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TRAFFIC CLUB - ROMA

Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows - ...Ich töte mich jedesmal aufs Neue, doch ich bin unsterblich, und ich erstehe w
09/09/2021
( 860 letture )
Dal macabro sodalizio orgiastico di musica barocca, neoclassica, dark e musica medievale nasce Anna Varney Cantodea, figlia demoniaca e androgina di un male di vivere che dura praticamente da tutta la vita. Prigioniera dei suoi incubi e delle sue paure ma soprattutto del suo corpo, Anna Varney in arte oscura Sopor Aeternus, sin da piccola impara ad esplorare i meandri più neri e reconditi del suo genere e della sua asessualità. Impara a convivere con la solitudine che diventerà pian piano vera e propria misantropia, a vivere di notte e nel buio più totale, rischiando addirittura la cecità, ed è proprio lì che incontrerà e conoscerà quelle che poi diventeranno le Ensemble of Shadows, ombre mistiche che l’accompagneranno fedelmente e strumentalmente nella sua lunga carriera musicale. Anna ha avuto un’adolescenza molto particolare e tormentata, spesso debole e malata abituata a non vedere né parlare con altro essere umano riesce a trovare giovamento solo nel suo adorato sonno e nella compagnia dei suoi incubi.

"Sopor Fratrem Mortis est"

La dolorosa adolescenza di Anna Varney la condusse verso un sentiero inconscio fatto di soavi ma strazianti note nere, verso un confuso limbo musicale su cui soffermarsi ad ascoltare quelle tante voci che le suggerivano di creare mondi nuovi in cui vivere, mondi tetri e fantastici fatti di storie scritte e narrate dai suoi demoni interiori. È così che Anna comincia a combattere la sua depressione, scrivendo e creando musica e piccole operette per comunicare al mondo le mille sfumature del suo animo: la musica come sorta di terapia personale e unica finestra sul mondo esterno. Le melodie e i testi di Sopor Aeternus sono malinconici, i temi trattati sono principalmente la morte, il supplizio e l’emarginazione, argomenti cari e intimi a lei, materie in cui è molto ferrata, dice che la morte non è altro che un ritorno alla nostra casa d’origine e che il peccato più grande fosse il suicidio, definendolo una dannazione eterna volontaria ed egoista. La vita è un dono speciale e non va mai maltrattata. Anna Varney nella sua vita privata ma anche nelle sue canzoni fa spesso appello a Dio, cioè a quella divinità personale che risiede dentro ognuno di noi, quel credo soggettivo carnale e spirituale a cui spesso ci aggrappiamo. La complessità musicale e personale della Varney non è dovuta solo al suo essere sola e triste, condizione che lei stessa ha scelto volontariamente, ma anche dal suo concetto di cambiare e stravolgere il proprio corpo: si, Anna nasce nel cosiddetto corpo sbagliato, parte dei suoi mali nascono da questa condizione, rimuovere o no gli organi genitali maschili per trasformarsi non in una donna ma in una variante del genere femminile sopponendosi non alla vaginoplastica, che a causa dei suoi mille conflitti interiori non riesce a risolversi di intervenire chirurgicamente, ma ricorre alla body modification riuscendo ad avere così l’immagine che ha sempre visto nei suoi sogni. L'aspetto fondamentale del suo lavoro si concentra sull'evocare gli aspetti negativi e talvolta repressi dell'esistenza, che possono rivelare una bellezza inaspettata, eccola: una figura esile e bianca avvolta da drappi neri e vestiti sfarzosi, trucco funereo, espansioni, piercing ovunque e unghie lunghissime ed affilate danno alla nostra dea un’immagine decadente e molto distinta, d’altri tempi insomma. Un concetto tutto nuovo di bellezza che abbraccerà poi una pletora di seguaci del movimento gotico. Nulla è lasciato al caso, tutto in virtù di ciò è accostabile alla corrente artistica e stilistica del decadentismo. L’arte della Cantodea è fatta da mille sfumature, la depressione che combatte da più di trent’anni e la sua folgorante immagine e la sua onorata carriera la fanno diventare un’icona del Gothic mondiale.

"The mirror is the theatre, where the autopsy begins"

La musica di Sopor Aeternus & the Ensemble of Shadows è molto complessa e soprattutto intima, di forte impatto emotivo, riesce a trasmettere sempre il suo stato d’animo. La strumentazione usata dalla nostra signora dell’oscurità è infinita, la sua conoscenza musicale non ha limiti, riesce a far convivere generi e suggestioni opposte tra di loro e lo fa sempre con grande eleganza e maestria. Caratteristica peculiare della band è l’uso di fiati, strumenti tribali, quartetti d’archi e chitarre classiche. Nel 1994 esce il suo primo album in studio ...Ich töte mich jedesmal aufs Neue, doch ich bin unsterblich, und ich erstehe wieder auf; in einer Vision des Untergangs... con un artwork bellissimo, una foto scattata all’ossario della cripta dei cappuccini a via Veneto a Roma. Si vede una cripta decorata con le ossa dei monaci morti che rappresenta il concept mortuario dell’album. Esorcizzare la morte attraverso immagini forti, il corpo che riposa al centro non è altro che un contenitore per l’anima che ha vissuto degnamente e in maniera devota per sé stesso e per gli altri. ...Ich töte mich… è l’incantevole disco d’esordio, un’opera misteriosa dalle atmosfere medievali e barocche dall’aurea oscura e inquieta. la scrittura di questo album è enigmatica, erotica e perversa, pregna e intrisa di melodie dark di tormentata sofferenza. Le prime due tracce di questo disco sono strumentali, i suoni catacombali di travel on Breath evocano stati d’ansia e senso di abbandono, uno smarrimento immediato. Falling into different Flesh va verso uno stile medievale a tratti cavalleresco. In Tanz Der Gramsaukeit possiamo finalmente ascoltare la voce della Cantodea, assoluta protagonista di questo album e quelli che verranno, una voce straziante e grave tanto di registro che emotivamente, un saliscendi di emozioni contrastanti accompagnano questa ballata poetica. Le percussioni quasi tribali di Im Garten Des Nichts e Time Stands Still si incontrano e si scontrano con i vocalizzi drammatici e disperati di Anna varney in un dolce e quasi romantico abbraccio di morte. Le note caotiche e angoscianti di Do You Know My Name? qui L’uso melodrammatico della voce è di forte spicco, oscurità e viaggi spirituali si fondono generando un brano che chiude un album degno di rimanere nella storia della sottocultura dark/folk. ...Ich töte mich… è stato ristampato molti anni dopo e contiene bonus tracks di registrazioni demo successive e mai precedentemente pubblicate. Tra le tante troviamo Birth - Fiendish Figuration un brano in grande stile folk molto coinvolgente e interessante in forte contrasto con le cimiteriali ed evocative The Feast of Blood e Baptisma brani che intonano ballate di amore e morte dai toni cupi ed infernali capaci di suscitare paure ed incubi.

Le espressioni e le intonazioni di Anna Varney Cantodea sono vastissime. Questa eterea e cadaverica transessuale tedesca non si è mai mostrata in pubblico solo in photo session nei contesti più oscuri e assurdi, né fatto live, sarebbe troppo per lei reggere così tanta pressione. La vedova nera del folk con questa musica da camera di stampo noir ha capovolto il modo di fare e percepire la musica gothic nel senso stretto del termine, …Ich töte mich… è un inno allo sfarzo musicale in un mondo sotterraneo fatto di arpeggi classici, archi disperati e rievocazioni storiche musicali. La raffinatezza e l’eleganza del sound di questo disco regala all’ascoltare un viaggio spettrale.

"...che le ombre possano guidare il vostro cammino..."



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
95 su 3 voti [ VOTA]
Moro
Venerdì 24 Settembre 2021, 11.31.14
5
Disco interessante ma, obiettivamente acerbo e ancora poco ispirato. Soprattutto in confronto ai capolavori successivi. Se questo album prende 90 i Dead Lovers' Sarabande quanto prendono ? 250 ?
gamba.
Domenica 19 Settembre 2021, 19.56.44
4
Oh! Un gran piacere leggere questa recensione. Non il mio lavoro preferito né quello con cui consiglierei di iniziare questo particolare viaggio musicale, però qui dentro c'è già tutto quel che Anna svilupperà nelle uscite successive. Tra le bonus ho sempre preferito penance & pain e beautiful thorn.
Stagger Lee
Mercoledì 15 Settembre 2021, 20.57.37
3
Non mi ha mai convinto. e ci ho provato più volte con album diversi...per me noia assoluta.
No Fun
Sabato 11 Settembre 2021, 13.23.04
2
L'avevo ascoltato anni fa incuriosito dal fatto che Famine di Peste Noire l'aveva citato come suo disco preferito in assoluto in un'intervista. Non è che mi avesse fatto impazzire, approfitto della rece per ritornarci su.
Tevildo75
Venerdì 10 Settembre 2021, 16.47.59
1
Capolavoro senza tempo
INFORMAZIONI
1994
Apocalyptic Vision
Dark
Tracklist
1. Travel on Breath (the Breath of the World)
2. Falling into different Flesh
3. Birth - Fiendish Figuration
4. Tanz der Grausamkeit
5. Im Garten des Nichts (a secret Light in the Garden of my Void)
6. Time stands still... (...but stops for no-one)
7. Do you know my Name? (Falling... - reprise)

Bonus tracks:
8. Penance & Pain
9. Holy Water Moonlight
10. Beautiful Thorn
11. The Feast of Blood"
12. Dark Delight"
13. Baptisma
14. Birth - Fiendish Figuration ("The inner Hell" - orig. demo)
Line Up
Anna Varney Cantodea (Voce)
The Ensemble of Shadows (Tutti gli strumenti)
 
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