Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Tremonti
Marching in Time
Demo

Teramaze
Sorella Minore
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/10/21
VADER
Blitzkrieg in Texas: Live 2005

22/10/21
DAN LUCAS
The Long Road

22/10/21
PHANTOM FIRE
The Bust of Beelzebub

22/10/21
CATALYST CRIME
Catalyst Crime

22/10/21
LIVLOS
And Then There Were None

22/10/21
ARMORED SAINT
Symbol of Salvation Live

22/10/21
CRADLE OF FILTH
Existence is Futile

22/10/21
NECROFIER
Prophecies of Eternal Darkness

22/10/21
MASSACRE
Resurgence

22/10/21
COGNOS
Cognos

CONCERTI

16/10/21
GIÖBIA + RAWPOWER
ZIGGY CLUB - TORINO

19/10/21
DEEP PURPLE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

21/10/21
H.E.A.T
LEGEND CLUB - MILANO

22/10/21
FULCI + HELSLAVE
DEFRAG - ROMA

23/10/21
HYPERION (ITA) + GENGIS KHAN
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

23/10/21
FULCI + CRAWLING CHAOS
CIRCOLO DEV - BOLOGNA

24/10/21
TOTAL RECALL + FULCI + RISE ABOVE DEAD
LEGEND CLUB - MILANO

29/10/21
LABYRINTH
DRUSO - RANICA (BG)

04/11/21
MICHAEL SCHENKER GROUP
AUDIODROME LIVE CLUB - MONCALIERI (TO)

05/11/21
DISTRUZIONE + NEID + NECROFILI
TRAFFIC LIVE - ROMA

Neil Young - Zuma
27/08/2021
( 838 letture )
Era il 10 novembre 1975 quando l’allora trentenne Neil Young giunse con Zuma alla settima prova in studio. Periodo decisamente tormentato per il cantautore e polistrumentista canadese, reduce da una serie di episodi molto duri dal punto di vista personale, tra cui in rapida sequenza la rottura con la compagna e attrice canadese Carrie Snodgress, la rara malattia diagnosticata al primogenito Zeke, e le morti dei due stretti colleghi e amici Danny Whitten (chitarrista dei suoi Crazy Horse poi sciolti a seguito del tragico evento) e del roadie Bruce Berry. Tale tormento e crisi hanno fatto da oscuro background a un periodo musicale che – successivamente al successo planetario Harvest del 1972 – è noto proprio come trilogia del dolore vedendo la pubblicazione in rapida sequenza di Time Fades Away, On the Beach e Tonight’s the Night. Lasciato alle spalle questo difficile periodo Neil Young decide di riunirsi ai suoi Crazy Horse cementando una formazione a quattro elementi grazie alla preziosa collaborazione, in sede strumentale più che compositiva dove Neil tiene stretta la penna tanto in sede di musiche che di lyrics, di Frank Sampedro alla chitarra ritmica e della affiatata sezione ritmica composta da Billy Talbot al basso e Ralph Molina alla batteria. Il risultato dell’attività in studio nell’estate californiana presso i Broken Arrow Ranch e Pt. Dume studios è un album che vede il ritorno di tratti solari, scanzonati, cementati da pregevoli parti strumentali che vedono l’estro chitarristico di Neil Young sposarsi alla perfezione e fungere da perfetto complemento alla sua vocalità pulita ed espressiva, ora su partiture rock e talvolta hard rock, ora su ballads elettriche più riflessive e dalla forte carica emozionale. Non a caso la critica spesso e correttamente cita Neil Young come il vero padrino dell’alternative rock e nello specifico del grunge, generi le cui radici sono saldamente innestato nel fertile terreno coltivato dal cantautore canadese nella seconda metà degli anni Settanta.

Zuma è un lavoro seminale composto da nove tracce e trentasette minuti di elettricità e frizzante ispirazione rock che porta su toni maggiormente energici le lezioni di Beatles e Bob Dylan. L’apertura affidata alla breve e diretta electric ballad Don’t Cry No Tears, brano che ricongiunge a livello melodico e di songwriting col miglior Neil Young di inizio carriera, giocato su una melodia spontanea che ben si innesta nell’intreccio delle due chitarre, un succoso incipit di un lavoro capace di proseguire con i quasi sette minuti di Danger Bird, un saliscendi di emozioni rock con tratti melodici, psichedelici, talvolta ruvidi con una grande performance tanto chitarristica quanto vocale di Young. Non mancano momenti in cui la componente acustica e folk viene sapientemente elaborata dalla band, come nel corso di Pardon My Heart e soprattutto Lookin’ for Love, un brano dalle melodie immediate, catchy e dal forte sapore country. Si torna invece su binari più classic rock della scanzonata e coinvolgente Barstool Blues marchiata dalla vocalità pulita ma al tempo stesso sofferta e a tratti sgraziata e da assoli azzeccati, carichi di feeling e mai ridondanti così come Stupid Girl suona come un ponte verso il grunge grazie agli arpeggi elettrici arpeggiate senza perdere il gusto melodico dei maestri Beatles in alcune armonie vocali, garantendo un mix geniale. Drive Back si muove invece su riffs e territori (hard) rock con la Gibson di Neil Young a far da padrone tanto in sede ritmica quanto in assoli che marchiano a fuoco un altro gran pezzo, sorretto dall’ottima e quadrata sezione ritmica Talbot-Molina. Il climax lirico e musicale dell’album è tuttavia saldamente rappresentato da quello che unanimemente viene inserito tra i migliori brani del repertorio di Neil Young se non il punto più alto della sua opera in quanto a feeling, vale a dire la lunga Cortez The Killer, una suite di oltre sette minuti giocata su una scarna base che costituisce un loop elettrico sul quale si alternano con rara carica emozionale le note della sei corde di Young e una vocalità che sprizza sentimento ed evocazione per le vicende che nel sedicesimo secolo hanno visto appunto il sanguinario conquistador spagnolo Hernan Cortez alla conquista del Messico di Montezuma II che costò la vita a migliaia di aztechi terreno di cruda e spietata conquista. He came dancing across the water, with his galleons and guns, looking for the new world and the palace in the sun. Il brano diluisce peraltro i contenuti storici nello svolgimento del pezzo passando alla prima persona con riferimenti alla propria burrascosa esperienza con l’allora compagna Carrie Snodgress And I know she’s living there, and she loves me to this day, I still can’t remember when, or how I lost my way. Il finale soffuso e alternato alle magiche note della sei corde di Neil Young si ricongiunge invece alle vicende azteche He came dancing across the water, Cortez, Cortez, what a Killer. Un capolavoro assoluto del rock intimista, emozione e sentimento. C’è ancora posto per una outro acustica nella forma della raffinata, breve e sognante Through My Sails che suggella un disco diretto, dannatamente elettrico, solare e allo stesso tempo raffinato, sognante ed intimista, capace di assumere presto il ruolo di vero manifesto rock.

Zuma è l’album della rinascita di Neil Young tanto come artista quanto come individuo, un lavoro che trasuda emozione nella sapiente alternanza di partiture rock e di ballads elettriche che hanno gettato le basi al prosieguo della brillante e lunga carriera del canadese nonché ispirato generi quali grunge e alternative rock. Zuma è un perfetto album rock, un manifesto indie rock. Zuma ha lasciato un segno profondo e suona tutt’ora fresco e attualissimo, che non perde ma al contrario acquisisce appeal e rispetto ascolto dopo ascolto.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
88.28 su 7 voti [ VOTA]
Michael Rosenberg
Sabato 25 Settembre 2021, 22.25.47
8
Per curiosità, prima di far partire l’invito alla genuflessione, hai letto solo il voto finale (compreso quello dei lettori) o l’intera recensione? Grazie
DEEP BLUE
Sabato 18 Settembre 2021, 12.30.17
7
88? Vi rendete conto di cosa avete ascoltato? Di fronta adischi come questo uno dovrebbe genuflettersi in religioso silenzio.
Epic
Lunedì 30 Agosto 2021, 21.52.02
6
Un vero idolo, un guru. Adoro Neil Young e questo è uno dei suoi classici. Preferisco altri album, più rock e veloci, Mirror ball, Rust never sleep, Ragged glory, ma Zuma è un cult.
cujo
Lunedì 30 Agosto 2021, 19.08.10
5
grande artista neil . tanti dischi belli incisi negli anni per chi conosce il personaggio
Rasta
Domenica 29 Agosto 2021, 19.16.38
4
x Adrian Smith 1: anche After The Gold Rush è molto bello! /// cujo 3: l'ultimo del Boss (Letter To You) è strepitoso; con un sound semplice e diretto ha raggiunto secondo me una maturità artistica e compositiva eccezionale. /// V
cujo
Domenica 29 Agosto 2021, 18.49.10
3
neil appena un gradino sotto bruce. certe notti la radio che passa neil young.....non mi piace liga ma aveva ragione......
Fabio Rasta
Domenica 29 Agosto 2021, 17.46.29
2
Ottima rece. Adoro Harvest e molto di quanto fatto con gli altri tre, ma non tutto quello che ha fatto mi gusta. Zuma merita; ha un bel sound scarno e grezzo q.b. e ottime canzoni; godibilissimo a differenza di altri prodotti di NEIL, che trovo a dire poco lagnosi. Non a caso non c'era tossico della mia era che non stravedesse x NEIL YOUNG.
Adrian Smith
Domenica 29 Agosto 2021, 14.54.20
1
Forse il miglior album di Neil Young assieme ad Harvest.
INFORMAZIONI
1975
Reprise Records
Rock
Tracklist
1. Don't Cry No Tears
2. Danger Bird
3. Pardon My Heart
4. Lookin' for a Love
5. Barstool Blues
6. Stupid Girl
7. Drive Back
8. Cortez the Killer
9. Through My Sails
Line Up
Neil Young (voce, chitarra, piano)
Frank Sampedro (chitarra)
Billy Talbot (basso)
Ralph Molina (batteria)
 
RECENSIONI
90
70
95
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]