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Jax Diaries - Riverside Motel
07/08/2021
( 2715 letture )
I Jax Diaries sono un complesso torinese fondato nell’estate del 2019 dai fratelli Jaxon e Andrew Pezzi, in precedenza attivi nei Cry Excess con i quali hanno girato il mondo in tour supportando artisti di fama internazionale come Korn, Papa Roach o Eskimo Callboy.
Completata la line up e pubblicato nel settembre dello stesso anno il primo singolo Shine On, le cose sembravano procedere speditamente quando, solo un mese più tardi, il frontman è rimasto coinvolto in un terribile incidente nel quale ha rischiato di perdere una gamba. Senza lasciarsi abbattere, i membri della band si sono divisi tra quotidiane visite all’ospedale e sessioni di lavoro su del nuovo materiale finché, nel marzo 2020, è stato infine possibile entrare in studio e iniziare a registrare il disco d’esordio, ma - come se i problemi non fossero già abbastanza - lo scoppio della crisi pandemica ha causato ulteriori ritardi e così l’album ha potuto vedere la luce solo in questo 2021.
Riverside Motel non conserva tracce del passato metalcore dei Cry Excess e si addentra in quella terra dagli ampi confini che è l’alternative rock moderno: troviamo così pezzi energici e battaglieri, anthem cuciti per la dimensione live, melanconiche ballad e composizioni dedite ad una maggiore “sperimentazione” miranti ad inserire ritmiche electro/dance nel substrato rock. Il fil rouge che lega le varie tracce è senza dubbio il vocalist Jaxon, dotato di un bel timbro roco che in alcuni punti ricorda Danny Worsnop, singer noto per la sua militanza negli Asking Alexandria ma autore anche di una produzione solista e di un side project dai connotati rock-oriented denominato We Are Harlot.

Si comincia immersi nelle polverose atmosfere western della title-track (con tanto di fischi tipici del filone “spaghetti”) e si prosegue con il piglio di Breakfast at 3 p.m., una dimostrazione pratica di alternative rock potente basato su chitarre sbarazzine e su una sezione ritmica asciutta che sa quando è il momento di calcare la mano; ottima in particolare la parte conclusiva, dove i toni salgono e Jaxon sfodera un cantato vibrante davvero coinvolgente da riascoltare in loop senza timore di non rimanerne affascinati ogni singola volta. Questa formula funziona e lo si può constatare nell’altrettanto valida Nowhere, rock alternativo serioso arricchito dagli archi in sottofondo che scortano un’altra prova convincente del singer, a suo agio anche con tonalità più “gravi” e soffuse.
La band se la cava bene anche nel pathos della power ballad When I Turn I See the Future (forse la più “worsnopiana” del lotto), nel flavour soft rock dell’accattivante Empty Pages e soprattutto in Came Down to Say Hi, dove ritroviamo il vibe western (guardatevi il video e capirete il perché) che ammanta una solida performance rock impreziosita dall’assolo dell’ospite Diego Cavallotti, chitarrista dei Lacuna Coil.
Altri episodi meritevoli di interesse sono il singolone filo-arena rock Fury Roads (prodotto dal noto Kane Churko) e Caliber 22, il brano più heavy della tracklist che arriva a lambire persino l’alternative metal.
Abbiamo in precedenza accennato anche ad un lato “sperimentale” e a rispondere all’appello compaiono Disconnected e la conclusiva Miracle. Se nell’alternative rock “canonico” il gruppo dimostra di non avere alcun problema, i casi citati sembrano mostrare qualche lacuna su cui servirà lavorare in futuro: la prima traccia innesta partiture da dancefloor in apertura e in chiusura di per sé intriganti, ma che non riescono a comunicare in maniera fluida con la componente rock; lo stesso discorso è applicabile alla seconda in esame, dove l’amalgama tra rock ed elettronica è ancora distante da una fusione riuscita visto che i due poli non riescono ad esaltarsi l’uno con l’altro.

Riverside Motel, considerate anche le traversie che i musicisti hanno dovuto affrontare durante la realizzazione, è un disco da promuovere in quanto offre una versione di sano rock pulsante, riflessivo e munito di quel tocco di modernità in grado di attirare tanto i fan esperti quanto quelli più giovani da poco affacciatisi a questa branca della musica.
Visto che quest’anno molti italiani si sentono particolarmente patriottici, mi sento di consigliare i Jax Diaries poiché, a differenza di un certo gruppo che ha vinto l’Eurovision scimmiottando l’appartenenza al mondo del rock, questi ragazzi lo sono davvero e meritano che l’impegno da loro profuso venga corrisposto con almeno un ascolto dell’album e - perché no - anche dei singoli rilasciati pre-pubblicazione, su tutti Old Town Road, l’ultracatchy cover della hit di Lil Nas X e Billy Ray Cyrus.
Si dice sempre di voler sostenere l’underground nazionale e le band emergenti: bene, ora avete una buona occasione per farlo.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
OLDROCK61
Lunedì 23 Agosto 2021, 12.19.21
1
Sono sempre incuriosito dai gruppi rock italiani, e questa band mi ha favorevolmente impressionato: voce bella e potente, riff interessanti. Su tutte "When I Turn I See the Future e Fury Roads" . Questo è il "nuovo" rock italiano, i Jack Diaries credo non parteciperanno mai (né saranno invitati) a quella manifestazione pop commerciale dell'Eurovision dove un gruppo italiano che di rock non ha nulla ha vinto. Voto 70
INFORMAZIONI
2021
Autoprodotto
Alternative Rock
Tracklist
1. Riverside Motel
2. Breakfast at 3 p.m.
3. Nowhere
4. When I Turn I See the Future
5. Disconnected
6. Empty Pages
7. Fury Roads (Boom Boom)
8. Sad Eyes (The November Man)
9. San Francisco
10. Came Down to Say Hi
11. Caliber 22
12. Wildfire
13. Miracle
Line Up
Jaxon Mario Pezzi (Voce)
Andrew Fabio Pezzi (Chitarra)
Andrew Asso (Chitarra)
Frankie Sad Eyes (Basso)
Enrico Gallo (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Diego Cavallotti (Chitarra su traccia 10)
 
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