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Dead Neanderthals - Rat Licker
10/04/2021
( 788 letture )
Per qualcuno non sarà certamente un nome nuovo quello dei Dead Neanderthals, duo olandese tutto da scoprire e capire guidato da Otto Kokke al sassofono e Rene Aquarius alla batteria. Non ci sono altri strumenti, non ci sono musicisti ospiti, e se questa breve introduzione può aver già dato idea, assieme alla copertina firmata dall’artista Jonathan Bauerle, di cosa si tratti, beh, è probabile che vi sia venuto in mente l’universo musicale di John Zorn.

Perché sì, gli olandesi come ormai palesano dall’inizio (2010), hanno come punto di riferimento i Painkiller ed i Naked City del sassofonista newyorkese, andando così a mischiare due filosofie sonore tanto distanti quanto potenzialmente accostabili: free jazz e grindcore. Rat Licker è il trentesimo (circa) capitolo di una discografia immensa fatta di album, split, EP e via dicendo che nasce in un momento molto particolare; come per tantissimi altri gruppi, la composizione/registrazione è avvenuta in tempo di pandemia e di chiusura totale, ma non solo:

«2020 has been one of the worst years in recent history: a global pandemic with deadly outcomes, hateful police brutality leading to cold-blooded murder of countless black people and a wack conspiracy theory about a satanic, pederast network of the elite which further derailed society.»

Ispirazione che quindi di materializza in un EP di puro sfogo, esplosivo e fulminante in cui i dodici pezzi non arrivano neanche a dieci minuti. Approccio grindcore insomma, che però si rispecchia anche nelle composizioni stesse. Fin dai primi secondi di Bear Mace si riscontrato ritmiche di batteria che arrivano proprio dal mondo del metal estremo che appartiene a Napalm Death, Nasum, Assuck e compagnia bella, dove però non troviamo chitarre, basso e voce ma solo l’incontrollabile sassofono di Kokke. Non si tratta di una sola traccia di sassofono ma in generale di due, così che mentre una viene usata come solista, l’altra è invece impegnata a fare da accompagnamento aggiungendo un importante elemento ritmico al tutto, tanto che in Cop Meat si parla di un vero e proprio breakdown. La sensazione è ovviamente quella di musica totalmente improvvisata, ma non è così e anzi, specialmente in Restraining Order e Scalp Wounds, le due più “lunghe” del lotto (un minuto e quarantasei la prima, due minuti la seconda) in cui il sassofono si avvicina, a modo suo, ad uno stile più classico. Stesso discorso per la finale Medical Coma, più controllata e musicale se vogliamo, con una linea di sassofono meno imprevedibile e più lineare. Ovviamente a far da padrone sono tutte quelle canzoni-lampo fatte di blast beat e accompagnamenti di batteria grindcore, a cui ogni tanto è possibile sentire un sassofono più distorto che sembra voler emulare una chitarra elettrica. Pur nel loro essere “scarne”, è innegabile che canzoni come Hate Trip, Assault Rifle o Body Count non sfigurerebbero in album grindcore, almeno se ci limitiamo al modo in cui il tutto è suonato e nella loro capacità di risultare distruttive avvalendosi solo di due strumenti.

Rispetto alle uscite più recenti degli olandesi, Rat Licker è un capitolo un po’ a parte, che riporta agli esordi del duo e suona esattamente come uno sfogo, un urlo esasperato che nasce da una condizione fatta di disagio, disgusto e frustrazione non solo personale ma collettiva. Un cambio di passo rispetto ai recenti Cosmic Slime (2020), Blood Ritual (2020) e Ghosts (2019), più meditativi e che si muovevano su coordinate vicine al drone se non addirittura funeral, ma che pur nei suoi soli nove minuti, riconferma la capacità di intrattenere e stupire chiunque si trovi a proprio agio in questo contesto sonoro apparentemente senza regole.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
46 su 1 voti [ VOTA]
Immolazione
Venerdì 23 Aprile 2021, 12.17.36
4
Io gli avrei messo un po' di più come punteggio (qualcosa come 70-72), ma capisco che la breve durata possa aver inficiato sul giudizio. Bell'EP comunque, oltre al paragone coi Naked City sembrano anche una versione grindcore dei nostrani Zu. "Ghosts" però probabilmente è il loro capolavoro.
duke
Domenica 11 Aprile 2021, 14.27.10
3
...zorn suona nei naked city/torture garden....non nei naked lunch...
Kriegsphilosophie
Domenica 11 Aprile 2021, 9.48.23
2
Olandesi, grazie per la segnalazione
gianmarco
Domenica 11 Aprile 2021, 4.39.28
1
tedeschi o olandesi ?
INFORMAZIONI
2021
Utech Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Bear Mace
2. Cop Meat
3. Brain Damage
4. Hate Trip
5. Assault Riffle
6. Restraining Order
7. Scalp Wounds
8. Hollow Tip
9. Bite Marks
10. Flamethrower
11. Body Count
12. Medical Coma
Line Up
Otto Kokke (Sassofono)
Rene Aquarius (Batteria)
 
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