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Blacklace - Unlaced
( 1501 letture )
Da un po’ di tempo a questa parte la sezione Classici di questa webzine, complice anche l’entrata in squadra di forze fresche e preparate, ha allargato i suoi orizzonti a dischi non propriamente metal, ma che sicuramente meritano di essere analizzati e ricordati a beneficio dei posteri, il tutto ha però un po’ ridotto la proposta di dischi più tradizionali, (almeno secondo i nostri canoni), di gruppi che solo , forse, pochi aficionados dei tempi che furono si ricordano, voglio allora ritornare a trattare di questo argomento riaccendendo i riflettori su un’altra band che ha lasciato un preciso ricordo nelle menti di chi ha vissuto i mitici 80’s, i Blacklace.

Formatisi a NY in piena esplosione glam, cosa che si nota immediatamente guardando l’immagine della cover, i Blacklace in realtà erano in grado di picchiare più duro della media del glamster americani, e non a caso il loro album d’esordio fu stampato dalla Belga Mausoleum, un altro nome che farà battere i cuori di chi ha più di 30 anni, e , udite udite, fu co-prodotto da un tizio ancora molto giovane che si stava già ritagliando un suo spazio nel metalrama internazionale, e che rispondeva al nome di Ross the Boss – coadiuvato in ciò da Jeff Waxman, quest’ultimo impegnato anche alle tastiere - nome questo che forse taluni di voi avranno già incontrato.

Non che “Unlaced” fosse privo di situazioni prettamente glam, ne sono prove canzoni come “Hot for you”, “I like to Rock” e “Run for your life”, ma , come detto, c’era anche da fare del buon sano, vecchio, caro headbanging con cose molto più British oriented come l’opener “March of the black witch” e la successiva “Call of the wild”, con la singer Maryann Scandiffio – si, una vocalist, merce molto rara all’epoca, niente a che vedere con quelle delle band Gothic odierne - a graffiare con la sua voce ed il suo aspetto che vanno a fare il paio con quelle della vocalist degli Acid, band recensita un po’ di tempo fa, che a guardarle davano l’idea che fare delle avances non richieste poteva portare a rischiare l’incolumità fisica, ma in compenso se c’era da pulire un carburatore si era a cavallo; oltre al lei ed il batterista Steve Werner, i fratelli Fragnito completavano una line-up che faceva sospettare discendenze non proprio da nativi americani.

La Scandiffio era veramente aggressiva, simile a Joan Jett nel fisico e potente e drammatica, per quanto molto grezza, nel timbro vocale, piazzava botte pesanti anche in “Damn Cheater”, per ammaliarti poi nel party continuo di “Runner in the night” e “Devil in disguise”, discreto il resto.

Maryann è rimasta tenacemente attiva anche dopo la fine dei Blacklace orbitando attorno al pianeta Kiss, con un paio di buoni demo prodotti da Ace Frehley all’inizio degli anni 90, con la collaborazione in un pezzo di Burt Bacharach, (!), fino ad arrivare a riformare i Blacklace in formazione originale nel 2004 e registrare un album in pre-produzione che però, per quanto ne so, non è mai uscito.

Anche qui nulla di epocale, ma un altro di quei gruppi che sarebbe un peccato che nessuno ricordasse, perché sono questi i veri testimoni dell’epoca.





VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
28.47 su 23 voti [ VOTA]
The Nightcomer
Giovedì 20 Settembre 2012, 20.07.22
3
Anche questo vinile ha trovato posto nella mia collezione. Peccato che questi dischi passino quasi inosservati (se si escludono i soliti troll dal voto basso facile, naturalmente) dai lettori della webzine. Analisi e voto sostanzialmente condivisibili.
Francesco Raven
Giovedì 3 Gennaio 2008, 20.08.50
2
Esatto, ed in ogni caso 58 è fuori dal mondo.
Yossarian
Giovedì 3 Gennaio 2008, 15.35.47
1
Ascoltato, bello veramente. Forse adesso suona un pò troppo retrò, ma mi ricordo i tempi in cui questi dischi erano trattati quasi con venerazione!
INFORMAZIONI
1984
Mausoleum
Heavy
Tracklist
March Of The Black Witch
Call Of The Wild
Damn Cheater
Runner In The Night
Devil In Disguise
On The Attack
Born To Raise Hell
Hots For You
Nightmares
Line Up
Maryann Scandiffio - vocals
Carlo Fragnito - guitar
Anthony Fragnito - bass
Steve Werner - drums
 
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