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Panopticon - ...and Again into the Light
21/07/2021
( 1569 letture )
La scena black metal statunitense non spicca certo come quella scandinava, specialmente in termini storici, ma ha una pletora di nomi degni di nota dove oggi a risaltare vi sono sicuramente i Panopticon del polistrumentista Austin Lunn, unico membro effettivo di questo intrigante progetto giunto ormai al decimo album. Tutti i lavori e il songwriting di Lunn, compreso ...and Again into the Light hanno in comune le stesse tematiche come il viaggio spirituale, realtà oscure e sconnesse tra di loro, l’amore e il rispetto per la natura ma soprattutto la repulsione per ciò che ci circonda. Il tormento infinito di Lunn è sempre alla base di ogni sua composizione.

...and Again into the Light è un viaggio introspettivo senza meta, parla del legame indissolubile tra uomo e natura, quell’indole selvaggia e primitiva che aleggia sopra ogni cosa. Un lavoro eccellente, in assoluto uno dei migliori confezionato a dovere, privo di ombre e lati oscuri, di una trasparenza unica e forse rara, Lunn riesce sempre a stupire e reinventarsi, il suo messaggio di pace e libertà è sempre molto esplicito e Il black metal da lui proposto è un emozione senza fine, carnale e viscerale fino al midollo, un metal nero che mischia melodie pagane a chitarre e batteria violente e furiose che diventano un vero e proprio crescendo di emozioni belle ma anche strazianti. I Panopticon fondono quel giusto mix di suoni e culture dove evidente è la matrice europea del sound tipico dei Primordial e dei Drudkh, e dei loro connazionali Agalloch, sono in assoluto la band americana che riesce a miscelare al meglio elementi folk a quelli post black metal. La produzione di …and Again into the Light è ottima come quella di tutti gli album precedenti e ancora una volta è Lunn ad essersi occupato della parte compositiva, strumentale e vocale, quest’ultima sempre pulita, evocativa ed eccelsa. In questo disco troviamo il magico contributo di Patrick Urban e Charlie Anderson, rispettivamente al violino e al violoncello. Altro elemento di spicco in linea con la mente del progetto è il soggetto dell’artwork: un prato fiorito illuminato dal sole ed una zona di ombre e spine che rappresentano al meglio il tema dell’album. Ma entriamo nel vivo di questo viaggio introspettivo e solitario di …and Again into the Light con una titletrack di matrice folk e romantica, una delicata introduzione intimista e malinconica dove gli archi si fondono alla perfezione ad una chitarra acustica, seguiti dall’atmosfera di Dead Loons tipicamente black metal, con riff distorti, cadenzati e cattivi che si alternano a sezioni melodiche di violino che rendono il brano maestoso. Soavi archi aprono la selvaggia e primordiale Rope Burn Exit, anche qui vige il contrasto tra malvagità e romanticismo. A Snowless Winter, dodici minuti di struggenti emozioni, odio puro e disprezzo fanno da sfondo ad una composizione perfetta. Moth Eaten Soul è disordinata e confusa, quasi disorganizzata con un’andatura senza schemi con riff spediti che decelerano spesso in un doom claustrofobico, As Golden Laughter Echoes (Reva’s Song) è un bellissimo interludio strumentale, una parentesi acustica che regala all’ascoltatore il suono bucolico di un banjo e di un mandolino. La contaminata The Embers at Dawn in stile Sólstafir ci riporta in una natura aggraziata dal sapore Rock/Ambient molto leggero e sofisticato, chiude l’album Know Hope, un brano che sigilla il patto tra natura e black metal primordiale, un bellissimo sogno ad occhi aperti.

…and Again into the Light, non è solo un disco ai limiti della perfezione, ma è da annoverare come uno dei migliori viaggi ascetici dei Panopticon. Austin Lunn ha decisamente dato il meglio in questo disco, un’ascesa compositiva completa che conferma la maturità del polistrumentista del Kentucky, evidenziate nei settantuno minuti di pura semplicità emotiva. Tuffatevi quanto prima in questo mare non troppo freddo di emozioni contrastanti e fatevi trasportare in riva dalle note di questo impareggiabile full length.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.25 su 4 voti [ VOTA]
Lord Vonatar
Lunedì 30 Agosto 2021, 19.05.09
19
mah non so..a me ricorda tanto i Saor...per certi versi. E li detesto. Sarà un mio limite. Comunque voto 10 (da stampare e appendere in bacheca) al commento n.4, quello di LisaBlack \m/
Salvo
Martedì 3 Agosto 2021, 19.21.43
18
Boh, a me pare un polpettone...
Ferro
Sabato 31 Luglio 2021, 21.01.09
17
Credo che pochi gruppi siano così facilmente distinguibili per identira e coerenza della loro proposta. A me dei panopticon e’ piaciuto tutto, dal bluegrass di Kentucky, all’intera parte acustica di the scars.. trovo anche particolarmente perspicaci i testi e la capacità di fondere natura intimismo disperazione e violenza. Con tutto il rispetto, una spanna sopra tutti gli altri esponenti (wotr compresi ) del cascadian (inteso come concetto di ispirazione musicale (thoureau, natura ecc più che di area strettamente geografica).voto 85. Vae victis! Ferro
Ferro
Sabato 31 Luglio 2021, 20.58.48
16
Credo che pochi gruppi siano così facilmente distinguibili per identira e coerenza della loro proposta. A me dei panopticon e’ piaciuto tutto, dal bluegrass di Kentucky, all’intera parte acustica di the scars.. trovo anche particolarmente perspicaci i testi e la capacità di fondere natura intimismo disperazione e violenza. Con tutto il rispetto, una spanna sopra tutti gli altri esponenti (wotr compresi ) del cascadian (inteso come concetto di ispirazione musicale (thoureau, natura ecc più che di area strettamente geografica).voto 85. Vae victis! Ferro
LUCIO 77
Venerdì 30 Luglio 2021, 21.37.36
15
Ascoltato e riascoltato.. Dal mio punto di vista questo Musicista è arrivato ad un punto che qualsiasi Album che pubblica, non delude Chi ha apprezzato le precedenti Uscite...
Dark_Nebula
Mercoledì 28 Luglio 2021, 14.59.57
14
Grazie Lisablack
lisablack
Martedì 27 Luglio 2021, 17.23.47
13
Io te li consiglio tutti.. In particolare Road to the north e Kentuchy
Dark_Nebula
Martedì 27 Luglio 2021, 17.03.18
12
Ascoltarlo in questi giorni piovosi che accompagnano questa estate anomala è la cornice perfetta per questo album. Davvero ben fatto dal punto di vista artistico, avrei qualcosa da ridire sulla qualità della produzione non proprio cristallina, ma lo reputo un fattore secondario. Quale album mi consigliereste per questa band/progetto di Lunn?
No Fun
Domenica 25 Luglio 2021, 9.04.10
11
Ciao Lucio, tutto bene, grazie. Sotto ho scritto "devo recuperarlo", ma, appunto per rispondere a Jan Hus, è una parola. Sul sito della Bindrune è sold out sia il CD che il vinile, sul Bandcamp di Panopticon è disponibile solo in formato digitale. Su discogs si trova a prezzi folli. Aspetterò, intanto prenderò il digitale.
Jan Hus
Sabato 24 Luglio 2021, 22.00.23
10
Ma qualcuno è riuscito a mettere le mani su una copia fisica o l’abbiamo tutti sentito a scrocco? Album molto bello, come gli altri.
LUCIO 77
Venerdì 23 Luglio 2021, 21.28.08
9
Ciao No Fun come stai? Mi ricordo quando si parlava dei Bell Witch e raccontavi di un Viaggio con Tua Mamma.. Mi è sempre rimasta impressa questa Cosa.. Quando la Musica lascia il segno...
Le Marquis de Fremont
Venerdì 23 Luglio 2021, 13.55.19
8
Come quasi tutta la produzione di Panopticon, anche questo nuovo album è più che eccellente. Come accennato nella ottima recensione di M.me Vampyria, le atmosfere e la varietà delle sonorità che rimangono sostanzialmente black ma contaminate, sono uno dei punti di forza di questo album. Un songwriting assolutamente vario ma sempre di ottima fattura e tutt'altro che un "pastone confuso". Dead Loons, A Snowless Winter e The Embers at Dawn, pur diverse tra loro, le mie preferite. Artista di cui bisogna avere tutto, dall'omonimo album del 2008 ai vari split a questo capolavoro. Al top delle uscite del 2021, a mio parere. Jusqu'à la prochaine fois.
No Fun
Venerdì 23 Luglio 2021, 11.52.45
7
Devo recuperarlo. Da quel che ho sentito anch'io non grido al miracolo, per me la sua fase migliore è quello di Social Disservices e Kentucky, sia musicalmente che concettualmente per le tematiche originali in ambito black. Però anche questo è un album particolare, più intimista e legato a vicende personali nel concept. La recensione mi attira parecchio e anche quello che dice @Black Me Out sul "pastone confuso" mi incuriosisce, paradossalmente, purché non significhi che è noioso. Ripasso.
Immolazione
Venerdì 23 Luglio 2021, 9.52.32
6
Bello, ma secondo me non al livello dei veri capolavori di Panopticon (che per me sono "Kentucky" e "Roads to the North"). In generale comunque è uno dei progetti black/folk più solidi di tutta la scena
LUCIO 77
Giovedì 22 Luglio 2021, 21.34.38
5
Questo lo ascolterò appena possibile, ma concordo con Black Me Out.. L' Album da Lui citato, lo ho ascoltato tramite suo Consiglio.. A prescindere dal Genere, E' Bellissimo!!
lisablack
Giovedì 22 Luglio 2021, 20.55.48
4
Tutto il black metal è intelligente.. Specialmente Mayhem e Burzum🤘
duke
Giovedì 22 Luglio 2021, 16.08.50
3
...finalmente...un po' di black metal "intelligente"......
lisablack
Giovedì 22 Luglio 2021, 7.58.57
2
Album bellissimo come del resto tutto ciò che riguarda i Panapticon.. 85 e anche più.
Black Me Out
Mercoledì 21 Luglio 2021, 22.39.58
1
Io ritengo che "The Scars of Man on the Once Nameless Wilderness” rimanga di gran lunga superiore a questo album, ma in quel caso è l'idea stessa alla base del doppio disco ad essere vincente e per questo motivo penso che quell'album sia il capolavoro totale di Panopticon. In questo caso specifico gli ingredienti tipici di Austin Lunn ci sono tutti e sono tutti mescolati alla perfezione, anche se la produzione qui pecca su diversi aspetti (che personalmente negli scorsi album notavo meno e di conseguenza mi "infastidivano" meno) e rende il tutto un pizzico meno gradevole, dando l'idea di un pastone confuso in più di un'occasione. Rimane comunque per i miei gusti un disco da 8 pieno, sicuramente da assimilare con calma, ma per certi versi più accessibile di altri capitoli di Panopticon.
INFORMAZIONI
2021
Bindrune Recordings
Folk/Black
Tracklist
1. ...and Again into the Light
2. Dead Loons
3. Rope Burn Exit
4. A Snowless Winter
5. Moth Eaten Soul
6. As Golden Laughter Echoes (Reva's Song)
7. The Embers at Dawn
8. Know Hope
Line Up
Austin Lunn (Voce, Chitarre, Basso, Batteria, Tastiera, Banjo, Mandolino)

Musicisti ospiti:
Charlie Anderson (Violino)
Patrick Urban (Violoncello)
Erik Moggridge (Voce nella traccia 7)
Jan van Berlekom (Voce nella traccia 7)
 
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