e fu anche questo, e non solo il fatto che Pike provenisse da una delle più grandi band degli anni '90, che mi fece avvicinare e successivamnte adorare questo combo, questo album in particolare è, per me, superlativo, speriamo riprendano...
tartu71
Domenica 24 Gennaio 2021, 12.44.04
3
uno dei miei gruppi preferiti
enrico86
Domenica 24 Gennaio 2021, 11.41.16
2
questi signori per me sono stati una della scoperte piu belle degli ultimi dieci anni. Estremamente ostici, ma una volta digeriti valgono tutto
Marco 75
Sabato 23 Gennaio 2021, 18.52.24
1
Disco fantastico. All'epoca gli HOF stavano ancora affinando il proprio stile, ma con soli due dischi avevano già mostrato una personalità incredibile e un talento mostruoso. Oggi il gruppo di Matt Pike giganteggia nel panorama metal.
INFORMAZIONI
2002
Relapse Records
Stoner
Tracklist
1. Eyes and Teeth
2. Hung, Drawn and Quartered
3. Speedwolf
4. The Yeti
5. Nemesis
6. Thraft of Caanan
7. Surrounded by Thieves
8. Razor Hoof
Line Up
Matt Pike (Voce, Chitarra)
George Rice (Basso)
Des Kensel (Batteria)
 
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