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Occulsed - Crepitation of Phlegethon
18/09/2021
( 270 letture )
Dovessero presentarvi il debutto degli Occulsed è probabile che pensereste si tratti di qualche album poco noto uscito negli anni Novanta, anche solo per come si presente a livello estetico: il connubio tra la bellissima copertina estratta da un dipinto del grande Zdzisław Beksiński, il logo e soprattutto i suoni, si spinge esattamente in quella direzione. E invece, dietro Crepitation of Phlegethon troviamo Justin Stubbs, leader di Encoffination, Father Befouled, Jared Moran dei Gastric Phantasm (più tanti altri) e Kenneth Parker, anche lui attivi in svariati progetti.

Da queste premesse è quindi facile intuire il contenuto del disco, che per poco più di mezz’ora riporta ad atmosfere e suoni vecchia scuola, ma più in particolare, si tratta di sonorità vicine a quelle di Incantation, Blaspherian e perché no, anche ai grandi Infester. In generale quindi, non siamo poi tanto lontani da quanto fatto dai Stubbs nei suoi progetti principali, ma possiamo sicuramente notare un approccio leggermente meno orientato al doom e più violento, fatto di ritmiche sostenute, blast beat e un feeling che, se amate il primo periodo del gruppo di McEntee (diciamo 1992 - 1998), vi convincerà sicuramente. Si è detto che l’aspetto più doom della proposta è qui meno preponderante ed è vero, ma non del tutto messa da parte; con Peryphlegethonic Mindflaying sentiamo i tre lanciarsi in ritmiche più lente, abissali, costruite su accordi lunghi e una batteria meno irruenta. È il pezzo a cui Justin Stubbs ha abituato chi lo segue da tempo ed è sicuramente uno dei migliori del disco, così come in generale, i pezzi/momenti più riusciti sono esattamente quelli in cui i tempi si dilatano. Tendon Pandentum è un altro esempio di quanto detto, più dissonante rispetto alle altre e che sul finale esplode in una sezione ritmica dal gran tiro. Molto bella anche la più “melodica” The Soul’s Admonishment, che a livello di struttura si presenta come quella più elaborata e vicinissima a quanto è possibile sentire nei Father Befouled. Buoni anche episodi brutali e più violenti come Lurid Placeless Echoes, Death to Ratiocination o Concupiscence of Frenzied Humors, pezzo in cui l’alternarsi di diverse ritmiche danno maggior risalto a quelle più dirette. Arricchito da una buona dose di assoli, dove il lavoro convince pienamente è nell’atmosfera che riesce ad evocare grazie ai suoni e ad una produzione ottima, con un feeling molto anni Novanta e con il growl di Parker indecifrabile e cavernoso.

Detto questo, è innegabile che Crepitation of Phlegethon sia un lavoro nostalgico, fatto principalmente di grande passione verso il genere e determinati gruppi, Incantation soprattutto. Poco originale e se vogliamo non ai livelli qualitativi delle ultime uscite dei Father Befouled o di altri gruppi contemporanei, è comunque un disco che offre una bella mezz’ora di death metal senza fronzoli e che non si può non consigliare a chi vuole sempre e solo questo tipo di sonorità.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
61.66 su 3 voti [ VOTA]
Immolazione
Sabato 25 Settembre 2021, 13.06.13
2
Ottimi. Nulla di innovativo ma bel disco
Enrico
Sabato 18 Settembre 2021, 13.54.51
1
Come debutto non c'è davvero male. Band che può solo migliore.
INFORMAZIONI
2021
Everlasting Spew Records
Death
Tracklist
1. Intro
2. Unction of Muliebrous Broth
3. Peryphlegethonic Mindflaying
4. Thou Butcherer of Human Folly
5. Lurid Placeless Echoes
6. Between Engorged Realities
7. Concupiscence of Frenzied Humors
8. Tendon Pandentum
9. Death of Ratiocination
10. The Soul’s Admonishment
11. The Glory of Woe
Line Up
K. Parker (Voce)
J. Stubbs (Chitarra, Basso)
J. Moran (Batteria)
 
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