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RECKLESS LOVE + GUESTS
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Bauhaus - Mask
22/02/2021
( 630 letture )
Per gli appassionati di arte il termine Bauhaus non può che richiamare la famosa scuola d’arte tedesca di inizio XX secolo; ma per gli appassionati del rock di stampo gotico e dark il termine è immediatamente associato al seminale gruppo britannico, capace in soli cinque anni – dalla nascita nel 1978 al primo, fondamentale, scioglimento del 1983 – di lasciare un segno indelebile nella storia di questo particolare sottogenere del firmamento rock.
Il rock gotico nacque come costola del post-punk a fine anni ’70-primi anni '80, e si distinse per il suo suono oscuro, con accordi minori e bassi, riverberi, arrangiamenti dalle tonalità cupe ed essenziali, e melodie drammatiche e malinconiche, prendendo ispirazione dalla letteratura gotica con tematiche riprese dall' esistenzialismo, dal nichilismo, dal romanticismo. Tutte queste caratteristiche si identificano perfettamente nel quartetto britannico, che, pur non essendo in senso stretto un iniziatore (altri gruppi si erano già affacciati sulla scena al momento del suo esordio) si è fin da subito imposto come autentico capostipite e principale riferimento della scena.
Il fondamentale esordio In the Flat Field, del 1979, sebbene non universalmente amato dalla critica, fece subito breccia nel pubblico, e preparò la strada per il qui presente Mask, seconda prova sulla lunga distanza, composta da 10 brani nell’edizione originale, poi ampliata a 15 nella riedizione in CD (i cinque brani aggiuntivi sono b-side o remix).

Si comincia con Hair Of the Dog, fin da subito straniante e caratterizzata dalla batteria tagliente e dal basso ipnotico, dalla voce gracchiante e lontana e dalla chitarra acida e lancinante al limite del rumorismo. Passion of Lovers si rivela un brano oscuro e misterioso reso ancora più allucinato dalla struttura ritmica e vocale reiterata. Of Lillies and Remains si rivela un episodio non fondamentale, ma non così è per Dancing, esempio perfetto di tutte le caratteristiche peculiari del genere.
Hollow Hills sembra la colonna sonora ideale per un funerale: batteria minimale e voce spettrale di Murphy quasi irreale; un altro esempio perfetto di dark rock, che rappresenterà una delle pietre di paragone su cui si svilupperà il genere.
Particolarissima e quasi fuori contesto Kick In the Eye 2, che richiama certe forme di reggae e ha una vocalità alla Clash. In Fear of Fear è di nuovo perfettamente calata nel solco della più pura new wave, con strutture ritmiche circolari e ampio uso di distorsioni e giochi chitarristici di vario tipo.
Stesso schema compositivo ed esecutivo per Muscle in Plastic, mentre The Man With the X-ray Eyes si caratterizza per un’andatura a metà fra la disco e il punk, con un buon lavoro sia della chitarra sia della sezione ritmica. Infine, la title track è tutta su toni oscuri e cupissimi, sui quali risalta il caratteristico cantato glam-gothic di Murphy, sopratutto nel finale in cui spicca un arpeggio semi-acustico.

Come si vede, ci sono tutte le caratteristiche tipiche del genere, e per questo, oltre che per l’indubbia importanza storica, anche oggi, a quarant’anni di distanza, i cultori del gothic rock guardano a questo lavoro, e alla band che l’ha prodotto, come ad un caposaldo imprescindibile.
Questa sua caratteristica però, se per alcuni è un indubbio pregio, per altri può esserne il principale punto debole. Se infatti un po’ tutta la musica degli anni ’80 (pur con le dovute numerose eccezioni) tende a risultare oggi parzialmente datata (più di quella del decennio precedente, per fare un confronto), è opinione di molti (fra cui lo scrivente) che proprio il filone gothic rock sia fra quelli che sono “invecchiati peggio”. Ciò che all’epoca era una novità in grado di stupire e sorprendere gli ascoltatori (gli arrangiamenti minimalisti, lo stile vocale allucinato, le tonalità ipnotiche ed ossessive, la cupezza perenne) e che si è rivelata un’ispirazione fondamentale per molti gruppi e artisti nei decenni successivi, oggi, quattro decadi dopo, non riesce più a nascondere evidenti carenze, sia in fase compositiva sia in fase esecutiva, che inficiano in maniera importante il risultato oggettivo. Detto in altri termini: non sempre ciò che all’epoca fu giudicato fondamentale ed imprescindibile può ancora essere definito tale a decenni di distanza; è la differenza che distingue i capolavori dai semplici buoni dischi che, per varie ragioni, hanno acquistato un’importanza storica superiore al loro valore intrinseco.

Al lettore quindi l’ascolto e il giudizio: gli amanti del genere probabilmente continueranno a considerarlo un’opera di importanza e di valenza assoluta, mentre per tutti gli altri resta una testimonianza comunque significativa di un movimento rock tanto rapido a diffondersi quanto a ritornare in un precoce anonimato.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
85.25 su 8 voti [ VOTA]
L'ImBONItore
Sabato 27 Febbraio 2021, 12.37.51
13
Sequel ultra degno dell'immoghtale debutto. Eeeeefettivamente il voto e' tghoppo sevegho ! E poi una formazione che ti va a scitaghe una stoghica scuola d'AGHTE eeeeeee che cazzaghola volete di piu' ? Io gli do un 85 a questo pghodotto.
Lizard
Martedì 23 Febbraio 2021, 17.41.38
12
Sì, sì... tu pensa quello che ritieni opportuno e scrivi pure di conseguenza. Non ti lamentare poi se viene moderato. Saluti.
Thomas
Martedì 23 Febbraio 2021, 16.35.11
11
Chi ti ha detto che devi avere il mio permesso, scusa? Scrivi quando ti pare e come ti pare, come faccio io. Penso però che abbia più senso la risposta di chi ha firmato qua sopra che quella di un moderatore, proprio perché io ho detto la mia su quanto scritto. E mi ripeto, non ho offeso nessuno. Ho dato un mio parere sia sullo stile che sulla loro musica riportata ai giorni nostri. Oppure il recensore ha scritto altro? Tu ancora non hai nemmeno detto la tua e la pretendi dagli altri... Pazzesco!
Lizard
Martedì 23 Febbraio 2021, 16.16.10
10
Rispondo io in quanto moderatore e non ho bisogno del tuo permesso per farlo. Se poi Claudio vorrà aggiungere qualcosa lo farà, naturalmente. "Quante stronzate mi è toccato leggere". Non è un'offesa questa? Alla soglia dei cinquant'anni si dovrebbe essere in grado di capire da soli quando si trascende e, magari, scusarsi, no? È una manifestazione di maturità. Abbiamo cambiato la copertina perché era corretto farlo e per segnalarlo non importava dare ordini, basta appunto segnalarlo. Anche qui, mi sembra abbastanza superfluo doverlo sottolineare. Poi magari se vogliamo chiuderla qua e parlare del disco, io sono più che felice.
Thomas
Martedì 23 Febbraio 2021, 14.45.02
9
Guarda, intanto non capisco perché sei tu a rispondere e non l'autore della recensione. Poi non mi pare di avere offeso nessuno... Se ora dare parere e opinioni sotto uno scritto di qualcun'altro dicendo quello che si pensa equivale a insultare, forse mi sono perso qualcosa in questi anni. Voi gli ordini non li prendete ma li eseguite lo stesso. Forse è meglio che la critica ve la fate da soli...
Galilee
Martedì 23 Febbraio 2021, 13.51.39
8
Grande band e gran disco. I primi due lavori sono dei capisaldi del genere, attualissimi tra l'altro e molto influenti ancora oggi. Almeno un 85 ci sta tutto.
Lizard
Martedì 23 Febbraio 2021, 12.53.38
7
Non è colpa mia se alla soglia dei cinquant'anni non sei capace di manifestare il tuo pensiero senza offendere, è una mancanza tua. Fattene una ragione. La critica è motivata, che ti piaccia o meno ha un fondamento che è stato esplicitato. Libero di non condividerla e ritenerla totalmente errata, ci mancherebbe. Ma la rispetti, come noi rispettiamo la tua diversa opinione, se la esprimi. L'autorevolezza non la dai tu, non la do neanche io, è una questione complessa che non dipende dall'opinione singola e la si conquista anche attraverso opinioni discordanti e lontane, purché appunto motivate. Altrimenti un Lester Bangs non sarebbe mai stato autorevole e invece è stato uno dei più popolari e grandi critici musicali. Ah... una cosa, visto che ci siamo: gli ordini, dalli a qualcun altro.
Thomas
Martedì 23 Febbraio 2021, 12.03.57
6
E cambiate la copertina marchiata Amazon!
Thomas
Martedì 23 Febbraio 2021, 12.01.55
5
Grazie per la ramanzina. Alla soglia dei cinquant'anni mi ci voleva proprio... Le cose vanno chiamate nel loro modo. Se volete essere autorevoli siatelo anche nelle opinioni altrimenti lasciate perdere quello che non vi compete.
Lizard
Martedì 23 Febbraio 2021, 11.43.15
4
L'essere più o meno d'accordo con una interpretazione critica è senz'altro lecito e d'altra parte mi sembra abbastanza chiaro che la recensione lasci infatti al lettore il compito di dare la propria verità. Il che è anche pleonastico, ma assume particolare rilevanza e per questo è giusto ribadirlo, quando si prende appunto una posizione 'scomoda', ma comunque motivata. Molto meno interessante, invece, è definire "stronzate" le opinioni motivate altrui. Questo è spiacevole e direi perfino inaccettabile. Se non sapete sostenere una conversazione e neppure le vostre motivazioni senza ricorrere all'offesa e al turpiloquio, allora forse dovreste fare a meno di scrivere o provare a considerare che così facendo non ne uscite rafforzati nelle vostre esternazioni, ma al contrario piuttosto ridimensionati.
Thomas
Martedì 23 Febbraio 2021, 11.18.52
3
Quante stronzate mi è toccato leggere... Ma occupatevi di metal che di New wave non ne capite nulla! Ogni loro album è più fresco di tutti quelli che i Saxon hanno pubblicato in quegli anni! Io sono tra quelli che tu chiami altri e i Bauhaus li trovo ancora più attuali per il loro stile ossianico
d.r.i.
Lunedì 22 Febbraio 2021, 22.13.23
2
Voto bassino onestamente e personalmente non condivido per nulla che il filone a cui appartiene questo disco è invecchiato male, certi cgrandi dischi sono molto più freschi e attuali di molte cose uscite negli ultimi anni.
Stagger Lee
Lunedì 22 Febbraio 2021, 20.48.34
1
Per me è stato un capolavoro dal primo ascolto di tanti anni fa. Passion of Lovers, Hollow Hills...roba da brividi, Of Lillies And Remains non è fondamentale ma ha una sua cadenza che sembra anticipare l'industrial. E la titletrack su tutte con quell'arpeggio finale!
INFORMAZIONI
1981
Beggars Banquet
Gothic / Rock
Tracklist
1. Hair Of The Dog
2. Passion Of Lovers
3. Of Lillies And Remains
4. Dancing
5. Hollow Hills
6. Kick In The Eye 2
7. In Fear Of Fear
8. Muscle In Plastic
9. The Man With The X-Ray Eyes
10. Mask
11. In Fear Of Dub
12. Ear Wax
13. Harry
14. 1. David Jay/2. Peter Murphy/3. Kevin Haskins/4. Daniel Ash
15. Satori
Line Up
Peter Murphy (voce)
Daniel Ash (chitarra)
David Jay Haskins (basso)
Kevin Haskins (batteria)
 
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