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Erra - Erra
02/08/2021
( 1844 letture )
La conferma definitiva di una band in costante ascesa ora finalmente approdata al vertice e dotata di tutte le qualità per restarci.

Chiamatela come volete - maturità o consacrazione - sta di fatto che per gli Erra il momento propizio è giunto e il quinto album in studio della carriera rappresenta il coronamento di un percorso ormai decennale: la scelta del titolo omonimo suona infatti come una dichiarazione d’intenti, un modo per esplicitare fin da subito il fatto che in gioco ci siano l’identità e il credo stilistico dei musicisti, consapevoli di aver creato un disco realmente accostabile all’impegnativa nomea di capolavoro.
Erra, tramite una rielaborata stratificazione dei vari punti di forza insiti in ognuno dei full-length precedenti, offre una mirabile versione di modern metal ramificata in un progressive metalcore foriero di notevoli qualità tecniche intrecciate ad una potenza ferale e calde melodie emozionali, il tutto immerso in un landscape sonoro capace di mantenere in perfetto equilibrio l’indole cyber-futuristica dell’impianto strumentale e la dualità fisica delle voci.

Lo scenario avanguardistico disegnato dal gruppo ha come punto d’accesso l’epifanica Snowblood, fine esempio di metalcore progressivo ultramoderno costruito su serpentine industriali di synth, terremotanti breakdown, chitarre ibridate col djent e un fluido assolo dal taglio bionico; ad incastonarsi su simili ingranaggi troviamo il possente growl di Cavey alternato alle linee vocali del chitarrista Jesse Cash, avvolgenti e intrise di notevoli screziature rimandanti all’essenza agrodolce dell’emo.
Gungrave, la chiave di acceso al main frame, stupisce per l’abilità nel calibrare la veemenza metalcore delle harsh vocals e dei breakdown cibernetici con degli stacchi eterei che fanno da anticamera ai refrain siderali della seconda voce.
Altro sicuro highlight del platter è la successiva Divisionary, accorato monito sul potere catalizzante della tecnologia ormai assurta a divinità del mondo contemporaneo. Figlia delle atmosfere sognanti di Drift, la traccia si muove leggiadra tra chitarre digitali, lo sferragliare metallico del basso e gli acquerelli sonori elaborati dai sintetizzatori, fondamentali per far risaltare le melodie cristalline di Cash al cui fascino è sempre più complicato opporre resistenza.
Ritmi maggiormente ponderati caratterizzano Electric Twilight (ispirata alla foresta giapponese dei suicidi Aokigahara) e Shadow Autonomous, quest’ultima in particolare intenta a valorizzare il lato prog-oriented per mezzo di chitarre liquide e raffinate che scortano con classe i botta e risposta fra i due singer terminando la composizione su delicate note acustiche.
Oltrepassando il solido prog-core munito di breakdown spezzato e riff in graduale fade-out di Scorpion Hymn si giunge alla poetica Lunar Halo, dove la potenza immaginifica delle parole si pone sullo stesso livello della musica: un ricercato vocabolario riguardante corpi celesti e fenomeni astronomici si lega a doppio filo all’eleganza progressiva della strumentale, al growl di Cavey e alle clean vocals in gran parte manipolate di Cash, acquisenti nell’occasione un tono quasi robotico.
Sensazioni tattili irradiano l’estatica Vanish Canvas, brano capace con la sua armonia di bucare il concetto di materialità ed aprirsi al richiamo della fisicità labile dell’universo riapplicando alla meraviglia ancora una volta la lezione di Drift al pari della “gemella” Eidolon, una variopinta tela affrescata con i meravigliosi colori prodotti dalla sinergia inestricabile fra chitarre e sezione ritmica e rinfocolati dai toni accesi e sgargianti della componente metalcore.
Le due anime della band si specchiano poi nella policroma Remnant, intersecata da chugging guitars, breakdown e harsh vocals da un lato, briosi synth, melodie pulsanti e guizzanti special prog/djent dall’altro; un’eccellente testimonianza della maestria di questi cinque talentuosissimi americani.
La conclusione di un lavoro di siffatta caratura viene affidata a Memory Fiction, prima traccia con il solo Cash dietro al microfono: l’attitudine -core evapora e lascia spazio ad una performance da pelle d’oca imbastita su dolci effluvi elettronici e sulle ormai ben collaudate sonorità ai confini tra prog e djent, ideali per far risaltare il timbro vocale dalle accentuate tinte emotional.

Attraverso questo self-titled, gli Erra si impongono come legittimi padroni della scena progressive metalcore in virtù di un album sbalorditivo sotto tutti gli aspetti, dall’eccelso songwriting all’alchimia dei due cantanti fino ad includere lo sfoggio di tecnica, l’impeccabile produzione hi-tech di Carson Slovak e Grant McFarland e la profondità dei testi, volti ad indagare con grande cognizione di causa temi quali la salute mentale, le lacerazioni provocate dai cambiamenti, il già citato abuso della tecnologia, il conflitto d’identità e l’importanza di saper sfruttare al meglio il tempo a propria disposizione.
La somma di tali fattori fa sì che il disco vada dunque considerato come una delle migliori uscite modern metal recenti e un appuntamento imperdibile per gli appassionati del prog-core che, senza timori di smentite, lo collocheranno sicuramente al primo posto nelle classifiche di settore stilate alla fine dell’anno: in sintesi, un nuovo folgorante instant classic.

Modernity seems to amplify the boundaries of your heart.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
74.03 su 28 voti [ VOTA]
Ser J
Lunedì 13 Settembre 2021, 16.30.22
24
Boh, mi sembrano i linkin park
metalgio67
Venerdì 20 Agosto 2021, 22.50.40
23
Semplicemente Bellissimo
All I Was
Mercoledì 11 Agosto 2021, 23.07.26
22
Questo disco è una MINA cazzo! Questo album è senza dubbio il miglior lavoro della band e permette agli ERRA di essere considerati a pieno titolo tra i RE del genere. Il disco si presenta sotto forma di una struttura quasi "metalcore/Djent" ma con elementi MOLTO interessanti che rendono questo disco (e questa band) privi dei cliché classici che si hanno per altre band magari bravi ma MONOTONE. La tecnica compositiva del chitarrista è MICIDIALE (tapping anche nei riff, salti di corda assurdi, pochi assoli ma fatti come cristo comanda, palm mute precisi al millimetro dove serve...)...insomma, sul lato tecnico e di composizione Jesse Cash sfodera tutto il suo lato prog per creare connessioni sempre sensate e passaggi sempre interessanti tra una sezione e un'altra all'interno dei pezzi. L'utilizzo di synth e di parti ambientali rendono le transazioni tra versi, rit, intro e parti finali più efficienti, i testi NON fanno gridare al miracolo ma perlomeno sono decenti e COERENTI con ciò che le singole canzoni offrono e le voci sono sempre al top. L'alternanza tra i growls e le voci pulite in pieno stile pop nei rit ci sono eccome, tuttavia non mancano contorni più variegati che denotano l'azione vocale COMBINATA del cantante principale e del chitarrista/cantante Jesse Cash che evocano melodie sempre nuove, interessanti e costantemente in movimento (nonostante il genere i rit non si ripetono tra canzone e canzone e si ha una certa "unicità" nel racconto vocale dei pezzi). Band che ho sempre apprezzato ma che già dal precedente disco (Neon) aveva fatto un salto di qualità PAUROSO. Questo disco, indipendentemente dai gusti, è un disco PERLOMENO da ASCOLTARE anche se vi fanno schifo i ritornelli pop poiché musicalmente è composto proprio ad arte
LUCIO 77
Lunedì 9 Agosto 2021, 3.36.32
21
Grazie ad Entrambi per i Consigli.. Alla prossima...
Indigo
Domenica 8 Agosto 2021, 20.35.14
20
@Lucio, se vuoi in archivio c'è la recensione di un loro disco fatta dal buon Lizard, potresti iniziare da lì per vedere se ti piacciono. Ah, bene, un'altra bella lista di @Transcendence: allora, qui non è semplice districarsi fra le classificazioni perché il -core unito al pop punk io l'ho sempre chiamato come fanno gli americani easy-core (tipo new found glory) e i re indiscussi sono gli a day to remember; invece gruppi come primi Weezer, Get Up Kids o Jimmi Eat World li ho sempre etichettati come seconda ondata emo, ovvero quella banalmente considerata come indie-emo e non mi ha mai fatto impazzire, visto che preferisco di gran lunga la Third Wave. Ah, @Lucio, nel caso non l'avessi ancora fatto, sentiti assolutamente gli altri dischi degli Erra, in particolare Augment e Drift: il primo più violento, il secondo più melodico e sognante ma entrambi di altissimo livello.
Transcendence
Domenica 8 Agosto 2021, 19.09.49
19
@ LUCIO 77: I Saosin (nome che non sentivo da una decina di anni) facevano parte della nicchia Emo-core anni 2000 di matrice pop punk che aveva anche un discreto successo radiofonico, ne facevano parte anche AFI, Alkaline Trio (il cui cantante Matt Skiba ora sta coi Blink-182), New Found Glory, The Get Up Kids, The Starting Line, Reggie and the Full Effect, Saves the Day, The New Amsterdams, Hey Mercedes e Hot Rod Circuit. Diciamo che se ami i primi Weezer, Further Seems Forever, Jimmy Eat World e, banalmente, i Green Day, vai sul sicuro.
LUCIO 77
Domenica 8 Agosto 2021, 18.18.44
18
Ciao Earthformer, i Saosin meritano un ascolto? Cosa mi consigli? Grazie in anticipo...
Earthformer
Domenica 8 Agosto 2021, 18.00.59
17
nonostante in impulse la voce di jessie sia acerba, le sue vocals hanno sempre seguito linee melodiche molto intriganti secondo me, sono sognanti e rispecchiano perfettamente il senso di inaferrabilità che il gruppo ha
LUCIO 77
Domenica 8 Agosto 2021, 10.36.45
16
Ciao Indigo.. Grazie per la risposta.. Tu, da Esperto/appassionato del Genere, hai una Visione critica di fondo che Io non ho e quindi, ciò che ho percepito come poca Incisività nella Voce, è invece una maniera di interpretare le Linee vocali che Tu reputi perfettamente adatte alla loro Musica.. Io, avendo più dimestichezza con altri Generi dell'Universo Metal, fatico a cogliere certi Dettagli e per questo, vedo un Punto debole dove Tu cogli una Peculiarità.. Grazie ancora per l'attenzione.. Buona domenica!
Indigo
Domenica 8 Agosto 2021, 0.05.02
15
@Lucio, allora ti dico in breve come la penso: in Impulse le clean vocals sono il punto debole perché Jesse era ancora "acerbo " e anche la produzione, non ancora ai livelli attuali, in questo senso non ha aiutato. Già dal successivo Augment è tangibile quanto sia migliorato nell'intonazione (in Impulse ci sono degli acuti troppo striduli) e da Drift le sue melodie dolci e sognanti hanno definitivamente raggiunto un livello qualitativo altissimo. Forse ne avevamo già discusso sotto gli Asking Alexandria, in ogni caso io, per quanto riguarda il metalcore, sono cresciuto con il binomio inscindibile "main vocalist harsh - seconda voce clean emo" e ti posso garantire che Jesse Cash in questo ruolo ha pochi rivali nel settore. Il suo non è un timbro efebico o adolescenziale: le sue sono clean vocals "adulte " che però conservano quell'agrodolce sfumatura emotional capace di dare calore alle tracce e al contempo riescono ad esaltare per contrasto il growl di Cavey; la loro sinergia per me è eccellente e dunque per rispondere alla tua domanda no, non potrebbero essere più incisive perché svolgono il loro compito in maniera impeccabile.
Earthformer
Sabato 7 Agosto 2021, 23.24.11
14
@Indigo è ovvio che dica capolavoro, me ne sbatto altamente dei metallari che ancora nel 2021 si ostinano a sbavare sulla solita roba regurgitata all'infinito di un periodo ormai sepolto, sono cresciuto con tantissimi gruppi della scia progressive metalcore/djent e penso di avere una certa cultura riguardo al genere, gli erra sono indubbiamente uno dei gruppi che ha più stravolto questa corrente all'inizio dello scorso decennio ed il loro impatto è innegabile, e sinceramente ho sempre gradito la voce di jessie che è molto alla saosin (altro gruppone)
LUCIO 77
Sabato 7 Agosto 2021, 21.36.05
13
Ciao Indigo: A Me l'Album ha soddisfatto.. Una Considerazione già fatta per Impulse: La Voce "pulita" anche in questo caso l'ho percepita Convenzionale.. Da "Sei" politico.. Dal Tuo punto di vista non era possibile dare più Incisività?
Skydancer
Sabato 7 Agosto 2021, 13.29.33
12
Dopo una manciata di ascolti confermo il 90 dai, se lo meritano. Giusto due pezzi sottotono (imho), ma tanti altri sono veramente meravigliosi. Voto 99 perchè come al solito il voto lettori è da denuncia.
Indigo
Sabato 7 Agosto 2021, 13.07.27
11
@Earthformer, no non sei l'unico, anche per me è il miglior disco dell'anno: io di base sono un nu metaller ma il mio secondo genere preferito è proprio il metalcore inteso in tutte le sue varianti (metallic hardcore primigenio anni '90, emo, electronic, prog) e devo dire che finora pochi album mi avevano stupito così tanto come questo self titled. È un disco incredibile e mi fa piacere vedere che anche tu nel tuo commento hai utilizzato la parola capolavoro, il termine che più sia addice a questa perla di progressive metalcore.
Earthformer
Sabato 7 Agosto 2021, 0.09.31
10
probabilmente sarò l'unico ma questo disco per me è il migliore dell'anno, un capolavoro che riporta gli erra sulle dimensioni dei primi due dischi che li consacrarono come pilastri del progcore
Phabio
Giovedì 5 Agosto 2021, 15.36.50
9
Fermi tutti abbiamo la sentenza
Black Me Out
Giovedì 5 Agosto 2021, 13.41.50
8
Più lo ascolto e più mi piace. Questo è davvero un disco eccezionale e quasi non vale la pena di incasellarlo all'interno di un genere: questo è il sound del metal moderno nella più intrigante e completa delle sue manifestazioni. Con buona pace dei puristi questo "Erra" merita di finire nelle classifiche dei migliori album metal dell'anno.
Archangel
Mercoledì 4 Agosto 2021, 22.35.21
7
Gli Erra si confermano una delle migliori realtà del panorama Core. Detto questo, se il qui presente album prende 90, mi aspetto un 95 ad Augment.
Tatore
Mercoledì 4 Agosto 2021, 17.14.01
6
Io ci ho provato, proprio grazie alla recensione, andando anche contro i miei gusti visto che non mi piace il -core. Però non c'è niente da fare, pur riconoscendo la perizia della band, non ce la faccio ad apprezzare veramente questo genere di musica, quindi ho alzato bandiera bianca dopo 4-5 giri completi del disco. Questo genere non fa per me
Giaxomo
Mercoledì 4 Agosto 2021, 17.02.43
5
@El Faffo: eccetto l'incipit di "Gungrave" che è uguale sputato a quel pezzone che fu Powershifter dei Fear Factory (a 'na certa ho pensato che arrivasse Burton C. Bell a cantare...), direi che è un lavoro ineccepibile, chiaramente se ti piace il genere..
Indigo
Mercoledì 4 Agosto 2021, 16.54.26
4
Innanzitutto ringrazio per i complimenti ricevuti: è sempre un piacere avere un feedback positivo da parte dei nostri utenti e in questa occasione ci tenevo molto visto anche il voto "importante" che ho apposto in calce al testo. Entrando nei dettagli di tale decisione, aggiungo che il 90 è stato ponderato in seguito a ripetuti ascolti e in base a una valutazione complessiva analizzante songwriting, comparto strumentale/vocale, spessore dei testi e confronto con la produzione precedente. Questo disco prende il meglio di quanto fatto in passato (la tecnica prog/djent presente sin da Impulse, l'aggressività metalcore di Augment, gli estatici paesaggi sonori e le melodie di Drift) e riesce a fondere il tutto in un'alchimia a mio parere esente da difetti. Vero che il settore progressive metalcore è uno dei più affollati nel modern metal attuale, ma questi ragazzi, lavorando con dedizione e serietà, hanno gradualmente affinato la loro proposta arrivando con quest'album ad un tale livello qualitativo che non è poi così esagerato proclamarli tra i migliori del (sotto)genere. So bene che è raro trovare un voto così alto associato a un genere inviso alla maggior parte dei metallari, però ribadisco come la decisione sia stata calibrata "nel tempo" e sia la conclusione di un ragionamento che ha preso in considerazione vari fattori elencati in precedenza. Spero di essermi spiegato e di aver fornito una motivazione il più possibile valida: al di là del numero, questo è davvero un album che i fan del metalcore non possono perdersi.
El Faffo
Mercoledì 4 Agosto 2021, 16.04.21
3
Mah forse sto invecchiando ma non mi riesce proprio di trovare nulla di esaltante in sto disco!
Giaxomo
Martedì 3 Agosto 2021, 15.33.47
2
Appena concluso il primo ascolto, e sì, anche per me la cifra del voto è molto alta (sicuramente over 85), e chi lo sa, magari fra qualche mesetto di ascolti si potrebbe arrivare anche al voto di Jacopo (bravo, bella rece!). Who knows. Nel dubbio comunque ho votato 99 giusto per alzare un po' il votaccio che c'era fino a poco fa, perché si sa, la mamma degli idioti è sempre incinta.
Skydancer
Martedì 3 Agosto 2021, 14.36.19
1
Ho visto 90 e mi son lanciato all'ascolto. Per ora starei qualche punticino più in basso (per gusto personale Alien ancora non si batte, e a posteriori l'85 che gli ho dato ai tempi grida vendetta), ma é comunque un grandissimo album che sembra destinato a crescere. Grazie per la recensione (e complimenti), quest'anno mi son perso tante uscite e senza il tuo scritto chissà quando avrei recuperato questa meraviglia.
INFORMAZIONI
2021
UNFD
Metal Core
Tracklist
1. Snowblood
2. Gungrave
3. Divisionary
4. House of Glass
5. Shadow Autonomous
6. Electric Twilight
7. Scorpion Hymn
8. Lunar Halo
9. Vanish Canvas
10. Eidolon
11. Remnant
12. Memory Fiction
Line Up
J.T. Cavey (Voce)
Jesse Cash (Voce, Chitarra)
Sean Price (Chitarra)
Conor Hesse (Basso)
Alex Ballew (Batteria)
 
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