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Kent Hilli - The Rumble
22/09/2021
( 577 letture )
Dai campi di calcio ai fertili terreni del rock melodico come frontman dei Perfect Plan, una delle band più promettenti dello straordinario e applaudito revival AOR in voga ai nostri tempi. Una vita dinamica e sorprendente quella che ha scelto per sé Kent Hilli, vocalist scandinavo qui alla prima convincente prova da solista sotto l’egida della nostrana Frontiers.
Cinquanta minuti di atmosfere sognanti e melodie mozzafiato si alternano con eleganza e freschezza impreziosendo questo The Rumble, nato sotto favorevoli auspici vista la collaborazione con un grande musicista di casa nostra, l’immancabile Alessandro Del Vecchio, accreditato come co-autore di due tracce e il tuttofare Michael Palace, il cui grande apporto in fase di arrangiamento ha fatto sì che la prova di Kent scintillasse di vivida maturità e consapevolezza dei propri mezzi.
L’artista ha infatti sì ammesso di aver attinto a piene mani dalla lezione di vecchie glorie del genere quali Giant, Foreigner, Survivor e Whitesnake per la stesura delle tracce, pur non disdegnando una lettura intimista e personale delle suddette esperienze, ma ha saputo circoscrivere l’ampio raggio d’azione con una naturalezza sorprendente e carattere da vendere, grazie a un talento che dire sopraffino è poco e un’intesa perfetta con il compagno d’avventura Michael Palace.
È proprio la complicità che si avverte come palpabile, il consacrato idillio fra i due protagonisti il segreto dietro la riuscita del disco, che non divaga dal sentiero tracciato e si diletta nel solidificare la propria verve favolistica e sentimentale che si respira dalla prima all’ultima nota.

Tastiere ipnotiche in pieno stile Eighties e galoppate di chitarra decisa aprono la titletrack, un manifesto di resilienza e di speranza che infonde positività e sa subito plasmare un mood rassicurante, vuoi per il ritmo sostenuto e deciso, vuoi per il primo chorus a caratteri cubitali che si pianta nel cervello e scaccia le nubi dell’anonimato o peggio del già sentito, perché la grinta con la quale Kent canta e la destrezza con la quale le linee vocali sono costruite al servizio della musica sono esempi di alta scuola, di passione che trasuda da tutti i pori, di ardore che ribolle e trabocca riversandosi sull’ascoltatore che già assapora e brama il prossimo refrain. Cold è tanto bella quanto suadente, con lo splendido timbro dello svedese che ci delizia con una sfavillante resa sulle note gravi e acute, padroneggiandone ambo le sfumature. Un ritornello dalle tinte radiofoniche ed un coro in controvoce aggraziato e morbido arricchiscono la successiva All for Love che enfatizza la componente armonica e gioiosa ai limiti del pop, mentre con I Can’t Wait tastiere e synth tornano a farla da padrone in virtù di un accompagnamento ritmico che si mantiene coerente con la formula gentile ed easy listening finora proposta.
Don’t Say It’s Forever è la migliore traccia del lotto, non a caso eletta come primo singolo, nella quale tutti gli ingredienti vincenti si mescolano e amalgamano offrendo una progressione altamente evocativa grazie al jingle di tastiere nei versi, al pre-ritornello scandito da battute che preparano linee vocali oniriche e barocche sulle quali Kent Hilli giganteggia pescando dal cilindro un’interpretazione sublime e trascinante dinanzi la quale è impossibile restare impassibili. Un accenno blues dal sapore fortemente retro energizza Miss up to No Good, garantendo la giusta dose di varietà affinché l’interesse resti alto, almeno prima di un altro pezzo da novanta quale Heaven Can Wait, ballad al piano che arriva dritta al cuore e che si svela con dolcezza e pathos.
Energia a braccetto di un AOR muscoloso e definito contraddistinguono Does It Feel Like Love prima che torni ad accendersi la malinconica passione nelle tinte rassicuranti di Love Can Last Forever e della guizzante Never Be Mine che colpisce nel segno grazie all’ennesimo coinvolgente ritornello, un connubio fra un bijoux catchy ed una strizzata d’occhio maliziosa.
Chiude il cerchio Still in Love, ballad lenta e strappalacrime che sembra quasi cullarci verso lidi rassicuranti ove rinvigorire lo spirito in attesa di un altro ascolto del full-length.

The Rumble è un lavoro che risplende dell’amore del suo mastermind per ciò che si suona e che riporta inevitabilmente alla mente l’eredità di giganti del passato, in primis i Survivor, rinvigoriti da un’interpretazione audace e sentita che Kent Hilli riesce ad imprimere in ognuna delle undici canzoni.
L’album, nella sua linearità priva di sorprese o rivoluzioni, è stilisticamente impeccabile e si fa apprezzare tanto per la tecnica quanto per il trasporto emozionale che contraddistingue il cantato dello svedese, il cui timbro cristallino è una garanzia di accesso verso orizzonti paradisiaci ove tutti gli appassionati del genere potranno rinfrancarsi consolati da melodie familiari e suonate con estrema maestria.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
78 su 1 voti [ VOTA]
sans
Venerdì 1 Ottobre 2021, 18.17.33
2
D'accordo con Shock. Aggiungiamo anche che Michael Palace è veramente un musicista meraviglioso, tutti i progetti in cui è coinvolto sono tra l'ottimo e l'entusiasmante
Shock
Venerdì 1 Ottobre 2021, 2.09.48
1
Non un commento (non che sia una novità), un delitto! Kent non è solo il cantante di una delle migliori realtà hard rock/A.O.R. oggi in circolazione, i Perfect Plan, ma è uno dei migliori cantanti oggi in circolazione. E questo disco dimostra la bontà della sua grande voce, con un lavoro semplicemente tra i migliori dell'anno. Tutte le canzoni si mantengono su un alto livello, ma personalmente adoro Love can last forever, canzone da brivido ed highlight dell'anno.
INFORMAZIONI
2021
Frontiers Records
AOR
Tracklist
1. The Rumble (Never Say Die)
2. Cold
3. All For Love
4. I Can’t Wait
5. Don’t Say It’s Forever
6. Miss Up To No Good
7. Heaven Can Wait
8. Does It Feel Like Love
9. Love Can Last Forever
10. Never Be Mine
11. Still In Love
Line Up
Kent Hilli (Voce)
Michael Palace (Tutti gli strumenti, Cori)
 
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