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AEvangelist (FIN) - Dream an Evil Dream III
26/02/2021
( 350 letture )
Trovo che sia sempre molto interessante, probabilmente anche a causa della mia formazione classica, andare a sbirciare l’etimologia delle parole e comprendere come esse, dalle proprie radici antiche, si siano evolute. Ad esempio, il termine “evangelista” deriva dal greco e significa letteralmente “buon messaggero” o, meglio, “portatore della buona novella”. In questo termine troviamo infatti εὐ- (eu-), prefisso che significa “bene” e dona alle parole alle quali viene anteposto un’accezione positiva, ed ἄγγελος (ànghelos), che significa “messaggero”. L’unione di questi due concetti e la loro fusione in εὐαγγελιστής (euangelistès) -che poi divenne “evangelista” a seguito di una trasformazione eufonica del suono “u” in “v”- ci consegnano il significato odierno summenzionato. C’è dunque della perversa ironia nel monicker della band capitanata da Matron Thorn e protagonista della nostra recensione, gli Ævangelist.

La storia di questa mostruosa entità è una storia che, per certi versi, ricalca quella dei Batushka, resa ancor più squallida dalle accuse di violenza sessuale rivolte a Matron Thorn, in seguito alle quali la prima manifestazione della band - quella che vedeva Ascaris alla voce, sassofono e violoncello - si è sciolta, per assumere questa nuova forma, a cavallo tra il 2018 ed il 2019, che vede Stéphane Gerbaud, ex cantante degli Anorexia Nervosa, dietro l’asta del microfono. Ci si trova così con due Ævangelist, una versione che si è ritirata ed una che prosegue nel suo percorso di annichilimento sonoro. Quest’ultima, nel corso dei poco più di due anni dalla sua nascita per mitosi ha rilasciato un EP, Revelation of the Devouring Void/Ceremony of the Avenging Curse, realizzato, nelle parole dello stesso Matron Thorn, per ringraziare i fan, e tre full length, Dream an Evil Dream II, Nightmarecatcher (pubblicati a poche settimane l’uno dall’altro) e Dream an Evil Dream III. La natura di questa seconda vita della band, ora totalmente incentrata, da un punto di vista musicale, sulla figura del poliedrico e problematico mastermind, è molto diversa da quella degli Ævangelist di De Masticazione Mortuorum in Tumulis o di Omen ex Simulacra. Se possibile, il duo sta ora spingendo ancor di più l’acceleratore sull’inascoltabilità della propria proposta. I primi due LP di questa seconda era, con la loro qualità lo-fi, sembrano proprio testimoniare quest’intento iper-elitario. Ed il terzo, oggetto della recensione odierna, non è da meno. Dream an Evil Dream III è un disco la cui durata, di poco inferiore ai cinquanta minuti, non ha suddivisioni né successioni ma si tratta di un unico pezzo che occupa l’intera lunghezza dell’album. Non è certo una trovata innovativa, altre band hanno già avuto la medesima idea, ad esempio i Green Carnation con Light of Day, Day of Darkness. Non solo ma, ascoltando i due lavori precedenti di questi Ævangelist, si aveva la sensazione che un disco composto d’una sola traccia sarebbe prima o poi arrivato: il buon Dream an Evil Dream II contava due soli pezzi per un totale di cinquanta due minuti, mentre l'ahimé pessimo Nightmarecatcher aveva la propria durata -anch’essa di cinquantadue minuti- spalmata su tre brani (a dire il vero, l’EP che aprì questo secondo corso presentò già la forma di una lunga mono-traccia). Dream an Evil Dream III si presenta dunque come la naturale evoluzione di un germe cacofonico e perverso che, negli ultimi due/tre anni, ha cominciato a germogliare.
Già dai primi ascolti è possibile constatare che quest’ultimo lavoro del duo, ora suddiviso tra Francia e Finlandia, sia quello meglio riuscito sino ad oggi dalla rottura con Ascaris. Quello qui proposto è un viaggio nell’incubo, la creazione di un paesaggio onirico decadente ed angosciante, in continua evoluzione. Le sezioni che compongono quest’unica, lunga traccia svaniscono nel nulla una volta giunte al proprio termine, evolvono l’una in quella successiva, senza lasciar traccia musicale del proprio passaggio. Dall’inizio di natura ambient, passando per sezioni doom death, fino al più cupo black, Dream an Evil Dream III è una commistione di sonorità tra di loro simili ma geneticamente differenti che confluiscono nel medesimo calderone e si mescolano, perdendo ognuna la propria personalità. Ed è questo forse il problema principale del disco. Manca personalità, non si capisce quale direzione segua. Mentre con i “primi” Ævangelist, anche nei passaggi più turbolenti e caotici, era sempre possibile comprendere i movimenti della loro musica, seguirne l’andamento dinoccolato e perverso, ora il caos ha lasciato il proprio posto alla confusione. E si sente la mancanza di quella sensibilità esotico-esoterica che Ascaris riusciva a donare alla musica della band tramite l’utilizzo di strumenti insoliti. Pur essendo un disco di buona fattura - come dicevamo, il lavoro migliore di questa seconda vita del progetto - sembra ancora incompleto, acerbo.

Il vero guaio, forse, è il monicker che Matron Thorn ha voluto conservare per questa che è una band a tutti gli effetti diversa dagli Ævangelist che abbiamo saputo conoscere ed apprezzare. Vedere questo nome associato a qualsiasi opera estrema, non può che ingenerare aspettative e previsioni; non può che far scattare paragoni col passato, un passato inimitabile e di qualità sublime ed irraggiungibile. È inevitabile. Ma anche deleterio. Forse sarebbe il caso di proseguire con un diverso monicker?



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
45 su 2 voti [ VOTA]
enry
Giovedì 4 Marzo 2021, 11.20.53
2
Concordo con Immolazione, li ho seguiti con interesse e i due dischi citati sono ottimi, ma il recente calo qualitativo e fin troppo palese. Peccato.
Immolazione
Sabato 27 Febbraio 2021, 12.32.03
1
Da quando Thorn ha bisticciato con Ascaris non ne hanno azzeccata più una, purtroppo. Peccato, De Masticatione Mortorum in Tumuliis e Enthrall to the Void of Bliss sono fantastici. Vero è che la serie dei Dream an Evil Dream ha finalità musicali un po' diverse (e tutto sommato non fa schifo, il 68 della recensione è abbastanza condivisibile), però francamente se Thorn frenasse un po' la sua diarrea compositiva la qualità delle sue uscite ne gioverebbe. Ha mille progetti il ragazzo, si dia una calmata e che cazzo
INFORMAZIONI
2021
Dead Seed Productions
Avantgarde
Tracklist
1. Dream an Evil Dream III
Line Up
Stéphane Gerbaud (Voce)
Matron Thorn (Tutti gli Strumenti)
 
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