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Locanda delle Fate - Forse le Lucciole non si Amano Più
( 11310 letture )
Forse le Lucciole non si Amano Più, disco firmato Locanda delle Fate, è un lavoro che, oltre a essere molto bello e perciò meritevole di essere ricordato, giudico storicamente importantissimo.

Formatisi abbastanza tardi rispetto al momento migliore del Prog Italiano, Locanda delle Fate (nome che, a dispetto dell’apparenza molto romantica che ben si sposa con la loro musica, è preso in prestito da quello di una casa di appuntamenti) giunge all’esordio discografico solo nel 1977, quindi in quello peggiore per il movimento prog che all’estero stava già subendo il dissacrante attacco del punk, mentre nei nostri confini era già in pieno riflusso a causa del ritorno alla più melensa tradizione canzonettistica.

E forse proprio per queste cause la musica della Locanda può essere considerata come il canto del cigno del prog italiano, ma anche album degno di essere studiato dagli storici della musica in quanto si poggia su un delicatissimo equilibrio tra il prog vero e proprio ed una vena pop -e ricordo sempre che all’epoca il termine era inteso diversamente, ma qui lo intendo nel senso più moderno- che proprio in quel periodo venne indegnamente saccheggiata, violentata e svilita dagli autori Sanremo-Style per immetterne sul mercato delle forme talmente edulcorate che solo chi conosce lo sviluppo di queste vicende non esita a riconoscere, mentre l’ignaro –ed ignavo– pubblico, abituato da sempre a masticare, inghiottire, digerire ed espellere qualsiasi cosa venga loro spacciata per musica, di queste vicende nulla ha mai saputo (chissà mai dovesse cominciare a capire qualcosa e pensare con la propria testa).

Il Romantic-Prog della Locanda poteva contare su una inusuale quanto ben sfruttata formazione a sette, includendo due tastieristi (con Michele Conta più sul piano classico) un chitarrista/flautista e, oltre alla caratteristica e molto evocativa voce di Leonardo Sasso, anche su altre due voci, sicuramente più Pop anni '70.

Proprio nell’uso del pianoforte è possibile rintracciare linee melodiche e modo di suonarle che hanno lasciato tracce che ancora oggi in molti continuano a sfruttare più o meno inconsapevolmente -ad esempio le canzoni tutte uguali degli ultimi anni di Antonello Venditti- ricamando spesso momenti di grande classe, Jazz, Sinfonici, ma anche pregni di un potenziale commerciale che invece la casa discografica non seppe sfruttare per niente, lasciando confinato nell’ambito della critica specializzata il compito di esaltare i meriti della Locanda delle Fate.

Aperto con lo strumentale A Volte un Istante di Quiete, sicuramente prog nel senso stretto , ma col tipico gusto italiano, l’album prosegue con la title-track e qui, oltre agli incroci tastiera-piano ed ai ricami delle chitarre, si cominciano a notare sia la voce di Sasso, sia il lavoro sui testi rivolti a dipingere atmosfere sospese e malinconicamente rivolti a sottolineare quello che il cambio socio-economico della società ci stava facendo perdere come relazioni umane.

Il discorso è ulteriormente approfondito con Profumo di Colla Bianca -niente apologia delle droghe, si tratta proprio della mitica Coccoina con cui appiccicavamo le figurine e che richiama ricordi lontani-

Ombre riposano nella soffitta buia,
Tra i resti di un tempo e i ricami della luce,
Con la polvere trasformano
Libri e quaderni vecchi
E un sogno rimasto a specchiarsi nel tempo,
Tra rovine di un giocattolo.
Profumo di colla bianca, ritrovato qui,
Fantasmi vecchi e nuovi si confondono.

Mille vetri rispecchiano ricordi che un bimbo lasciò.

Raccolgo un libro di immagini sbiadite dalla realtà.


e Cercando un Nuovo Confine:

Mentre voli in alto, in braccio comete venute per te.
Lasci indietro un mondo, miscuglio antico di sogno e realtà.
Fili che non conoscerai, intrecciati, legati a nodi immensi.
Non avrai l'amore, ma la tua pelle non invecchierà.
E rimani un fiore, un fiore che il vento non sciuperà mai.
Sentieri intrisi di linguaggi strani, e malinconia che sempre,
Si dispone chiara dentro noi.
(si dispone in noi)
Dentro noi
(si dispone in noi)


I flauti, cha appaiono discreti in tutti il disco, si sentono più decisi in Sogno di Estunno, una ballata al pari della successiva Non Chiudere a Chiave le Stelle, altre potenziali Hits presso il grande pubblico, per introdurre poi alla lunga suite di Vendesi Saggezza, quasi dieci minuti cupamente progressivi.

Peccato che nessuno se li sia filati, perché gli astigiani erano veramente bravi; riformatisi nel 1993 rilasciarono un live prima ed un discreto album -Homo Homini Lupus- nel '99, abbastanza lontano da questo comunque, ed infine nel 2006 hanno annunciato un ulteriore Cd del quale però non si è più avuta traccia; se siete dei progster romantici e/o semplicemente curiosi di sapere qualcosa in fatto di storia della musica italiana non sprecherete i vostri preziosi soldi rintracciando Forse le Lucciole non si Amano Più, ma forse sono le parole della band stessa, pronunciate in quegli anni, a descrivere meglio cosa fosse la Locanda:


"...la nostra è musica fatta di stati d'animo che vuol suggerire situazioni ed immagini plasmate con arrangiamenti e testi che nascono nello stesso tempo col fine di sviscerare lo stato d'animo dettato dalla musica. I mali che l'uomo riesce ad infliggere a se medesimo ed il dualismo continuo fra sogni-illusioni e realtà-disillusioni sviluppano lo stato confusionale che regna in ognuno di noi, puntualmente rispecchiato nei nostri testi..."



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82.44 su 95 voti [ VOTA]
AlbyBlakk
Domenica 7 Febbraio 2021, 22.16.26
25
gruppo di cui sentii a malapena parlare l'amico che sa tutto di Prog, di cui probabilmente ho letto il nome da qualche parte ma di cui non ho mai avuto nulla e nemmeno li ho mai ascoltati prima. complice questa nuova ristampa in vinile, copertina gatefold, tra l'altro copertina bellissima con colori favolosi, quelli che piacciono a me, dicevo, nuova ristampa ben curata ad opera di Universal Records, lo compro. che dire? tecnicamente sono assai dotati, bravissimi, eccellenti addirittura. il problema è la voce. che non mi coinvolge, non mi piace. e il cantato in italiano per il quale da sempre professo un'idiosincrasia quasi viscerale (eccetto Battisti e pochi altri, ma quella musica non è 'Rock', e quindi ci può stare). Fosse stato un album solo strumentale la avrei adorato, così è semplicemente un buon disco di 'progressive symphonic pop rock'. Poi, certo, tutto il discorso sul fatto sia uscito originariamente nel 1977 e non 3 o 5 anni prima, etc.... concordo! Band interessante, comunque. Voto 73\100
Area
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 13.21.35
24
@Le Marquis de Fremont, a posteriori e dopo essermi documentati (sono nato 9 anni dopo questo disco) posso dirti che il fatto é che questo gruppo e questo dischi a quel tempo in Italia sfuggì a molti... anche qui da noi arrivò la moda Punk e la gente anzi i ragazzi di una musica complessa e con brani lunghi come il Prog (che comunque all'epoca era considerato musica leggera e in Italia era chiamata Pop) semplicemente se ne erano lentamente stufati. Poi diciamoci la verità... la popolarità del Prog in Italia finì esattamente lo stesso anno in cui finì in Inghilterra e sempre per mano del Punk Rock dei Sex Pistols.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 13.08.57
23
Grazie al sempre notevole e geniale Monsieur Raven, ho scoperto questo disco che effettivamente non conoscevo. Nel 1977 usciva Anto/Logicamente degli Area, Rain Dances dei Camel, il primo di Peter Gabriel e Seconds Out dei Genesis, The Quiet Zone deo VDGG, Going for the One degli Yes, Jet Lag della PFM, Come un'Ultima Cena del Banco e Storia e Leggenda delle Orme. Ce n'era quindi, ancora di prog. Non so perché mi è sfuggito questo, forse perché non facevo più caso ai gruppi con questi nomi estemporanei. Veramente un bellissimo disco, dominato dalle tastiere e con ottimo songwriting. Ho però, un po' di perplessità ad addentrarmi negli altri dischi del gruppo. Ho letto giudizi non proprio positivi. Vediamo. Qui, siamo al massimo, un altro esempio delle perle assolute del prog Italiano degli anno '70. Au revoir.
progster78
Martedì 4 Dicembre 2018, 17.05.20
22
Titus Groan..infatti la RAI un tempo passava gruppi grandiosi come il Banco,Osanna,Area ecc...ora solo ciofeche. Area d'accordo con te.
Titus Groan
Martedì 4 Dicembre 2018, 13.48.39
21
Da poco è uscito per la BTF record un bellissimo cofanetto contenente oltre a 2 CD del loro capolavoro, ma soprattutto un DVD che contiene l'esibizione in concerto andato in onda sulla Rai nel 1977. La Rai ha nei propri cassetti delle vere perle dei gruppi prog (pop) italiani, poi però trasmettono teke teke te col peggio del peggio degli anni 70
Area
Martedì 4 Dicembre 2018, 12.46.08
20
@progster78, in effetti questo disco se fosse uscito come minimo 4 anni prima sarebbe stato l'asso pigliatutto della scena... per pulizia di registrazione, esecuzione e melodia non c'é stato niente di simile prima nel Prog Italiano. Quest'album é il perfezionamento finale.
progster78
Mercoledì 20 Giugno 2018, 17.18.57
19
Uscito in un anno dove ormai il periodo d'oro del prog era passato,ma porca miseria brani come la title track ,sogno di estunnno e soprattutto vendesi saggezza dopo quarant'anni fanno ancora venire la lacrimuccia! Bellissimo disco!
Area
Giovedì 23 Marzo 2017, 12.58.41
18
Molto bello sia a livello musicale che grafico. Fortunatamente riscoperto e rivalutato in seguito sia in Italia che in Giappone e in altri paesi. A detta degli esperti é uno degli ultimi capolavori della grande epoca del Prog Italiano, che come giustamente detto in recensione in Inghilterra dovette "cedere il passo" al Punk, mentre in Italia al Pop Rock e alle Canzonette (da confondere con i Cantautori).
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 16.42.18
17
Usciti troppo tardi rispetto alla stagione d'oro del prog non se li filò nessuno. Le ristampe e il tempo hanno reso loro giustizia
Andrea
Martedì 1 Aprile 2014, 22.28.40
16
Pazzesco avere un passato musicale del genere e accedere oggi una radio... mi rattrista sentire la musica italiana odierna, sto disco è favoloso, la title-crack è senza dubbio una delle più emozionanti canzoni prog...
nat 63
Venerdì 7 Marzo 2014, 10.23.07
15
Quando si mettono,anche gli Italiani sanno fare ottima musica,eh?
hm is the law
Giovedì 8 Settembre 2011, 13.37.26
14
Visti dal vivo ieri sera a Roma: semplicemente fantastici
Broken Spirit
Martedì 12 Luglio 2011, 17.59.44
13
"Il canto di un vecchio... Ubriaco e scontento, disinfetta le ansie, che straripano già..." IL DISCO! Un mix tra poesia e melodie che ci fanno viaggiare tra passato, presente e futuro della nostra vita... Fantastico e reale nello stesso tempo... E unico...
Raven
Lunedì 23 Agosto 2010, 15.31.50
12
Tutti i nomi da te citati sono già -assieme a molti altri- nel nostro data base.
Alex666
Lunedì 23 Agosto 2010, 14.02.49
11
Un grandissimo disco, purtroppo per loro pubblicato alla fine del glorioso periodo del prog italiano (Le Orme, Balletto di Bronzo, Rovescio della Medaglia, Metamorfosi, Banco, PFM, giusto per citarne qualcuno). Non ha nulla da invidiare a dischi molto più acclamati e pubblicizzati.
Nikolas
Martedì 17 Agosto 2010, 20.55.45
10
"E' strano sai avere tanta voglia di correre e muover piano i passi per non sciupare l'attimo di libertà", voi ditemi se non si può amare una canzone con una simile frase...
riccardo
Giovedì 14 Maggio 2009, 18.49.12
9
un disco stupendo, tra i migliori del prog italiano, che avrebbe meritato molto di più rispetto a quello che ha ricevuto. la title track merita di stare tra le migliori 20 o 30 canzoni italiane di sempre
Nikolas
Giovedì 13 Marzo 2008, 16.52.00
8
Ho sottratto l'album a mio zio (che bello avere un zio con una vecchia passione per il prog) e l'ho ascoltato a lungo.. davvero favoloso. Atmosfere magiche, Vendesi Saggezza e la title-track tra tutte
Francesco Raven
Venerdì 28 Dicembre 2007, 20.57.58
7
Seminale x il poppaccio italino di fine 70's!?
Yossarian
Venerdì 28 Dicembre 2007, 11.41.57
6
Beh seminale nn direi, siamo nel 77 e queste cose erano già state fatte, cmq ottimo platter!
Arakness
Giovedì 27 Dicembre 2007, 13.46.03
5
Seminale!
Francesco gallina
Martedì 18 Dicembre 2007, 18.42.59
4
Un Bignami della mia recensione
MKh979
Lunedì 17 Dicembre 2007, 15.13.51
3
Un disco che tengo ben custodito da diversi anni, veramente ben suonato e con degli arrangiamenti contorti e studiati, come il classico prog dei '70 voleva, ma molto orecchiabili e di facile assimilazione. Indubbiamente un pezzetto di storia della VERA musica italiana. DA AVERE ASSOLUTAMENTE
francesco gallina
Lunedì 17 Dicembre 2007, 11.35.35
2
Dovresti trovare l'edizione in cd con una bonus track
Nikolas
Domenica 16 Dicembre 2007, 18.40.39
1
Eheheh l'avevi detto e l'hai fatto!! Devo proprio procurarmelo *_* Quante bel prog ha sfornato l'Italia *_*
INFORMAZIONI
1977
Polydor
Prog Rock
Tracklist
1. A Volte un Istante di Quiete
2. Forse le Lucciole non si Amano Più
3. Profumo di Colla Bianca
4. Cercando un Nuovo Confine
5. Sogno di Estunno
6. Non Chiudere a Chiave le Stelle
7. Vendesi Saggezza
Line Up
Leonardo Sasso - voce
Ezio Vevey - chitarra solista, voce
Luciano Boero - basso
Giorgio Gardino - batteria
Alberto Gaviglio - flauto, chitarra, voce
Michele Conta - pianoforte, tastiere
Oscar Mazzoglio - tastiere
 
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