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Disout - MIEN
24/03/2021
( 880 letture )
I Disout sono una band alternative rock con spunti metalcore nata recentemente, che ha come obiettivo quello di creare un mix originale di suoni rock e metal. I componenti del gruppo provengono da altre band polacche, ma sono poche le informazioni che abbiamo di questi quattro musicisti dell’Est Europa (i quali si ispirano a band come Machine Head, Opeth o Mastodon) e questo vale anche per quanto riguarda il loro nuovo album MIEN, uscito l’8 febbraio di questo anno. Quest’ultimo potrebbe apparire all’inizio come freddo ed eccessivamente digitale a livello di produzione, mentre invece con gli ascolti risulta pienamente trasparente e brillante; addirittura, in alcuni momenti, il disco riesce ad essere autorevole e prepotente grazie alla voce di Darek Dolny, finendo per risultare piuttosto interessante da ascoltare.
Il lavoro dei Disout è sicuramente contraddistinto dall’onestà e dall’intenzione di mescolare elementi provenienti dal metal (in alcuni casi sono presenti anche delle sfumature groove) e dal rock 'n' roll, senza alcun tipo di compromesso. La loro è una tecnica semplice, attuale e qualche volta potrebbero assomigliare ai primi Black Sabbath o ad un gruppo punk. Non stanno tentando di inventare qualcosa di nuovo, ma solo di suonare la loro musica e di esprimere la loro arte con una smisurata quantità di energia ed entusiasmo. È il tipo di musica da ascoltare durante i periodi più bui e negativi, se si è alla ricerca di qualcosa di divertente e piacevole.

Il disco inizia con una forte dose di energia data dalla traccia Blindness, la quale parte con una chitarra un po’ grezza e molto accattivante in grado di produrre, in alcuni istanti, un legame con il passato di ognuno di noi: è una canzone appropriata per la voce di Darek Dolny, il quale ha un timbro decisamente potente, ma che a lungo andare corre il rischio di tediare. Lullaby è un chiaro esempio di unione di melodie provenienti dal rock 'n' roll e dal punk rock, che danno vita così ad un suono accattivante, accompagnato inoltre da un basso e da una batteria capaci di produrre eccellenti ritmi groove metal. Virgin ha un inizio decisamente energico, ma il brano viene danneggiato dal modo di cantare di Darek, che riesce poi a sistemare grazie alla sua potenza e fermezza. Our Desire potrebbe essere considerata come una delle canzoni più apprezzabili, nella quale è presente un riff costante ed un ottimo, seppur breve, assolo. Un suono particolarmente ricercato è possibile ascoltare in All of Them: il riff animalesco è abbinato con una batteria vivace; in questo caso si apprezza molto di più la parte vocale e gli arpeggi di chitarra regalano una ventata di aria fresca al lavoro. Anche Dissonance tiene salda l’armonia e la vitalità, con un’esemplare interpretazione vocale: all’interno di questa traccia si riescono a percepire l’audacia, la rabbia e tutti quei sentimenti che desiderano presentarsi in maniera esplosiva nelle intenzioni della band. Try to Convince Society è una canzone decisamente efficace, a tratti lenta, ma comunque notevole, che trasmette un'atmosfera gradevole e chiude degnamente l'album.

Probabilmente, in futuro, i Disout potrebbero essere presi in considerazione per coloro che non apprezzano particolarmente le continue lotte tra il “nuovo” e il “vecchio” nella musica metal e che sono alla ricerca di suoni freschi e ricchi di energia. Indubbiamente questa band necessita di perfezionare il suo stile in modo tale da distinguersi dagli altri gruppi affini in circolazione, ma comunque è sulla strada giusta. In conclusione, quindi, i Disout, con il loro primo album, si presentano meritevolmente sulla scena rock/metal ed offrono all'ascoltatore un disco in grado di persuadere, grazie soprattutto all’utilizzo di mezzi semplici e allo stesso tempo adeguati.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
54 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2021
Autoprodotto
Alternative Metal
Tracklist
1. Blindness
2. Lullaby
3. Virgin
4. Our Desire
5. All of Them
6. Dissonance
7. Global Orphanage
8. Texture
9. Try to Convince Society
Line Up
Darek Dolny (Voce)
Mateusz Simiot (Chitarra)
Jan Nowak (Basso)
Artur “Artie” Woźniak (Batteria)
 
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