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Gorgoroth - Incipit Satan
13/03/2021
( 657 letture )
Con Incipit Satan, i Gorgoroth entrano nel terzo millennio e nella loro seconda era, quella con Gaahl alla voce. Bisogna dire che le premesse non sono delle migliori: dopo tre album dinamitardi, da subito iscritti tra i massimi esempi del primo black metal norvegese, nel 1998 il gruppo di Bergen dà alle stampe Destroyer. Si tratta di un’uscita di transizione, interessante ma raffazzonata, un insieme di brani registrati in momenti diversi, da persone diverse e quindi più simile a una compilation, per di più edita dalla controversa Nuclear Blast. Destroyer segna anche il debutto semi ufficiale del nuovo cantante, che prestava la sua voce sulla traccia iniziale e che ora ha tutto un disco per sé. Gaahl non è l’unico nuovo arrivato: Incipit Satan è infatti il primo album con King ov Hell al basso, l’unico con Sjt. Erichsen alla batteria e l’ultimo con Tormentor alla seconda chitarra. Solo punto fisso della formazione, resta come sempre il fondatore e chitarrista Infernus.

È dunque con un bel bagaglio di novità che i Nostri si affacciano di nuovo sul mercato. Novità che si riflettono, parzialmente, anche nel suono della formazione. Il disco parte comunque all’insegna dell’ortodossia. Tremolo picking, batteria a scroscio-di-grandine, urla disumane: la titletrack è un tipico assalto black metal in stile Gorgoroth, vorticoso e maligno. Non sarà l’apice raggiunto dal gruppo, ma il brano funziona bene e mette in luce una prova vocale convincente. Un buon inizio. Eppure, ad un ascolto attento, un’avvisaglia di novità è già presente. Parliamo del piccolo stacco che entra un minuto dopo l’inizio della canzone, circa quindi secondi di vuoto riempito da campionamenti industriali. Schegge noise e ambient si invitano dunque sul quinto album della formazione, che risente inevitabilmente delle sperimentazioni in voga in quel periodo – si pensi ad album quali Rebel Extravaganza, Thorns o 666 International. Al contrario di questi lavori però, Incipit Satan non compie il passo decisivo, per cui l’elettronica rimane una presenza continua, ma strisciante, secondaria, all’eccezione di Will to Power, un plumbeo brano ambient completamente elettronico e strumentale. Al di fuori di questo esempio estremo, tutto come prima quindi? Non proprio. A World to Win parte in maniera scoppiettante ma si stempera subito in un’innocua melodia, mentre Litani Til Satan, il cui titolo fa riferimento a un poema di Baudelaire, lascia perdere la velocità in favore di un approccio circolare e ipnotico, sensuale e ricco di groove. Sempre lenta e avvolgente, ma molto più sperimentale, si rivela anche An Excert of X: sullo stesso pattern ripetuto ossessivamente, lentamente si staglia una melodia che, assieme alle parole salmodiate da Gaahl, crea una riuscita situazione di gelido estraniamento, non troppo distante dal Burzum di Filosofem. All’opposto si situa la furente Ein Eim av Blod og Helvetesild, un brano talmente abrasivo e distorto da risultare quasi incomprensibile. Unchain my Heart!!! è forse il solo episodio che, oltre alla titletrack, conserva un minimo di tradizione, mantenendosi in continuo equilibrio tra gli spigoli e i groove. Una menzione a parte merita la conclusiva When Love Rages Wild in My Heart. In termini di sperimentazione, ci si trova di tutto: campionamenti, melodie epiche, cori in clean, cantato dolente (e anche un po’ di black metal) si alternano senza soluzione di continuità, creando un miscuglio affascinante, quanto forse troppo ambizioso.

Prima ancora di entrare nel merito delle scelte stilistiche, bisogna dire che il quinto album dei Gorgoroth ha un grosso difetto formale: una produzione confusa e pastosa, che ingolfa gli episodi più veloci e confonde i passaggi più inaspettati. Una volta grattato via questo strato di fango, quello che rimane sotto convince solo a metà. Gli episodi sperimentali sono quelli che paradossalmente funzionano meglio, ma si ritrovano annacquati dai brani “tradizionali” non all’altezza, a loro volta troppo pochi per formare un discorso coerente. Incipit Satan è quindi un album fondamentalmente indeciso: troppo sperimentale per essere un disco black metal ortodosso (il termine di paragone, senza giudizi di valore, sono i primi tre album), ma non abbastanza coraggioso per esserlo fino in fondo.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
65.63 su 11 voti [ VOTA]
cyrus
Giovedì 8 Aprile 2021, 18.34.23
7
mio parere oltre bathory e celtic frost o visto un progressivo allontanamento dal metal e gia gruppi come gorgoroth mi sembrano di un altra galassia. E lo dico da vecchietto e musicista. sono venuto su cin il metal il thrash e generi affini. facevo tape trading con mille persone. Ho lettere di quirton e demo di ogni dove. Poi la giravolta dei gruppi verso questo nuovo black è stata risibile e poco credibile secondo me. Il cambio di liik e musica fatto da molti grruppi scandinavi ad inizio novanta mi ha ricordato certe band di hair metal che sono diventate alternative rock, con la differenza che hanno appunto secondo me snaturato e portato avanti un gener sempre piu lontano dal metal..
cyrus
Giovedì 8 Aprile 2021, 18.29.17
6
ne avevo 35 di anni e il genere, quello che intendo io l oseguo da tempo, ma veramente ho pure comprato album ma dopo qk anno gli ascolto e non trovo piu nemmeno quel poco che sentivo all epoca. non critico il genere, non trovo veramente il filo d unione se non vermente molto molto molto fleebile con il genere metal
Tino
Martedì 6 Aprile 2021, 19.03.56
5
Scusate le ripetizioni... periodi buttati lì d'istinto senza rileggere
Tino
Martedì 6 Aprile 2021, 19.03.05
4
Non so quanti anni hai ma se sei di mezz'età come me, nell'epoca d'oro del genere dalla metà degli anni novanta ai primi duemila dovevi avere tra i venticinque e i trent'anni, perfetti per farsi prendere dal genere. Se invece ti sei accorto del genere solo ora a mezz'età allora sei in ritardo e se non hai fatto il percorso ovviamente fai fatica a capire il genere.
cyrus
Martedì 6 Aprile 2021, 18.50.34
3
ma sentendo questi dischi, non trovo minimamente una relazione con il metal. Saro' vecchio, ma in quasi tutti questi gruppi a parte qk citazione mal riuscita di riff dei celtic frost e dei bathory non ci vedo nulla di assimilabile al metal. per me (e per quelli dlla mia epoca) il black metal era/e' Venom, bathory, primi celtic frost/hellhammer. Non voglio fsre un sernone contro i gorgoroth si intende, rispetto proprio tutti. Veramente lo dico senza provocazione, non trovo qialcosa che me l ofaccia assimkilare (ilo genere, il suono) al metal, ma nemmeno al thrash o al primo grezzo death metal di inizio anni 90. Troppo in la si è andati. nn ce metal per me(nn e' riferito soloai gorgorith).
Tino
Domenica 14 Marzo 2021, 11.48.48
2
Lo comprai all'epoca quando ero appassionato di black metal. Un disco buono ma niente a che vedere con i lavori contemporanei dei loro rivali. C'è di meglio
Alcino
Domenica 14 Marzo 2021, 11.32.01
1
Qualcosa di buono c'è, 2 o 3 pezzi su tutti. Ma niente a che vedere con i vecchi Gorgoroth, detto da uno che comunque non è mai impazzito per i dischi totali con Gaalh. Di qui in poi comunque niente di chè. Voto giusto
INFORMAZIONI
2000
Nuclear Blast Records
Black
Tracklist
1. Incipit Satan
2. A World to Win
3. Litani til Satan
4. Unchain My Heart!!!
5. An Excerpt of X
6. Ein eim av blod og Helvetesild
7. Will to Power
8. When Love Rages Wild in My Heart
Line Up
Gaahl (Voce)
Infernus (Chitarra)
Tormentor (Chitarra)
King ov Hell (Basso)
Sjt. Erichsen (Batteria)

Musicisti ospiti
Daimonion (Tastiere sulla traccia 7)
Micky Faust (Voce sulla traccia 8)
 
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