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Drakkar - Chaos Lord
04/05/2021
( 1119 letture )
In giro dal lontano 1995, i Drakkar possono essere considerati una delle realtà più longeve del settore per quanto riguarda l’Italia. Passati attraverso varie vicissitudini riguardanti l’assetto della formazione e come tutti noi, frenati nella propria attività anche della pandemia che nel loro caso ha ritardato l’uscita di questo album, inizialmente prevista per il 2020 (attesa colmata dall’Ep "d’emergenza" intitolato Falling Down), in questa prima parte del 2021 arriva finalmente e a sei anni di distanza dal precedente il nuovo album intitolato Chaos Lord.

Registrata da un po’ la squadra con l’inserimento di Marco Rusconi (Crimson Dawn) alla chitarra, Simone Pesenti Gritti al basso e Daniele Ferru (Abyssian) alla batteria e dopo essersi rivolti nuovamente a Mattia Stancioiu e all’Elnor Studio per la registrazione, i Drakkar hanno messo insieme nove tracce più intro (quest’ultimo decisamente "plasticoso" nei suoni) che si inseriscono perfettamente nel solco della tradizione che li riguarda. Eliminate ufficialmente le tastiere – anche se fanno ancora capolino di tanto in tanto – e puntando a tratti su arrangiamenti massicci, il nuovo parto musicale sembra riallacciarsi a Cold Winter’s Night, con i Drakkar che si confermano band affidabile. Chaos Lord sembra così essere la summa della loro carriera, un prodotto di sintesi tra le diverse sfaccettature della loro musica. L’analisi della scaletta mostra pertanto alcune complessità che emergono solo dopo ripetuti e attenti ascolti. In generale, si notano le variazioni stilistiche che i Drakkar hanno inserito negli anni nel loro tessuto musicale ascoltando l’epicità di Lord of a Dying Race, la capacità di costruire inni al metal di Horns Up!, di maneggiare l’heavy tradizionale in Through The Horsehead Nebula o i sentori thrash nel riff di The Pages of My Life. O ancora il gusto celtico/irlandese di And He Will Rise Again e True to the End, che chiude il lavoro. Come nota riguardante The Battle (Death from the Depths – Part II), ispirata a Valiant, il Guerriero Eterno, segnaliamo come sia da intendere quale seconda parte del brano Leviathan Rising (Death from the Depths – Part I), già facente parte di Cold Winter’s Night, Ep del 2018 già richiamato in precedenza. Gli altri pezzi rimbalzano sicuri all’interno di questo perimetro.

Album che dall’ascolto sembra essere stato scritto alla vecchia maniera, ossia sfruttando le care, vecchie, prove in studio in modo da recuperare un certo flavour da band ormai sempre più raro, che è ben suonato da tutti e prodotto in maniera massiccia rispetto al genere proposto, Chaos Lord soddisferà certamente i fan del gruppo. Niente di nuovo sotto il sole o che possa in qualche modo essere avvicinato al concetto di capolavoro, ma i Nostri manifestano sicurezza nella scrittura, capacità di travasarla su Cd, professionalità generale e tanta passione per uno stile che non si può certo classificare all’avanguardia e come tale, viene talvolta considerato da taluni superato, se non stantio. Un disco che in ogni caso si inserisce coerentemente nella loro discografia, confermando la caratura di una band che difficilmente farà mai brutte figure in carriera.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
71.07 su 14 voti [ VOTA]
AL
Mercoledì 14 Luglio 2021, 12.26.51
7
disco piacevole di una band che non mi ha mai deluso. True to the end e Chaos Lord le considero di una spanna superiori al resto dell'album. ottime le parti di chitarra in generale. Per me siamo su un 70. A fine mese spero di assistere al release party che faranno dalle mie parti.
Aceshigh
Lunedì 10 Maggio 2021, 9.45.30
6
Buon ritorno questo dei Drakkar. Come dice la recensione sul finale e anche il Marchese nel precedente commento, non sono certo la band che vuole rivoluzionare il metal, ma quello che propongono è ben fatto. Metallo bello potente, epico e suonato con convinzione, tre quarti d’ora abbondanti decisamente piacevoli. Pezzi come Horns Up, Firebird, True To The End funzionano alla grande. Voto 78
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 5 Maggio 2021, 17.37.56
5
Voilà, ho notato di essere stato l'unico a commentare il precedente Run with the Wolf e devo ripetere anche qui, le osservazioni fatte per quel disco: non hanno molte pretese ma la loro musica è piacevole. Personalmente trovo più interessanti i loro primi album, Quest for Glory e Gemini, con qualche ingenuità e professionalità non assoluta, forse, ma con un songwriting fresco e ispirato. E bellissime ballad. Mi è molto simpatico il chitarrista Dario Beretta, uno che veramente ci mette passione ed entusiasmo e meriterebbe senz'altro più successo, vista la timeline parallela a gruppi come i Rhapsody. Magari se richiamano la pianista di The Price of Victory... Jusqu'à la prochaine fois.
Adrian Smith
Mercoledì 5 Maggio 2021, 17.20.07
4
In realta’ anche l’eaprdio fu un lavoro fresco e spontaneo. Li riscopriro’
Korgull
Mercoledì 5 Maggio 2021, 6.44.23
3
Questa band negli anni ė migliorata moltissimo, direi anzi che i progressi sono stati costanti, vale sempre la pena ascoltare le nuove uscite. E poi Beretta ė un mito, mi spiace non abbia avuto il successo che gli spettava
Raven
Martedì 4 Maggio 2021, 18.29.45
2
Ecco un commento che avresti potuto risparmiarti.
LAMBRUSCORE
Martedì 4 Maggio 2021, 18.22.58
1
Anni fa veramente scarsi, anzi, inascoltabili, adesso non saprei ma visto i voti dei primi album, direi che sono amici con qualcuno di Metallized.....che pena......
INFORMAZIONI
2021
Punishment 18
Heavy/Power
Tracklist
1. The Dreaming City
2. Lord of a Dying Race
3. Horns Up!
4. Chaos Lord
5. Through the Horsehead Nebula
6. The Battle (Death From the Depths – Part II)
7. And He Will Rise Again
8. Firebird
9. The Pages of My Life
10. True to the End
Line Up
Davide Dell’Orto (Voce)
Dario Beretta (Chitarra)
Marco Rusconi (Chitarra)
Simone Pesenti Gritti (Basso)
Daniele Ferru (Batteria)
 
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