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Evanescence - The Bitter Truth
30/03/2021
( 2918 letture )
Ah, gli Evanescence: famosi in ogni angolo del pianeta grazie ai singoli di punta che hanno segnato più di una generazione, noti anche al metallaro più insospettabile eppure - non che ci sia da stupirsi della cosa - conosciuti davvero solamente da una minoranza ristretta di ascoltatori.
Sì, perché le varie Bring Me To Life, Going Under o My Immortal hanno alle spalle un passato più complesso di quanto ci si immagini, che va ben oltre il 2003 e risale fino alla metà degli anni ’90, quando a Little Rock (Arkansas) due giovani musicisti di belle speranze - il polistrumentista Ben Moody e la timida pianista Amy Lee - si conobbero e decisero di fondare la band. Dalle prime composizioni (le amatoriali demo Childish Intentions) ai due EP (Evanescence e Sound Asleep) si arriva al disco d’esordio Origin, uscito nel 2000 e contenente alcune embrionali versioni delle tracce che sarebbero poi finite su Fallen.
Già, Fallen, arrivato dopo otto anni di dura gavetta e frutto di massacranti sessioni di registrazione, milioni di copie vendute e pietra miliare per i teenager di inizio millennio al pari di Hybrid Theory ma, al contempo, motivo di un vero e proprio accanimento da parte dei soliti tradizionalisti, scioccati e confusi dal successo immenso di una simile proposta sonora. Infatti, come se non bastasse, oltre alle classiche accuse di un sound troppo commerciale, si sono spesi fiumi di inchiostro riguardo l’etichetta da appiccicare alla musica di Amy e compagnia: gothic metal? alternative/gothic rock? solo rock? A mio modo di vedere, Fallen andrebbe collocato in ambito alternative metal oppure, con un afflato di romantica nostalgia mista ad un pizzico di provocazione, potrebbe essere visto come il canto del cigno del nu metal che, ormai morente, calò l’ultimo asso nella manica ammantandosi di una patina gotica fino ad allora estranea al filone.

Andando oltre questi arzigogoli classificatori, bisogna aggiungere che il cammino del gruppo, anche all’apice della fama, è sempre stato lastricato di ostacoli e infinite problematiche interne che ne hanno minato la stabilità e di conseguenza rallentato la produzione discografica. Evidentemente non è facile lavorare con Amy, leader indiscussa che cela, dietro quel viso angelico, un carattere a dir poco fumantino se si pensa che ad oggi è l’unica rimasta della formazione originale con buona pace del “diarca spezzato” Ben Moody, fuori già nell’ottobre 2003.
Tenendo conto di queste tensioni, è più facile capire il motivo della lentezza nella composizione di nuovo materiale (alla faccia dell’essere commerciali, quattro album di inediti in diciotto anni) e il perché Amy, dopo l’uscita del disco omonimo nel 2011, abbia preferito dedicarsi alla carriera solista mettendo la band in secondo piano.
Questo lungo silenzio decennale è stato interrotto solamente da uscite minori (il b-sides and rarities Lost Whispers e le rivisitazioni orchestrali di Synthesis) e dunque è comprensibile l’hype che si è generato quando, tra fine 2019 ed inizio 2020, la cantante ha finalmente annunciato il sospirato nuovo disco, definito come “cupo, potente e reminiscente di certe atmosfere di The Open Door”.
The Bitter Truth è legato a doppio filo alla sua mastermind e alle esperienze traumatiche da lei vissute negli ultimi anni, dalla dolorosa perdita del fratello Robert nel 2018 fino alle paure generate dalla crisi pandemica.
I testi, partendo da un sostrato fortemente autobiografico, si muovono poi in diverse direzioni abbracciando tematiche esistenziali come le dicotomie verità/menzogna, amore/odio o luce/oscurità e, per la prima volta, emerge anche una forte critica socio-politica volta a denunciare le storture del governo americano, colpevole - durante l’amministrazione Trump - dell’ondata dilagante di sessismo e discriminazioni razziali che ha travolto l’intero Paese. Da tutto ciò si evince come la Verità, amara come da titolo, sia una sola: la vita è breve e difficile, ma l’esperienza attraverso il dolore (come già ricordava Eschilo nell’Orestea) è l’unica strada tramite la quale si può raggiungere un’autentica catarsi e accettare sé stessi, ponendo così fine alla seduzione delle illusioni e abbracciando pienamente il nostro Io interiore.
Sul piano musicale le anticipazioni di Amy non si sono rivelate fuorvianti, dato che The Bitter Truth si pone come ideale ponte tra The Open Door e il self-titled, dividendosi tra brani più energici alternative metal guidati dal classico trio chitarra/basso/batteria e altri più inclini ad un rock infuso di elettronica riecheggiante quanto sperimentato nel periodo noto ai fan come le “Steve Lillywhite Sessions”.

Si comincia nel modo giusto con Artifact/The Turn, traccia costruita su un tappeto di synth diafani tratteggianti un landscape sonoro dai contorni fiabeschi che non avrebbe stonato in apertura di Evanescence. La band aumenta d’intensità già dalla seguente Broken Pieces Shine, trainata dalla tuonante batteria di Will Hunt e dal refrain anthemico di Amy, rifulgente di luce e pronto per essere cantato live in piena simbiosi con la schiera di fan adoranti. Le chitarre reclamano e si prendono i riflettori nella meravigliosa The Game Is Over, perfetto brano di alternative metal radiofonico ornato dalla grintosa prova della vocalist che si scaglia contro la maschera intessuta di bugie portata ogni giorno dalle persone, riaggiornando così la celebre Everybody’s Fool.
Lascia senza fiato Feeding The Dark, attraversata dalle sensazione oscure tipiche di Fallen: ansiogeni beats elettronici, riff glaciali e i colpi secchi della batteria accompagnano una stratosferica Amy, capace di squarciare il velo di una notte cupa grazie un refrain tutto giocato su note alte paragonabili a rassicuranti bagliori lunari.
Se non ci soffermiamo troppo davanti alla fragilità melodica di Wasted On You è solo perché quanto segue è un pezzo che rischia seriamente di diventare un instant-classic del gruppo. Better Without You affonda le radici negli episodi più duri di The Open Door e vede la frontwoman regalare una performance incredibile, costruita su melodie calde e gradazioni tonali estatiche culminanti in un ritornello ardente e passionale.
Dalla rievocazione delle battaglie contro l’ex etichetta Wind-Up (responsabile tra l’altro dell’aggiunta della voce maschile in Bring Me To Life) ci si sposta sul versante politico con Use My Voice, inno rock al potere femminile arricchito dalla nutrita schiera di ospiti alle backing vocals tra cui si segnalano le sorelle di Amy, Taylor Momsen (The Pretty Reckless) e Sharon den Adel (Within Temptation).
La ballad Far From Heaven raccoglie l’eredità del passato (My Immortal, Lithium, Lost In Paradise) e commuove per la dedica al fratello Rob: delicate pulsazioni elettroniche, il piano, gli archi, la voce e il cuore di Amy. Non serve aggiungere altro.
Il finale, affidato a Blind Belief, riporta il disco su coordinate alternative metal con sfumature sinfoniche dove Amy, tra le note del piano, le chitarre e gli archi, completa la sua purificazione emotiva con un intenso e profondamente sentito messaggio d’amore, la chiave necessaria per superare il momento buio che stiamo tutti vivendo e l’unica in grado di restituirci la speranza di tornare alla vita come la conoscevamo.

The Bitter Truth sancisce il grande ritorno degli Evanescence dopo un decennio e la lunga attesa è stata ripagata in pieno: l’album convince in ogni singolo passaggio e i richiami al passato, lungi dal configurarsi come mere repliche, forniscono il giusto quid di familiarità che permette di apprezzare ancor di più le nuove composizioni. Finalmente libera dalle imposizioni dall’alto, la band ora agisce come una squadra unita e ciò dà modo a Amy di esprimersi al meglio delle sue capacità tanto nei brani metal-oriented quanto in quelli più inclini al rock, senza dimenticare l’affiorare di un suo lato più ironico e “sbarazzino” fino ad oggi inedito come mostrato in Yeah Right.
In definitiva il quinto album in studio (contando anche Origin) farà sicuramente felici i fan sparsi in giro per il mondo e restituisce un gruppo in piena forma che, a dispetto delle malelingue, ha ancora tanto da dare al mondo della musica.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
78.67 su 28 voti [ VOTA]
Beta
Sabato 10 Aprile 2021, 19.28.12
21
Indigo al 17: hai ragione, non potevo mancare! XD Allora, sto ancora ascoltando il disco a più riprese, ma un'idea me la sono già fatta. Beh, in buona sostanza, sono d'accordo con quanto detto da te nella rece: ottimo ritorno (e qui sono sempre più convinta di come prendersi il tempo per fare musica non possa fare altro che giovare ... questa band fa un disco ogni morte di papa, ma lo fa bene). Questo penso che avrebbe dovuto essere il disco del 2011, che la wind-up aveva bocciato in tronco, e sono contenta che sia finalmente uscito quanto Amy aveva in mente di fare all'epoca (un album con forti influenze elettroniche, che qui ci sono, sono ben presenti e sono ben utilizzate). Sui singoli credo che, in realtà, non ci siano veramente dei pezzi "da singolo": a differenza degli album precedenti, mancano i singoloni gigioni da classifica stile Bring me to Life, Call me when you're Sober e What you Want, cosa che apprezzo molto perché significa che, finalmente, la casa discografica non ci ha messo becco e ha fatto fare alla band (i.e. Amy) quello che voleva. I singoli usciti mi erano piaciuti molto, Wasted on You quella meno singolo di tutte, ma comunque un bel pezzo intenso (folklore: non doveva essere un singolo, Amy ha dichiarato che la hanno scelta solo perché, causa pandemia e quant'altro, erano tutti giù di tono e hanno deciso di pubblicarla come singolo perché in quel momento rispecchiava i sentimenti della band). Far from Heaven pensavo fosse ancora dedicata (come Hello, Like You e The Other Side) alla sorellina morta quando Amy era piccola, non sapevo del fratello, ma l'intensità del pezzo è passata tutta. Il mastering non mi sembra così brutto come hanno sottolineato diversi colleghi (credo che il suono descritto da alcuni come "di plastica" sia non tanto di plastica in sé, ma fatto apposta in quel modo nell'intento di creare qualcosa di molto "elettronico", quindi uso di batterie triggerate, synth un po' pastosi eccetera, ma non mi sembra un difetto); d'accordo invece sul mastering della voce in sé (anche io ho notato che in alcuni punti sembra un po' "soffocata", diciamo così). Bellissimi gli arrangiamenti, si sente che tutta la band ha partecipato alla composizione, creando un lavoro a tutto tondo e valorizzando le parti di tutti gli strumenti. D'accordo sullo spreco di voci nel coro di Use my Voice (pezzo a mio avviso molto bello sia nella musica che nel testo): scomodare Momsen, Den Adel e Hale per un coro mi è sembrato eccessivo e più nell'ottica di "ce le metto giusto per il nome" (con tutto ciò, penso che il coro funzioni benissimo e ci stia da Dio, nonché che sia molto epico, ma potevano tranquillamente arrangarsi con le varie sorelle dei componenti del gruppo senza tirare in ballo nomi di spessore). M.G.: Amy in una intervista in passato aveva dichiarato, rispondendo ad una domanda riguardante cosa pensasse del paragone che molti fanno tra lei e le cantanti metal europee, che lei aveva sentito forse due pezzi di Tarja e finiva lì, quindi non speva come replicare perché non ascoltava tali band. Non so se nel frattempo sia cambiato qualcosa, ma credo che l'amicizia non sia appaiata ad un ascolto delle produzioni delle band in questione Invece sempre stata fan di Bjork e mai negato, tant'è che è da dieci anni che voleva fare roba elettronica con gli Ev (il famoso disco bocciato di cui sopra) proprio influenzata da Bjork (tant'é che poi ha fatto una roba di quel tipo con il suo album solista del 2014, Aftermath). Non aggiungo commenti riguardo al resto della produzione degli Ev perché ho già scritto troppo e perché vado OT XD Nel caso, ho aperto da mo' un topic dedicato nel forum, nel caso ci si vede là
M. G.
Giovedì 8 Aprile 2021, 22.15.16
20
Quest'album è stato creato in maniera nettamente più libera rispetto a quello del 2011, che la stessa Amy ha odiato. The Bitter Truth è ciò che voleva ottenere Amy Lee ed è stata sua la scelta di puntare su un album rock/metal. Il fatto che la piaccia "anche" fare altri tipi di musica non vuol dire che le piaccia fare "solo" quelli; evidentemente le piace spaziare, buon per lei. Oltretutto di sicuro ascolta Within Temptation ed Epica, essendo anche amica delle rispettive cantanti, quindi non credo si limiti a 3/4 band rock Anni '90; che poi la sua artista preferita pare sia Bjork è un altro discorso. Ciò detto, io non ho paura di definire The Open Door uno degli album rock migliori di sempre; e lo dico pur non essendo un fan sfegatato delle band e pur non avendo problemi a criticarla (per me il loro album omonimo è una ciofeca inenarrabile, ad esempio). Se gli Evanescence si fossero mantenuti sui livelli qualitativi di TOD, avrebbero davvero fatto la storia; purtroppo c'è stato un netto calo, ma TBT segna un'inversione di tendenza rispetto all'omonimo. Sui singoli, infine, non posso che concordare.
Indigo
Martedì 6 Aprile 2021, 16.18.50
19
@All I Was, ora si che ci siamo e...in pratica concordo con tutto quello che hai scritto nel tuo ultimo commento! Certo, Feeding the Dark doveva assolutamente essere promosso come singolo, è un pezzo bellissimo, tra i migliori episodi del nuovo disco insieme a Better Without You e Broken Pieces Shine. Vero anche che Amy, in vent'anni e passa di carriera, abbia realizzato poco a livello quantitativo: conosco bene la sua discografia solista e in effetti si tiene ben distante dal rock/metal: gran canzone speak to me, così come l'EP di cover del 2016 con una magnifica interpretazione di It's a Fire dei Portishead o Baby did a bad bad thing di Chris Isaak. No no, pur amando gli Evanescence so bene che non si possono mettere sullo stesso piano di LP, Korn o Deftones, band che come giustamente sottolinei tu hanno influenzato e continuano ancora oggi a ispirare tanti gruppi, anche di generi diversi. Credo però che con questo The Bitter Truth Amy sia riuscita, almeno in parte, ad affrancarsi dalle pressioni della major di turno e abbia realizzato quello che aveva in mente senza particolari compromessi, cosa che invece era successa per il disco del 2011.
All I Was
Martedì 6 Aprile 2021, 8.28.26
18
@Indigo Cercando di essere sintetico ho tralasciato alcuni dettagli importanti che avrei dovuto specificare. NON intendevo dire che The Game Is Over non potessere essere un singolo ma che la scelta dei singoli di punta NON è stata tutto questo brillante ed ho citato la mancata Feeding the Dark che a mio avviso SAREBBE dovuto essere un singolo di punta tanto quanto The Game Is Over. Su Synthesis NON volevo dire che è stato un flop nella qualità del disco in se ma che NON ha generato TUTTO questo entusiasmo poiché rappresenta COME i predenti dischi SAREBBERO dovuti essere ma che, per ragioni di marketing, sono stati ingiustamente imposti in versione sempre Rock/Metal a Amy. Quello che intendevo è che Amy Lee si muove in una direzione (che esclude in linea di massima il rock/metal che NON ascolta più da molto tempo ormai...se non le 3/4 band grunge FAMOSSISSIME anni 90') mentre PER ASSURDO la sua controparte di "one woman band" si muove in un ambito che NON le appartiene più (basta sentire il suo disco solista o canzoni come Speak To Me per rendersi conto che sono due mondi DIVERSI che non ci azzeccano niente l'uno con l'altro). Sono il primo a riconoscere che Amy Lee è brava in quello che fa ma cazzo...questa qui facendo 2/3 dischi in croce è tipo 15 anni che campa di rendita! TALENTO SPRECATO. Comunque alla fine tutti i nodi vengono al pettine...una delle band più famose e popolari dell'era Nu-metal (se NON la band più famosa di tutte insieme ai Linkin Park) che NON ha MAI avuto la possibilità di dire NO alla plastica del capitalismo ed ora è ridotta ad essere una band "revival"...e c'è gente che si ostina ancora a definire questa band al pari di LEGGENDE come Korn, Deftones o Linkin Park stessi...uno spreco di talento e una tristezza infinita mi pervadono ogni volta che sento parlare della povera Amy Lee che è 20 anni che subisce come un animale indifeso le angherie di questo mondo NON proprio artistico. Chissà quanto cazzo ci soffre per questo...
Indigo
Sabato 3 Aprile 2021, 17.06.56
17
@Beta, non potevi mancare qui! Gustati pure il disco con calma e poi fammi sapere la tua opinione in merito Io amo gli Evanescence (e Amy, la mia cantante preferita) e quindi l'aver avuto la possibilità di recensirli è una soddisfazione immensa. @All I Was, le tue disamine sono sempre ricche e ben articolate, peccato che anche questa volta, dopo Amo dei BMTH, ci troviamo distanti. Sul discorso produzione tu, @Bob e @M.G. avete ragione e non si può dir nulla, ma sugli altri punti personalmente non concordo: The Game Is Over a mio avviso merita di essere un singolo; certo Feeding the Dark è tra gli highlight ma la scelta di pubblicare questa traccia non è stata sbagliata. Mi trovi d'accordo su Jen Majura e sull'importanza nel passato di Moody ma assolutamente non su Synthesis: davvero per te è un flop? quello è stato un progetto voluto fortemente da Amy e le rivisitazioni orchestrali a me sono parse convincenti e ispirate. Chiudo su The Bitter Truth dicendo che ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto e di certo finirà nella mia top ten dell'anno in ambito alternative.
Beta
Sabato 3 Aprile 2021, 13.15.56
16
Faccio un commento inutile XD arrivato ieri, non l'ho ancora ascoltato (voglio ricavarmi un momento per mettermi lì con calma, lo stavo aspettando con ansia **). Morale: non ho letto la rece, aspetto di ascoltare bene il disco, poi leggo il parere di Indigo e dei colleghi qui sotto e poi mi rifaccio viva per dire la mia ^^ comunque molto felice di vedere nuovamente una rece degli Ev su Metallized (e, so che non si fa, ma i numerini mi fanno salire l'hype XD ).
All I Was
Sabato 3 Aprile 2021, 12.48.51
15
Disco che è in linea con la qualità sonora (non proprio elevata) espressa dalla band in precedenza ma che ha in più un BOTTO di problemi seri che ne minano la valutazione complessiva. 1) NON ha singoli di punta forti. Per una band che ha SEMPRE operato con una FORTISSIMA impronta POP, avere singoli primari che sono tra i pezzi più deboli dell'intero album NON è una cosa per cui vantarsi. Cioè, aver scelto come pezzo portante The Game Is Over e NON un "classico" come Feeding The Dark è da pazzi! (Almeno Feeding ha un riff di chitarra semplice ma metallozzo e ci riporta ad un sound vecchio stile che in molti conoscono e apprezzano e questo avrebbe dato MOLTA più visibilità al disco secondo me) 2) E' prodotto di MERDA! Una band del genere NON può avere un mix così sbilanciato! La compressione è talmente spasmodica che a parte la batteria ultrapomposa di Will Hunt (che è il batterista ANCHE di un certo VASCO ROSSI), gli altri strumenti diventano di PLASTICA...le chitarre in primis! Na MERDA! 3) Il NON utilizzo della potenzialità della lineup. Seriamente...a che cazzo serve avere una chitarrista mega-ultra virtuosa come Jen Majura e un batterista che MENA come un ANIMALE assassino come Will Hunt, se il disco NON è nato per avere una matrice potente, ruggente e fulminea? Analizzando quello che fa Amy Lee da praticamente tutta la vita...il rock (figuriamoci parlare di metal poi) è il genere più SBAGLIATO per lei! Non mi soprende che avesse da tempo cercato di SVINCOLARSI da quell'aggressività sonora che NON le appartiene affatto pubblicando un lavoro pop-elettronico-sinfonico come Synthesis. Quel disco ha floppato perché rappresenta quello che in realtà è Amy Lee (dolce,melodica,emotiva e riflessiva) ma NON rappresenta quello per cui gli Evanescence sono diventati famosi e per cui sono stati apprezzati dalla maggioranza (che è stato costruito da un certo BEN MOODY). Lei è andata avanti con questo disco facendo finta di essere quello che NON è...e il risultato si vede! Un botto di potenziale INESPRESSO! Chiaro, NON posso dire che sia un brutto disco perché Amy Lee è una PROFESSIONISTA che ha quasi 20 anni di carriera alle spalle...ma che due coglioni! Se non fosse stato per il mio attaccamento al periodo Nu-Metal, con i singoli di punta rilasciati avrei di SICURO SNOBBATO l'album!
albi fuz
Sabato 3 Aprile 2021, 2.23.38
14
Non sono un loro fan ma devo ammettere che e' un ottimo album di qualita'.
Bob
Venerdì 2 Aprile 2021, 16.34.00
13
@Indigo - Grazie mille per la risposta! Tranquillo Indigo, il mio primo commento non era una critica alla recensione, bensì una cosa a mo' di "sono solo io il pazzo?" dato che i rencesori che ne parlano non ci sono, mentre su Reddit vi sono numerose discussioni a riguardo. E' un aspetto che da ex-recensore, chitarrista e produttore amatoriale tengo sempre ben presente, ecco il perché del mio zelo. Fallen è sicuramente più omogeneo qualitativamente (e lì bisogna forse ringraziare Moody). E concordo su EV 3: è sempre stato un compromesso con la Wind Up dopo le session andate male con Steve Lillywhite.
Indigo
Venerdì 2 Aprile 2021, 16.16.15
12
@Bob, il tuo discorso sul lato tecnico della produzione è ineccepibile e anzi, grazie per aver segnalato questi appunti che io non ho affrontato nel testo. Sinceramente ho preferito concentrarmi sulla descrizione storica e sull'analisi delle tracce per far capire ai lettori, fan o meno, come questo sia un grande ritorno di una band spesso troppo criticata senza una reale motivazione. Sul discorso degli altri album: gli Evanescence sono tra i miei gruppi preferiti e Fallen per me è intoccabile; The Open Door è un ottimo disco ma riscontro qualche episodio sottotono che me lo rende inferiore al debutto. L'omonimo invece lo ritengo il meno riuscito della loro discografia, salvo la tripletta iniziale ma il resto non mi ha mai preso tanto, anche considerando quanto detto da Amy, ovvero che è stato riscritto quasi da capo perchè l'etichetta le aveva bocciato il progetto originale a sfondo elettronico. @Imbonitore, vedrai che questo nuovo album non ti deluderà!
Bob
Venerdì 2 Aprile 2021, 13.20.23
11
Grazie @M. G.! Quoto anche per The Open Door, probabilmente il mio album preferito tra quelli degli EV, pezzi come Weight of The World, Lose Control e Sweet Sacrifice non si vedono tutti i giorni. Fallen è la versione “so’ ragazzi” del gruppo di Little Rock (e io lo adoro come un feticcio, ma la seconda prova è nettamente più matura). Concordo anche con la selezione di pezzi migliori: in particolare “Feeding The Dark” è già un classico, per quanto mi riguarda. @Indigo: Probabilmente è esattamente quello che è successo, ma i pezzi da mixare ormai vengono sempre mandati in remoto (anche perché i mixer famosi non amano essere “spiati” mentre fanno i loro barbatrucchi), quindi capisco la situazione ma “la scusa” non regge. Nemmeno per le registrazioni: sono musicisti di professione, indi anche l’home recording non è un'attenuante, dato che con strumentazione entry level si possono fare grandi cose se si sa dove mettere mano. Sono pignolo sul versante produttivo perché vedo ragazzini fare grandi cose su YT con plugin craccati e strumenti virtuali: un gruppo attivo da 20 anni non può permettersi una qualità audio così scadente (infatti odio gli ultimi Iron Maiden anche per lo stesso motivo, ma questa è un’altra storia). E comunque ridatemi Dave Fortman alla console.
Daniele
Giovedì 1 Aprile 2021, 22.38.14
10
Sono un grandissimo fan di questa band da sempre e la voce di Amy dal vivo è notevole . Anche Synthesis l'ho letteralmente adorato e consumato . Ottimo ritorno veramente.
L'ImBONItore
Giovedì 1 Aprile 2021, 16.28.58
9
È sempre stata una band a cui non ho dato gran attenzione, non mi hanno mai detto un granché. Ne carne ne pesce anzi visto cheeeee c'è una frontwoman ne carne ne patata ! Però mi avete incuriosito su questo lavogho. Vedrò di dargli qualche ascoltata
Indigo
Giovedì 1 Aprile 2021, 16.16.50
8
@Bacon, dai ascolto a @Wingo: l'ascolto slegato dei singoli non rende l'idea, il disco va sentito nella sua interezza. Sul discorso produzione l'unica attenuante può essere che, inizialmente, l'idea era di lavorare con diversi produttori e Raskulinecz doveva limitarsi a quattro brani. Poi con lo scoppio della pandemia, abitando in posti diversi (Jen Majura vive in Germania) hanno finito per lavorare solo con lui e ognuno ha completato le proprie parti, se le sono scambiate via internet e poi lui le ha assemblate man mano. Non è una giustificazione ma sicuramente ciò ha influito sul risultato finale. @Vasco, che Amy comandi è un dato di fatto: Ben Moody, oltre ai problemi di salute, ha lasciato perchè in disaccordo con lei riguardo la direzione stilistica da perseguire nel seguito di Fallen. Anche l'addio di Terry Balsamo non è stato esattamente chiaro (anche li si diceva problemi personali però vai a saperlo..) però in generale si, dire che è una one woman band non è sbagliato, senza nulla togliere alla bravura dei musicisti (Will Hunt mi piace molto come batterista).
M. G.
Giovedì 1 Aprile 2021, 2.05.52
7
Bob, AMEN! Louder for people in the back! Davvero, la produzione e il missaggio fanno... come dire... defecare le statue. Imbarazzanti a dir poco. Ed è un peccato perché, tolta la scalbissima "Use My Voice", l'album non è affatto male. Non è certamente al livello di The Open Door, secondo me di MOLTO superiore a Fallen e superato di poco solo dall'eleganza elettro-orchestrale di Synthesis, però è comunque su livelli alti. I singoli, che presi da soli non mi avevano preso per nulla ed erano finiti nel dimenticatoio, nel contesto dell'album acquisiscono senso e vengono affiancati da brani ancora migliori. C'è forse un po' meno emotività rispetto agli album precedenti, ma nel contesto la cosa non mi dà affatto fastidio. Brani come l'aggressiva "Take Cover", l'accoppiata vincente "Artifact/The Turn"+"Broken Pieces Shine", "Feeding the Dark" e "Part of Me" sono ottimo ritorno, soprattutto dopo quella ciofeca oscena che è stato l'album omonimo. Peccato solo per la produzione così sporca e LoFi, che rende le sezioni strumentali confuse e pastose, e la voce quasi registrata da un megafono.
Wingo
Mercoledì 31 Marzo 2021, 21.13.57
6
@Bacon apocalypse:i tre singoli usciti impallidiscono rispetto alle bombe rock/metal contenute nel resto dell'album. Quando lo avrai ascoltato per intero mi saprai dire.
vascomistaisulcazzo
Mercoledì 31 Marzo 2021, 13.21.41
5
Da non fan, questo disco è davvero tanta roba che rimette in riga un genere che poco sopporto come quello dove le cantanti donne recitano messa. Non sono per nulla d'accordo "indigo" nel sospettare che il carattere di Amy abbia influito nel fatto che il gruppo sia una sorta di one woman band con turnisti fissi.
Bacon Apocalypse
Mercoledì 31 Marzo 2021, 11.29.39
4
Ho ascoltato tempo fa I tre singoli proposti dal nuovo album e devo dire che è stata una sorpresa in senso positivo, quando avrò tempo recupererò l'intero album ma se siamo ai livelli dei singoli allora per me l'80 è gradito (Ps: Anche the Open Door a parer mio è un album valido certo non ai livelli di Fallen però secondo me ha anche qualche canzone degna di nota)
Bob
Mercoledì 31 Marzo 2021, 1.17.18
3
Nessuno parla della produzione e del mixaggio amatoriale? Chitarre delle medio-basse fangose inappropriate per il genere, batteria clippata, volumi sballati, voce poco udibile in alcuni frangenti e troppo secca. Il caro Nick ha bisogno di collaborare con mixer esterni come fatto con il precedente album della band e con Korn, AIC e Stone Sour. Tolgo 15 punti al disco per i motivi di cui sopra. Inoltre, scomodare gente di alto calibro per i coretti su un pezzo insulso come "Use My Voice" è sacrilego. E io sono un fan della band.
Halo
Mercoledì 31 Marzo 2021, 0.15.19
2
Non sono loro fan, non conosco nessun pezzo degli evanescence tranne un paio di singoli Ho ascoltato il disco per pura curiosità.. Ma che prodotto ragazzi! Non una traccia sotto tono Gran bel disco di metal moderno, confermo il voto
Wingo
Martedì 30 Marzo 2021, 20.48.38
1
Un grande ritorno, questo degli Evanescence,la voce di Amy Lee e un mostruoso Will Hunt alla batteria fanno la differenza. Era dai tempi di Fallen che la band non realizzava un disco di questo livello. I miei pezzi preferiti: Broken pieces Shine,Better without You, Feeding the dark,ma ogni brano è un potenziale singolo. Classe, melodia e potenza, complimenti alla band.
INFORMAZIONI
2021
BMG
Alternative Metal
Tracklist
1. Artifact/The Turn
2. Broken Pieces Shine
3. The Game Is Over
4. Yeah Right
5. Feeding The Dark
6. Wasted On You
7. Better Without You
8. Use My Voice
9. Take Cover
10. Far From Heaven
11. Part Of Me
12. Blind Belief
Line Up
Amy Lee (Voce, Pianoforte, Tastiere, Programming)
Jen Majura (Chitarra, Cori)
Troy McLawhorn (Chitarra)
Tim McCord (Basso)
Will Hunt (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Scott Kirkland (Programming su traccia 1)
Tiago Nuñez (Programming su tracce 2, 11)
Chris Vrenna (Programming su traccia 10)
Will B. Hunt (Programming)
David Campbell (Arrangiamento d’archi)
Nashville Music Scoring Orchestra (Orchestra)
Deena Jakoub (Cori su traccia 8)
Lzzy Hale (Cori su traccia 8)
Carrie Lee (Cori su traccia 8)
Lori Lee (Cori su traccia 8)
Sharon den Adel (Cori su traccia 8)
Lindsey Stirling (Cori su traccia 8)
Amy McLawhorn (Cori su traccia 8)
Taylor Momsen (Cori su traccia 8)
 
RECENSIONI
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