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The Hirsch Effekt - Gregær
06/04/2021
( 535 letture )
Direttamente dalla Germania, più precisamente dalla capitale della Bassa Sassonia Hannover, il trio The Hirsch Effekt si è ampiamente distinto negli ultimi anni per la propria originalità unita ad una grande cultura musicale tra passato e presente, con occhio volto però al futuro. Dopo un interessante -seppur non perfetto Kollaps- di metà 2020, eccoli tornare con un interessante progetto finanziato dai fan, un EP di appena 4 tracce tra cui solo un inedito: il suo compito? Quello di riportare tracce dal citato Kollaps e dal bellissimo Eskapist in una vena orchestrale. A farlo Anthony Williams e un ampio numero di musicisti della zona, pronti a riarrangiare il tutto e portarcelo in un’offerta che apparentemente non sembra valere il prezzo del biglietto… sarà davvero così?

Di parole da spendere ce ne sono poche, inutile girarci intorno. Tutto ciò che andrebbe detto riguarda tracce abbondantemente spulciate dai fan o anche solo dai più curiosi, eppure bisogna evidenziare il quid portato in studio dalla band. A partire dalle più “anzianotte” Natans e Domstol, due pezzi veramente brutali. Il vantaggio di portare queste composizioni in un assetto d’orchestra ha fatto sì che tutto quell’impianto di bassi si riempisse ancora di più, donando ad entrambe un valore armonico imprescindibile capace di valorizzare ancor di più il songwriting di due composizioni così veloci, annichilenti -con giri brutal death tanto per capirci- alternate a sezioni hardcore e persino sfumature post metal. L’orecchio più attento ben capirà cosa si intende con pienezza sonora e armonia pomposa, la sensazione che imperverserà durante queste nuove versioni dei pezzi. Kollaps è un pezzo decisamente idiosincratico che continuerà ad esser tale con un fascino liturgico (molto apprezzato dalla stessa band che la utilizzò con intelligenza impensabile per un debutto, proprio in Holon: Hiberno). Gli ottoni poi faranno sì che le sezioni più pacate si dipingano in tonalità jazz, generando insomma un dualismo tra classe e violenza.

Ma andiamo al sodo, l’unico singolo originale presente: la title track Gregær. Tralasciando il videoclip davvero ben realizzato, l’inizio è esplosivo ed estremamente evocativo. Il pezzo si dipana in sonorità sussultanti, sincopi e controtempi eccezionali. Il guitarwork si sposta senza sbavature con il songwriting, capace di valorizzare ogni scelta musicale, fatta di sensazioni variopinte, violenza, colori corvini ma anche estremamente poetici. Il richiamo finale al riff d’apertura prima dell’ultima stanza è un momento di pathos da sottolineare, uno dei momenti migliori per un pezzo che avrebbe meritato moltissimo anche all’interno dell’ultimo album ma che in questo EP spicca come un diamante unico.

Vale allora Gregær il prezzo che si fa pagare? A mio avviso… sì. La reinterpretazione portata in studio dal trio tedesco merita un ascolto con orecchio attento, soprattutto per omaggiare la fatica di una realtà del metal estremo che dimostra ancora una volta di sapere cosa fa e farlo con passione da vendere. Se però non si è particolarmente avvezzi alla loro discografia, nulla di nuovo viene qui presentato, e l’utilizzo di qualche violino -volendo essere grezzi- non innalzerà di certo la qualità in maniera vertiginosa, consigliando allora di volgere l’orecchio altrove.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
68 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2021
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Natans
2. Domstol
3. Kollaps
4. Gregær
Line Up
Nils Wittrock (Voce, Chitarra)
Ilja John Lappin (Voce, Basso)
Moritz Schmidt (Batteria)
Musicisti ospiti:
Anthony Williams (Arrangiamenti orchestrali)
 
RECENSIONI
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