Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Enforcer
Live By Fire II
Demo

The Hirsch Effekt
Gregær
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

13/04/21
ABIGORUM
Vergessene Stille

14/04/21
GRAVEYARD OF SOULS
Infinity Equal Zero

16/04/21
ICON OF SIN (BRA)
Icon of Sin

16/04/21
TEMPLE BALLS
Pyromide

16/04/21
CANNIBAL CORPSE
Violence Unimagined

16/04/21
THE OFFSPRING
Let the Bad Times Roll

16/04/21
DISORDER ASSEMBLY
Combustion Fossil

16/04/21
MONARCH
Future Shock

16/04/21
ENDSEEKER
Mount Carcass

16/04/21
SPECTRAL WOUND
A Diabolic Thirst

CONCERTI

16/04/21
LOUDNESS + GREY ATTACK + THOLA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/04/21
AXEL RUDI PELL
DRUSO - RANICA (BG)

05/05/21
SONS OF APOLLO (ANNULLATO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

07/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

08/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

09/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
TRAFFIC CLUB - ROMA

10/05/21
CORROSION OF CONFORMITY + SPIRIT ADRIFT
LEGEND CLUB - MILANO

11/05/21
DEATHSTARS
LARGO VENUE - ROMA

12/05/21
DEATHSTARS
LEGEND CLUB - MILANO

14/05/21
DISCHARGE + GUESTS TBA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

Acid Mammoth - Caravan
30/03/2021
( 444 letture )
Se il secondo disco dei greci Acid Mammoth ci aveva sorpreso positivamente, tanto da inserirlo nella lista dei migliori dischi stoner del 2020, il terzo album della band formata dalla coppia Babalis (padre e figlio) prosegue nel solco di Under Acid Hoof consolidando gli elementi cardine del proprio sound, ma facendo inevitabilmente diminuire l’effetto sorpresa che ha reso notevole e celebrato il disco precedente.
Appurato subito che i riferimenti principali per il quartetto rimangono gli immancabili Black Sabbath, in questi cinque nuovi brani emerge anche un certo afflato occult rock à la Coven che era meno presente negli episodi passati.
Qualcosa era già trapelato nei tre brani del gradevole Doom Sessions Vol. 2, split album in coppia con gli italianissimi 1782 (da recuperare assolutamente il loro debut album omonimo, oltre al nuovo disco appena uscito), dove entrambe i gruppi hanno contribuito con tre pezzi inediti, ma in questo Caravan quel genere di influenza emerge ancora più prepotentemente, sebbene rimanga soffocata dalla pesantezza dei riff doom.
Il titolo del disco è oltremodo rappresentativo del contenuto e la sempre ottima copertina a cura di Branca Studio completa l’opera con un artwork evocativo ed azzeccato. Durante l’ascolto dei brani si ha infatti la sensazione costante di sentire il suono di una carovana rumorosissima che attraversa il deserto e i rimbombi dei passi dei mammut in copertina scuotono il petto dell’ascoltatore nota dopo nota.
Un moto incessante dunque, che si protrae per i soliti canonici quaranta minuti secchi.

Sebbene bastino le informazioni già fornite finora per farsi un’idea della musica contenuta in Caravan, bisogna comunque sottolineare come gli Acid Mammoth siano dotati di una scrittura funzionale e abbastanza varia, sempre considerati le barriere invalicabili entro cui il loro sound si muove.
La dinamica all’interno dei singoli brani è sfruttata in maniera discreta, lasciando qualche brevissimo momento di vuoto per far respirare le melodie altrimenti oppresse dai riff colanti grasso della premiata ditta Babalis: i greci provano a strutturare le loro composizioni seguendo uno schema già reso noto dagli Electric Wizard nei primi album di carriera, ma il risultato è decisamente meno mefistofelico e molto più orientato verso suggestioni desert-rock di buona fattura.
Ciò che convince e dona un pizzico di personalità in più alla band è l’uso delle linee melodiche di chitarra, spesso armonizzate per terze, come la scuola NWOBHM insegna; se questo potrebbe rendere i brani apparentemente meno pachidermici in realtà ciò non accade grazie al basso possente di Dimosthenis Varikos, sapientemente mantenuto in secondo piano tranne in momenti specifici dove emerge per dare robustezza alle strutture ritmico-armoniche dei pezzi. Sono anche questi semplici accorgimenti che mantengono gli Acid Mammoth al di sopra della media dei gruppi stoner/doom che affollano il sottobosco underground.
Immergendosi dunque nella scaletta di Caravan si viene accolti da una risata spettrale che introduce il primo brano Berserker: il riff irregolare sporcato dal phaser riesce a settare il brano su coordinate cosmiche che si accordano bene con l’artwork di copertina e la coppia chitarristica riesce a far divertire con idee certamente non innovative, ma abbastanza intriganti. È un peccato però che questa influenza cosmica non torni più nel corso del disco; potrebbe essere interessante sentire la band concentrarsi su queste sonorità in un prossimo album.
Si prosegue muovendo la testa, ma senza grossi scossoni emotivi, fino al momento della titletrack; gli undici minuti del brano sono gestiti in maniera ottimale, alternando ripetitività ossessiva e belle armonizzazioni chitarristiche, che debordano dall’impianto stoner/doom di base per introdurre riferimenti metal decisamente più classici. Si parla di sfumature ovviamente, ma queste non stonano affatto nel contesto dell’album ed anzi donano varietà ad un disco che, a questo punto, inizia a diventare fin troppo prevedibile. Gli stop’n’go sul finale, uniti ai bei suoni utilizzati per le chitarre chiudono in bellezza il brano migliore in scaletta.

Gli Acid Mammoth hanno già guadagnato una buona popolarità in questi pochi anni di vita e la loro proposta è ormai consolidata e a quanto pare vincente. Il problema è che, se i primi due dischi del gruppo mostravano tante idee inflazionate certo, ma rivitalizzate con gusto, in questo nuovo Caravan si percepisce un’aura di scontatezza che sovente si trasforma in banalità e questo è un grosso peccato. La band non è comunque formata da sprovveduti e qualche asso nella manica riesce ancora ad estrarlo, ma la speranza è quella di vedere i greci non sprofondare nell’anonimato. Aspettiamo un nuovo disco che confermi il fatto che Under Acid Hoof non fosse una fortunosa meteora stoner.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
73.5 su 2 voti [ VOTA]
No Fun
Venerdì 2 Aprile 2021, 20.56.02
11
@Lizard, ma i Mammoth Grinder e Witchunter hanno significati precisi
Korgull
Venerdì 2 Aprile 2021, 20.34.23
10
@No Fun ti voglio vedere a tutte le date!
Lizard
Venerdì 2 Aprile 2021, 20.31.06
9
Ma anche con Black Elephant, Stone Witch, Witchrider, Witchcraft....
No Fun
Venerdì 2 Aprile 2021, 20.21.19
8
Degli Acid Mammoth comunque ho ascoltato lo split con i 1782 (che potrebbe chiamarsi davvero Mammoth Witch o viceversa, viste le tematiche dei 1782 ) dopo aver ricevuto un cd raccolta della Heavy Psych, mandatomi insieme ad altri acquisti, in cui c'erano brani delle due band. Non mi ci ero soffermato molto ma letta la rece potrei tornarci su. Black Me Out #4, però le streghe alla fine fanno parte dell'immaginario rock metal da sempre, almeno da metà anni sessanta, ma i Mammut invece da dove sono saltati fuori? Boh... @Lizard e @Korgull, sarebbe bello vedervi in tour con Mammoth Grinder e Witchunter
LUCIO 77
Venerdì 2 Aprile 2021, 17.53.50
7
Album "onesto".. Niente di nuovo sotto il sole ma i brani scorrono piacevolmente con una bella carica di fondo.. Non ascolto molto Stoner e quando lo faccio, mi rifugio nei Kyuss, però questo Lavoro non mi ha deluso...
Lizard
Martedì 30 Marzo 2021, 21.02.15
6
Ok, allora avvisatemi che io fondo i Mammoth Witch
Korgull
Martedì 30 Marzo 2021, 20.59.10
5
Allora...sono daccordo con te quando dici che Under Acid Hoof ė superiore, anche in quel caso niente di nuovo sotto il sole ma mi ha fatto godere parecchio, ma sinceramete credo fosse anche l'effetto "novità", nel senso che li ho conosciuti con quel disco, e pur nell suo camminare in sentieri strabattuti, mi ė proprio piaciuto. con questo semplicemente immaginavo cosa mi sarei trovato davanti, non credo che il gruppo punti sull'innovazione, e non sono stato deluso, ma si, forse le composizioni hanno meno mordente...anche se come ho detto li adoro! Quando volete fondiamo una band e la chiamiamo Witch Mammoth 😉
Black Me Out
Martedì 30 Marzo 2021, 19.41.46
4
Mi fa piacere vedere riscontri positivi da parte vostra su questo disco, ma a questo punto devo chiedervelo: se vi piace "Caravan", cosa ne pensate di "Under Acid Hoof"? A mio parere, usando un'immagine aristotelica, anche se la "materia" è la stessa, la "forma" della musica in quel disco è nettamente superiore a quella di questo disco. Mi incuriosisce sapere se sono l'unico a pensarla così. @No Fun sei perdonato, lo so come la pensi su mammut e affini Però sai che è interessante quello che dici? Non saprei dire chi è stato il primo ad usare (ed abusare) dei mammut in ambito stoner... Mi viene in mente che invece un altro termine abusatissimo - witch - potrebbe arrivare da quel magnifico disco dei Melvins del '94: "Stoner Witch". Ma chissà....
duke
Martedì 30 Marzo 2021, 16.19.46
3
...niente di innovativo....ma decisamente un buon disco....
No Fun
Martedì 30 Marzo 2021, 13.01.34
2
Qualcuno sa chi è stato il primo ad infilare un mammut nel nome o sulla copertina o nel titolo di una canzone? Bisognerebbe costringerlo a guardare Dumbo e l'Era Glaciale stile punizione di Arancia Meccanica. Passo. Il buon Alex mi perdonerà.
Korgull
Martedì 30 Marzo 2021, 12.13.51
1
Questi io li adoro....non hanno inventato una mazza, ma li adoro
INFORMAZIONI
2021
Heavy Psych Sounds Records
Stoner/Doom
Tracklist
1. Berserker
2. Psychedelic Wasteland
3. Ivory Towers
4. Caravan
5. Black Dust
Line Up
Chris Babalis Jr. (Voce, Chitarra)
Chris Babalis Sr. (Chitarra)
Dimosthenis Varikos (Basso)
Marios Louvaris (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]