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Labored Breath - Dyspnea
06/04/2021
( 519 letture )
Abbiamo già incrociato Jamison Kester con i suoi altri side project passati, anche se tra questi solo Void Omnia ottenne una particolare rilevanza nell’underground, col proprio debutto Dying Light: teoricamente risulterebbe anche membro dei Wild Hunt dal 2017, ma ciononostante non figura tra i crediti del secondo album del gruppo, Afterdream of the Reveller, uscito nel 2018. Invece di continuare con quel moniker, cinque anni più tardi Kester ha pubblicato un album con un nome diverso, Labored Breath. Nonostante il nuovo monicker, le aspettative non possono dirsi di certo altissime, almeno tenendo conto dei progetti citati e della qualità delle uscite.

Le speranze di avere fra le mani qualcosa di maggiormente distintivo viene smorzata all’arrivo dell’opener Hypoesthesia, che dopo un inizio con chitarra in eco, salta in sella con blast-beat ossessivi, tremolo insistenti e fraseggi melodici minimali e ripetitivi: praticamente uno scarto del suo progetto Void Omnia, con la differenza dell’uso di accordature maggiormente ribassate e alcuni break tipici del death/doom “occulto” di scuola Incantation e Morbid Angel. Gli arrangiamenti si fanno ancora più astratti, rarefatti e cacofonici in Agnosia, che, escludendo l’oscuro sample parlato intorno al quarto minuto, non starebbe male in un disco dei Portal. Dopo un interludio strumentale di tre minuti, Belie combina le prime due tracce precedentemente estrapolate con più cambi di tempo, mentre la conclusiva Pathogenesis sciorina ritmi molto più lenti e tipicamente doom metal prima di proseguire con i soliti blast-beat ereditati dai Satyricon subito dopo, alternando mano mano soluzioni più lente e più ricercate che risentono di influssi gothic metal anni 90, terminando con inquietanti note di sintetizzatore e chitarra acustica immersi nel riverbero. La produzione è ancora più caotica che in passato, consistendo in una registrazione stereo fortemente asimmetrica che da una parte pompa i bassi e dall’altra si sente un ronzio completamente orientato sulle frequenze alte. La presenza di ben più di due tracce registrate per strumento aumenta la confusione, al punto che si fa fatica a distinguere l’orientamento dei vari strumenti, come se le note venissero da più parti all’improvviso in maniera imprevedibile: un approccio interessante, ma non necessariamente la miglior scelta che fosse disponibile.

Ad eccezione della prima traccia, Dyspnea si differenzia abbastanza dai progetti precedenti di Jamison Kester, risultando decisamente più violento e dedito al violentare l’orecchio dell’ascoltatore. A lungo andare, tuttavia, la propria produzione volutamente difettiva e una certa ripetitività di fondo con soluzioni stra-abusate nel black/death da decenni ne segano le gambe. Con il proprio debutto, Labored Breath si presenta come una proposta asfissiante, melodica solo a tratti e riservata a chi sa pazientemente districarsi attraverso arrangiamenti complessi e cacofonici, ma dubitiamo che altri tipi di ascoltatori ne rimangano interessati o impressionati.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
33.33 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2021
Sentient Ruin Laboratories
Black
Tracklist
1. Hypoesthesia
2. Agnosia
3. Serpent Womb
4. Belie
5. Pathogenesis
Line Up
Jamison Kester (Voce, Tutti gli strumenti)
 
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