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Solstice - New Dark Age
16/10/2021
( 474 letture )
Dopo la pubblicazione dell'esordio Lamentations, nel 1994, accolto favorevolmente dalla critica specializzata, il mastermind -nonché fondatore- dei Solstice Richard Walker si trovò nella non invidiabile posizione di dover bissare, e se possibile migliorare, le doti di un album che aveva fatto drizzare non poco le antenne ai fan dell'epic doom e del metal in generale. La rottura con l'etichetta Candlelight Records non aiutò certo le sorti della band, che per mantenere viva l'attenzione del pubblico e non sprofondare nell'anonimato pubblicò nel 1996 un EP, Alcyon. Purtroppo nei mesi successivi ben tre membri della lineup iniziale decisero di lasciare i Solstice, chi tentato da gruppi che in quel momento avevano un riscontro maggiore, e chi, come il cantante, Simon Matravers, costretto al forfait a causa dei problemi di alcolismo sempre più evidenti. Nonostante la sorte avversa ed un ulteriore cambio d'etichetta, Richard Walker non si diede per vinto e reclutò tre nuovi musicisti, Rick Budby alla batteria, Hamish Glenncross alla seconda chitarra e soprattutto il nuovo cantante, Morris Ingram, con i quali proseguire il cammino tortuoso dei Solstice ed incidere finalmente il secondo full-length, più volte rimandato. Riunitisi nell'estate 1998 presso gli Academy Studios, lo stesso studio di registrazione dell'esordio, i Solstice diedero alla luce New Dark Age, sotto l'egida della Misanthropy Records che pubblicò e distribuì l'album il 7 dicembre dello stesso anno.

Se il cambio di tre quinti della lineup avrebbe potuto dare grattacapi a leader meno carismatici, al contrario per Richard Walker fu l'incentivo giusto, la sfida da affrontare per oltrepassare i limiti dell'esordio ed eccellere. Cogliendo l'opportunità di avere a disposizione una formazione rinnovata, Walker, partendo dal doom più canonico di Lamentations, riuscì a valorizzare le peculiarità dei nuovi innesti, componendo un album più complesso e ricco di sfumature variegate. Anche i direttori dell'etichetta discografica, intuendo questa necessità, diedero carta bianca e totale libertà creativa, accontentando Walker pure nella scelta dello studio di registrazione.
New Dark Age, lungi dal rappresentare una rivoluzione stilistica, o ancor meno una cesura con il passato, già dal titolo sottende alla ricerca del nuovo, alla volontà di rinnovamento stilistico. Basta ascoltare l'opener The Sleeping Tyrant per rendersi conto di come a New Dark Age l'abito del doom tradizionale stia particolarmente stretto e scomodo: il componimento è un concentrato di epos e NWOBHM, una lunga cavalcata dove le asce gemelle di Richard Walker e Hamish Glencross si rincorrono, dialogano e duellano sostenendo un brano agile e potente allo stesso tempo. L'epic metal più puro detta i tempi di Cimmerian Codex, una canzone che fin dal titolo è un viaggio attraverso paesaggi sonori ispirati da fantasy e fantascienza. Il canto a cappella del ritornello da parte di Morris Ingram nel break centrale del brano è da brividi, e da solo vale il prezzo del biglietto. Il folk acustico di Alchemicultein prelude a Hammer of Damnation, dove è il doom epico di scuola Candlemass a farla da padrone. Ancora una volta affiorano le influenze della new wave britannica e non è raro sentire echi di Manilla Road e primissimi Manowar. Basterebbero questi brani a far felici gli ascoltatori più esigenti, ma New Dark Age riserva ancora delle sorprese. Blackthorne, soffusa ballad acustica, è un elegiaco e struggente omaggio ad epoche ancestrali e ai miti primordiali perduti nel tempo, mentre Cromlech potrebbe essere inserita di diritto in un ipotetico libro di testo dell'epic metal, una poderosa cavalcata eroica per la quale qualsiasi band dedita a queste sonorità farebbe carte false. C'è spazio per il gran finale, e New Dark Age II/Legion XIII è il maestoso capitolo conclusivo di un album quasi perfetto. I Solstice omaggiano i maestri in una sorta di andamento temporale a ritroso, che risale la corrente tumultuosa del doom fino alla fonte primigenia del genere. La lunga suite chiama doverosamente in causa i riff sulfurei e i ritmi cadenzati dei Black Sabbath, e senza scimmiottare le icone di Birmingham, i cinque musicisti ringraziano e salutano i giganti del passato.

Una nota a parte la merita il cantante scelto da Walker per dare voce ai componimenti di New Dark Age. Morris Ingram contribuisce non poco a rendere unico l'album, grazie ad un timbro vagamente discordante, non particolarmente potente, ma che fa dell'interpretazione e della declamazione la sua arma più affilata. È indubbio che Simon Matravers, il cantante dell'esordio Lamentations, sia molto più dotato vocalmente e tecnicamente, ma può essere facilmente paragonato a tanti altri; Ingram al contrario, nel bene e nel male, è riconoscibile all'istante.
New Dark Age, nonostante il responso positivo della critica, non ebbe un buon riscontro di pubblico e segnò l'inizio del declino dei Solstice che si sciolsero una prima volta pochi anni dopo. Eppure, proprio perché non cercarono di emulare a tutti i costi le band connazionali sulla cresta dell'onda di allora, Cathedral, Paradise Lost e My Dying Bride tra le tante, i Solstice non finirono nel dimenticatoio, schiacciati dalla marea di pubblicazioni gothic doom degli anni novanta, ma si ritagliarono un posto speciale nel cuore dei fan, dove il mito nidificò e crebbe, anno dopo anno, andando a suggestionare ed ispirare una nuova generazione di musicisti che negli anni a venire avrebbe contribuito alla rinascita dell'epic doom.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
79.5 su 4 voti [ VOTA]
Graziano
Sabato 16 Ottobre 2021, 20.46.14
4
@LAMBRUSCORE In effetti meritano pure quelli. E aggiungo anche i Solstice inglesi che suonano progressive. 😅😅😅
LAMBRUSCORE
Sabato 16 Ottobre 2021, 19.07.28
3
Ma chi sono questi qua? Recensite i Solstice di Miami, quelli di Rob Barrett, agli inizi e di Alex Marquez ,ancora presente.... Se mi sono scappate le recensioni mi scuso
Lizard
Sabato 16 Ottobre 2021, 18.29.32
2
Visti al Wacken Open Air credo attorno al 2000, non ricordo l'annonesatto, ma presentavano questo album con due enormi lance ai lati del palco da cui penzolava il simbolo del corvo che si trova sulla copertina. Grande band, grande show...
Diego75
Sabato 16 Ottobre 2021, 16.03.49
1
Finalmente si legge una recensione di questa ottima band dai piu' bistrattata.....ottimo cd!
INFORMAZIONI
1998
Misanthropy Records
Doom
Tracklist
1. New Dark Age/The Sleeping Tyrant
2. Cimmerian Codex
3. Alchemicultein
4. Hammer of Damnation
5. The Anguine Rose
6. Blackthorne
7. The Keep
8. Cromlech
9. New Dark Age II/Legion XIII
Line Up
Morris Ingram (Voce)
Richard Walker (Chitarra)
Hamish Glencross (Chitarra)
Lee Netherwood (Basso)
Rick Budby (Batteria)
 
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