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Wage War - Manic
17/10/2021
( 417 letture )
Il 2021 si sta rivelando un’ottima annata per il metalcore e ora il compito di prolungare questa scia positiva spetta ai Wage War, uno dei nomi più in vista fra le nuove leve in virtù del debutto Blueprints (2015) e dell’ancor migliore Deadweight (2017).
In queste due release il giovane quintetto americano ha bruciato le tappe declinando un’accezione di metalcore melodico tecnico, muscolare e particolarmente groovy avente come fiore all’occhiello dei breakdown esaltanti per intensità e policroma inventiva. L’altra carta vincente è senza dubbio la ferrea sinergia a livello vocale, impersonificata dalle strabordanti harsh vocals del frontman Briton Bond e dal suo contraltare Cody Quistad, dotato di un timbro dalla spiccata indole emotional capace di infondere ai vari brani quell’inconfondibile dolcezza agrodolce tipica del genere.
Pressure (2019), pur mantenendo gli stilemi descritti, ha invece visto un deciso alleggerimento del sound dando maggior spazio alla melodia, all’elettronica e ad alcune digressioni di stampo pop punk che inevitabilmente hanno deluso numerosi fan della prima ora.

Il preambolo relativo alla discografia precedente della band si è reso necessario per inquadrare al meglio Manic, sintesi delle istanze del passato e al contempo punto di partenza di un nuovo corso stilistico: il metalcore battagliero senza compromessi degli esordi viene infatti confinato ad un paio di episodi in favore di una proposta molto più elastica e smaliziata, contraddistinta da un uso marcato dell’elettronica e dall’ampio ricorso a ritornelli infusi di sfaccettature emo/pop punk finora mai così esplicitamente catchy. I tecnicismi di matrice djent vengono in gran parte sostituiti da un riffing di ascendenza nu metal (o come si dice adesso nu metalcore) e i breakdown -anche se quantitativamente inferiori rispetto ai primi due dischi- mantengono una forte attitudine in your face non di rado “sporcata” dalle manipolazioni artificiali dei synth.

Che dietro questa svolta ci sia quella vecchia volpe del producer Jeremy McKinnon (reduce dal passo falso pop dei suoi A Day to Remember) non è da escludere, ma in ogni caso è sufficiente sentire l’eloquente opener Relapse per accorgersi delle novità introdotte: beat elettronici spinti, voci pulite filtrate e refrain “alla Warped Tour” facilmente memorizzabili si infiltrano nel tessuto metalcore subito dispiegante breakdown fatti su misura per il mosh in sede live.
La speculare Teeth si piega ad un afflato tangente all’industrial, mentre la title-track Manic provoca chi ascolta incrociando pulsioni elettroniche pericolosamente vicine alla trap e claustrofobiche offensive -core guidate dalla prova eclettica e “teatrale” del main vocalist Briton Bond.
Le radici di Blueprints e Deadweight emergono unicamente nella fierezza sprezzante di High Horse e in quel macigno di Death Roll, un campo minato cosparso di riaffioranti sincopi djent e debordanti breakdown spezzacollo.
Giunti a metà tracklist ci imbattiamo in due tracce che ben esemplificano la nuova strada intrapresa dalla band: prima Circle the Drain abbraccia riff nu metal e vede i vocalist alternarsi su registri in pulito rinforzati da cori attigui ai Bring Me the Horizon di Sempiternal, poi la scatenata Godspeed ci trascina nel bel mezzo di un dancefloor incendiando l’atmosfera con un synth-core festaiolo che a sorpresa fonde echi della mitica Dragula di Rob Zombie, breakdown figli della lezione degli Attack Attack! e refrain da sing-along talmente accattivanti che cercherete qualsiasi scusa per risentirveli in loop almeno una decina di volte.
Never Said Goodbye si rifà, come la morbida Slow Burn, all’interiorità di Pressure disegnando una ballad dai palesi connotati emotional tutta giocata sulle clean vocals sognanti di Quistad che non mancheranno di conquistare i cuori più romantici.
La miccia nu-metalcore di True Colors anticipa la conclusiva If Tomorrow Never Comes, composizione divisa fra momenti aggressivi e break estatici pennellati da melodie che rimandano alla profonda delicatezza degli ultimi Architects.

I Wage War in Manic hanno cambiato pelle e si sono allontanati dagli istinti bellicosi di inizio carriera, spostandosi su un cammino che inevitabilmente guarda al mainstream come mai prima d’ora: ritmiche nu metal, elettronica a profusione e hook melodici pop non andranno giù a molti ma la realtà è che ogni singolo brano riesce ad avvincere in pieno l’ascoltatore, al quale i 35 minuti della tracklist sembreranno un mero battito di ciglia e pertanto si sentirà quasi obbligato a schiacciare di nuovo il tasto play facendo ripartire il tutto appena terminata l’ultima traccia.
Probabilmente Deadweight rimane ancora l’apice degli americani però Manic ha dalla sua numerosi assi nella manica e sarebbe un vero peccato non usufruirne: i gruppi metalcore quest’anno non hanno praticamente sbagliato un colpo e i Wage War non sono certo stati da meno confezionando l’ennesima uscita di qualità da non perdersi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
64 su 3 voti [ VOTA]
Indigo
Mercoledì 20 Ottobre 2021, 15.40.27
2
@velvetanubi, l'obiettivo di un redattore è anche quello di far scoprire ai lettori nuove band e dunque mi fa molto piacere leggere il tuo commento. Anche io ho scoperto i Wage War da poco e devo dire che sono una giovane realtà davvero meritevole, quindi un bel 80 come voto è il giusto premio per l'ottimo lavoro svolto. Consiglio a chiunque fosse interessato di ascoltare anche il debutto e Deadweight, altri due album metalcore di grande qualità.
velvetanubi
Martedì 19 Ottobre 2021, 1.53.25
1
veramente sorprendenti, probabilmente il miglior album di quest anno dopo che architets e trivium secondo me hanno un po deluso. grazie a metallized per avermeli fatti scoprire
INFORMAZIONI
2021
Fearless Records
Metal Core
Tracklist
1. Relapse
2. Teeth
3. Manic
4. High Horse
5. Circle the Drain
6. Godspeed
7. Death Roll
8. Slow Burn
9. Never Said Goodbye
10. True Colors
11. If Tomorrow Never Comes
Line Up
Briton Bond (Voce)
Cody Quistad (Voce, Chitarra)
Seth Blake (Chitarra)
Chris Gaylord (Basso)
Stephen Kluesener (Batteria)
 
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